CCNL Idraulico Forestale 2018 Basilicata: Un'Analisi Dettagliata

La contrattazione collettiva in agricoltura è un sistema caratterizzato da specifiche peculiarità che riguardano in particolare i meccanismi di determinazioni dei trattamenti economici. Rispetto a rapporti collettivi che riguardano gli altri settori produttivi la contrattazione in agricoltura presenta, infatti, storicamente meccanismi di funzionamento specifici che differiscono in maniera sostanziale da quelli che riguardano l’industria o il settore terziario.

La ricostruzione analitica delle trasformazioni che hanno riguardato la contrattazione del settore agricolo (D’Alessio, 2017; Guarriello, 2011; Lagalà, 1987; Lagalà 1990; Lacorte, 1999) evidenzia, in particolare, le precipue evoluzioni che da sempre hanno riguardato i meccanismi di determinazione delle retribuzioni. Oggi il modello contrattuale applicato in agricoltura prevede, infatti, uno specifico meccanismo di determinazioni dei trattamenti economici che prova, da un lato, a salvaguardare il potere di acquisto dei lavoratori e, dall’altro, a tenere conto delle performance dell’economia agricola territoriale.

Anche in agricoltura come per gli altri settori produttivi sono i contratti collettivi stipulati tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro a stabilire le condizioni alle quali viene prestata la prestazione lavorativa (retribuzione, orario, qualifica, ferie, diritti sindacali, etc.). Tali contratti che vengono rinnovati con maggiore o minore regolarità a seconda dei rapporti di forza esistenti tra le parti contraenti si differenziano per le diverse categorie di lavoratori interessati.

Tra i diversi sistemi contrattuali che riguardano a vario titolo il settore agricolo è sicuramente quello degli Operai agricoli e florovivaisti che può essere considerato tra i più rilevanti soprattutto per la numerosità dei lavoratori a cui questa specifica tipologia di contratto viene applicata. Come per gli altri sistemi contrattuali agricoli anche quello degli Operai agricoli e florovivaisti presenta, inoltre, ulteriori specifiche peculiarità di applicazione territoriale.

Il Protocollo d’Intesa sugli Assetti Contrattuali sottoscritto tra Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil del 22 settembre 2009 precisa infatti che il sistema contrattuale degli Operai agricoli e florovivaisti è fondato su «un ponderato equilibrio tra il primo livello di contrattazione (nazionale) al quale è affidata la regolazione delle relazioni sindacali, dei principali aspetti normativi del rapporto di lavoro, delle aree professionali e dei relativi minimi salariali ed il secondo livello territoriale al quale è affidata la disciplina di alcuni aspetti normativi di dettaglio, la classificazione del personale e le relative retribuzioni, nonché le erogazioni legate alla produttività».

Struttura della Contrattazione: Livelli Nazionale e Provinciale

La struttura della contrattazione per gli Operai agricoli e florovivaisti è articolata su due livelli: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e il Contratto Provinciale di Lavoro (CPL). Entrambi i suddetti livelli contrattuali contribuiscono in maniera specifica alla definizione delle condizioni di trattamento economico dei lavoratori.

  • CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro): Viene rinnovato ogni quattro anni e ha il compito di adeguare le retribuzioni e i livelli dei minimi salariali di area facendo riferimento ai primi due anni del quadriennio di vigenza contrattuale.
  • CPL (Contratto Provinciale di Lavoro): Viene rinnovato in un tempo intermedio nell’arco di vigenza del CCNL ed ha una durata quadriennale. Ad ogni CPL viene demandato il compito di identificare le mansioni e i relativi profili professionali rilavanti per le attività svolte in quello specifico territorio inquadrandoli in una specifica aree professionale.

Al momento del rinnovo - in accordo con l’art. 2 del Ccnl - la contrattazione provinciale opera l’adeguamento dei suddetti salari contrattuali con specifico riferimento «al primo biennio di validità dei contratti provinciali…con l’obiettivo di salvaguardare il potere d’acquisto delle retribuzioni». In sede di contrattazione provinciale la definizione degli adeguamenti salariali è influenzata anche «dall’andamento dell’economia territoriale del settore della realtà provinciale e dalla comparazione tra inflazione reale e le dinamiche retributive concordate per la definizione degli aumenti salariali del precedente biennio dal Ccnl».

Attualmente sono 10 i sistemi contrattuali che riguardano il settore agricolo.

Retribuzioni: Analisi delle Medie Orarie e Mensili

La retribuzione media oraria per gli operai a tempo determinato è pari a 11,15 euro. La figura 2 permette di analizzare il valore medio delle retribuzioni per gli operai a tempo determinato in maniera disaggregata in base all’area professionale di appartenenza. Per gli Otd appartenenti all’Area 1 che contempla i lavoratori che svolgono «lavori complessi o richiedenti specifica specializzazione» si registra un valore medio della retribuzione, pari a 12,91 euro, superiore al valore minimo salariale d’area3 orario fissato dal Ccnl vigente di 2,33 euro4. Il valore medio della retribuzione per gli Otd appartenenti all’Area 2 che considera lavoratori con «conoscenze e capacità professionali» a cui sono assegnati «compiti esecutivi variabili non complessi» è, invece, pari a 11,67 euro ed è superiore al valore minimo salariale d’area orario fissato dal Ccnl vigente di 2,01 euro.

Per gli operai a tempo indeterminato sono stabilite retribuzioni differenziate da quelle orarie previste per gli Otd. In particolare per gli Oti il valore medio della retribuzione mensile è pari a 1.414,76 euro. La figura 3 permette di analizzare il valore medio delle retribuzioni per gli operai a tempo indeterminato in maniera disaggregata in base all’area professionale di appartenenza. Il valore medio della retribuzione per gli Oti appartenenti all’Area 1 è pari a 1.580,21 euro ed è superiore al valore minimo salariale d’area mensile fissato dal Ccnl vigente di 293,96 euro. Il valore medio della retribuzione per gli Oti appartenenti all’Area 2 è, invece, pari a 1.428,48 euro ed è superiore al valore minimo salariale d’area mensile fissato dal Ccnl vigente di 255,42 euro.

Analisi Regionale delle Retribuzioni

La tabella 1 permette di effettuare una analisi approfondita dei valori delle retribuzioni orarie medie degli Otd nelle diverse regioni italiane. In particolare la retribuzione media oraria degli Otd varia tra un valore massimo di 11,98 euro che si registra in Lombardia e un valore minimo di 9,27 euro che si osserva in Molise. In particolare la paga media oraria del Molise è più bassa del 23% rispetto a quella prevista in Lombardia.

La lettura della tabella 1 permette di identificare le regioni con i valori delle retribuzioni medie orarie massime e minime previste per ognuna delle diverse aree professionali previste dal Ccnl. Se da un lato è il Trentino Alto Adige ad essere caratterizzato dai valori della retribuzione medie orarie degli Otd più elevate sia per i lavoratori classificati nell’Area 1 (13,65 euro) sia per quelli dell’Area 2 (€ 12,51), dall’altro, è la Lombardia ad avere i valori delle paghe orarie medie più alte per gli Otd ricadenti nell’Area 3 (€ 10,34).

I valori delle retribuzioni medie orarie più basse per gli Otd si registrano invece in Molise, sia per i lavoratori classificati nell’Area 2 (€ 9,22) sia per quelli dell’Area 3 (€ 7,18), e in Basilicata, per i lavoratori dell’Area 1 (€ 10,96). È opportuno evidenziare che il maggiore gap tra salari regionali si registra per i lavoratori dell’Area 3 dove la retribuzione media oraria prevista in Molise è del 33% inferiore a quella prevista in Lombardia. Viceversa per i lavoratori dell’Area 1 si registra una differenza più contenuta considerando che la paga media oraria prevista in Basilicata è più bassa del 20% rispetto a quella prevista in Trentino A.

La tabella 2 permette di effettuare una analisi approfondita dei valori delle retribuzioni mensili medie degli Oti nelle diverse regioni italiane. In particolare la retribuzione media mensile degli Oti varia tra un valore massimo di 1.529,88 euro che si registra in Trentino A.A. e un valore minimo di 1.272,79 euro che si osserva in Campania. In particolare la paga media mensile per gli Oti della Campania è più bassa del 17% rispetto a quella prevista in Trentino A.A..

La lettura della tabella 2 permette di identificare le regioni con i valori delle retribuzioni medie mensili massime e minime previste per ognuna delle diverse aree professionali previste dal Ccnl. In particolare il Trentino A.A. è caratterizzato dai valori della retribuzione medie mensili degli Oti più elevate per tutte le aree professionali previste dal Ccnl: € 1.683,72 per l’Area 1, € 1.543,61 per l’Area 2 e € 1.362,33 per l’Area 3.

Viceversa i valori delle retribuzioni medie mensili più basse per gli Oti si registrano invece in Molise, sia per i lavoratori classificati nell’Area 1 (€ 1.350,78) sia per quelli dell’Area 2 (€ 1.211,69), e in Campania, per i lavoratori dell’Area 3 (€ 1.008,95). Il maggiore gap tra salari regionali si registra per i lavoratori dell’Area 3 dove la retribuzione media mensile prevista per gli Oti in Campania è del 26% inferiore a quella prevista in Trentino A.A.. Viceversa per i lavoratori dell’Area 1 si registra una differenza più contenuta considerando che la retribuzione media mensile prevista in Molise è più bassa del 20% rispetto a quella prevista in Trentino A.

Analisi Provinciale e delle Qualifiche

La tabella 3 permette di identificare le province e le qualifiche che si collocano ai primi 5 posti nella classifica delle retribuzioni orarie per gli Otd. Nella stessa tabella si possono, inoltre, identificare le province e le qualifiche che invece si collocano negli ultimi posti della stessa graduatoria. Gli Otd con qualifica di Specializzato "super" della provincia di Trento sono i lavoratori agricoli con le retribuzioni più elevate in Italia. A questa qualifica che comprende lavoratori «in possesso di specifiche superiori capacità professionali» appartengono profili professionali molto diversificati: conduttori di macchine e impianti, responsabili di allevamento, di cantina o di malga, aiutanti di laboratorio, cuochi in aziende agrituristiche, potatori, giardinieri, innestatore e guardiapesca.

Gli Otd della provincia di Mantova con la qualifica di Specializzato "super" A si collocano al secondo posto. In particolare questa qualifica comprende profili professionali con elevati livelli di responsabilità come il casaro capo tecnico, il cuoco responsabile di agriturismo, il cantiniere, il capo operaio e il capo squadra nel settore florovivaistico.

Gli Otd della provincia di Siena con qualifica Livello 1 Specializzato "super" si collocano al terzo posto. Questa qualifica comprende diverse categorie che svolgono funzione di responsabilità in ambiti di attività diversificati: cantiniere responsabile, responsabile meccanico, responsabile manutentore, responsabile di spedizioni, responsabile di impianti e coltivazioni in serra e/o vivaio, responsabile di scuderia, macellatore responsabile, frantoiano responsabile, responsabile selezionatore specie avicole, responsabile di birrificio agricolo e capo cuoco.

Al quarto posto si collocano gli Otd con qualifica Livello a (ex Specializzati "super") della provincia di Venezia. In particolare a questa qualifica appartengono sia figure più tradizionali (ad es. responsabile di stalla, fecondatore laico, innestatore, etc.) sia profili professionali più innovativi (ad es. l’ortofrutticolo superspecializzato o il responsabile dell’impianto di produzione di energia da biomasse).

Al quinto posto si posizionano, infine, gli Specializzato "super" della provincia di Pavia.

Nella tabella 3 è possibile indentificare anche le province con le retribuzioni orarie per gli Otd più basse. Gli Otd con qualifica di Ex raccolta prodotti della provincia di Ascoli sono i lavoratori agricoli con le retribuzioni più basse in Italia. A questa qualifica appartengono «i lavoratori impiegati esclusivamente nelle raccolta di tutti i prodotti compresi i funghi e i tartufi».

Al penultimo posto si colloca la qualifica dei Lavoratori avviati per la prima volta alle operazioni di raccolta della provincia di Cuneo che contempla gli Otd che si occupano sia delle «attività di raccolta dei prodotti agricoli e (di quelle) connesse nonché (della) cernita nel caso di sospensione nella raccolta (per eventi eccezionali) atmosferici o di lavoro» sia «coadiuvano in cantina i lavori di pigiatura e vinificazione». I Lavoratori avviati per la prima volta alle operazioni di raccolta della provincia di Cuneo sono inoltre impegnati anche nelle attività preliminari alle operazioni di raccolta «strettamente accessorie, effettuate nei 10 giorni antecedenti».

Gli Otd della provincia di Padova con qualifica Livello G (raccolta) si collocano al terzo ultimo posto. Questa qualifica è attribuita in particolare agli Otd «assunti esclusivamente per le operazioni di raccolta manuale».

Gli Otd con la qualifica Livello i della provincia di Palermo si posizionano invece al quart’ultimo posto. Appartengono a questa qualifica i lavoratori alla prima esperienza lavorativa che vengono coinvolti in maniera prioritaria in azioni di formazione continua per acquisire le necessarie competenze.

Al quint’ultimo posto infine si collocano a pari merito gli Otd della provincia di Benevento con qualifica Livello III, quelli della provincia di Imperia con qualifica Comuni B - Livello F e quelli della provincia di Savona nella qualifica Livello F - Comuni B. Se nel Livello III della provincia di Benevento ricadono specifiche figure professionali impegnate nella realizzazione manuale di operazioni colturali (ad es. addetti alla fienagione a mano, falciatori a mano, scerbatori, zappatori, rincalzatori a mano, etc.) o coinvolte nelle operazioni di raccolta (ad es.

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