Chiavata dall'Idraulico: Un Viaggio Umoristico nel Linguaggio Inusuale

Prima dell’uso leggere attentamente le istruzioni: non somministrare a soggetti carenti di humour, suscettibili o permalosi. Assumere a piccole dosi. In pediatria è consigliabile iniziare il trattamento affiancando i giovanissimi ad adulti sani e spregiudicati.

Effetti collaterali: idiosincrasia per l’azzurro e le cravatte puntinate di mister Arcore, le maxi bisce, i 45 giri di Iva Zanicchi e le lacrime sul viso di Rita Dalla Chiesa. Ogni riferimento a persone, fatti e misfatti è responsabilità soggettiva dei liberi pensatori che s’accingono alla lettura.

Escluso dal turismo internazionale, pochissimo noto alle genti locali, luogo minimo, gelosamente custode di sé, lo Stato di SantaMariaPrega PerNoiPeccatori equidista dal Pacifico e dall’Atlantico, dal Celeste Impero e dalla Patagonia. Vi si coltivano banane e per l’inedita intraprendenza di taluni suoi uomini di spicco la frutticultura si è da non molto impreziosita grazie a rigogliosi filari di fichidindia.

Il popolo è lieto di sottostare al fatuo dispotismo del presidente in pectore, del Luigi pentastelalto e poco lascia al suo oppositore, dem-dimezzato. La lingua se ne sta in bilico tra il romanicus e un italicus astrusicus, inusualis, fantasiosissimus a cui con moderata pazienza abbiamo attinto a favore di chi altrettanta pazienza volesse porre alla ricerca di sì sorprendenti stranezze di lingua leggendo quel che segue, ma avendo cura di consultare l’amabile dizionario italiano firmato dalle star di settore, i signori Devoto & Oli.

Esplorando il Dizionario dell'Insolito

acatelessìa

Ti ho aperto il cranio e, che spasso, era vuoto. Che dico, neanche una minicellula grigia vi ho trovato, neanche un seppur labile fantasma di intellighenzia, una virgola di attività celebrale: illustrandoti cose elementari ti chiesi: “hai capito?” e il tuo sguardo si perse nel vuoto per sempre. Certo avevi un bel paio di tette, ma anch’esse stupide, mute al tatto. In sede di divorzio, prima di affrontare il tema degli alimenti avrei voluto che il tuo avvocato t’accompagnasse per un weeck-end su un’isola deserta.

acca

Sei un niente, come dire…un indefinito nulla, un puro divertimento del vuoto spinto, una boutade senza perché. Leggo, rileggo le quattro lettere “a / c / c / a” : d’un verso o dall’altro il risultato è sempre, inequivocabilmente, il niente. Mancava un centesimo di secondo al “vuoi tu prendere in sposa…” quando m’illuminò Sant’Eufemio. Egli scosse il capo da destra a sinistra e, non vorrei sbagliare, mi strizzò l’occhio. Il suo mento, spinto più volte in fuori, m’indicò la porta della parrocchia, invitandomi alla fuga.

accaffàre

Ovvero mettere le mani nel sacco, le dita nella marmellata, le grinfie sugli aiuti umanitari ai bambini del Biafra, le zampe sulle tangenti.

acchiappanùvoli

Scendi di lassù, funambolica svampita, o sfonderai il cirro su cui hai posato la tua mole pachidermica, supponendo di volare lieve sui miei sentimenti ’sì puri.

acciocchìre

Hai sensi assopiti, glaciali, da esilio decennale su imponenti iceberg. L’ho scoperto alle 3 e 45 di questa notte scura. Ma ci riprovo: ti sfioro un seno con mano esperta e il tuo misero eros residuale rimane silente. Ripasso il Bignami del “palpa, ripalpa e stupisci” e nulla accade. Ripropongo memorabili performance scovate nella memoria e rispondi sbadigliando. Metti tra noi la borsa dell’acqua calda a centodieci gradi, barriera inespugnabile. I tuoi sex-ormoni ronfano, definitivamente inerti.

acclìne

A te avvinto da affinità, benché casuali, mi affido al cuore perché batta sincrono con il tuo, perché le parole che tracimano dall’ugola siano per te musica colta e le mie dita ti sfiorino con la giusta enfasi.

accrochàge

Calmo era il mare, chiara la notte, blu la grotta azzurra.

acribìa

Dici : “ho scoperto un capello, sottile. Biondo o moro ? Rosso”. Spaccalo pure in venti, sottoponilo al miscroscopio. Pur nel mezzo del perfezionismo meticoloso, non saprai da quale testa è caduto sulla spalla mia.

adelomòrfo

Informedonzella, recati di slancio in via Sperandio e affida i tuoi connotati al professor “Ti-rinnovo. taglia e cuci estetico”.

ademprìvio

Ovvero, profittar del pubblico divenuto privato.

adèspoto

Strada Gino. Bimbi amputati, bestemmie: “porc…non una goccia di sangue da trasfondere”.

affarìo

È serrato il tuo dinamismo sessuale, anzi frenetico. T’impegna a lanciar reti nel mare della perversione per tirar su, in depravati spazi notturni, seguaci dell’amore comprato: puttanieri cioè, a vantaggio del tuo famelico pappone.

affralìre

Proverò a indebolirti, nemico della pace, sottrarrò energia a cetniks e ustascia, sanguinari predoni slavi di una parte e dell’altra, a Sharon e ai tifosi di guerre “umanitarie”, a mercanti di schiave, a turpi pedofili.

allalì. allalà.

àlmo

Le ha dato la vita mami Sahina, almamater.

ammencìre

Il tuo seno è avvizzito, appassite son le gote, cosce e glutei son flosci, il tuo cuore è tutto rughe. Sfiorici a vista per iuncuria, pigra compagna di sesso. anzi, ex partner.

ammennicolàre

Chiede se la tua chioma fluente è bionda di un biondo platino o di un biondo grano maturo.

anacorèsi

Guarda…Fassin-Grissino! Altissimo, di filiforme ingegno. Toh…Rutellik, ergonomica inesistenza. Il totale? Vistosi, preventivi smagrimenti a sinistra e tanti ex falce e martello in maledetta solitudine contemplativa.

anaptìssi

Berlsconi : impossibile capriola alfabetica. possibile così : Berl usconi. Oppure : Taormna - Taorm ina, Lunrdi - Lun ardi : confltto d’intrssi-confl i tto d’inter essi.

anodìno

Sul pube un lamè di tre centimetri per uno, sotto i talloni quattordici centimetri di tacchi, sul fondoschiena tatuaggi di mister Bean, eppure…rimani insignificante. Mi chiedi perché ti ho sposata?

antipòfora

Sei forse per la guerra? Certo che no. Forse sei per la pace? Ni. Sei per caso talebano? Che dici… Forse sei forse filo-americano?

antìtesi

“T’ho scongiurato, ricordi? quieta, zitta, fa parlare il corpo, e specialmente l’utero, il culmine dei seni, la pelle che sfioro. In risposta gelo.

aposiopèsi

Dov’è il milione di posti in più? “Eeeeh?” Dove l’aumento delle pensioni per tutti? “Comeeee?” Insomma, risponda:“Mmmm…”.Appellerò “Nasone” il reticente Silvero.

apozèugma

Berrai, sorseggerai, assaporerai, apprezzerai, questo nettare di Lacrima Christi che ho vinificato per te, tenace astemia dell’anima mia. Fumare già fumi di tuo, non ti resta che dire ciao alla tua ostinata verginità.

appalugàrsi

Ho invano denudato il ventre a vantaggio dei tuoi occhi, l’ho maliziosamente ruotato, ho lasciato cadere settantasette veli uno a uno. Eri appalugato, amor mio, o, peggio, dormivi.

appùlso

È principiato niente male il nostro match sessuale. L’esordio fu creativo e…dinamico. O no? T’aspettavi di più e di meglio? Dopo la sigaretta e una pausa di riflessione ho mostrato disimpegno, è vero.

appuzzàre

Quel che si dice incompatibilità.

aprassìa

Non sei cionca, né paralitica, non oltrepassi i cinquanta, hai due gambe e altrettanti piedi: perché muovi scomposta il bacino, come una tarantolata disequilibrata?

archegònio

Sappi, scettico compagno di scorribande in letti muliebri, che l’ho scrupolosamente esplorata ed ella generosamente si è donata: le ho detto prendi la mia linfa nel tuo dolce archegònio (come dire vulva) e genera, se vuoi, teneri virgulti, a tutela della specie.

arrapinàrsi

S’arrovella mister Dabliù Bush: fu ’sì breve il blitz afghano, come smerciare il surplus di missili e bombe blu? Di qui l’angoscioso e irrisolto quesito sul dov’è “il maledetto talebano : Iraq, anzi Somalia, Siria, no, Egitto, macché, Papuasia”.

arzigògolo

“Vedi” dicevi nel letto in attesa di carezze, baci e giochi d’amore “ho percezione di una sola presenza, la mia”. In verità era indecente la tua distanza da me, ingiuriosa l’indifferenza, impressionante l’astrazione dal contesto. Non una parola, né spiccioli di pensieri dedicati. Io assente? Acquattato all’altezza di alveari e arnie assolate, in armonia con ancora anelanti amorini, armeggiavi attorno ad altezzosi aquiloni, appostata appena di là da austere aberrazioni dell’apocalisse, in attesa di astruserie e allettanti attenzioni per autentici attentati all’autonomia dell’autocoscienza. Approvo l’affabulazione arrischiata, l’autogestione allungata, l’assoluzione di assassini dell’autostima, l’architettura architettata. Non approvo l’affabilità affettata, l’adattabilità accettata, l’assurdità amplificata, l’amabilità accurata. Ammetto l’adulterio d’annata, l’assatanamento dell’amata, l’appisolamento sull’amaca, l’arrotondamento dell’arcata, l’appagamento dell’attempata.

babuvìsmo

1797 : moriva Babeuf, ideologo dell’equalitarismo, del diritto a tutto di tutti. 1917, il giorno della Rivoluzione. Risorge Babeuf.

baciabàsso

C’è inchino e inchino. Il Suo, spassoso Emilius Fidelis Prostratus, è irreversibile, definitivo.

bagolàre

Spettegoli, ciarli che bagascia sei? Non ti pago davvero per questo fatuo ciacolare.

bagònghi

Scarpa inglese, tacco doppio, soletta extrastrong, ginnastica elevatoria, occhio televisivo a slanciare dal basso in alto.

bardàssa

Giovane cinedo, effeminato virgulto, batillo. Occupi il posto mio nel cuore dell’amoroso mio.

baritonèsi

Come se chiamassi un pasticcio di patate gàtto e non gattò o bàccala un piatto di baccalà: nei secoli dei secoli solo a Pulcinella fu concessa libertà d’accento e punteggiatura.

basìre

Mini ultra-mini, scollo anteriore ombelicale, posteriore a fondoschiena, cascata di laminato sulle spalle tornite, seno alto, a-siliconico: io, praticamente folgorato.

batticùlo

Vorrei esser falda della camicia tua per lambire il tuo “didietro” e armatura, per poggiare sulle tue natiche: capisci quanto ti amo?

battipàlle

La parolina non ha il significato che sospettivi, mia sadica amica: è il culmine della bacchetta che arma fucili ad avancarica.

batùrlare

Ah come lampeggiano gli occhi tuoi.

bellùria

Vistosamente attraente, nascondi il nulla celebrale sotto forme pompate dal bisturi plastico.

benavére

Benàbbiti, insaziabile femmina, sta’ cheta. La ventottesima eros-performance è concessa solo all’iperdotato Mandrake e forse neppure a lui.

bésso

Termine che equivale a fesso, ma differisce in eleganza e non offende. “Sa, Silvero Primero, Ella, è vigorosamente bésso”.

biòtto

Silvero Primero nudo? Passi. Ma in piazza poi, sul podio del direttore del traffico momentaneamente assente per far pipì…, tutto nudo nel gelido dicembre milanese, in piazza del Duomo, di fronte alla madunina?

bitematìsmo

Son sposa felice, son single lietissima / Bush ti amo, G.

blacherniòtissa

Il tuo seno: non fosse ieraticamente impegnato, m’accoglierebbe a capezzoli spalancati.

bocchìno

Qual estrema contraddizione. Ma come, diminutivo? Cioè bocca piccola?

bombòne

“… in pieno oceano, a mezzo tra flutti d’Africa e gorghi d’America, la lenza s’è tesa e riavvolta. In cima un balenottero di trenta metri…”.

borbogliàre

Nacqui e il ginecologo borbottò (per aver dovuto rinunciare a un incontro di letto). Borbottò mia madre (le sciupai i seni, succhiando latte). Mia moglie borbotta (senza un perché): ah saperlo!

bovarìsmo

Ho riacceso nella tua anima istinto e fantasia. Eri tragicamente mesta, sei festosamente gaia. Avendoti ’sì ben mutata, non pensi mi sia dovuta una ricompensa?

brachésse

Eccoti goffa, asessuata e informe in codesti pantalonacci, imposti dal perverso stilista che gioca con la tua subalternità alla moda. Bye.

brachilogìa

(Avendo) assolto l’uxoricida, molte mogli furono scannate.

bracòne

Sciatto, trasandato amante: in codesto buffissimo, settecentesco indumento, ’sì gonfio ai polpacci, appari omologo di una femmina mascolina.

bradipsìchico

Ce l’avrai anche duro, padan-spaccone, ma ben più tosta, benché vuota, è l’altra testa, agli antipodi del bassoventre.

briccicàre

Dilapidi il tempo, oziosa donzella, svolazzi senza mèta e affoghi nel nulla, asservita all’inerzia obnubilante dei sensi, dell’eros specialmente.

briffàlda

T’ho donato cuore, anima e sesso. mi avevi commosso e sfilando il portafoglio dai pantaloni dissi: “E’ tuo”. Ho poi scoperto che sei impicciata con sette amanti.

brìga

In un casinò mi cacciasti, inaffidabile compagno di bisbocce, complice di crapulanti eccessi: era senza fondi il tuo bancomat, ho una montagna di piatti da lavare.

brìncio

Non muove a pietà quel prologo al pianto sul tuo volto da bambino sfortunato. Avessi rubato caramelle…ma undicimila miliardi: piangi fino al 2025 egregio tangentista.

brògio

“Superiorità mediterranea”. L’inverso sei tu, ominide senza sale, nel senso dell’esser sciocco: discendi etimologicamente da (Am) brògio. Come dire pirla, understand?

brontofobìa

Un lampo ti turba, il tuono ti atterisce, l’uno e l’altro ti terrorizzano e ti consegni a me, completamente: effetti speciali sul nostro talamo. Boris, mio Boris: ballavi da dio, bevevi da re, brindavi a tutto, brindavi con tutti.

cacadùbbi

“Mi ami?” “Uuhmmm”. “Allora mi odi?” “Eehmmm.” E’ per questo tuo bilicare che ho scelto la clausura.

càche-sèxe

Dissi scherzando: “Mi attrai meno di ieri”, ma tanto per dire. E tu? Hai varcato la soglia di un megastore di intimo for mane a sera hai esibito un tanga-slip ben colmo di ben di dio, nello splendore di un talamo tondo, dominato da un mega specchio azzurrato.

cacologìa

Ascendemmo in montagna: profumo di edelweiss, aria rarefatta, scintillanti ghiacciai, mercurio a meno 23. Nel rifugio gradi + 28. Automatico denudarsi e gorgheggiare “ollalaiò, ollalaié”: carino lo slippino che sfoggi.

càffo

Tra cento e più divini creaturi, che dire, sei il numero uno, the first: muscolo d’oro, occhi di fuoco, spalle larghe e fianco stretto. Figo, per non farla lunga. E’ agli antipodi il marito mio: non plus ultra dei derelitti, sciancato, ipolibidinoso, sottodotato, apatico.

cantafèra

“Mi ami? E quanto mi ami? E dimmi come mi ami. Da quando mi ami?

capaccìna

Ossessionante refrain: “in casa no smoke, riponi la giacca nell’armadio, lava le mani, infila le pattine, aiutala cicci a far i compiti”.

capaméno

Riempisti il cappuccino di peperoncino (piccante), il cannolo di mostarda, la caponata di zucchero, la mia auto di pulci in calore.

caramògo

Diverti gli altri sette big, veri padroni del mondo, più che un giullare di corte e così suscitando ilarità strappi inviti a corte, dispensi allegria fino al mal di pancia, animi, leggiadro serate post-summit.

carampàna

Nessuna colpa se la natura ti donò forme procaci e nulla la società. L’infanzia negata, la fame, un pappone, ti condussero al meretricio: le invasioni plurime subìte dalla tua vulva saranno ricompensate con il paradiso, porta pazienza.

carpìccio

Ho detto “mi piaci”, ho parlato al vento. Poi “t’amo”, ho detto e hai replicato alla dichiarazione perdendoti negli occhi di Edgardo, inutile belloccio.

catasterìsmo

Micio spaurito, spelacchiato, afflitto da strabismo di Venere e handicap motorio: così com’eri t’accolse il cielo, tra cherubini e beati. E tu, iena incolpevolmente ridens, anche tu salisti in alto, nel girone paradisiaco dei prediletti di dio.

catonìsmo

S’erge sui tacchi dello scarpino rinforza...

tag: #Idraulico

Leggi anche: