Reverse Charge: Come Funziona e Come Fatturare Correttamente

Dal 1° aprile 2011 sono partite le nuove regole per le cessioni di telefoni cellulari e microprocessori con l’applicazione del meccanismo del reverse charge, che comporta lo spostamento degli obblighi fiscali in capo al cessionario e non al cedente come avviene normalmente. In pratica con tale meccanismo gli obblighi di A vengono “spostati” in capo a B.

Obiettivo della Fatturazione Reverse Charge

L’obiettivo della fatturazione Reverse Charge è evitare le frodi IVA nelle quali A emette fattura a B, A incassa l’IVA da B, sparisce e non versa l’imposta (1° danno all’erario). B fa il finto tonto e va a chiedere il rimborso dell’IVA, il più delle volte riuscendoci (2° danno all’erario).

Dopo aver scoperto numerose frodi di questo tipo, l’erario ha detto: siccome di A non mi fido mi scelgo B come debitore dell’imposta nei miei confronti perché lo ritengo più affidabile e dunque si impone (per legge) che per determinate operazioni si debba applicare il meccanismo del reverse charge (art. 17 DPR 633/72).

Come Fatturare col Reverse Charge

Una fattura gestita secondo la legge del Reverse Charge deve essere registrata secondo lo schema che vado a proporre e spiegare:

  • Si integra la fattura con l’esposizione dell’IVA.
  • Si registra la fattura nel registro acquisti
  • Si registra l’autofattura ex art. 17 c. 6 DPR 633/72 nel registro vendite per rendere l’operazione neutra ai fini IVA. E’ un movimento che deve avvenire solo ai fini IVA ma non ai fini del reddito.

In questo modo gli obblighi IVA sono stati “invertiti” a carico dell’acquirente così come richiede la normativa vigente. Operativamente bisogna creare nel gestionale un apposito codice IVA analogo a quello utilizzato per registrare gli acquisti intracomunitari ed un conto transitorio dove far transitare le registrazioni.

Nota bene: L’esempio si riferisce al Gestionale Amica ma è valido anche se usi un altro gestionale o se fai registrazioni a mano.

Esempio di fatturazione col Reverse Charge

Una fattura da €1.000 con codice di esenzione art. 17 va registrata con tre scritture contabili:

  1. Registrazione di acquisto

    • Fornitore in Avere per €1200 (il valore della fattura + IVA al 20%)
    • Costo in Dare € 1000 (il valore della fattura)
    • IVA Acquisti in Dare €200 (IVA calcolata sul valore della fattura)
    • Castelletto IVA come per una normale fattura di acquisto.

    Reverse Charge - La prima registrazione (acquisto)

  2. Registrazione di vendita

    • Ricavi in Avere €1000 (valore della fattura)
    • Cliente (se stessi per autofattura) in Dare €1200 (valore della fattura + IVA al 20%)
    • IVA Vendite in Avere €200 (IVA calcolata sul valore della fattura)
    • Castelletto IVA come per una normale fattura di vendita.

    Reverse Charge - La seconda registrazione (vendita)

  3. Registrazione contabile

    • Fornitore in Dare €200 (valore dell’IVA al 20%)
    • Cliente (se stessi per autofattura) in Avere €1200 (il valore della fattura con IVA)
    • Ricavi in Dare €1000 (Storno ricavo della registrazione n. 2)
    • Nessun castelletto IVA

    Reverse Charge - La registrazione contabile finale (inversione contabile)

L’inversione contabile (obiettivo della legge) si realizza con l’emissione dell’autofattura perché in tal modo sei tu a corrispondere l’IVA all’Erario anziché il tuo fornitore. Se non ci fosse stato reverse charge avresti ricevuto fattura con IVA e l’avresti pagata al tuo fornitore: tu l’avresti portata in detrazione e lui l’avrebbe versata all’Erario; siccome è stato applicato il reverse charge entrambe le operazioni le fai tu: prima te la porti in detrazione con la fattura integrata e poi la versi all’Erario con l’autofattura.

tag: #Idraulica

Leggi anche: