Collettore Idraulico per Bagno: Vantaggi e Svantaggi
L’impianto idraulico, insieme a quello del gas e all’impianto elettrico, rappresenta uno degli interventi principali da considerare quando si decide di ristrutturare casa. In particolare, nelle ristrutturazioni di bagni, rifare l’impianto idraulico è una pratica comune e spesso necessaria.
La realizzazione dell’impianto idraulico del bagno può essere eseguita principalmente in due modi:
- Impianto idrico a collettore
- Impianto idrico in derivazione
Impianto Idrico in Derivazione
L’impianto idrico in derivazione prevede l’installazione di una tubazione principale che alimenta ogni utenza. La derivazione avviene tramite l’utilizzo di raccordi a “T”, che consentono di dividere l’acqua della tubazione principale in due o più canali.
Svantaggi dell’impianto in derivazione:
- Impossibilità di bloccare una singola utenza alla volta: in caso di intervento, è necessario bloccare l’intero impianto idraulico.
- Interventi di ripristino e sostituzione possono richiedere la demolizione della pavimentazione.
Vantaggi dell’impianto in derivazione:
- Esteticamente gradevole.
- Facile da chiudere e aprire.
- Poco ingombrante.
Impianto con Collettore
L’impianto idrico con collettore prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete, che funge da distributore centrale idrico, da cui partono tutte le tubazioni. Dal collettore parte un tubo dell’acqua fredda e uno per l’acqua calda che fornisce una singola utenza, perciò non ci sono interruzioni sottotraccia come nell’impianto idrico in derivazione, avremo i tubi che andranno dal collettore all’utenza diretti.
Con questo sistema i giunti sono all’interno della cassetta e all’utenza alla quale sono collegati, pertanto non vi sono giunzioni sotto traccia. L’assenza di giunzioni sottotraccia facilita gli interventi di manutenzione ordinaria e anche straordinaria, quando necessari.
Vantaggi dell'impianto a collettore
- Assenza di giunzioni sottotraccia: questo facilita gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
- Rischio di lesione o rotture durante la messa in esercizio pressoché assente.
- Possibilità di gestione delle singole utenze separatamente senza dover interrompere la distribuzione dell’acqua anche agli altri punti di erogazione.
- Impianto sempre ben bilanciato, senza cali di pressione o di acqua calda, anche in caso di prelievi simultanei.
- Fruizione dell’acqua calda in tempi rapidi.
- Facilità di posizionamento e installazione: il collettore è preassemblato nella cassetta per l’ispezione e può essere dotato di portello push-to-open per un’ispezione veloce ed agevole.
Svantaggi dell'impianto a collettore
- Costo di realizzazione più elevato dovuto alla maggiore lunghezza della rete di distribuzione.
- In base al numero dei punti di erogazione, il collettore può arrivare a dimensioni relativamente grandi e quindi risultare troppo ingombrante soprattutto se gli ambienti di installazione sono piccoli.
Materiali Utilizzati negli Impianti Idraulici
La realizzazione di questi due sotto-impianti segue regole differenti e vengono utilizzati materiali differenti. Infatti, il primo contiene al suo interno acqua in pressione oltre che fredda e calda, quindi deve avere delle precise caratteristiche sia di tenuta sia di isolamento.
Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico. Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.
I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.
L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. In compenso, hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C.
Relining: Un'Alternativa per la Ristrutturazione
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali.
D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema.
Normative e Autorizzazioni
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. La normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). Il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto.
Costi e Detrazioni Fiscali
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni.
Tabella comparativa tra impianto idrico a collettore e impianto idrico a derivazione
| Caratteristica | Impianto Idrico a Collettore | Impianto Idrico a Derivazione |
|---|---|---|
| Tubazioni | Singole tubazioni per ogni utenza | Tubazione principale con derivazioni |
| Giunzioni | Assenza di giunzioni sottotraccia | Giunzioni sottotraccia |
| Manutenzione | Facile manutenzione e gestione singola utenza | Manutenzione complessa, blocco intero impianto |
| Costo | Più costoso | Meno costoso |
| Ingombro | Collettore più ingombrante | Meno ingombrante |
