Come Funziona un Ascensore Idraulico: Principi di Funzionamento

L'ascensore oleodinamico, spesso chiamato “ascensore idraulico”, ha un funzionamento molto semplice dal quale risulta anche il suo nome: per mettersi in movimento, infatti, ha bisogno di liquido, nella fattispecie olio minerale.

La salita della cabina avviene grazie ad un sistema composto da cilindri e pistoni, azionato, appunto, da olio minerale in pressione che una volta immesso nel cilindro determina una estensione dello stelo e, di conseguenza, il movimento desiderato.

Ancora più semplice e a costo zero è la discesa che avviene sfruttando la forza di gravità che viene controllata grazie alla gestione del deflusso dell’olio all’interno del cilindro. Il risultato è un sistema dal movimento fluido, confortevole e sicuro.

I modelli più avanzati di ascensore idraulico prevedono l’utilizzo, al posto dell’olio minerale, di fluidi ecologici che azzerano i fattori di rischio di inquinamento in caso di dispersione nel suolo grazie ad una biodegradabilità del 90%.

Vantaggi degli Ascensori Idraulici

Uno dei principali vantaggi riguarda il fatto che l’ascensore idraulico, per via del suo piccolo ingombro, dovuto all’assenza del locale macchine e di contrappesi, può essere installato praticamente ovunque, anche in case o edifici in via di ristrutturazione che precedentemente non prevedevano l’ascensore e che, dunque, non hanno lo spazio materiale per un ascensore elettrico o che renderebbero l’installazione di quest’ultimo inutilmente costosa e complicata.

È, inoltre, consigliato in edifici con un’altezza dei piani non elevata, come, ad esempio, piccoli condomini e bifamiliari: l’ascensore idraulico è infatti estremamente silenzioso, il che permette l’uso dello stesso senza che si arrechi disturbo ai condomini.

Efficienza Energetica e Impatto Ambientale

Come in tutti i segmenti di mercato anche in quello degli ascensori, a partire dalla fine del secolo scorso, l’efficienza energetica è diventata il mantra ed ha invertito le rotte: ha ridotto notevolmente la diffusione degli ascensori idraulici o oleodinamici in tutta Europa (in auge dagli anni 80), a favore di quelli elettrici ritenuti, appunto, più efficienti in termini di consumi energetici.

Ed il mercato si è uniformato, ad occhi chiusi, a questa tendenza… Oggigiorno, però, le cose stanno diversamente.

Se è vero che l’ascensore elettrico offra vantaggi per il consumo energetico durante la fase di utilizzo, di contro, va sottolineato che ciò vale solo in fase di corsa e che questo aspetto, da solo, non basta per valutarne correttamente la sua impronta ecologica.

A conferma di ciò, recenti studi di settore, hanno dimostrato che l’energia, che i costruttori di ascensori hanno utilizzato per anni come fattore decisivo per scegliere un ascensore elettrico invece di uno idraulico, è solo uno dei fattori che contribuisce alla valutazione dell’impatto ambientale di un ascensore.

Alla fine dei conti, infatti, dall’analisi dell’intero ciclo di vita di entrambi i sistemi è risultato essere l’ascensore idraulico quello dal profilo ambientale migliore.

Componenti e Normative di Sicurezza

Le apparecchiature disposte nel vano di corsa e i tratti delle eventuali funi o catene portanti che si avvolgono su pulegge o pignoni e gli attacchi, devono poter essere ispezionati in modo agevole. Per tale ispezione non é richiesta obbligatoriamente la bottoniera di manutenzione sul tetto della cabina.

Il macchinario e le apparecchiature di comando e manovra devono essere installati in un apposito locale che deve avere dimensioni sufficienti per permettere l' ispezione e la manutenzione agevole di tutte le parti.

Le aperture per il passaggio delle tubazioni e dei conduttori nel vano di corsa devono essere le più piccole possibili.

Il collegamento a terra della cabina a sostegno diretto deve essere effettuato mediante uno o più conduttori disposti nel cavo flessibile.

Le guide della cabina e del pistone installate in ambiente dove esiste il pericolo di esplosione possono essere non metalliche. Le linee e gli apparecchi elettrici devono essere provvisti di idonea protezione antideflagrante.

Nel caso di emergenza la manovra a mano può essere fatta anche dal personale di custodia istruito per questo scopo, durante le operazioni di normale pulizia e di lubrificazione delle parti.

Sotto il piano servito più basso deve esservi una extracorsa sufficiente per permettere alla cabina di fermarsi, dopo l' intervento dell' interruttore di fine corsa, o per chiusura delle valvole o comunque per l' azione degli ammortizzatori collocati sotto la cabina. L' extracorsa deve essere non maggiore di 0,6 m. La cabina, ferma in corrispondenza al livello del piano più basso servito non deve appoggiare sugli ammortizzatori.

Sopra il piano servito più alto deve esservi una extracorsa sufficiente per permettere alla cabina di fermarsi, dopo l' intervento dell' interruttore di extracorsa, prima che il pistone urti sulla battuta fissa; l' arresto può essere facilitato dall' azione di ammortizzatori che agiscono sul pistone in corrispondenza alla battuta.

Nella fossa, sotto la cabina, devono essere disposti ammortizzatori e arresti fissi per assicurare, in qualsiasi condizione, uno spazio libero di altezza non minore di 0,5 m tra il fondo del vano e la parte più sporgente della cabina e della sua intelaiatura, eccettuate le parti che si trovano in prossimità del cilindro, con relativo dispositivo idraulico.

Sul pistone deve essere disposto un arresto fisso costituito da una battuta che appoggia sulla testa del cilindro per assicurare, in qualsiasi condizione, uno spazio libero di altezza non minore di 0,8 m tra il tetto della cabina e la parte più sporgente del soffitto del vano, e non minore di 0,3 m tra le parti più sporgenti disposte sopra la cabina e sopra l' eventuale pistone laterale, e le parti più sporgenti del soffitto del vano.

Negli impianti con funi o catene, quando le guide della cabina e del pistone sono comuni, deve esistere una distanza verticale non minore di 0,3 m fra pattini della cabina e pattini del pistone e fra le strutture ad essi collegate.

L' azione dei contatti di sicurezza deve impedire il movimento della cabina quando le porte dei piani non siano chiuse e bloccate, anche se si producono uno o più contatti a terra accidentali.

Negli impianti con funi o catene una distanza orizzontale non minore di 50 mm deve essere assicurata tra pistone e pareti o protezioni del vano di corsa e fra cabina e pistone o cilindro.

Gli impianti devono essere provvisti di interruttori di fine corsa per fermare la cabina in corrispondenza ai piani estremi. L' interruttore del piano più alto deve interrompere la direzione di salita, l' interruttore del piano più basso deve interrompere la direzione di discesa; l' interruzione deve avvenire in ogni caso, qualunque sia la posizione degli invertitori o interruttori ai piani.

L' interruzione deve essere mantenuta anche quando la cabina é in extracorsa.

Gli impianti devono essere provvisti di un interruttore di extracorsa per fermare il macchinario quando la cabina oltrepassi il piano più alto della distanza minima compatibile con il funzionamento normale dell' impianto stesso e prima che il pistone urti sulla battuta fissa del cilindro.

L' interruttore di extracorsa deve venire aperto ed essere mantenuto aperto dallo spostamento della cabina con organi meccanici indipendenti da quelli che agiscono sugli interruttori di fermata.

L' interruttore di extracorsa deve interrompere la corrente di alimentazione della motopompa o direttamente o per mezzo di contattore apposito o per mezzo dei contattori di manovra purché almeno due di questi contattori concorrano a completare il circuito del motore.

Quando la cabina é in extracorsa superiore il macchinario si deve fermare anche se si verifichi una sola delle condizioni seguenti: mancata apertura dell' interruttore di fermata, mancata apertura dell' interruttore di extracorsa, mancata apertura di un solo contattore o relé, contatto a terra accidentale del circuito di manovra.

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