Come risolvere la stipsi: una guida completa

La stitichezza, chiamata stipsi dai medici, è un problema prevalentemente femminile che può influenzare negativamente la qualità di vita della donna. In Italia soffrono di stitichezza circa 13 milioni di persone: 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini. Dopo i 60 anni ne soffre circa il 40% della popolazione.

Cosa significa stipsi? Forse la conosciamo con un altro nome: stitichezza, il termine con cui ci si riferisce a una problematica intestinale estremamente comune, associata a fattori di rischio come una dieta poco equilibrata, povera di alimenti che favoriscono la buona motilità dell’intestino, o all’assunzione di alcuni farmaci.

Definizione e criteri diagnostici

Secondo L’American College of Gastroenterology, la stitichezza è una defecazione non soddisfacente caratterizzata da evacuazioni non frequenti e/o dal passaggio difficoltoso delle feci per almeno 3 mesi. Vengono considerate fisiologiche 3 evacuazioni alla settimana con un peso medio del bolo fecale di circa 100 grammi.

Si definisce stipsi la condizione in cui l’individuo presenta meno di tre evacuazioni di feci alla settimana. Si definisce stipsi o stitichezza il disturbo caratterizzato da: frequenza di evacuazione inferiore a tre volte alla settimana, diminuzione della massa fecale, presenza di feci dure, espulsione difficoltosa e dolorosa (accompagnata talvolta da piccoli sanguinamenti provocati dalla rottura di capillari anali o rettali) ed infine sensazione costante di non essersi completamente liberati.

La stipsi è una condizione che interessa circa il 15% circa della popolazione, e in particolare il sesso femminile, per un possibile coinvolgimento ormonale nella motilità dell’intestino. Come abbiamo specificato, la stitichezza è un disturbo piuttosto comune, con cui molti convivono.

Sintomi della stipsi

I sintomi della stitichezza possono manifestarsi in maniera differente per ogni individuo. Avere meno di tre movimenti intestinali alla settimana potrebbe essere un chiaro segnale che il tuo corpo sta riscontrando delle difficoltà nel passaggio del cibo attraverso il colon. Le feci dure e secche sono dovute al fatto che è stata assorbita troppa acqua: infatti, quando le contrazioni dei muscoli del colon sono lente e fiacche, anche le feci si muovono altrettanto lentamente attraverso il colon, assorbendo troppa acqua.

Cause della stipsi

La stitichezza è più frequente negli anziani e tra la popolazione adulta nelle donne. Oltre alla stitichezza cronica esiste anche quella definita acuta o occasionale; questa stipsi si manifesta temporaneamente quando si verificano alcune particolari condizioni (ad esempio un intervento chirurgico che costringe per un certo tempo all'immobilità, la fase acuta di una malattia o magari anche un semplice viaggio che altera i bioritmi del nostro organismo) ma generalmente, una volta superata la fase critica che ha indotto lo stato di stress, la stitichezza regredisce in breve tempo.

Nella maggior parte dei casi però si tratta di casi “idiopatici”, ovvero di cui non conosciamo la causa. In questi casi si individuano diversi meccanismi alla base della stitichezza e, talvolta, tali meccanismi possono coesistere. La stipsi può essere riconducibile a un’alterazione della flora batterica intestinale.

Non assumere abbastanza cibi ricchi di fibre come verdure, frutta e cereali potrebbe causare stitichezza. Alcune malattie come ictus, diabete, morbo di Parkinson, scarsa funzionalità della tiroide, depressione, carenza di potassio, magnesio o eccesso di calcio, possono bloccare l’intestino provocando stitichezza. Alcuni farmaci possono essere causa di stitichezza.

Può accadere che alcuni farmaci possano portare alla stitichezza: questi includono alcuni medicinali usati per trattare la depressione, antiacidi contenenti alluminio o calcio, integratori di ferro, alcuni farmaci contro l’allergia (antistaminici), alcuni antidolorifici, alcuni farmaci per la pressione alta, diuretici e alcuni farmaci utilizzati per trattare il morbo di Parkinson.

La stitichezza può presentarsi anche in gravidanza. Mens sana in corpore sano. Bisogna ascoltare il proprio corpo che cambia. L’intestino è soggetto a cambiamenti quando si viaggia. Il jet lag può provocare dei problemi per molti giorni, dal momento che questo fenomeno è il risultato di un cambiamento brusco e forzato del senso del tempo, dello spazio e del benessere del viaggiatore.

Cause specifiche:

  • Alimentazione povera di fibre.
  • Scarsa idratazione.
  • Farmaci.
  • Gravidanza.
  • Stile di vita sedentario e con poca attività fisica.
  • Non ascoltare il proprio intestino: può succedere di ignorare lo stimolo ad andare in bagno quando questo si presenta durante la giornata.
  • Cambiamenti nella vita o nella routine quotidiana.

Diagnosi

Per poter affrontare e risolvere con successo la stipsi è necessario che venga esclusa l'eventualità che questo disturbo possa rappresentare solamente un sintomo conseguente alla presenza di alcune patologie. La stipsi in questo caso viene definita secondaria o sintomatica e le possibili cause che possono determinarne la comparsa sono svariate: tumore del colon, diverticolosi, disturbi infiammatori a carico dell'intestino, calcoli biliari, ipotiroidismo, vari disturbi ginecologici, neurologici e psichici.

Lo specialista, in questi casi, interrogherà e visiterà il paziente e valuterà il percorso diagnostico più opportuno per ciascun caso. Potrebbero essere necessari approfondimenti attraverso radiografie dell’intestino, specifiche per lo studio delle tempistiche di transito delle feci. Possono talvolta rivelarsi utili anche la manometria anorettale, per valutare la motilità della pelvi, o la defecografia, per mostrare alterazioni della coordinazione del pavimento pelvico durante l’espulsione delle feci.

«Per studiare l’origine del problema è necessario seguire un percorso diagnostico che inizia con il parlare del disturbo con il proprio medico - consiglia l’esperta. - La stipsi può avere diverse cause anche esterne quali l’uso di alcuni farmaci e scorretti stili di vita, su cui è possibile intervenire con un’adeguata informazione. Se la donna non trae beneficio dai cambiamenti delle sue abitudini è consigliabile rivolgersi a un centro specializzato nei disturbi del pavimento pelvico per studiare il problema.

Presso il nostro Centro del pavimento pelvico eseguiamo una particolare indagine diagnostica di tipo radiologico (quindi senza endoscopio) per dirimere l’origine della stipsi. Con la radiografia dei tempi di transito è possibile valutare e studiare la tempistica di transito delle feci nell’intestino utilizzando piccoli marker radiopachi da ingerire. Una volta ingeriti, la donna torna da noi dopo un arco di tempo stabilito, per eseguire una radiografia dell’addome che ci permette di contare letteralmente i marker eliminati e vedere dove si sono fermati quelli residui, cioè se nel piccolo intestino, nel colono di destra o nel colon di sinistra. In questo modo è possibile valutare se si tratta di stipsi da ritardato transito prossimale o distale.

«Radiografia dei tempi di transito e colpocistodefecografia con studio seriato del tenue sono esami fondamentali per studiare l’origine della stitichezza e valutare il percorso di cura - continua la dottoressa Bozzini -. Si tratta di esami che permettono di evidenziare eventuali alterazioni anatomiche responsabili della stitichezza cronica, che vanno risolte chirurgicamente, oppure di capire se il problema è una mancata coordinazione tra i vari muscoli del pavimento pelvico. Nella stipsi rettale, ad esempio, può accadere che la spinta per defecare sia corretta ma non si riesca a rilasciare la muscolatura, rendendo così inefficace la spinta. In questo caso, il percorso consigliato è in genere riabilitativo del pavimento pelvico. Tuttavia, la stitichezza può avere più cause.

Come combattere la stipsi: rimedi e trattamenti

La stitichezza può essere trattata apportando dei cambiamenti alle proprie abitudini alimentari e allo stile di vita, determinando una riduzione dei sintomi e aiutando a prevenire questo problema. In ogni caso, queste potrebbero non essere sufficienti: quando una nuova dieta o uno stile di vita diverso falliscono, puoi risolvere la stitichezza usando dei lassativi leggeri.

Modifiche dello stile di vita e della dieta

  • Bere acqua favorisce l’espulsione di feci morbide.
  • Assumere fibre e acqua. Le fibre di frutta e verdura, così come l’assunzione di almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, contribuiscono a promuovere il transito intestinale e a espellere feci morbide.
  • Ridurre il consumo di alimenti dall’azione astringente, come ad esempio limone e tè.
  • Fare esercizio fisico.
  • Assumere fermenti lattici. È una buona norma generale per favorire l’equilibrio e il benessere del nostro intestino. I fermenti lattici sono batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di regolarizzare la fisiologica flora batterica intestinale, spesso alterata.

Puoi aiutare il tuo corpo ad elaborare meglio il cibo stando più attento a cosa mangi: comincia provando ad assumere più fibre. Infatti, un’alimentazione ricca di fibre accelera il trasporto del contenuto intestinale attraverso l'intestino crasso, ammorbidisce le feci e ne aumenta il peso, mentre una dieta povera di fibre può portare alla stitichezza.

Per prevenire la stipsi o per il trattamento iniziale della stipsi è fondamentale un intervento di tipo dietetico: è importante aumentare il consumo di fibre alimentari, che aumentano la massa fecale, stimolano la peristalsi ed incidono sulla frequenza delle evacuazioni. Si consiglia quindi di assumere nella giornata una quantità adeguata di frutta, se possibile non sbucciata perché la buccia aiuta ad aumentare la massa fecale (in questo caso si raccomanda naturalmente di lavare la frutta con particolare attenzione) e di verdura inclusi i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli e fave) ed inoltre di mangiare del pane integrale, di aggiungere alla prima colazione crusca di grano o fiocchi di cereali e di evitare i formaggi fermentati, i fritti ed i grassi di origine animale. Una dieta di questo tipo risulta poi molto più efficace se si beve molta acqua non gassata durante la giornata, possibilmente anche al mattino prima di fare colazione: i liquidi infatti vengono assorbiti dalle fibre e contribuiscono a far crescere di volume le feci.

È consigliata quindi un’alimentazione ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali, utili ad aumentare l’apporto di fibre, che dovrebbe raggiungere i 20-35 grammi al giorno. Importante anche mantenersi idratati, perché anche l’acqua facilita l’espulsione delle feci.

È consigliata quindi un’alimentazione ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali, utili ad aumentare l’apporto di fibre, che dovrebbe raggiungere i 20-35 grammi al giorno. Importante anche mantenersi idratati, perché anche l’acqua facilita l’espulsione delle feci.

Infatti, l’alimentazione ha un grande potere nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi intestinali e, in molti casi, la stitichezza può essere trattata mediante dei piccoli cambiamenti alla propria dieta alimentare. Oltre ad essere fondamentali anche nel trattamento delle emorroidi, le fibre aiutano l’organismo a migliorare il benessere intestinale e possono essere introdotte grazie a questi alimenti: cereali integrali; crusca; avena; riso integrale; pasta integrale; pane integrale; semi; orzo; fagioli; lenticchie. consumare con frequenza frutta fresca e verdure di stagione. Questi alimenti sono eccellenti fonti di fibre e contengono sostanze nutritive preziose, che aiutano l’organismo a funzionare correttamente. bere molta acqua, fondamentale per mantenersi idratati e rendere le feci più morbide e più facili da espellere. Per introdurre la giusta dose di liquidi, è possibile ricorrere anche a cibi ad alto contenuto di acqua, come le zuppe.

assumere almeno una porzione di verdura ad ogni pasto, cotta o cruda. consumare ogni giorno 2-3 frutti di medie dimensioni, scegliendo soprattutto tra kiwi (al mattino a digiuno), pere, albicocche, fichi e prugne. consumare almeno due volte a settimana i legumi. Non va trascurata infine l’attività fisica.

Una dieta con un apporto sufficiente di fibre, da 20 a 35 grammi al giorno, aiuterà il nostro organismo a eliminare feci morbide e ben formate. Chi segue una dieta ricca di fibre corre meno rischi di soffrire di stitichezza. Le fibre, sia solubili sia insolubili, si trovano nella frutta, nella verdura, nei legumi e nei cereali. Si tratta di sostanze che il nostro organismo non è in grado di digerire.

Alimenti più ricchi in fibre alimentari. In natura, esistono due tipologie di fibre alimentari: le fibre alimentari solubili e le fibre alimentari insolubili. Più nel dettaglio, il nuovo Regolamento Europeo del 18 marzo 2021 - entrato in vigore, per l'appunto, l'8 aprile 2021 - modifica l'allegato III del regolamento (CE) n. Il testo completo è consultabile cliccando qui.

Esercizio fisico e abitudini

Infine il movimento: una buona e costante attività fisica favorisce la motilità intestinale e quindi l'evacuazione. Non va trascurata infine l’attività fisica. Anch’essa dovrebbe entrare a far parte di un ‘regolare’ stile di vita, camminando almeno 20-30 minuti al giorno o facendo ginnastica. A queste attività, possono alternarsi anche pratiche più rilassanti - quali lo yoga o il ballo - a seconda delle preferenze individuali.

La sedentarietà, specialmente quando si è in là con l’età, può rallentare l'attività dell’intestino crasso, aumentando così il tempo che le feci impiegano per muoversi attraverso il colon. Quando percepisci l’urgenza di andare in bagno, corri. Può aiutare prendersi il proprio tempo e non sentirsi di fretta o stressati. Molte persone affermano che andare in bagno a un orario specifico ogni giorno aiuta il proprio corpo a creare una routine.

Praticare esercizio fisico con regolarità: studi scientifici hanno dimostrato che l'attività fisica, in particolare corsa e camminata veloce, favorisce la motilità intestinale; in altre parole, mantenersi fisicamente attivi è un modo per stimolare i muscoli dell'intestino, deputati al processo di peristalsi.

Non rimandare l'atto della defecazione: sopprimere o posporre il bisogno di defecazione è una cattiva abitudine, che rischia di inibire gli stimoli allo svuotamento del retto. Evitare grandi sforzi per defecare: forzare la defecazione rischia di pregiudicare la normale coordinazione tra i meccanismi fisiologici coinvolti nell'evacuazione delle feci, ossia contrazione dell'ampolla rettale, contrazione dei muscoli del pavimento pelvico e rilassamento dello sfintere anale interno (involontario) e dello sfintere anale esterno (volontario).

Lassativi

Nei casi di stipsi ostinata è possibile ricorrere a prodotti lassativi di automedicazione disponibili in gran numero in commercio. E' importante tenere a mente che questi prodotti da banco sono sempre e comunque dei farmaci: non bisogna quindi abusare nelle dosi e nemmeno utilizzarli regolarmente. Al contrario, andrebbero assunti in maniera episodica, anche perché questi prodotti provocano un ampio svuotamento del contenuto intestinale che inevitabilmente finisce per prolungare l'intervallo per una successiva evacuazione, che a sua volta induce il paziente ad un'altra assunzione di lassativo. In questo modo il paziente può andare incontro ad una dipendenza di tipo psicologico nei confronti del lassativo unitamente ad un'oggettiva riduzione dell'efficacia del prodotto.

L'uso dei lassativi deve essere sempre fatto con grande attenzione e possibilmente sotto il controllo del medico perché non va trascurata l'eventualità che si manifestino effetti collaterali.

I lassativi stimolanti - tra cui bisacodile, il principio attivo in Dulcolax - hanno una duplice azione: aumentano l’attività secretiva e stimolano la motilità dei muscoli intestinali. Gli integratori di fibre aggiungono massa alle feci, rendendole più morbide e facili da espellere. Per questo motivo, gli integratori di fibre sono tradizionalmente considerati come il rimedio migliore e preferibile. I lassativi osmotici, o salini, aiutano le feci a spostarsi attraverso l’intestino crasso, riducendo l’assorbimento del liquido intestinale. Questi lassativi contengono sostanze che vengono assorbite in minima parte dall’organismo e aggiungono acqua all’interno del colon: in questo modo si genera un effetto osmotico, che attira ulteriormente l’acqua nell’intestino. Questa tipologia di lassativi è rappresentata da prodotti che aiutano a rendere più morbide le feci dure, secche e dolorose all’espulsione. Allo stesso tempo, i lassativi salini possono aumentare la frequenza di evacuazione delle feci.

Un passaggio più facile in bagno e movimenti intestinali regolari? DulcoSoft® Bustine Predosate è un lassativo osmotico ad azione delicata per il trattamento sintomatico della stitichezza occasionale, a base di macrogol. Idrata e ammorbidisce le feci e ha effetto in 24/72 ore dall'assunzione. DulcoLax® Compresse rivestite è un lassativo ad azione rapida, offre sollievo dalla stitichezza occasionale in 5 ore, se assunto la mattina a digiuno. Si tratta di un lassativo da contatto che, favorendo i movimenti intestinali, aiuta il transito e l'espulsione delle feci. DulcoSoft® Soluzione orale è un lassativo ad azione delicata in soluzione liquida a base di macrogol, senza aroma. DulcoLax® Supposte è un lassativo da contatto che, stimolando i movimenti dell’intestino, favorisce il transito intestinale. DulcoSoft® Irregolarità e Gonfiore è un lassativo ad azione delicata in polvere a base di macrogol, senza aroma e senza zuccheri. Aiuta ad ammorbidire le feci e favorisce l'eliminazione dei gas, con effetto in 24/72 ore.

Altri rimedi e considerazioni

In tutto ciò, può aiutare l'assunzione di una posizione acquattata (alla turca), in cui l'addome è compresso contro le cosce (nota: per ottenere questa posizione in modo semplice, può essere utile porre, in prossimità del wc, un rialzo su cui appoggiare i piedi).

Curiosità: perché la soppressione dello stimolo alla defecazione causa stipsi? La soppressione e la posposizione dello stimolo alla defecazione rallenta il transito intestinale e ciò porta a una distensione anomala dell'ampolla rettale per accumulo di feci.

Come e quando: per combattere la stitichezza, la dose minima di acqua giornaliera è pari a 2 litri; la pratica sportiva, i lavori pesanti e le attività ricreative che richiedono un certo sforzo fisico comportano, chiaramente, un aumento del volume di acqua da assumere giornalmente. Il consiglio degli esperti, a chiunque soffra di stitichezza e non solo, è portare sempre con sé una bottiglietta d'acqua (in ufficio, in palestra ecc.), in modo da provvedere alla corretta idratazione dell'organismo.

Tuttavia, è bene precisare che sono di beneficio solo se accompagnate da un adeguato consumo di liquidi, acqua in particolare.

Preparazioni a base di foglie o frutti di Cassia senna L. Preparazioni a base di corteccia di Rhamnus frangula L. o Rhamnus purshiana DC. Molte persone pensano che, per via della loro origine naturale, i lassativi di cui sopra esercitino un effetto blando e che possano ritenersi sempre sicuri, a prescindere dalle condizioni di utilizzo. Tuttavia, questa credenza è assolutamente da sfatare. Innanzitutto, va precisato che "naturale" non è sinonimo di "sicurezza"; in secondo luogo, va sottolineato che alcuni rimedi di origine naturale sono in grado di produrre n effetto lassativo così drastico tale da renderli assimilabili a veri e propri farmaci, con il rischio di importanti effetti collaterali da abuso.

Fare prevenzione nei confronti di emorroidi e ragadi anali. Emorroidi e ragadi anali rendono la defecazione piuttosto dolorosa. Attraverso un meccanismo nervoso, il dolore avvertito in tali circostanze perturba i normali riflessi che, a livello dell'ultimo tratto di intestino, favoriscono l'espulsione delle feci.

Rinforzare, con allenamenti mirati, i muscoli addominali e i muscoli del pavimento pelvico. La contrazione di questi muscoli è essenziale per lo svuotamento del retto, durante la defecazione. Spesso, la loro debolezza predispone alla stitichezza. La stitichezza da indebolimento dei muscoli addominali e dei muscoli del pavimento pelvico è più comune dopo la gravidanza e il parto, negli obesi, nelle donne in menopausa e negli individui con tosse cronica (es: fumatore, asmatico ecc.).

Come e quando: per i muscoli addominali, i classici esercizi di tonificazione che si eseguono comunemente in palestra sono più che sufficienti. Per i muscoli del pavimento pelvico, invece, esistono degli esercizi appositi: i cosiddetti esercizi di Kegel.

Da eseguire dopo lo svuotamento della vescica, tali esercizi prevedono la contrazione dei muscoli del pavimento pelvico per 5-10 secondi, alternata al rilasciamento di questi stessi muscoli per un periodo di tempo uguale, il tutto per una decina di volte (10 serie) in almeno 2-3 occasioni al giorno. Durante la pratica degli esercizi di Kegel è importante non contrarre le gambe, i glutei e i muscoli addominali, e non trattenere il respiro. Per chi non ne fosse a conoscenza, i muscoli del pavimento pelvico sono quelli che, durante la minzione, permettono di interrompere il flusso di urina.

È vero, le donne soffrono di stitichezza con più facilità rispetto agli uomini: questo può essere spiegato con la presenza di estrogeni e progesterone, due ormoni che possono interferire con i movimenti dell’intestino. Ricordiamo inoltre che durante il ciclo mestruale, questo fenomeno si presenta in modo più significativo.

Senza variazione di età e sesso, la stitichezza può colpire bambini, adulti (specie negli anni d'argento) e donne in gravidanza.

La stitichezza può comparire anche in gravidanza. Anche in questo caso il trattamento previsto si basa su piccole modifiche relative alla dieta alimentare, alle quali si consiglia di aggiungere lo svolgimento di attività fisica specifica per la gravidanza.

È in arrivo da Ipasvi, la Federazione Nazionale Collegi Infermieri, una guida per la conoscenza e la corretta gestione della stitichezza, dei suoi sintomi e manifestazioni.

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