Rimedi naturali per la stitichezza: cosa bere e cosa fare per andare in bagno velocemente
La stitichezza è un disturbo altamente invalidante che può mettere alla prova il benessere intestinale di chi ne soffre. La stipsi è un disturbo molto diffuso: sono milioni le persone che soffrono o che hanno sofferto almeno una volta nella vita di questo disturbo. Si tratta di una condizione che, se cronica, può avere conseguenze negative sulla salute delle persone interessate. Per questo, in presenza di sintomi riconducibili alla stipsi è importante svolgere una visita da uno specialista ed effettuare gli esami di approfondimento consigliati, così da individuare il trattamento specifico e, allo stesso tempo, per escludere che questa condizione sia dovuta a:
- cause di natura organica, come per esempio diverticolite, emorroidi o tumori al colon;
- patologie sistemiche, come: diabete, malattie neurologiche o metaboliche.
I fattori che possono provocare la condizione di stitichezza non sono solo questi. Dopo aver contattato uno specialista ed aver scongiurato queste opzioni, sono tante altre le cause che possono determinare la stipsi. Tra quelle più comuni troviamo:
- alimentazione ricca di cibi grassi e povera di fibre;
- attività fisica quasi inesistente;
- farmaci assunti per altre patologie (es. farmaci oppioidi);
- scarsa assunzione di liquidi.
Quale che sia il motivo che la provoca, è necessario non sottovalutare la stitichezza e affrontare questo disturbo insieme al proprio medico o farmacista. Solo grazie a un’analisi specifica e personalizzata della patologia sarà possibile migliorare la propria qualità della vita e riportare l’organismo a una condizione di benessere generale.
Cosa si intende per stitichezza cronica?
Prima di addentrarci nei rimedi fai da te più conosciuti per contrastare la condizione di stitichezza, capiamo cosa significa stitichezza cronica.
Innanzitutto, la stitichezza è caratterizzata dalla difficoltà o bassa frequenza di evacuazione e dalla presenza di feci dure. Non è detto che questo fenomeno si manifesti con cronicità: a volte si può verificare un episodio di stitichezza o stipsi dovuto a motivi estemporanei, come per esempio un viaggio, un trasloco o uno stress improvviso. In questi casi il nostro intestino, che è fortemente collegato al nostro cervello, riceve impulsi che provocano una stitichezza improvvisa e passeggera, per cause riconducibili ad un disagio di natura psicologica.
Quando ciò non accade, invece, la condizione di stitichezza può accompagnare la persona che ne soffre per un lungo periodo di tempo. In questi casi, è possibile riconoscere la stipsi dai seguenti segnali:
- meno di tre evacuazioni alla settimana;
- feci sono dure e grumose;
- evacuazione particolarmente difficile, che richiede sforzi eccessivi e prolungati;
- sensazione permanente di evacuazione incompleta;
- costante sensazione di gonfiore e tensione addominale.
Quelli appena elencati sono segnali importanti a cui prestare la massima attenzione. Se ignorati, infatti, questi sintomi potrebbero creare una convivenza pericolosa con la stipsi, che potrebbe prolungarsi o aggravarsi nel tempo, diventando così stitichezza cronica.
Per questo motivo, in presenza di questi sintomi è essenziale rivolgersi al proprio medico o al farmacista, così da valutare insieme il trattamento adatto alle proprie esigenze. Oggigiorno in commercio sono disponibili diversi farmaci, medicinali e integratori per trattare questo disturbo gastrointestinale, ma non solo: sono molti i rimedi contro la stitichezza che coinvolgono anche vari rimedi naturali, spesso conosciuti come i famosi rimedi della nonna. Vediamone alcuni.
Quanta acqua bere per contrastare la stitichezza?
Sono numerosi i rimedi casalinghi per contrastare la stitichezza che sono stati tramandati di generazione in generazione, coinvolgendo tutte le culture. Partendo da uno dei classici consigli che si ricevono quando abbiamo difficoltà ad andare in bagno, vediamo se l’acqua può aiutare a contrastare la stitichezza.
Innanzitutto va detto che bere fa molto bene all’organismo umano, non solo per trattare la stipsi: l’idratazione, infatti, è fondamentale per il benessere del nostro organismo. Quando non si beve a sufficienza, si innesca un meccanismo che porta a uno stato di disidratazione che può provocare seri danni a tutto l’organismo, intestino compreso.
Inoltre l’acqua presenta benefici importanti anche per la stitichezza, poiché bere molti liquidi permette di ammorbidire le feci e di purificare l’organismo. Infatti, tra i rimedi della nonna in caso di stitichezza cronica c’è quello di bere un bel bicchiere di acqua a temperatura ambiente al mattino appena svegli.
Riguardo alla dose di acqua da consumare, secondo gli specialisti della salute è consigliabile bere almeno 1.5-2lt di acqua al giorno a piccoli sorsi, preferibilmente fuori dai pasti. Ma può essere sufficiente un bicchiere d’acqua per risolvere i fastidi correlati alla stitichezza?
Oltre a ciò, molti specialisti spiegano che sarebbe meglio prediligere:
- acqua con tanto magnesio (più di 50 milligrammi al litro);
- acqua con solfati (concentrazione superiore ai 200 milligrammi al litro).
Inoltre alcuni studi mostrano che l’acqua frizzante sembrerebbe essere più efficace rispetto all’acqua del rubinetto per alleviare i sintomi correlati alla stitichezza. È importante evitare tutte le altre bevande gassate che contengono zucchero e che, oltre ad avere effetti dannosi sulla salute, potrebbero anche peggiorare la condizione di stitichezza.
Prima di passare al prossimo rimedio fai-da-te contro la stitichezza, ti consigliamo un semplice accorgimento che può aiutarti a bere la giusta dose di acqua giornaliera: porta sempre con te una borraccia, così da bere anche quando non avverti la sensazione di sete. Questo consiglio potrebbe essere fondamentale, anche perché è bene ricordare che quando percepiamo lo stimolo della sete, significa che il nostro organismo è già in uno stato di carenza di acqua.
L’acqua calda rispetto all’ acqua fredda può essere maggiormente funzionale per le attività dell’intestino. Acqua tiepida e limone è un’abbinata che piace molto e forse le sono attribuite funzionalità superiori a quelle effettive, ed è il caso di fare chiarezza. In merito all’aiuto all’intestino il limone in sè può essere interessante perchè la sua polpa contiene pectina, una fibra solubile che favorisce la digestione e attiva la motilità intestinale. Nel succo quindi sarebbe necessario aggiungere anche la polpa, altrimenti questa azione non può essere attivata. Come detto sopra poi è l’acqua calda che favorisce il risveglio intestinale, il limone è in questo caso solo un apportatore di vitamina C e l’acido citrico è funzionale alle attività renali, e al pH delle urine.
Il caffè fa andare in bagno?
Almeno una volta nella vita sarà capitato a tutti di interrogarsi sui possibili effetti lassativi del caffè. Ma il caffè fa veramente andare in bagno o è un falso mito?
Uno studio recente ha scoperto che la caffeina può stimolare l’intestino in maniera analoga a un pasto. Nel dettaglio, una tazzina di caffè sarebbe in grado di stimolare i muscoli dell’apparato digerente grazie alla piccole quantità di fibre che questa bevanda contiene.
Va detto, però, che il caffè potrebbe risultare eccessivamente stimolante per alcune persone e sortire effetti irritanti per la mucosa intestinale, provocando senso di urgenza. È bene non esagerare con il consumo di caffè, rispettando le dosi giornaliere consigliate dagli specialisti.
Una tazza di caffè al risveglio stimola l'evacuazione. Uno dei poteri della caffeina, infatti, è proprio quello lassativo.
Le tisane e la camomilla aiutano ad andare in bagno?
Soprattutto per quel che riguarda i problemi gastrointestinali, esistono molti rimedi della nonna contro la stitichezza che utilizzano i liquidi caldi, poiché questi sembrerebbero in grado di sciogliere i nodi intestinali e di favorire la risoluzione del disturbo.
In questo senso, bere le tisane e bere la camomilla non è solo rilassante, ma può anche conribuire ad ammorbidire le feci, favorendo la loro espulsione. I fiori e le foglie di malva, infatti, contengono molte mucillagini vegetali (o polisaccaridi) che sono resistenti agli enzimi digestivi e a contatto con l’acqua:
- si gonfiano, formando una sostanza gelatinosa che ammorbidisce e aumenta la massa fecale;
- agiscono sulle pareti intestinali stimolando le contrazioni intestinali.
Alla luce dei preziosi benefici che la malva può offrire al benessere intestinale, bere una tazza calda a base di malva prima di andare a letto può essere un’ottima abitudine per la propria salute, che aiuta a favorire il movimento intestinale al mattino seguente. Inoltre per la sua azione lenitiva, la malva (la parola viene dal greco malakos che significa emolliente) è indicata nel caso di infiammazioni intestinali o di coliche.
Anche se si tratta di rimedio naturale contro la stitichezza, è bene ricordare che questo può risultare nocivo in specifiche condizioni, come per esempio se:
- si assumono altri medicinali con i quali questa sostanza può interferire;
- si è intolleranti alle sostanze contenute nella pianta.
Per questo, si consiglia di non consumare la malva troppo spesso o per tempi prolungati.
La senna, invece, è un'erba naturale che ha alcuni effetti stimolanti sul colon e può essere utile per la stitichezza lieve e occasionale in forma di tisana.
Dieta a base di frutta e verdura: aiuta la stitichezza?
Benessere intestinale e alimentazione sono due mondi comunicanti, che devono convivere su due binari paralleli. Scegliere con attenzione quali alimenti ingerire, non solo può prevenire la condizione di stitichezza, ma sembrerebbe anche in grado di trattare questo disturbo. Infatti tra i rimedi naturali contro la stipsi non possiamo non citare i classici rimedi casalinghi nati in cucina. A tal proposito, la dieta mediterranea tipica del nostro Paese è considerata in tutto il mondo un buon esempio per prevenire molte patologie e una buona abitudine che può favorire il transito intestinale regolare. Ma è realmente così?
Partendo dalle fibre, essenziali nel regime alimentare mediterraneo, possiamo evidenziare una serie di benefici per l’intestino. Nel dettaglio, l’assunzione di fibre alimentari presenta i seguenti vantaggi:
- aumenta la massa fecale;
- favorisce i movimenti intestinali (la peristalsi);
- permette un passaggio più rapido delle feci lungo l’intestino.
Per comprendere a fondo come agiscono le fibre nel processo di digestione possiamo identificare due tipi di fibre:
- fibra insolubile: si trova nella crusca di frumento, nei cereali integrali e nelle verdure. Questa permette di aumentare il volume delle feci e di velocizzarne il passaggio attraverso il sistema digestivo;
- fibra solubile: è presente nella crusca d’avena, in orzo, noci, semi, fagioli, lenticchie, piselli e in alcuni tipi di frutta e verdura.
In questi casi, in presenza di un intestino delicato e irritabile ingerire una grande quantità di fibre potrebbe avere l’effetto contrario e peggiorare la condizione di stitichezza, comportando sintomi quali:
- gonfiore e dolore addominale;
- flatulenza;
- feci troppo consistenti.
Inoltre, per apportare i benefici desiderati è necessario che una dieta ricca di fibre sia accompagnata a un consumo cospicuo di acqua. Per questi motivi è importante seguire un’alimentazione sana ed equilibrata che risponda alle esigenze personali del nostro organismo. Se necessario, una figura specializzata può aiutare a definire consigli alimentari mirati sulla base dei bisogni specifici dell’organismo.
Aumentare l'apporto alimentare di fibre vegetali: la quantità ottimale è di 20 grammi al giorno contro i 12-15 normalmente assunti.
Le linee guida suggeriscono un consumo giornaliero di fibre di circa 30 grammi al giorno.
Una dieta equilibrata può aiutare a mantenere il corretto funzionamento dell’intestino. Alcuni alimenti, infatti, grazie al loro contenuto di fibre, acqua e composti naturali, possono supportare il transito in modo efficace.
Semi di lino per contrastare la stitichezza
Conosciuti da sempre in tutte le civiltà, i semi di lino si sono diffusi fino ai giorni nostri per le loro proprietà emollienti e lenitive, classificandosi come un buon rimedio naturale per contrastare la condizione di stipsi.
Se assunti con molta acqua, questi composti vegetali possono agire come emollienti intestinali, agendo in maniera analoga alle sostanze presenti nella malva. Nel dettaglio, i semi di lino accompagnati ad un consumo cospicuo di liquidi, possono:
- ammorbidire le feci;
- attivare i movimenti di peristalsi necessari all’evacuazione.
Nel dettaglio, tra i rimedi della nonna più conosciuti per contrastare la stitichezza con un i semi di lino c’è quello di lasciare a bagno per una notte un cucchiaio di semi di lino in mezzo bicchiere d’acqua, da bere al mattino a digiuno per ottenere un effetto lassativo.
Anche in questo caso serve la massima attenzione: anche se si tratta di soluzioni naturali, questi piccoli semi possono però risultare irritanti in caso di problemi infiammatori intestinali e di disturbi emorroidari o diverticolite.
Per evitare di incorrere in queste spiacevoli complicanze, è consigliabile rivolgersi al proprio farmacista di fiducia, così da evitare reazioni controproducenti o irritanti per il proprio intestino.
Prugne e frutta cotta aiutano ad andare in bagno?
La tradizione tramanda che la frutta cotta con la buccia possieda preziose proprietà lassative. È per questo motivo che, quando i bambini piccoli non vanno in bagno si porta in tavola un bel piatto di frutta cotta.
Ma ci sono altri frutti che funzionano da alleati per il benessere dell’intestino, primi tra tutti le prugne. Che sia cotto o crudo, questo frutto è il più noto tra i rimedi naturali contro la stitichezza cronica. I benefici che le prugne apportano all’intestino derivano dal fatto che queste contengono importanti sostanze, come:
- sorbitolo, un alcol zuccherino dall’effetto lassativo;
- difenilsatina, una sostanza che stimola i movimenti intestinali;
- fibre, come la pectina che ammorbidiscono e aumentano il volume delle feci;
- potassio e calcio, minerali che aiutano le contrazioni muscolari, facilitando l’evacuazione;
- zuccheri (glucosio, fruttosio, saccarosio), che nutrono la flora batterica intestinale.
Riguardo alle dosi consigliate, quante prugne mangiare per andare in bagno? Gli specialisti consigliano di mangiare circa 50gr di prugne al giorno, che corrispondono indicativamente a sette prugne di medie dimensioni.
Tuttavia è bene non esagerare con il consumo di prugne, poiché anche la frutta, se consumata in eccesso, potrebbe causare problemi.
Prugne secche: contengono sorbitolo, una sostanza naturale che può contribuire a migliorare il transito intestinale.
Kiwi: contengono un elevatissimo contenuto di fibre, sia solubili che insolubili.
L’olio ha un effetto lassativo?
Uno dei sintomi più evidenti e fastidiosi della stitichezza è la massa fecale dura e inamovibile che provoca sforzi eccessivi durante l’evacuazione che a lungo andare possono determinare l’insorgere di problemi gravi, come le emorroidi o il prolasso rettale.
Per evitare di incorrere in queste complicanze e migliorare la consistenza delle feci, tra i migliori rimedi della nonna contro la stitichezza c’è quello di consumare almeno 3 o 4 cucchiaini di olio extra vergine di oliva al giorno, che corrispondono a circa 30 ml.
Grazie alle sue proprietà emollienti, l’olio extra vergine di oliva aiuta a:
- ammorbidire la massa fecale;
- lubrificare l’intestino;
- aumentare la produzione della bile, favorendo il processo digestivo.
Oltre ad essere ricco di componenti preziose per l’organismo, l’olio extra vergine di oliva può fare aiutare a stimolare il transito intestinale. Anche in questo caso, come per il consumo del caffè, è bene seguire le dosi giornaliere e non eccedere nelle dosi poiché, se assunto in grande quantità, l’olio potrebbe eccessivamente stimolante per alcune persone, provocando effetti irritanti a carico la mucosa intestinale.
Esercizio fisico per favorire il transito intestinale
Tra i migliori rimedi naturali per contrastare la stitichezza troviamo l’esercizio fisico. Fare attività fisica, infatti, è da sempre una buona abitudine per diminuire lo stress e rimettere in moto anche i nostri organi interni.
Sono molti gli studi che hanno indagato gli effetti dell’esercizio aerobico e dell’esercizio anaerobico sulle persone con stitichezza. Da queste ricerche è emerso che un’attività fisica regolare apporta notevoli benefici all’organismo umano, nel dettaglio:
- migliora i sintomi correlati alla stitichezza;
- stimola le contrazioni intestinali;
- può aiutare a prevenire e la stipsi.
Fare attività fisica di leggera intensità dopo cena può contribuire a contrastare la stitichezza mattutina perché promuove la mobilità del colon.
Una camminata di 30 minuti, yoga o stretching stimolano il transito intestinale. Ad esempio, puoi provare la posizione del “cobra” per 1 minuto per attivare il colon.
Altri rimedi naturali
- Rabarbaro: il rabarbaro è ricco di polifenoli, in particolare flavonoidi e tannini; i derivati antracenici sono i responsabili principali della stimolazione della peristalsi intestinale.
- Senna: la senna esercita azione lassativa dell’intestino crasso. Indicata in caso di stipsi e tutti i casi in cui sia necessario facilitare la defecazione.
- Frangula: la frangola è comunemente utilizzata in tisane lassative, oltre che come estratti standardizzati e purificati sempre a scopo lassativo. Vengono formulate tisane che assunte alla sera agiscono durante le ore di riposo notturno, ammorbidiscono le feci, idratano il colon. Non devono essere assunte regolarmente perché a lungo andare possono irritare i villi intestinali, ma periodicamente, quando si riscontrano episodi di stipsi.
- Smoothies di verdure e frutta possono essere una sana soluzione per sostenere la funzionalità intestinale, nutrire il microbiota e aumentare l’apporto di liquidi e fibre.
- Cachi: ricco di zuccheri, come il fruttosio e il glucosio, questo frutto è sconsigliato a coloro che soffrono di diabete.
- Semi di lino: i semi di lino sono un validissimo aiuto naturale in caso di stitichezza e di rallentamento dei processi digestivi in genere. Grazie al loro elevato contenuto in fibre e mucillagini, i formano una massa morbida ed emolliente che stimola una regolare evacuazione. basta lasciare in ammollo per 10-12 ore dei semi di lino per far si che si formi una sostanza mucillaginosa, da assumere preferibilmente al mattino a stomaco vuoto, per risvegliare l’intestino. Sono però sconsigliati a chi soffre di blocchi intestinali, stipsi protratta nel tempo, diverticoli.
- Aloe Vera: agisce come un efficace lassativo naturale, aiutando a stimolare il transito intestinale e facilitando l'eliminazione delle feci accumulate.
- Papaya: il frutto maturo può essere adoperato come lassativo, per regolare il movimento intestinale. Diversamente, il succo ottenuto dal frutto immaturo trova impiego nell’indigestione, grazie al contenuto in papaina, per ridurre le coliche o i crampi. L’effetto della papaina corrisponde a quello della pepsina, un importante enzima digestivo dello stomaco, particolarmente efficace in caso di disturbi riconducibili ad una diminuzione della degradazione delle proteine: la papaina; infatti, scioglie i residui proteici presenti nell’intestino, generati da un eccesso di proteine animali e aderisce ai villi intestinali.
Consigli aggiuntivi
- Bere preparati che aiutano a risvegliare l’intestino è una buona abitudine che aiuta a mantenere l’organismo pulito da scorie.
- Quando assumere questi preparati? Nel caso invece di bevande ricche di fibre dall’azione più lenta, si possono suddividere le somministrazioni nell’arco della giornata già a partire dalla colazione.
- Fondamentale per prevenire la stitichezza al risveglio è idratarsi adeguatamente la sera.
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