Cosa Bere per Andare in Bagno: Rimedi Efficaci
La condizione di stitichezza o stipsi può essere molto fastidiosa da provare e può compromettere non solo l’equilibrio gastrointestinale, ma anche il benessere fisico ed emotivo della persona. La stipsi è un disturbo molto diffuso: sono milioni le persone che soffrono o che hanno sofferto almeno una volta nella vita di questo disturbo. Si tratta di una condizione che, se cronica, può avere conseguenze negative sulla salute delle persone interessate.
Stitichezza o Stipsi: Cos’è?
La stitichezza (o stipsi) è un disturbo molto comune caratterizzato dalla difficoltà di espellere le feci durante la defecazione e dalla ridotta frequenza di evacuazione delle feci, ovvero meno di tre volte a settimana. Nonostante l'ottimale frequenza di defecazione vari da soggetto a soggetto, indicativamente dovrebbe essere di almeno tre volte a settimana. Quando ciò non accade e la frequenza di evacuazione è minore di tre volte a settimana, allora si assiste alla condizione di stitichezza.
La stitichezza può essere di tipo acuto o cronico: la forma acuta ha carattere transitorio e si risolve spontaneamente in qualche giorno. Può comparire in determinate situazioni, come in viaggio, a seguito di determinate terapie farmacologiche (soprattutto antibiotici) o a seguito di un intervento chirurgico. In questi casi il nostro intestino, che è fortemente collegato al nostro cervello, riceve impulsi che provocano una stitichezza improvvisa e passeggera, per cause riconducibili ad un disagio di natura psicologica.
In questi casi, è possibile riconoscere la stipsi dai seguenti segnali:
- Meno di tre evacuazioni alla settimana;
- Feci sono dure e grumose;
- Evacuazione particolarmente difficile, che richiede sforzi eccessivi e prolungati;
- Sensazione permanente di evacuazione incompleta;
- Costante sensazione di gonfiore e tensione addominale.
Quelli appena elencati sono segnali importanti a cui prestare la massima attenzione. Se ignorati, infatti, questi sintomi potrebbero creare una convivenza pericolosa con la stipsi, che potrebbe prolungarsi o aggravarsi nel tempo, diventando così stitichezza cronica.
Stitichezza: Quali Sono le Cause?
In alcuni casi la stitichezza può essere causata da condizioni che interessano il colon, mentre in altri casi questo disturbo può essere correlato ad abitudini alimentari scorrette e stile di vita poco sano. I fattori che possono provocare la condizione di stitichezza non sono solo questi. Dopo aver contattato uno specialista ed aver scongiurato queste opzioni, sono tante altre le cause che possono determinare la stipsi. Tra quelle più comuni troviamo:
- Dieta povera di fibre;
- Scarsa o inadeguata idratazione;
- Stile di vita sedentario e con poca attività fisica;
- Non ascoltare il proprio intestino;
- Cambiamenti nella vita o nella routine quotidiana.
- Alimentazione ricca di cibi grassi e povera di fibre;
- Attività fisica quasi inesistente;
- Farmaci assunti per altre patologie (es. farmaci oppioidi);
- Scarsa assunzione di liquidi.
Infatti, l’alimentazione ha un grande potere nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi intestinali e, in molti casi, la stitichezza può essere trattata mediante dei piccoli cambiamenti alla propria dieta alimentare.
Cosa Bere per Combattere la Stitichezza
Partendo da uno dei classici consigli che si ricevono quando abbiamo difficoltà ad andare in bagno, vediamo se l’acqua può aiutare a contrastare la stitichezza. L’acqua è l’alleato base della salute dell’organismo. L'assorbimento di liquidi avviene più velocemente in genere e può essere funzionale al buon lavoro dell'intestino e alla sua funzionalità. É importante bere spesso, idratarsi e aiutare tutti i vari distretti corporei a beneficiare dell’apporto di liquidi.
Acqua
Bere fa molto bene all’organismo umano, non solo per trattare la stipsi: l’idratazione, infatti, è fondamentale per il benessere del nostro organismo. Quando non si beve a sufficienza, si innesca un meccanismo che porta a uno stato di disidratazione che può provocare seri danni a tutto l’organismo, intestino compreso.
L’acqua presenta benefici importanti anche per la stitichezza, poiché bere molti liquidi permette di ammorbidire le feci e di purificare l’organismo. Infatti, tra i rimedi della nonna in caso di stitichezza cronica c’è quello di bere un bel bicchiere di acqua a temperatura ambiente al mattino appena svegli.
Riguardo alla dose di acqua da consumare, secondo gli specialisti della salute è consigliabile bere almeno 1.5-2lt di acqua al giorno a piccoli sorsi, preferibilmente fuori dai pasti. Molti specialisti spiegano che sarebbe meglio prediligere:
- Acqua con tanto magnesio (più di 50 milligrammi al litro);
- Acqua con solfati (concentrazione superiore ai 200 milligrammi al litro).
Alcuni studi mostrano che l’acqua frizzante sembrerebbe essere più efficace rispetto all’acqua del rubinetto per alleviare i sintomi correlati alla stitichezza. È importante evitare tutte le altre bevande gassate che contengono zucchero e che, oltre ad avere effetti dannosi sulla salute, potrebbero anche peggiorare la condizione di stitichezza. L’acqua calda rispetto all’ acqua fredda può essere maggiormente funzionale per le attività dell’intestino.
Per aiutarti a bere la giusta dose di acqua giornaliera, porta sempre con te una borraccia, così da bere anche quando non avverti la sensazione di sete. Questo consiglio potrebbe essere fondamentale, anche perché è bene ricordare che quando percepiamo lo stimolo della sete, significa che il nostro organismo è già in uno stato di carenza di acqua.
Acqua Tiepida e Limone
Acqua tiepida e limone è un’abbinata che piace molto e forse le sono attribuite funzionalità superiori a quelle effettive, ed è il caso di fare chiarezza. In merito all’aiuto all’intestino il limone in sè può essere interessante perchè la sua polpa contiene pectina, una fibra solubile che favorisce la digestione e attiva la motilità intestinale. Nel succo quindi sarebbe necessario aggiungere anche la polpa, altrimenti questa azione non può essere attivata. Come detto sopra poi è l’acqua calda che favorisce il risveglio intestinale, il limone è in questo caso solo un apportatore di vitamina C e l’acido citrico è funzionale alle attività renali, e al pH delle urine.
Caffè
Uno studio recente ha scoperto che la caffeina può stimolare l’intestino in maniera analoga a un pasto. Nel dettaglio, una tazzina di caffè sarebbe in grado di stimolare i muscoli dell’apparato digerente grazie alla piccole quantità di fibre che questa bevanda contiene.
Va detto, però, che il caffè potrebbe risultare eccessivamente stimolante per alcune persone e sortire effetti irritanti per la mucosa intestinale, provocando senso di urgenza. É bene non esagerare con il consumo di caffè, rispettando le dosi giornaliere consigliate dagli specialisti.
Tisane e Camomilla
Soprattutto per quel che riguarda i problemi gastrointestinali, esistono molti rimedi della nonna contro la stitichezza che utilizzano i liquidi caldi, poiché questi sembrerebbero in grado di sciogliere i nodi intestinali e di favorire la risoluzione del disturbo. Bere le tisane e bere la camomilla non è solo rilassante, ma può anche conribuire ad ammorbidire le feci, favorendo la loro espulsione.
I fiori e le foglie di malva contengono molte mucillagini vegetali (o polisaccaridi) che sono resistenti agli enzimi digestivi e a contatto con l’acqua:
- Si gonfiano, formando una sostanza gelatinosa che ammorbidisce e aumenta la massa fecale;
- Agiscono sulle pareti intestinali stimolando le contrazioni intestinali.
Bere una tazza calda a base di malva prima di andare a letto può essere un’ottima abitudine per la propria salute, che aiuta a favorire il movimento intestinale al mattino seguente. Inoltre per la sua azione lenitiva, la malva è indicata nel caso di infiammazioni intestinali o di coliche.
Anche se si tratta di rimedio naturale contro la stitichezza, è bene ricordare che questo può risultare nocivo in specifiche condizioni, come per esempio se:
- Si assumono altri medicinali con i quali questa sostanza può interferire;
- Si è intolleranti alle sostanze contenute nella pianta.
Per questo, si consiglia di non consumare la malva troppo spesso o per tempi prolungati.
Altre Bevande Utili
- Smoothies di verdure e frutta: Possono essere una sana soluzione per sostenere la funzionalità intestinale, nutrire il microbiota e aumentare l’apporto di liquidi e fibre.
Cosa Mangiare per Andare in Bagno
Scegliere con attenzione quali alimenti ingerire, non solo può prevenire la condizione di stitichezza, ma sembrerebbe anche in grado di trattare questo disturbo. Infatti tra i rimedi naturali contro la stipsi non possiamo non citare i classici rimedi casalinghi nati in cucina. A tal proposito, la dieta mediterranea tipica del nostro Paese è considerata in tutto il mondo un buon esempio per prevenire molte patologie e una buona abitudine che può favorire il transito intestinale regolare.
Aumentare l’Apporto di Fibre
Considerate i “lassativi” naturali dell’organismo, le fibre svolgono un ruolo fondamentale per il benessere intestinale dell’organismo. Aumentare gradualmente l’apporto di fibre nella propria alimentazione. Oltre ad essere fondamentali anche nel trattamento delle emorroidi, le fibre aiutano l’organismo a migliorare il benessere intestinale e possono essere introdotte grazie a questi alimenti:
- Cereali integrali
- Crusca
- Avena
- Riso integrale
- Pasta integrale
- Pane integrale
- Semi
- Orzo
- Fagioli
- Lenticchie
Questi alimenti sono eccellenti fonti di fibre e contengono sostanze nutritive preziose, che aiutano l’organismo a funzionare correttamente. I nutrizionisti consigliano di mangiare da 20 a 30 grammi di fibre al giorno. Per cena è sufficiente consumarne circa un terzo, a seconda di quanti pasti e spuntini si consumano normalmente in un giorno.
Le fibre alimentari si ritrovano, principalmente, in: frutta, verdura fresca, legumi, cereali integrali, crusca, frutta secca, semi di lino e tuberi. Agiscono contro la stitichezza, in quanto provvedono a rendere le feci morbide, compatte e più voluminose. Tuttavia, è bene precisare che sono di beneficio solo se accompagnate da un adeguato consumo di liquidi, acqua in particolare.
Frutta e Verdura
Consumare con frequenza frutta fresca e verdure di stagione. Partendo dalle fibre, essenziali nel regime alimentare mediterraneo, possiamo evidenziare una serie di benefici per l’intestino. Nel dettaglio, l’assunzione di fibre alimentari presenta i seguenti vantaggi:
- Aumenta la massa fecale;
- Favorisce i movimenti intestinali (la peristalsi);
- Permette un passaggio più rapido delle feci lungo l’intestino.
Nel dettaglio, l’assunzione di fibre alimentari presenta i seguenti vantaggi:
- Fibra insolubile: si trova nella crusca di frumento, nei cereali integrali e nelle verdure. Questa permette di aumentare il volume delle feci e di velocizzarne il passaggio attraverso il sistema digestivo;
- Fibra solubile: è presente nella crusca d’avena, in orzo, noci, semi, fagioli, lenticchie, piselli e in alcuni tipi di frutta e verdura.
In questi casi, in presenza di un intestino delicato e irritabile ingerire una grande quantità di fibre potrebbe avere l’effetto contrario e peggiorare la condizione di stitichezza, comportando sintomi quali:
- Gonfiore e dolore addominale;
- Flatulenza;
- Feci troppo consistenti.
Inoltre, per apportare i benefici desiderati è necessario che una dieta ricca di fibre sia accompagnata a un consumo cospicuo di acqua. Per questi motivi è importante seguire un’alimentazione sana ed equilibrata che risponda alle esigenze personali del nostro organismo. Se necessario, una figura specializzata può aiutare a definire consigli alimentari mirati sulla base dei bisogni specifici dell’organismo.
Semi di Lino
Conosciuti da sempre in tutte le civiltà, i semi di lino si sono diffusi fino ai giorni nostri per le loro proprietà emollienti e lenitive, classificandosi come un buon rimedio naturale per contrastare la condizione di stipsi. Se assunti con molta acqua, questi composti vegetali possono agire come emollienti intestinali, agendo in maniera analoga alle sostanze presenti nella malva. Nel dettaglio, i semi di lino accompagnati ad un consumo cospicuo di liquidi, possono:
- Ammorbidire le feci;
- Attivare i movimenti di peristalsi necessari all’evacuazione.
Tra i rimedi della nonna più conosciuti per contrastare la stitichezza con un i semi di lino c’è quello di lasciare a bagno per una notte un cucchiaio di semi di lino in mezzo bicchiere d’acqua, da bere al mattino a digiuno per ottenere un effetto lassativo. Anche in questo caso serve la massima attenzione: anche se si tratta di soluzioni naturali, questi piccoli semi possono però risultare irritanti in caso di problemi infiammatori intestinali e di disturbi emorroidari o diverticolite. Per evitare di incorrere in queste spiacevoli complicanze, è consigliabile rivolgersi al proprio farmacista di fiducia, così da evitare reazioni controproducenti o irritanti per il proprio intestino.
- Semi di lino: i semi di lino sono un validissimo aiuto naturale in caso di stitichezza e di rallentamento dei processi digestivi in genere. Grazie al loro elevato contenuto in fibre e mucillagini, i formano una massa morbida ed emolliente che stimola una regolare evacuazione. basta lasciare in ammollo per 10-12 ore dei semi di lino per far si che si formi una sostanza mucillaginosa, da assumere preferibilmente al mattino a stomaco vuoto, per risvegliare l’intestino. Sono però sconsigliati a chi soffre di blocchi intestinali, stipsi protratta nel tempo, diverticoli.
Prugne e Frutta Cotta
La tradizione tramanda che la frutta cotta con la buccia possieda preziose proprietà lassative. È per questo motivo che, quando i bambini piccoli non vanno in bagno si porta in tavola un bel piatto di frutta cotta. Ma ci sono altri frutti che funzionano da alleati per il benessere dell’intestino, primi tra tutti le prugne. Che sia cotto o crudo, questo frutto è il più noto tra i rimedi naturali contro la stitichezza cronica.
I benefici che le prugne apportano all’intestino derivano dal fatto che queste contengono importanti sostanze, come:
- Sorbitolo, un alcol zuccherino dall’effetto lassativo;
- Difenilsatina, una sostanza che stimola i movimenti intestinali;
- Fibre, come la pectina che ammorbidiscono e aumentano il volume delle feci;
- Potassio e calcio, minerali che aiutano le contrazioni muscolari, facilitando l’evacuazione;
- Zuccheri (glucosio, fruttosio, saccarosio), che nutrono la flora batterica intestinale.
Riguardo alle dosi consigliate, gli specialisti consigliano di mangiare circa 50gr di prugne al giorno, che corrispondono indicativamente a sette prugne di medie dimensioni. Tuttavia è bene non esagerare con il consumo di prugne, poiché anche la frutta, se consumata in eccesso, potrebbe causare problemi.
- Kiwi: Contengono un elevatissimo contenuto di fibre, sia solubili che insolubili.
- Cachi: Ricco di zuccheri, come il fruttosio e il glucosio, questo frutto è sconsigliato a coloro che soffrono di diabete.
- Papaya: Il frutto maturo può essere adoperato come lassativo, per regolare il movimento intestinale. Diversamente, il succo ottenuto dal frutto immaturo trova impiego nell’indigestione, grazie al contenuto in papaina, per ridurre le coliche o i crampi.
Olio Extra Vergine di Oliva
Grazie alle sue proprietà emollienti, l’olio extra vergine di oliva aiuta a:
- Ammorbidire la massa fecale;
- Lubrificare l’intestino;
- Aumentare la produzione della bile, favorendo il processo digestivo.
Anche in questo caso, come per il consumo del caffè, è bene seguire le dosi giornaliere e non eccedere nelle dosi poiché, se assunto in grande quantità, l’olio potrebbe eccessivamente stimolante per alcune persone, provocando effetti irritanti a carico la mucosa intestinale.
Altri Rimedi Naturali
- Aumentare l'apporto alimentare di fibre vegetali: la quantità ottimale è di 20 grammi al giorno contro i 12-15 normalmente assunti.
- Non rimandare l'atto della defecazione: sopprimere o posporre il bisogno di defecazione è una cattiva abitudine, che rischia di inibire gli stimoli allo svuotamento del retto.
- Evitare grandi sforzi per defecare: forzare la defecazione rischia di pregiudicare la normale coordinazione tra i meccanismi fisiologici coinvolti nell'evacuazione delle feci, ossia contrazione dell'ampolla rettale, contrazione dei muscoli del pavimento pelvico e rilassamento dello sfintere anale interno (involontario) e dello sfintere anale esterno (volontario). Alla luce di ciò, una volta in bagno, è importante ottenere un'evacuazione naturale attendendo il giusto stimolo, senza sforzi eccessivi.
- In tutto ciò, può aiutare l'assunzione di una posizione acquattata (alla turca), in cui l'addome è compresso contro le cosce (nota: per ottenere questa posizione in modo semplice, può essere utile porre, in prossimità del wc, un rialzo su cui appoggiare i piedi).
- Praticare esercizio fisico con regolarità: studi scientifici hanno dimostrato che l'attività fisica, in particolare corsa e camminata veloce, favorisce la motilità intestinale; in altre parole, mantenersi fisicamente attivi è un modo per stimolare i muscoli dell'intestino, deputati al processo di peristalsi.
- Rinforzare, con allenamenti mirati, i muscoli addominali e i muscoli del pavimento pelvico.
- Aloe Vera: agisce come un efficace lassativo naturale, aiutando a stimolare il transito intestinale e facilitando l'eliminazione delle feci accumulate.
- Fare attività fisica di leggera intensità dopo cena può contribuire a contrastare la stitichezza mattutina perché promuove la mobilità del colon.
Fondamentale per prevenire la stitichezza al risveglio è idratarsi adeguatamente la sera. Una delle funzioni principali del colon, infatti, è aiutare il corpo a riassorbire l'acqua. Per la regolarità gastrointestinale generale è necessaria una dieta che idrati il colon.
Da queste ricerche è emerso che un’attività fisica regolare apporta notevoli benefici all’organismo umano, nel dettaglio:
- Migliora i sintomi correlati alla stitichezza;
- Stimola le contrazioni intestinali;
- Può aiutare a prevenire e la stipsi.
Spesso, la loro debolezza predispone alla stitichezza. La stitichezza da indebolimento dei muscoli addominali e dei muscoli del pavimento pelvico è più comune dopo la gravidanza e il parto, negli obesi, nelle donne in menopausa e negli individui con tosse cronica (es: fumatore, asmatico ecc.).
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