San Casciano dei Bagni: Cosa Vedere nel Borgo Termale Toscano
L’antico e caratteristico borgo di San Casciano dei Bagni è situato nel punto più meridionale della provincia di Siena, dove le ultime propaggini delle colline toscane si fondono con il paesaggio dell’Umbria e del Lazio, a ridosso dei monti Cetona e Amiata. San Casciano dei Bagni è un borgo medievale perfettamente conservato, panoramico e accogliente alle pendici del monte Cetona, a circa metà strada tra Firenze e Roma. È tra i comuni più a sud della provincia di Siena e questo lo rende favorevole, oltre che per la Toscana, agli spostamenti da e per il Lazio e l’Umbria che con esso confinano.
San Casciano dei Bagni è noto per le vicine terme, le cui acque sono consigliate per la cura delle malattie reumatiche. L’insediamento si sviluppò grazie alla presenza delle acque termali di fama internazionale e la sua storia risale ai tempi degli etruschi e dei romani. San Casciano dei Bagni è al terzo posto in Europa per l’erogazione di acque termali con 42 sorgenti dalla portata complessiva di circa 5,5 milioni di litri di acqua al giorno. Ce n’è per tutti e non può esistere una sosta da queste parti senza godere del beneficio tanto apprezzato dai romani che arrivavano qui percorrendo la Via Cassia.
Il monumento più antico si trova alle porte del centro termale ed è il Tempietto Pagano del IV sec. dedicato alla dea della salute Igea. Dopo aver assorbito tutta l’atmosfera del borgo si potranno visitare le vasche termali in pietra, adiacenti alle terme di epoca romana, Bagno Grande e Bagno Bossolo. Fonteverde è un resort e una spa di eccellenza per il relax e il benessere: voluto dal Granduca Ferdinando I de’ Medici, il palazzo rinascimentale mediceo sorge su una fonte termale che si affaccia sul magnifico panorama della Val d’Orcia. Basta qualche ora nella piscina termale tra getti a collo di cigno e idromassaggi per rimettersi in pace col mondo!
Cosa Vedere a San Casciano dei Bagni
Il Borgo e le sue Attrazioni
La conformazione urbanistica di San Casciano dei Bagni disegna in modo naturale un percorso che accompagna dolcemente alla scoperta degli angoli più belli. E’ un percorso circolare, così come il centro storico si pone intorno alla sommità del colle dove è posto e alla Collegiata che ne segna il vertice con il proprio campanile. Da piazza Matteotti, come in una terrazza si può ammirare uno dei panorami più belli della campagna toscana.
All’entrata del paese, in piazza Matteotti, è situato il Castello Turrito edificato nel 1911, proprietà della famiglia dei Bologna, dalle antiche origini borghesi. A dominare la prima immagine che si ha di San Casciano dei Bagni è il castello con le sue mura e l’elegante torre, integrato così perfettamente nell’ambiente circostante che non fa supporre di essere stato costruito agli inizi del XX secolo. Con il suo aspetto imponente e medievale, caratterizza tutto il paese, ed è visibile da ogni punto del circondario.
Tra lo sguardo perso nel balcone panoramico con la vista sulla campagna toscana, umbra e laziale e le camminate nei vicoli di impianto medievale con i resti della cinta muraria, ci si perde in numerosi scatti fotografici. Si ammirano i colori delle bandiere delle contrade, si scopre che all’interno del palazzo comunale e nelle adiacenti “Stanze Cassianensi” sono conservati anche antichissimi reperti archeologici provenienti dalla necropoli di Balena (II e I secolo a.C.) e che il castello turrito invece è molto più recente (un neogotico del 1911).
Si passa di fronte alla collegiata dei santi Leonardo e Cassiano e se ne ammirano la facciata gotica e la pala quattrocentesca al suo interno e, molto facilmente, ci imbatteremo in più d’un sancascianese storico che ci svelerà qualche imperdibile segreto locale. Tappa obbligata da Il Campanile di Arturo Tosoni, che da una vita intera passa le notti nel suo laboratorio per rifornire la pasticceria di deliziosi dolci artigianali che chiamano il bis a qualunque ora della giornata. Imperdibile la nuvola!
Insigne Collegiata di San Leonardo
E’ la chiesa principale di San Casciano. Nel corso dei secoli ha più volte mutato sia la struttura architettonica, sia l’organizzazione ecclesiastica che la governava. Inizialmente era retta da quattro sacerdoti detti Pensionieri di San Guglielmo, in quanto dipendevano da un convento di monaci Guglielmiti posto nei pressi della località Acerona. La dedicazione della chiesa a San Leonardo va forse ricercata proprio alla venerazione del santo presso il convento dell’Acerona. Nel 1618 la chiesa venne elevata al rango di Insigne Collegiata, ad essa faceva capo un Capitolo da sette sacerdoti: l’Arciprete, che era la massima dignità capitolare, e sei Canonici.
La nomina dell’Arciprete e dei Canonici spettavano alla Comunità, la quale aveva lo jus padronato della chiesa di S. Leonardo. Oltre ai canonicati, ai quali si aggiunse in seguito quello della Desponsazione di Cristo, esistevano anche cinque Benefizi, questi erano di padronato di alcune illustri famiglie sancascianesi, le quali provvedevano per proprio conto a nominare i sacerdoti che ne avrebbero assunto la titolarità. I secoli XVII e XVIII rappresentarono il periodo di massimo splendore per la Collegiata, frequentata da vescovi e cardinali sia italiani che stranieri, i quali venivano a San Casciano per le cure termali.
La Collegiata di San Leonardo ha subito nei secoli varie modifiche nella propria struttura architettonica. Nella sua forma originaria la chiesa doveva essere disposta secondo l’asse ovest/est, in luogo dell’attuale sud/nord, con ingresso sul lato occupato oggi dall’Oratorio di S. Antonio, come testimonia il ritrovamento dell’attuale portale proprio su quel lato, lo stile utilizzato era senz’altro quello gotico, con abbondanza di elementi di travertino lavorato, come testimoniano, oltre il portale, resti di cornici e colonne. In seguito gli fu dato l’orientamento attuale, probabilmente nel ‘500 quando fu fondata la Compagnia di S. Antonio ed edificata la relativa chiesa. Il campanile fu edificato nel 1606.
Chiesa Sant’Antonio
Nella chiesa di S. Antonio, adiacente alla Collegiata, aveva la propria sede la Compagnia di S. Antonio, fondata tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI. La Compagnia possedeva inoltre due Spedali, uno in paese e l’altro accanto alla Chiesa di S. Maria della Colonna alle Terme, ogni Spedale era tenuto da uno spedaliere eletto dal Consiglio della Compagnia. Anche la chiesa di Sant’Antonio subì varie modifiche architettoniche, particolarmente nel XVIII secolo. Nel 1741 venne spostata la scalinata che la collegava alla Collegiata, la quale si trovava originariamente a lato dell’altare centrale intitolato a San Cassiano. Nel 1748 si ebbero i maggiori lavori che modificarono l’aspetto interno della chiesa, alla quale venne dato un aspetto barocco grazie alla realizzazione dell’abside circolare e delle colonne in finto travertino. Dieci anni dopo mastro Pietro Sperone terminò gli stucchi che ornano l’abside. All’interno è conservata una statua lignea raffigurante la Madonna con Bambino.
Palazzo Comunale
Originariamente era utilizzato come Palazzo di Giustizia, sede degli organi amministrativi del Comune e residenza del Podestà. La realizzazione dell’adiacente castello ne ha modificato la struttura originale. La facciata e l’atrio sono ornati dagli stemmi di alcuni Podestà di San Casciano. Nella parte sinistra della facciata c’è una colonna dove sono riportate le unità delle antiche misure di lunghezza sancascianesi. Nell’atrio sono conservati altri stemmi dei Podestà ed un architrave del XVI secolo con lo stemma del Comune. Nella stanza del Sindaco è conservata un urna funeraria etrusca in terracotta.
Torre di Celle
La torre probabilmente faceva parte del cassero del castello di Celle. Il centro storico conserva una singolare struttura urbanistica a pianta quadrangolare con vie ampie perfettamente diritte e una grande piazza senza proporzione rispetto alle attuali dimensioni del paese.
Castello di Fighine
Sopra San Casciano dei Bagni e sopra Palazzone, in una posizione strategica tra la tra la valle del Paglia e la val di Chiana, si trova il Castello di Fighine, fortezza medievale risalente all’XI secolo dalla tipica forma quadrangolare e con tre torri angolari. La Repubblica di Siena, avuto definitivamente Fighine, commissionò nel 1446 a Biagio De Stinis l’ampliamento del castello in modo che avesse pianta quadrangolare, delimitato ai vertici dalla torre vecchia (quella quadrangolare, adattata alle nuove esigenze militari grazie alla realizzazione del confesso o contrafforte ed alla riparazione dei merli e dei beccatelli), dalla torre maestra, dalla torre mezza tonda e dalla torre detta “saracinesca”, quest’ultima anche se non nominata nei documenti sopra riportati è documentata in altri successivi e probabilmente proteggeva l’ingresso del cassero.
Oggi sembra un nucleo di piccole dimensioni ma l’importanza che ebbe questo luogo è documentata in alcuni scritti storici che equiparavano la realtà di Fighine a Orvieto. Appartenuto, tra gli altri, anche al Granduca Cosimo II de’ Medici, attualmente il Castello di Fighine, completamente restaurato, è una dimora privata che comprende altre ville e case e che si presta a uno scenario unico per matrimoni e ricevimenti. Fu inoltre sbassato un rilievo di terra sulla parte occidentale, in quanto esso costituiva l’unico reale pericolo per un attacco con artiglierie. Il colpo di mano delle truppe pontificie del 1451 interruppe i lavori, anche se questi erano ormai stati ultimati nelle loro linee essenziali. Nel 1466 la Repubblica di Siena inviò il Maestro Giovanni Gori di San Quirico a Fighine per ultimare i lavori.
Le Terme di San Casciano
Le acque termali di San Casciano erano certamente in gran considerazione presso gli antichi, come testimoniano gli autori dei trattati sulle terme che si sono succeduti nei secoli, e come confermano gli studi contemporanei. Del resto le testimonianze archeologiche lo confermano, anche se dobbiamo per lo più affidarci alle memorie dei nostri avi per la mancanza di ricerche ai nostri giorni. Come tutti i luoghi termali anche San Casciano affrontò il periodo di decadenza dell’Alto Medioevo, subendo una drastica riduzione demografica ed urbanistica. Ma a differenza di altre località restò saldamente ancorato alla sua identità, conservando sia importanti resti delle strutture termali antiche, sia la memoria dell’uso delle acque se si pensa che nei documenti del X secolo troviamo il toponimo “ad balneo”.
E’ logico quindi che alla ripresa della pratica delle cure idroterapiche del XIII secolo si venga a trovare in una posizione di primo piano nell’ambito termale italiano. Ai suoi “molti bagni” Ugolino da Montecatini dedicò un’ampio spazio nel suo“Tractatus de Balneis” (1417) Dalla legge sulle attribuzioni all’Operaio delli Buttini, Fonti e Bagni del 1590 si rileva che San Casciano e San Filippo sono i Bagni principale dello Stato di Siena e quindi come tali devono essere visitati tre volte l’anno (gli altri solo due). La vera ripresa del termalismo sancascianese si ha nel XVII secolo e per tutto il successivo. In questo periodo la nostra cittadina è meta dei soggiorni della nobiltà italiana ed europea.
Gli illustri bagnajoli sono ospitati nelle case dei sancascianesi, e si trattengono per almeno due settimane, il ciclo minino di cure indicato dalle pratiche terapeutiche dell’epoca. Il XIX si apre con una ventata di novità in campo termale proveniente da Francia e Germania, è la stagione dei grandi stabilimenti termali, autosufficienti e con tutti i comfort, adatti all’emergente borghesia industriale. San Casciano non riesce ad adeguarsi e quindi ben presto viene tagliato fuori dal grande giro delle terme italiane.
Nei Dintorni di San Casciano dei Bagni
La vista dai numerosi punti panoramici collinari fa spesso catturare con lo sguardo le province di tre regioni diverse e Lazio e Umbria sono proprio a pochi minuti d’auto.
Orvieto
In Umbria in provincia di Terni, a poco più di 50 km, c’è un capolavoro dell’architettura gotica, senza alcun dubbio una delle più belle chiese d’Italia che va assolutamente vista: è il Duomo di Orvieto. Si rimane incantati dinnanzi all’imponenza della basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, al rosone, alle guglie, ai mosaici, ai dipinti, all’organo, tutto in ottimo stato di conservazione.
Civita di Bagnoregio
A circa 60 km da San Casciano dei Bagni (e a 24 km da Orvieto) c’è Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo e dunque in Lazio.
Agriturismo Mori
Noi abbiamo alloggiato in uno dei casali dell’Agriturismo Mori che, con le sue dimore diffuse (fabbricati colonici del XIX secolo e di recente ristrutturazione), domina le campagne di Palazzone, frazione di San Casciano dei Bagni. Davvero un paradiso di pace e genuinità che piacerà tanto sia a chi ama il raccoglimento meditativo che riconnette lo spirito alla natura (ma quanto è bello fare yoga in un posto così?) che a chi apprezza la convivialità di radunare amici e parenti in un casale da set cinematografico. Qui si possono anche organizzare passeggiate a cavallo, seguire corsi di equitazione o di cucina, fare workshop per imparare a tingere i tessuti, cercare i tartufi.
Le ampie cucine dei casali offrono tutto ciò che serve per far da sé, compreso il barbecue in giardino, ma se volete concedervi un relax in più c’è persino la possibilità di richiedere un personal chef in villa. Tutto ciò a prezzi equi e onesti. Se vi può piacere l’idea di alloggiare in un casale di campagna della nostra tradizione italiana, ecco i link di riferimento per trovare la casa più adatta al numero degli ospiti, da 2 fino a 12 persone.
Ristorazione: Domus Etrusca
Su prezioso consiglio di Serena dei casali Mori siamo state a cena in uno di quei posti che vorremmo sempre dietro casa: cibo davvero buono e prezzi davvero onesti. Alla Domus Etrusca, Cristiano propone un menù fisso tipico toscano, a seconda delle verdure di stagione e dei buoni pezzi di carne del suo macellaio di fiducia: antipasto, primo, secondo e dolce, acqua di fonte e vino del consorzio a volontà. Attenzione perché i posti sono pochi: è necessario prenotare ben in anticipo. Perché ricordiamoci che siamo nelle terre del Chianti: è cosa buona e giusta renderne onore!
Attività all'Aria Aperta
Son tornata a casa col grande pentimento di non esser scesa dall’auto quando ho avvistato una bella mandria di bovini bianchi di razza Chianina (sapete che è la razza più grande al mondo?) che pascolano allo stato brado circondati dagli aironi guardabuoi. Voi fatelo: le strade di campagna di Palazzone e di San Casciano dei Bagni sono quiete e poco frequentate, si può sostare tranquillamente ad ammirare i tramonti sulle colline, gli ulivi che filtrano i raggi dorati della golden hour, i filari di vite con gli ultimi grappoli carichi d’uva. Dal sacro al profano e viceversa, è bene sapere che a San Casciano dei Bagni passa la via Francigena, il cammino di pellegrinaggio che da Canterbury arriva a Roma, una camminata nei sentieri della zona è decisamente perfetta per gli amanti del trekking.
Cantine e Degustazione
Dicevamo appunto terre del Chianti (e non solo) e infatti, non a caso, i produttori di Palazzone ricevono riconoscimenti e medaglie d’oro dalla fine del XIX secolo, mettendo in bottiglia il meglio del Sangiovese che caratterizza le colline argillose della zona, assieme agli altri vitigni del disciplinare come Malvasia, Canaiolo, Colorino e Trebbiano. Se amate il buon vino e volete rimanere a bocca aperta visitando una cantina storica davvero unica e scenografica, tra le cose da segnare per il vostro weekend godereccio, c’è la visita alla cantina di Giacomo Mori. Un tunnel di botti e grotte scavate nel tufo che si sviluppa in una discesa verticale e che, varcando un ampio portone in legno, fa inaspettatamente risalire in un bosco di querce e castagni. Vi garantisco che l’atmosfera che coglie all’uscita è talmente inattesa quanto fiabesca che subito parte la colonna sonora di Harry Potter! (Sì, succede anche da sobri!). Il vino è goduria e cultura, arte e tradizioni: i racconti dei vignaioli sono carichi di fascino quanto i grappoli carnosi di fine settembre.
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