Dichiarazione di Rispondenza Impianto Idraulico: Requisiti e Importanza
La dichiarazione di rispondenza (DiRi) è un documento cruciale nel settore degli impianti, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e la conformità degli impianti idraulici. Questo articolo esplora in dettaglio cos'è la dichiarazione di rispondenza, quando è necessaria, chi può rilasciarla e qual è la normativa di riferimento.
Cos'è la Dichiarazione di Rispondenza?
La dichiarazione di rispondenza è un documento che sostituisce la dichiarazione di conformità (DiCo) in specifiche circostanze. Nello specifico, la DiRi è necessaria quando:
- Gli impianti sono stati installati tra il 1990 e il 2008 e sono sprovvisti di dichiarazione di conformità .
- La dichiarazione di conformità è inesistente o irreperibile.
- È necessario attivare una nuova fornitura di energia elettrica o aumentare la potenza della fornitura per impianti realizzati tra il 13 marzo 1990 e il 26 marzo 2008.
La DiRi certifica che l’impianto è conforme alla normativa vigente all’epoca della sua costruzione, tenendo conto delle condizioni di esercizio e della destinazione d’uso dell’edificio.
Chi Rilascia la Dichiarazione di Rispondenza?
La dichiarazione di rispondenza è rilasciata da un professionista che soddisfa specifici requisiti:
- Essere iscritto all'albo professionale per le competenze tecniche richieste.
- Aver esercitato la professione per almeno 5 anni nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.
In alternativa, per impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2 del D.M. 37/2008, la DiRi può essere rilasciata da un soggetto che ricopre da almeno 5 anni il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata operante nel settore impiantistico.
Il tecnico abilitato è responsabile di quanto dichiarato all'interno del documento.
A Cosa Deve Essere Rispondente l'Impianto?
Il D.M. 37/08 non specifica esplicitamente a quali norme tecniche debba essere rispondente un determinato impianto. Tuttavia, è fondamentale che l'impianto sia realizzato secondo la "regola dell'arte", rispettando la legislazione vigente, la normativa tecnica di settore e i requisiti essenziali di sicurezza.
La sussistenza di questi requisiti può essere dimostrata attraverso la scelta oculata delle norme tecniche (europee e nazionali) al momento della messa in esercizio dell'impianto.
Quando Rilasciare la Dichiarazione di Rispondenza
Il D.M. 37/08 prevede specifiche condizioni per il rilascio della Dichiarazione di Rispondenza:
- Quando la Dichiarazione di Conformità non è stata prodotta o non è reperibile per impianti realizzati tra il 13 marzo 1990 e il 26 marzo 2008.
- Quando, per impianti realizzati nello stesso periodo, la Dichiarazione di Conformità non è stata rilasciata o è priva di uno dei requisiti essenziali previsti dalla legge.
Certificazione Impianto Idraulico: Cos'è e Perché è Importante
La certificazione di un impianto idraulico è l’attestazione che lo stesso sia conforme alle norme in vigore. La conformità si riferisce al fatto che l’impianto è stato progettato, installato e manutenuto rispettando tutte le normative, le direttive e le specifiche tecniche stabilite dalle autorità competenti. Questo include il rispetto delle leggi locali e nazionali, nonché degli standard di sicurezza e funzionalità .
La certificazione attesta che l’impianto è stato realizzato secondo le migliori pratiche del settore e soddisfa tutti i requisiti legali e tecnici, garantendo un alto livello di sicurezza e prevenendo potenziali problemi.
Quando è Richiesta la Certificazione dell'Impianto Idraulico?
La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:
- Installazione di un nuovo impianto.
- Modifiche o ampliamenti significativi a un impianto esistente.
- Interventi di manutenzione straordinaria.
- Allacci di nuove utenze.
Come Ottenere la Certificazione Impianto Idraulico
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico, è necessario seguire questi passaggi:
- Progetto dell’impianto: Creare un progetto dettagliato conforme alle normative locali.
- Materiali e documentazione: Elencare i materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione.
- Sopralluogo e verifica: Un professionista abilitato verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge.
- Certificazione: Una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione.
Normativa di Riferimento per Impianti Idraulici
Il comma 1 del D.M. 37/08 definisce gli impianti per i quali è necessario rilasciare la certificazione, tra cui gli impianti idrici e sanitari. Gli impianti idrici devono essere realizzati secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e alle norme UNI, CEI o di altri Enti di normalizzazione.
Le principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:
- UNI EN 806: Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano.
- UNI 9182: Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo.
- UNI 12056-5:2001: Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso.
Rischi e Sanzioni per Assenza della Certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni, tra cui:
- Rischi per la sicurezza: Malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni pericolose.
- Sanzioni amministrative: Multe e richiesta di messa a norma dell’impianto.
- Difficoltà nella vendita o locazione: Potenziali acquirenti o inquilini potrebbero richiedere la certificazione.
- Possibili contenziosi legali: Dispute tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici.
- Problemi con le assicurazioni: Rifiuto di coprire danni o incidenti causati da un impianto non certificato.
Le sanzioni per l’impresa che non redige copia della dichiarazione al termine dei lavori variano dai mille ai diecimila euro.
Documenti Necessari per la Dichiarazione di Rispondenza
Per compilare correttamente la dichiarazione di rispondenza, è necessario raccogliere diversi documenti:
- Schemi o progetti dell’impianto.
- Eventuali planimetrie.
- Relazione finale che descriva lo stato dell’impianto.
- Certificati di conformità dei materiali utilizzati.
Documenti opzionali includono schede di controllo, fotografie e caratteristiche tecniche dei materiali.
Costi della Dichiarazione di Rispondenza
Il costo per una dichiarazione di rispondenza varia in base a diversi fattori:
- Dimensioni dell’impianto.
- Complessità del progetto.
- Professionista o azienda scelta.
- Costi di verifica.
Solitamente, il costo si aggira intorno ai 350 euro, escludendo eventuali lavori per adeguare le parti dell’impianto non a norma.
Differenza tra Dichiarazione di Conformità (Di.Co) e Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri)
La Dichiarazione di Rispondenza è una relazione tecnica aggiuntiva che ha il solo scopo di regolarizzare la posizione degli impianti non rientranti tra quelli certificati. Può essere redatta da professionisti iscritti ad un ordine da oltre cinque anni e da tecnici specializzati.
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