Emendamento A3 e Ascensori Idraulici: Cosa Cambia

L'emendamento A3, pubblicato nel dicembre 2009, aggiorna le normative tecniche di riferimento per gli impianti di sollevamento alla luce delle modifiche introdotte dalla direttiva macchine 2006/42/CE e dei miglioramenti intervenuti nello stato dell'arte del settore.

Tali requisiti riguardano la costruzione e l'installazione di nuovi impianti permanenti di ascensori elettrici e idraulici per il trasporto di persone e/o cose, sospesi per mezzo di funi o catene, che si muovono tra guide inclinate di non più di 15° sulla verticale.

Lo scorso 31 dicembre 2011 è scaduto il periodo transitorio di convivenza tra le precedenti norme UNI EN 81-1/2:1998 e le nuove versioni emendate, pertanto a partire dal 1° gennaio 2012 solo le norme UNI EN 81-1/2:2010, contenenti l'emendamento A3, danno la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva ascensori 95/16/CE.

Conseguentemente dal 1° gennaio 2012 è possibile installare solo ascensori conformi alle nuove norme emendate.

Tra le modifiche introdotte si segnala, in particolare, la distinzione tra ascensore (e quindi impianto di sollevamento soggetto alla direttiva ascensori 95/16/CE) e macchina di sollevamento (soggetta alla 2006/42/CE) che risiede nella velocità della cabina: sono ascensori gli impianti di sollevamento con velocità maggiore di 0,15 m/s indipendentemente da altre caratteristiche e, invece, sono macchine di sollevamento gli impianti con velocità minore o uguale a 0,15 m/s.

Resta inteso che le suddette disposizioni non sono al momento obbligatorie per gli impianti installati e collaudati entro il 31 dicembre 2011.

Implicazioni per gli Ascensori Idraulici

La Direttiva Macchine 2006/42/CE ha introdotto requisiti di sicurezza che impattano anche sugli ascensori; nello specifico riguardano la protezione contro i movimenti incontrollati.

Per un ascensore idraulico, con movimento incontrollato si intende che la cabina a porte aperte, si muove verso il basso in maniera involontaria; questo movimento deve essere arrestato in modo tale che, la distanza tra il pavimento della cabina e quello del piano di arrivo non sia superiore a 1200 mm.

La distanza libera tra l’estremo superiore delle porte di cabina e il piano di arrivo non deve essere inferiore a 1000 mm.

Il blocco è stato concepito per accumulare la pressione presa dal circuito idraulico necessaria ad azionare la valvola di blocco, in caso di movimento incontrollato.

Una volta raggiunta la pressione ausiliaria di cui necessita il sistema, il pressostato abilita la manovra chiudendo un contatto.

La pressione ausiliaria accumulata sarà conservata nel blocco idraulico staticamente mediante l’elettrovalvola sull’attuatore idraulico normalmente chiusa.

Anche per gli impianti idraulici, come per gli elettrici, l’applicazione dell’emendamento A3 non viene richiesta a meno del punto 21 (modifica sostanziale).

È opportuno tenere presente che sugli ascensori idraulici l’applicazione dell’emendamento A3 non è complessa come per gli elettrici.

Propone una soluzione alternativa al blocco meccanico delle ante manuali di cabina, qualora emerga l’esigenza della loro installazione (normalmente quando si installa nel quadro di manovra un variatore di frequenza).

Se si cambia un quadro su un impianto oleodinamico si deve applicare l’emendamento A3 quindi bisogna cambiare anche la centralina?

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