Balneabilità dei Fiumi: Focus sul Fiume Calore e Altri Corsi d'Acqua in Campania e Lombardia
La balneabilità dei fiumi è un tema di grande importanza per la salute pubblica e la fruibilità del territorio. In Campania e Lombardia, sono state intraprese diverse iniziative per monitorare e migliorare la qualità delle acque, consentendo ai cittadini di godere appieno delle risorse naturali.
Controlli e Criticità delle Acque di Balneazione in Campania
Sono conclusi i controlli programmati per il mese di luglio nei 328 punti rappresentativi di ciascuna acqua adibita all’uso balneare in Campania, cioè i prelievi definiti Routinari (R), previsti a inizio stagione balneare dal calendario regionale. Complessivamente nel mese di luglio sono stati prelevati 407 campioni di acqua di mare, con il 4% di esiti non conformi, valore leggermente superiore rispetto alle scorse mensilità. Dalla disamina dei dati analitici di luglio, resi pubblici in tempo reale sui siti istituzionali del Ministero della Salute e di Arpac, nonché consultabili sulla app “Arpac Balneazione”, sono emerse diverse criticità quasi tutte rientrate come dimostrano gli esiti favorevoli dei successivi controlli.
Non conformità rilevate nel mese di luglio 2024 nelle acque di balneazione in Campania, quasi tutte superate con i prelievi supplementari. Nello specifico, all’inizio del mese è stato confermato il divieto di balneazione temporaneo in provincia di Napoli nel tratto “Collettore di Cuma” del comune di Pozzuoli, in esito ai valori ancora difformi dei prelievi datati il 3 luglio, attribuibili probabilmente a fenomeni non del tutto occasionali.
Altri valori eccedenti i limiti normativi nel Napoletano sono stati riscontrati in Costiera sorrentina nell’acqua denominata “Purgatorio” nel Comune di Meta (prelievo del 17 luglio) rientrati però con il prelievo del 24 luglio, che ha quindi consentito la riapertura alla balneazione di questo tratto costiero. Nel comune di Napoli, molto probabilmente per l’evento piovoso che ha preceduto il prelievo programmato per il 23 luglio, sono risultati fuori limite le analisi effettuate nelle acque “Pietrarsa”, di recente riammissione alla balneazione, e “Capo Posillipo”.
Quale nota positiva del mese di luglio, va sicuramente dato risalto al risanamento, confermato dai prelievi del 22 luglio, dell’unica acqua di balneazione che era ancora in qualità scarsa di Castellammare di Stabia (Na), cioè “Villa Comunale”, ora dichiarata balneabile e di “nuova classificazione” fino al raggiungimento del set di dati previsti dalla legge per l’attribuzione della specifica classe di qualità. Con il recupero di questo tratto, è stato possibile ripristinare la balneabilità, dall’inizio della stagione balneare a fine luglio, circa 5,6 chilometri di litorale indicato di qualità “scarsa” nell’ultima classificazione regionale, un bilancio regionale molto soddisfacente che dà risalto agli interventi di risanamento messi in atto dalle amministrazioni comunali, finalizzati a rendere più efficace la depurazione e il collettamento delle acque reflue scaricate nelle acque marine.
In provincia di Salerno le criticità hanno interessato a luglio i Comuni di Positano (“Spiaggia del Fornillo”) con il prelievo del 15 luglio e di Battipaglia (“Spineta Nuova” e “Lido Spineta”) il 17 luglio e indotto l’emissione dei provvedimenti sindacali di divieto alla balneazione a tutela della salute dei bagnanti. Situazione diversa per Battipaglia dove persiste l’attuale divieto in quanto sono stati registrati superamenti dei valori limite anche con i prelievi supplementari del 29 luglio nelle acque denominate rispettivamente “Lido Spineta” e “Spineta Nuova”, sia nei punti identificativi delle acque che nei campioni “di delimitazione” prelevati a distanza crescente da essi.
Nell’ambito dei controlli mensili sono stato effettuati anche prelievi straordinari in caso di emergenti criticità avvistate dai tecnici Arpac o segnalate da Enti locali con rilievi ed ispezioni ad hoc per assicurare ai cittadini la salubrità del nostro mare. Ulteriori sopralluoghi sono stati intensificati nell’area salernitana di Erchie (Maiori) e San Mauro Cilento su segnalazioni di mare sporco ma non è stata evidenziata alcuna anomalia del mare dannosa alla salute umana. Sono stati lo scorso 9 luglio effettuati prelievi in emergenza nel comune di Salerno (Torrente Mercatello e Torrente Mariconda) su richiesta della Capitaneria di porto di Salerno, prelievi che hanno dato esiti microbiologici conformi.
Opportunità di Balneazione in Lombardia
In Lombardia non c’è il mare, è vero….ma ci sono ugualmente tantissimi posti dove in estate è possibile fare il bagno e rinfrescarsi, tra pozze, cascate e piscine naturali! Andiamo a scoprire qualche gita fuori porta dove è possibile fare il bagno in Lombardia. Mi raccomando però di fare sempre molta attenzione perché non sono sorvegliate, quindi soprattutto con i bambini, bisogna stare sempre all’erta! Si tratta di posti immersi nella natura, per questo consiglio anche di portarvi le scarpe da scoglio!
Vi proponiamo una decina di idee. Se la natura selvaggia non fa per voi ci sono molte altre soluzioni per divertirsi l’estate all’aria aperta. Come i parchi acquatici, vi abbiamo selezionato i migliori nel nostro articolo. Oppure i parchi avventura, un’alternativa più recente per divertirsi e misurarsi con altezze, zip line e piccole arrampicate.
- Nei pressi di Cornate d’Adda, dirigetevi verso la Centrale Idroelettrica Bertini. Attraversate il ponte e continuando verso il sentiero vedrete il fiume Adda sulla vostra destra. Queste piccole pozze sono state create per permettere ai bambini di giocare e divertirsi nelle giornate più afose, per evitare bagni nel fiume Adda che invece è piuttosto pericoloso tra mulinelli e correnti forti.
- Siamo in provincia di Lecco, si parte dal piccolo comune di Erve. Il sentiero è molto semplice, adatto anche ai bambini più piccoli. Tra le proposte di questo articolo questo è decisamente quello più avventuroso, pertanto lo consiglierei con ragazzi adolescenti più che con bambini.
- Si parte dalla località di Valmadrera dove il torrente Inferno forma queste vasche dove potersi refrigerare in un contesto paesaggistico unico. Forse ormai tra i posti più conosciuti per fare il bagno in Lombardia, pertanto, se potete cercate di evitare il weekend.
- Siamo nel mezzo della Val Seriana, in un meraviglioso contesto naturale in cui il torrente Vertova ha scavato una sorta di canyon che farà davvero divertire i più piccoli, ma anche i genitori! Ci sono vari punti per fermarsi per una sosta: decidete se immergervi subito in qualche pozza smeraldina o proseguire per ammirare le cascate, un vero spettacolo della natura.
- Sempre in provincia di Bergamo un altro itinerario molto suggestivo è quello che porta alle Buche di Nese, dette anche Pozze di Burro. Arriverete quindi al torrente dove ci sono delle piccole cascate naturali. Questa gita è tra quelle più vicine a Milano che propongo qui, un classico per iniziare a far fare qualche breve passeggiata ai bambini più piccoli.
- Si parte da Ardesio e si seguono le indicazioni per il Rifugio Alpe Corte. Ad attendervi ci saranno prati per un bel pic-nic, e il ruscello accessibile in alcuni punti per rinfrescarsi, con tanto di mulino!
- Le prime cascate di Ferrera sono molto semplice da raggiungere. Basterà partire dal paese omonimo, da cui prende il nome la cascata e in pochi minuti vedrete già le prime pozze. Qui è anche l’ideale se avete il passeggino, e volete fare un bel picnic: ci sono spazi verdi perfetti per stendere il vostro telo e rigenerarvi. Ma se volete arrivare alla cascata di Fermona, dovrete proseguire ancora 10 minuti. Il sentiero è molto semplice e ben segnalato. Dopo aver percorso una scala in ferro vi apparirà la cascata con un salto di ben 30 metri del torrente Margorabbia. Qui potrete fare il bagno nello specchio d’acqua limpidissima, sempre utilizzando le dovute accortezze.
- Ci spostiamo a Piuro in Valchiavenna dove il torrente Acquafraggia forma queste spettacolari cascate a “balzi”, da cui deriva il nome latino “Acqua Fracta” cioè “spezzata” - con un dislivello che raggiunge i 1800 metri. Talmente belle da essere state dichiarate monumento naturale della Regione Lombardia. Il torrente, accessibile in più punti, consente di bagnarsi in piccole piscine naturali. Dalla cascate partono anche due sentieri di trekking di media difficoltà. E chi non se la sente, può godersi la vegetazione rigogliosa e fare un pic-nic nel prato.
- La Val di Mello viene anche associata ad alcuni parchi americani come lo Yosemite, per la sua bellezza paesaggistica, tra foreste, laghetti e cascatelle naturali. Per percorrere il sentiero si parcheggia l’auto nella frazione di San Martino (a pagamento) per proseguire poi con una navetta o a piedi (30 minuti circa di camminata in leggera pendenza). Si può poi continuare sul sentiero che costeggia il torrente fino al Rifugio Resega. Una delle tappe imperdibili è il cosiddetto Bidet della Contessa, un incantevole specchio di acqua cristallina.
- Si sconfina in Svizzera ma siamo a poco più di 2 ore da Milano. Un’altra gita fuori porta in Lombardia dove rinfrescarsi è anche quella che porta alla cascata del Cenghen, di cui vi avevo parlato qui.
I Fiumi Irpini: Risorse Idrografiche e Identità Territoriale
La massiccia presenza di fiumi è uno dei tratti maggiormente caratteristici della meravigliosa Irpinia, terra di aria salubre e di paesaggi mozzafiato, di bellezza naturale e di flora, tutte risorse che da millenni assicurano materie prime, biodiversità e spazi vitali. La ricchezza idrografica costituisce dunque una componente rilevante dell’identità irpina. Entrando nel merito dei fiumi irpini, i 4 più significativi sono: il Sabato e il Calore che scorrono ad ovest, l’Ofanto che giace nella zona orientale, segnando il confine con la Basilicata e il Sele, presso il margine sud-orientale.
Curiosità: i nostri fiumi nella storia. Lo sapevi che nei pressi dell’Aufidus - questo il nome con cui l’Ofanto era anticamente conosciuto - fu combattuta una delle principali battaglie nell’ambito della seconda guerra punica? Si tratta della battaglia di Canne (216 a.C.), scontro che si concluse con la facile affermazione dei Cartaginesi ai danni dei soldati romani. E sapevi che la storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio attraversa ben tre di questi fiumi? Infatti, il treno storico - un viaggio nel verde da 118 km che anche Info Irpinia ha contribuito a ripristinare per fini turistici - oltre a toccare ben tre regioni (Campania, Puglia e Basilicata) sormonta e costeggia il Sabato, il Calore e l’Ofanto, dando modo a chi viaggia di sentirsi totalmente immerso in un contesto fluviale. La ferrovia in questione fu, peraltro, una delle grandi cause per le quali si batté Francesco De Sanctis.
I fiumi che attraversano i nostri territori svolgono un ruolo sociale e identitario molto importante, quasi intimo. D’altronde, ogni corso d’acqua, oltre a bagnare, irrigare e trasportare, ha la preziosa capacità di mettere in relazione. Anche in Irpinia, in un’epoca non troppo lontana - quella della pre-industrializzazione - i fiumi svolgevano significativi ruoli di socialità ed erano in grado di stabilire rapporti profondi con gli abitanti delle varie comunità, oltre che con una più ampia gamma di fruitori.
Focus sui Fiumi Irpini
Fiume Sabato
Il Sabato - la cui valle fa da cruciale cerniera tra i Monti del Partenio e i Picentini - nasce dal Monte Accellica e presenta un percorso di circa 60 km; una quarantina di essi in territorio irpino. Se in prima battuta attraversa territori a valle sostanzialmente scevri di insediamenti, verso il Serinese il bacino vede invece la confluenza di vari valloni provenienti dal Terminio; spiccano quelli del Matrunolo e dell’Olmo. Purtroppo tale ricchezza naturalistica è costantemente umiliata dall’inquinamento ambientale e dagli sversamenti denunciati più volte dall’Associazione “Salviamo la Valle del Sabato” con il suo presidente, il dott. Franco Mazza, a mostrarsi da sempre in prima linea.
Fiume Calore
Il Sabato raggiunge, nei pressi di Benevento, il Calore (anche detto “Calore Irpino” o “Beneventano”). Lungo 115 km, esso sviluppa il proprio corso parallelamente a quello dello stesso Sabato, ricevendo le acque dell’Ufita, per poi gettarsi nel Volturno e alimentare condutture di uso civile e industriale, oltre ad avere importanti finalità idropotabili e agricole. Il Calore investe per i suoi primi 50 km la nostra provincia: nello specifico, ad occidente è rivolto verso l’hinterland del capoluogo e il Napoletano, mentre verso oriente guarda all’Alta Irpinia.
Fiume Ofanto
Venendo invece all’Ofanto, parliamo di un altro fiume di grande rilevanza, non solo per il nostro territorio ma anche per la Puglia, regione nella quale costituisce il bacino più lungo e ricco. Nascendo dal versante orientale dell’Appennino Campano e dirigendosi poi a nord-ovest segnando il confine con Basilicata e Puglia (prima di destinare le proprie acque all’Adriatico), l’antico Aufidus costituisce, di fatto, la spina dorsale di una fetta di Mezzogiorno molto ampia.
Fiume Sele
Il Fiume Sele, dalla sua, si origina nel territorio di Caposele, parte integrante della comunità montana Terminio Cervialto e autentica perla in seno al Parco dei Picentini ai piedi del Monte Paflagone.
Il Caso della Senna a Parigi
Con l’atteso bagno nella Senna della sindaca di Parigi Anne Hidalgo, sembrano essere finalmente tangibili gli effetti virtuosi delle opere di ripristino finalizzate a rendere il secondo corso d’acqua di Francia nuovamente balneabile, almeno nella capitale. Protagonista dei giochi olimpici, la Senna aveva fatto oggetto di più di una promessa da parte di comitato olimpico ed istituzioni. Non è stato facile riunire le condizioni affinché questo ed altri bagni futuri siano sicuri da un punto di vista sanitario. Il principale obiettivo era infatti quello di garantire un trattamento adeguato delle acque reflue e delle acque piovane anche nei momenti di forti precipitazioni.
Per invertire la tendenza, molti interventi sono stati concertati tanto a Parigi che nei comuni a monte. È stato ripristinato l’allaccio mancante o difettoso alle fogne di 20.000 abitazioni della capitale e della banlieue. Tutte le peniche della Senna, si parla di circa 300 imbarcazioni che fino a questo momento sversavano direttamente nel fiume, sono state anch’esse collegate alla rete fognaria. Sistemi più efficaci di depurazione, funzionanti con ultravioletti, hanno migliorato la performance dei depuratori esistenti. Grande come 20 piscine olimpioniche, il bacino potrà stoccare una parte delle acque reflue e pluviali, per poi convogliarle nelle fogne grazie a sistemi di pompaggio.
Se per realizzare il bacino di Austerlitz ci sono voluti circa 90 milioni, il costo totale dell’operazione balneabilità si aggira intorno agli 1,4 miliardi di euro. La riconquista della biodiversità fluviale non riesce infatti ad essere vista come un valore da parte di tutta la popolazione.
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