Flussaggio dell'Olio Idraulico: Guida Completa

Il flussaggio dell'olio idraulico è un'operazione fondamentale per la manutenzione e l'efficienza degli impianti oleodinamici. Questa procedura consente di rimuovere contaminanti e residui che possono compromettere le prestazioni e la durata dei componenti.

Cos'è il Flussaggio dell'Olio Idraulico?

Il flussaggio è un'operazione di pulizia meccanica effettuata su impianti oleodinamici, sia nuovi che già in servizio. Il suo scopo principale è rimuovere scarti solidi derivanti da saldature, molature e altre impurità. A differenza della filtrazione, che è una pulizia meccanica effettuata periodicamente, il flussaggio viene eseguito per garantire un ambiente di lavoro pulito e performante.

Una volta avviata la macchina di flussaggio, quest’ultima continuerà a funzionare fino a quando il contatore di particelle indicherà che la classe ISO 4406 è stata raggiunta. A quel punto si ripristina il circuito come in origine e si avvia l’impianto.

A Cosa Serve il Flussaggio?

Il flussaggio offre numerosi vantaggi, tra cui:

  • Corretto rodaggio dell'impianto
  • Aumento delle prestazioni e dell'efficienza
  • Garanzia di una produzione costante e performante
  • Prevenzione di guasti e malfunzionamenti

Oggigiorno impianti oleodinamici estremamente complessi sono spesso gestiti elettronicamente, richiedendo quindi prestazioni esasperate che possono essere gestite solo da componenti con oli estremamente puliti ed eccellenti doti antiusura.

Come Eseguire il Flussaggio dell'Olio Idraulico

Il flussaggio può essere eseguito sia su tubi rigidi che flessibili, utilizzando attrezzature specifiche. Le macchine più avanzate permettono di pulire tubazioni di qualsiasi lunghezza, diametro e raccordatura, impostando parametri di pulizia conformi alle normative grazie a un conta-particelle automatico.

La normale procedura consiste nell’isolamento dei bocchi valvole e delle pompe creando appositi by-pass, successivamente viene collegato un sistema esterno che ha quattro funzioni:

  1. Riscaldamento
  2. Ricircolo
  3. Filtraggio
  4. Controllo della contaminazione

Normativa SAE per il Flussaggio

Per un flussaggio efficace, è fondamentale rispettare le normative SAE, che tengono conto della flow capacity e del numero di Reynolds. Si identifica, in base alla temperatura, viscosità dell’olio e dimensione del tubo da flussare, il moto turbolento del fluido.

È necessario flussare con una certa portata per determinare il livello di pulizia richiesto.

Ad esempio:

  • Riscaldamento olio: temperatura minima 60°-65° come da specifica ASTM D 6439-05, fino ad un massimo di 70°-75°.
  • Flussaggio in moto turbolento con corretto numero di Reynolds a seconda del diametro interno e sezione del tubo e a seconda della velocità l/min, richiesta dalla committente.

In caso di presenza di tubi flessibili, si consiglia di non superare i 9000 numero di Reynolds. Per i tubi rigidi, si consiglia una velocità non inferiore a 11.000-12.000 numero di Reynolds.

Flussaggio minimo richiesto dalla committente per ogni tubazione 1 ora.

Verifica del risultato tramite attrezzatura PALL (strumento di laboratorio interno OilSafe - PALL PCM 400 utilizzato per effettuare analisi on-site dopo ogni flussaggio, con parametri dimostrabili su videoterminale).

Successivamente, si attua verifica e vi è la continuazione del flussaggio per altre 4-6 ore. Quindi, il tempo minimo richiesto per il flussaggio è di circa 8 ore, come da calcolo OilSafe.

Tabella del Numero di Reynolds

La tabella sottostante “flow capacity” rappresenta il calcolo del numero di Reynolds, tenendo conto dei parametri chiave quali portata del fluido, velocità e diametro del tubo, affinché il flussaggio sia efficace.

Parametro Descrizione
Portata del fluido Quantità di fluido che passa in un determinato tempo
Velocità Velocità del fluido all'interno del tubo
Diametro del tubo Dimensione interna del tubo

Filtrazione e Pulizia dell'Olio Idraulico

Per limitare i danni è fondamentale una buona pulizia dell’olio attraverso, ad esempio, l’adozione di un sistema di filtrazione dimensionato opportunamente e non solo.I diversi componenti che lo compongono sono, infatti, soggetti a classi di contaminazione diverse il cui valore specifico è generalmente indicato nell’apposito manuale di uso e manutenzione.

La scelta dei filtri deve essere quindi eseguita in funzione della necessità di rientrare nella classe di contaminazione tollerata. Successivamente il sistema deve essere equilibrato, per questa ragione solitamente si utilizza lo stesso grado di filtrazione in mandata e ritorno.

Ecco le principali categorie di filtri:

  • Filtri su ritorno: filtrano l’olio che torna dall’impianto e servono per evitare che la contaminazione rientri nel serbatoio.
  • Filtri aria: sono filtri di polmonazione per il serbatoio, servono a evitare che la contaminazione dell’ambiente entri nel circuito quando il livello del serbatoio sale e scende.
  • Filtri offline fissi: sono filtri che montati esternamente al sistema servono a mantenere sempre bassa la classe di contaminazione.
  • Filtri in aspirazione: sono filtri di sicurezza che, posizionati all'interno del serbatoio prima della pompa, evitano l'ingresso di particelle grossolane all’interno della stessa.

Come Capire Quando Intervenire

Quando il cliente finale riscontra malfunzionamenti (es. rotture a pompe e valvole, surriscaldamenti etc..) o quando, dopo un’analisi, si rilevano classi di contaminazione non all’interno del range fissato per il sistema, allora è il momento di verificare lo stato del sistema di filtrazione.

Qualora non fosse possibile intervenire sul sistema esistente per abbassare i livelli di contaminazione possono essere impiegati dei filtri aggiuntivi offline e rientrare così nella classe di contaminazione richiesta.

Precauzioni e Manutenzione

I fluidi idraulici devono essere stoccati con sistemi di contenimento a norma di legge, ben chiusi nei contenitori originali, al riparo da umidità e contaminanti. Prima di tutto va detto che è molto importante comprendere che prima di sostituire l’olio vecchio, bisogna trattare il sistema oleodinamico con appositi additivi detergenti disperdenti al fine di eliminare gli inquinanti presenti nel circuito.

Nel momento in cui si svuota l’impianto, anche lavando il serbatoio, tutte le parti non accessibili resteranno contaminate, una volta caricato il fluido nuovo parte di queste morchie verranno solubilizzate e torneranno inevitabilmente in circolo ed è questo il motivo per cui è necessario intervenire con un additivo detergente che deve essere aggiunto all’olio vecchio in prossimità del cambio.

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