Fossa Settica per Bagni Pubblici e Parcheggi: Normativa e Linee Guida

La fossa biologica o fossa settica convenzionale è una fognatura di tipo statico, usata nel caso di condomini o agglomerati di case non provviste di fognatura dinamica. L’utilità della fossa biologica è, quindi, quella di eliminare le acque reflue. Entra qui in gioco la fossa biologica a dispersione. Un tipo di fossa che permette agli scarichi di disperdersi, appunto, nel terreno dopo la depurazione.

Normativa di Riferimento

Le linee guida per il rilascio delle autorizzazioni agli scarichi domestici ed assimilati non in fognatura sono state approvate con Determinazione del 4° Servizio n. 16 del 02/02/2006.

Definizioni Importanti

Conformemente alla normativa nazionale e regionale, si specificano le seguenti definizioni:

  • Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale o da servizi igienici e di mensa ad uso interno, connessi ad attivitĂ  produttive o di servizio, derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attivitĂ  domestiche.
  • Acque reflue urbane: acque reflue domestiche mescolate con acque meteoriche di dilavamento o industriali, convogliate in reti fognarie provenienti da agglomerato.
  • Acque reflue assimilabili ai domestici: sono acque reflue provenienti da cicli di lavorazione di attivitĂ  produttive o di servizio, ma aventi caratteristiche qualitative equivalenti alle acque domestiche; esse sono analiticamente indicate all’art. 28 comma 7 del D.Lgs. 152/99 ed integrate nell’allegato 1 al regolamento regionale 28/R del 2003.
  • Aree servite da fognatura: aree che risultano dal “Piano di completamento del sistema fognario e depurativo per il Comune di Vinci” prodotto dal gestore delle fognature nel giugno del 2003, ed incluse come tali nella tavola del territorio comunale, allegato B al presente documento normativo.
  • Aree di completamento del sistema fognario: aree incluse nella tavola del territorio comunale, allegato B al presente documento normativo, giĂ  sopra citata per le quali è previsto, dal “Piano di completamento” l’allacciamento alla rete fognaria pubblica che recapita ad un depuratore.
  • Aree non servite da pubblica fognatura: aree per le quali non è prevista la connessione alla rete fognaria pubblica.
  • Scarichi esistenti: si intendono gli scarichi giĂ  in funzione al mese di maggio 2003 ossia all’ entrata in vigore del regolamento regionale 28/R che all’art. 19 comma 3 disciplina detti scarichi facendo riferimento alle norme tecniche dettate dalla delibera del comitato interministeriale acque del 04.02.1977; Tali scarichi devono avere presentato domanda entro la scadenza di legge del 31 dicembre 2004
  • Trattamento primario: è il primo trattamento cui sono soggetti gli scarichi domestici sia destinati alla fognatura e depurazione pubblica, sia destinati allo scarico privato autorizzato fuori fognatura. Esso svolge funzioni di abbattimento della carica di batteri patogeni, della sostanza organica e dei solidi sospesi e consta inderogabilmente di pozzetto degrassatore, fossa settica tricamerale o Imhoff e pozzetto di ispezione finale; esso deve assicurare una riduzione del 20% del BOD5 e del 50% dei solidi sospesi.
  • Trattamento secondario: trattamento successivo di depurazione e smaltimento delle acque reflue in grado di ridurre i parametri biologici e chimici dei reflui entro limiti che non recano inquinamento o danno all’ambiente circostante ed all’igiene pubblica. Il Regolamento regionale 28/R, allegato 2, prevede per i piccoli scarichi domestici fino a 100 AA.EE. di norma due possibili trattamenti secondari appropriati: la fitodepurazione e la subirrigazione.
  • Abitante Equivalente (A.E.): misura della dimensione di uno scarico di acque reflue, commisurata non all’utilizzo contingente dello scarico, bensì alla potenzialitĂ  media abitativa o comunque di utilizzo della struttura che serve; esso equivale al carico presunto di sostanza biodegradabile avente richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 gr. di ossigeno al giorno e corrisponde ad una richiesta chimica di ossigeno (COD) di 130 grammi al giorno od un volume di scarico di 200 litri per abitante giorno, facendo riferimento al valore piĂą alto (ex Regolamento 28/R 2003, art. 2 punto C).

Installazione e Dimensionamento

La fossa biologica va interrata sul terreno pianeggiante, in particolare su un letto di sabbia. Per quanto riguarda la dimensione della fossa, questa va stabilita dopo gli esiti del sopralluogo.

Le indicazioni suggerite dall'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale definiscono l'esistenza di una distanza minima tra la trincea e zona di scavo del pozzo, ma anche di condutture e serbatoi o altre strutture private. In caso si tratti di strutture adibite all'erogazione di acqua da bere non si potrĂ  predisporre ad una distanza inferiore ai 30 metri. Tale lunghezza raggiungerĂ  i 200 metri, qualora so tratto di strutture pubbliche.

Nel caso di collegamento con sistema fognario si ricorda come le tubature non dovranno mai essere posizionate ad una profonditĂ  superiore di quella dei tubi di raccolta delle acque scure provenienti dalla fogna comunale. La fossa biologica va interrata a poco piĂą di 1 metro di profonditĂ .

Il terreno su cui viene installata la fossa bio dovrĂ  rispondere a caratteristiche geologiche precise e queste dovranno essere riportate e autentificate dall'ente preposto.

Iter Burocratico per l'Installazione

Per poter installare una fossa biologica in casa, bisogna seguire un preciso iter burocratico, il quale deve tenere in considerazione i regolamenti comunali e le norme igienico sanitarie previste. Non si può pensare di posizionarla in giardino o in garage senza alcun tipo di analisi previa o senza considerare quelle che sono le pratiche burocratiche legate all'installazione.

Prima di procedere all’installazione della fossa, è necessario recarsi presso l’ufficio comunale della propria città per chiedere l’autorizzazione. La legge è contenuta all'interno del Testo Unico Ambientale: l’art.

Manutenzione e Problematiche

Per mantenere integra la fossa biologica, bisogna prendersene cura periodicamente. Tutti gli altri, invece, possono utilizzare gli enzimi, che rappresentano la soluzione decisamente più green ed ecologica e per questo da preferire in un Mondo sempre più condizionato da questioni ambientali. Spesso infatti la causa dell'olezzo di risalita può dipendere dalla presenza di una vasca più piccola del dovuto.

Si ricorda come tanto i detergenti per piatti quanto gli oli provenienti dalla cucina favoriscano la morte di tutti quei batteri utili alla decomposizione dei liquami. Per questa ragione non si dovrebbe mai utilizzare la bio fossa per lo scarico del lavaggio dei piatti in cucina, ma lavorarle attraverso lo sgrassatore, che andrĂ  collegato correttamente sull'uscita. Generalmente per non avere problemi deve essere fatto un corretto dimensionamento.

Una delle pratiche che spesso peggiora il funzionamento delle fosse biologiche è dei detersivi.

La fossa biologica può provocare la risalita dei cattivi odori attraverso le tubature della doccia, della vasca o del lavandino. Tra i rimedi più efficaci al problema dei cattivi odori vi è l’uso delle bustine idrosolubili contenenti dei microorganismi, che degradano il cattivo odore attraverso la depurazione delle acque nere.

L’unica cosa che rimane da fare per salvarla è contattare una ditta specializzata in pulizia e svuotamento della fossa biologica.

Fossa Imhoff

Possono essere esse di pianta rettangolare o circolare (vedi immagine), si compongono di due comparti sovrapposti ed in comunicazione idraulica tra di loro.

Con la Fossa Imhoff si ottiene esclusivamente una depurazione primaria, in quanto viene ridotto solamente del 30-35 % il valore del carico inquinante d’ingresso; questo significa che l’effluente da Fossa Imhoff non può mai essere immesso in un corso d’acqua superficiale, ma come previsto dalle ”Norme Tecniche generali sulla natura e consistenza degli impianti di smaltimento sul suolo o in sottosuolo di insediamenti civili - Allegato 5 - Delibera 04-02-1977 del Ministero dei Lavori Pubblici” e confermato dal Decreto Legislativo n.152 del 11-05-1999 - Allegato 5 - punto 3 ”Indicazioni generali” (riguardante sistemi di smaltimento per scarichi di insediamenti civili provenienti da agglomerati con meno di n.

tale comparto è costituito da una cameretta rettangolare in cemento (o circolare) disposta orizzontalmente. questo comparto si trova nella zona sottostante della vasca in cemento. In esso si raccolgono per caduta naturale le sostanze sedimentate nel sottostante comparto passando attraverso le feritoie di fondo dello stesso.

Tabella Riassuntiva Trattamenti Acque Reflue

Trattamento Descrizione Efficacia
Primario Pozzetto degrassatore, fossa settica tricamerale o Imhoff, pozzetto di ispezione finale Riduzione del 20% del BOD5 e del 50% dei solidi sospesi
Secondario Subirrigazione o fitodepurazione Riduzione dei parametri biologici e chimici

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