I Carioca: Chi Sono e Cosa Significa Essere Tale
Nonostante giornali e tv continuino a parlare di "mondiale carioca", "calciatori carioca", "movida carioca", "febbre carioca" e, addirittura, "barbecue tutto carioca", è importante capire il vero significato di questo termine.
“Carioca” è sia un sostantivo che un aggettivo: si riferisce a un ballo popolare brasiliano simile alla rumba, ma il suo primo significato è «nativo o abitante della città di Rio de Janeiro».
Origini e Significato di "Carioca"
Il termine risale al periodo coloniale e deriva dal nome del Rio Carioca, il fiume che ha fornito l’acqua potabile ai primi abitanti di Rio: “carioca” sono dunque “coloro che hanno bevuto le acque del Carioca”. Le persone nate invece nello Stato di Rio de Janeiro sono chiamate fluminenses.
La parola ha dunque una forte connotazione regionale: quando la si usa per definire il popolo brasiliano in generale, si commette un errore. Provate a dare del “carioca” a un paulistano (chi è nato a San Paolo), a un paulista (chi è nato nello stato di San Paolo), a un mineiro (chi è nato in Minas Gerais), a un candango (chi è nato a Brasilia) o ad un baiano (chi e nato a Bahia). Come si metterà a ridere. Quindi, usate la parola “carioca” solo per parlare di chi è nato a Rio de Janeiro.
La parola “carioca” deriva dalla lingua dei Tupi, un gruppo etnico indigeno del Brasile, che si diffuse nell’Amazzonia, nelle regioni meridionali e sulla la costa atlantica e che, a partire dal Sedicesimo secolo, venne assimilato e reso schiavo dai coloni portoghesi e spagnoli.
Il significato della parola è però controverso: secondo alcuni “carioca” significa “casa dell’uomo bianco” (kara’iwa kari + oka) con riferimento ai coloni, secondo altri deriva dalla parola akari che indica una specie di pesce a cui assomigliavano le armature dei portoghesi.
Si tratta intanto di un vocabolo che deriva dalla lingua tupi parlata dal popolo indigeno Tupinambás che viveva in parte nel sud di Bahia (ancora oggi esiste una terra indigena tupinambá a Bahia) e in parte lungo la zona costiera tra Rio de Janeiro e San Paolo.
Nel 1503 i coloni costruirono un edificio in pietra in corrispondenza della foce di quello che i tamoios chiamarono fiume Carioca (il Rio Carioca è visibile ancora oggi in alcuni punti della città e scende dal Corcovado fino alla baia di Guanabara).
Questo casolare si trovava nella spiaggia di Flamengo. In lingua tupi, la parola “casa” si dice “oka”, perciò carioca è l’unione dei termini akari e oka e vuol dire “casa degli uomini bianchi” o “casa dei portoghesi”.
Usare la parola “carioca” in modo corretto è importante. Per chi parla di Brasile: usate la parola “carioca” solo per chi è nato a Rio de Janeiro o sarà un po’come parlare di Roma e chiamarne gli abitanti “lombardi”.
L'Evoluzione del Termine
In italiano, a partire dalla lingua del calcio (e più precisamente, dei giornalisti e commentatori sportivi), carioca per estensione ha preso a significare ‘brasiliano’ e non più soltanto ‘di Rio de Janeiro’ (‘e del suo Stato’, per estensione, come suggerisce anche il nostro lettore).
Nel portoghese brasiliano, la parola carioca si è estesa semanticamente solo un po’; in italiano, la parola carioca, ormai sorella ma non gemella di quella brasiliana, si è “allargata” di più.
Ad ogni modo, il riferimento al fiume è diventato il riferimento alla città intera: per dire che una persona è di Rio, si può dire che è carioca, e si può dire carioca ogni uso e costume della città.
Se in un primo momento era dichiarato riferito strettamente a Rio de Janeiro, col tempo è passato a indicare il ‘brasiliano’.
Essere Carioca: Uno Stile di Vita
I carioca sono persone di mentalità aperta e accoglienti che nel tempo libero si limitano ad assecondare il flusso: adottare il loro stile di vita è il modo migliore per rendere indimenticabile un viaggio a Rio de Janeiro.
- Ogni volta che incontro qualcuno appena arrivato a Rio, do sempre loro questo consiglio: "Pianificate di fare una sola cosa per oggi e lasciate che il resto accada". Rio non è un luogo in cui la pianificazione eccessiva funziona, ma è un luogo in cui basta seguire il flusso per vedere sprigionarsi la magia.
- Forse la cosa più sorprendente di Rio è quanto siano meravigliose le persone che ci abitano. I carioca amano conversare (con voi, con i vostri figli, con i vostri cani, con chiunque passi per strada o condivida con loro l’ascensore). Vi daranno volentieri suggerimenti su dove andare e cosa fare e vi racconteranno quali sono i loro posti preferiti. Tutto questo senza volere assolutamente niente in cambio, sono solo persone molto amichevoli che amano fare due parole.
- Rio de Janeiro può essere visitata in un giorno: ci sono compagnie turistiche come Xplora Rio che organizzano gite concentrate in cui si visitano tutte le principali attrazioni della città pensate per chi fa uno scalo di 24 ore. Tuttavia, se volete provare cosa vuol dire davvero essere carioca, disfate le valigie e trattenetevi per qualche giorno. Rio non è solo un luogo, è uno stile di vita e per abbracciare la mentalità carioca non bastano 24 ore.
In questo senso, essere carioca, ovvero essere nato a Rio de Janeiro (carioca non è sinonimo di brasiliano, come normalmente si pensa), è ben diverso dall’essere paulistano, gaúcho o baiano.
Consigli Utili per Vivere Come un Vero Carioca
- Portate sempre con voi un pareo e un costume da bagno.
- Non dimenticate la borraccia per l’acqua e la crema solare.
- Tenete a portata di mano la carta di credito e un po’ di contanti.
- Quando visitate Rio, lasciate a casa gli oggetti di valore.
Carioca: Un Marchio Italiano di Successo
Un’azienda storica che ha riempito di arcobaleni i quaderni dei bambini italiani ha rischiato di scomparire nel nero di un fallimento.
Nel 2016 la fabbrica dei colori Carioca di Settimo Torinese (To), fondata da Alessandro Frola, era in liquidazione. Ma i Toledo, famiglia di imprenditori, hanno creduto in quei pennarelli storici.
«Erano i pennarelli che usavo quando ero bambino. E un’intera generazione ha disegnato con i Carioca. «L’azienda era in difficoltà a causa della congiuntura e anche di qualche investimento sbagliato» ha spiegato al Corriere della Sera Toledo.
«Ma il marchio era sano: così, io e i miei due fratelli ci siamo buttati in quest’avventura perché le potenzialità del brand erano evidenti. Alla Universal, storica proprietaria del marchio, è subentrata prima la Zico Holding della famiglia Toledo, poi è nata la Carioca.
Già nel 2015, primo anno di operatività, pur in regime di affitto di azienda, Carioca e la controllata spagnola Universal Española fatturavano 22 milioni di euro. Oggi l’azienda conta circa 110 persone tra lo stabilimento di Settimo Torinese (principale polo produttivo) e Barcellona.
La svolta attuale? Carioca riduce il proprio impatto ambientale. La nuova linea Eco Family è nata dalla collaborazione con Ecoplasteam, startup innovativa di Alessandria che produce Ecoallene, un nuovo materiale derivato dai rifiuti “poliaccoppiati” (involucri realizzati con diversi materiali, come il cartone del latte).
I pennarelli, le penne e gli evidenziatori della linea Eco Family di Carioca sono al 70% di plastica riciclata o in Ecoallene. E tutti Made in Italy. In plastica riciclata anche la colla. E gli astucci Rpet sono ricavati dal riciclo di bottiglie di plastica in Pet. Le confezioni sono tutte in cartone riciclato.
«La nostra ambizione è rendere il riciclo e il riuso della plastica la fonte principale dei nostri consumi.
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