I fichi: benefici e controindicazioni di un frutto mediterraneo
Il fico (Ficus carica) è una pianta della famiglia delle Moraceae, un albero possente dalle altezze generalmente variabili dai 6 ai 10 metri. Se per definizione è detto "fico mediterraneo", si considera pure storicamente originario e comune delle regioni Caucasiche e del Mar Nero. L’appellativo botanico Carica fa riferimento alle sue origini che vengono fatte risalire alla Caria, regione dell'Asia Minore.
Ciò che la maggior parte delle persone chiama frutto è in realtà un falso frutto: il fico, infatti, è un siconio, un'infruttescenza carnosa e dolcissima, ricoperta da una buccia delicata dal colore variabile dal rosso al verde, e dal bluastro al grigio. All'interno del siconio sono racchiusi i fiori unisessuali, piccolissimi; una piccola apertura apicale, detta ostiolo, consente l'entrata degli imenotteri pronubi; i veri frutti, che si sviluppano all'interno dell'infiorescenza, sono numerosissimi piccoli acheni. All'interno del fico, si trovano fiori, dalle dimensioni piccolissime, costituiti da un'apertura (ostilo), che funge da ingresso per gli imenotteri.
La pianta femmina del fico si distingue per il fusto massiccio e possente, avvolto da una corteccia liscia color grigio; l'apparato radicale è piuttosto espanso, seppur superficiale. La pianta femmina del fico più raggiungere altezze considerevoli, superando talvolta gli 8-10 metri di altezza. Se nella pianta femmina del fico nascono solamente quelli femminili, nel maschio i fiori sono anche maschili, oltre ad essere femminili.
Il fico, oltre che in coltivazione, cresce spontaneo nelle aree con clima mite, temperato caldo e con temperature invernali che non scendono mai al di sotto dei -8 °C. L’area mediterranea costituisce un habitat ideale per questi alberi di origine asiatica, lo stesso prediletto da ulivi, viti ed agrumi, specialmente se caratterizzato da terreni freschi, profondi e ricchi di sostanza organica. Ma la loro grande adattabilità e resistenza alla scarsità di acqua permette alle piante di vegetare anche in zone siccitose e in terreni impervi, poveri e sassosi.
L’albero di fico può raggiungere e a volte superare gli 8 metri di altezza e dispone di un buon apparato radicale. Si riconosce facilmente per via delle caratteristiche grandi foglie tri-pentalobate un po’ ruvide, che si sviluppano sui deboli rami flessuosi, che si dipartono da un robusto tronco dalla corteccia liscia e grigia.
Generalmente il periodo di raccolta più cospicuo dei fichi è compreso tra i mesi di agosto e settembre. Inoltre, il numero di fruttificazioni annue varia da cultivar a cultivar. Il periodo di raccolta è importante perché il fico prosegue la maturazione dopo il distacco dalla pianta.
Benefici del fico
Il fico è un frutto dal sapore gradevole, ricco di nutrienti e fibre alimentari, che offre vari benefici per la salute. I fichi contengono molteplici minerali e vitamine: in particolare, 100 gr di fichi contengono 15mg di fosforo, 15mg di Magnesio e 0,5mg di Ferro, rispettivamente il 7% - 6% e 5% della quantità giornaliera raccomandata dalle linee guida (LARN). Oltre a fornire minerali e fibre, i fichi sono una buona fonte di vitamina C (circa il 7% della quantità raccomandata), luteolina e quercitina, dalla forte azione anti-ossidante. La ricchezza della composizione fitochimica e nutritiva di un fico dipende da vari fattori. In particolare, si stima che le cultivar a frutto nero e viola abbiano una capacità antiossidante totale 2 volte maggiore rispetto alle cultivar di fichi verdi e gialli, con livelli di antociani totali 15 volte maggiori e di fenoli totali 5 volte maggiori.
Il fico svolge un’azione antiossidante e antinfiammatoria: le sostanze antiossidanti presenti nel frutto aiutano a contrastare l’azione dei radicali liberi responsabili di stress ossidativo e stati infiammatori, con effetto protettivo soprattutto sul sistema cardiovascolare. In particolare, la luteolina, un flavonoide, sembrerebbe avere un effetto neuroprotettivo.
Il fico come antibiotico naturale: ha proprietà antibatterica e antifungina. La presenza di vitamine e sali minerali li rendono dei buoni remineralizzanti. Il fico è ricco di calcio e vitamina A, è utile contro l’anemia, come digestivo e antinfiammatorio.
Il gemmoderivato della pianta del fico ottenuto dagli estratti meristematici, agisce sui disturbi che coinvolgono il sistema gastrointestinale soprattutto se di natura psicosomatica. La sua assunzione regolarizza la motilità gastrica e normalizza la secrezione dei succhi digestivi, esercitando un’azione antinfiammatoria sulle mucose. Viene perciò impiegato nel trattamento di ulcere gastroduodenali, gastriti, nelle distonie neurovegetative e come coadiuvante per i problemi digestivi a carico dello stomaco (difficoltà digestiva da diete iperproteiche, sonnolenza postprandiale e pesantezza epigastrica). Nel suo frutto sono state isolate buone quantità di enzimi digestivi (proteasi), che potenziano e rinforzano l’attività digestiva dei succhi gastrici. Questi enzimi si ritrovano, soprattutto, nelle gemme, per questo motivo gli estratti dei gemmo-derivati sono molto utili nelle forme di tipo psicosomatico acute o croniche a carico del sistema gastrointestinale.
Una delle più note proprietà dei fichi è quella contro la costipazione. Ciò è possibile grazie al contenuto di fibre e magnesio e alla capacità di richiamare acqua nell'intestino per favorirne naturalmente lo svuotamento. Inoltre, i fichi sono un valido sostegno ad una buona digestione.
Utili, dunque, durante una fase di dimagrimento o contro la stipsi. L’azione lassativa che viene reputata al frutto fresco è da attribuire alla grande quantità di polisaccaridi, lignina e mucillagini che esso contiene e all’azione meccanica degli acheni nell’intestino. La fibra dei fichi, infatti, favorisce la regolarità intestinale. Inoltre contengono prebiotici, che nutrono i batteri benefici nell’intestino e aiutano a ridurre l’infiammazione.Il consumo di fichi, infatti, può essere utile per le persone che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) con costipazione.
I fichi sono popolarmente considerati un buon alimento per prevenire e ridurre i sintomi legati all’anemia grazie al suo alto contenuto in ferro. C’è chi afferma che il colore intenso del frutto sia dovuto proprio all'elevata presenza di questo minerale.
Ad esempio, è ormai consolidato il fatto che le foglie del fico sono in grado di ridurre significativamente i livelli di glucosio nel sangue. Caratteristica esclusiva delle foglie del fico, ma non del frutto che, per il suo contenuto in zuccheri, non è consigliato in chi soffre di diabete.
Il fico è un frutto non soltanto buono, dolce e zuccherino, ma grazie all’elevato contenuto in fibre, è un valido supporto naturale per chi soffre di stitichezza. Ma forse non tutti sanno che è anche un ottimo alleato antiage e perfetto per la pelle secca, regala luminosità e idratazione.
Controindicazioni
Non ci sono significative controindicazioni al consumo dei fichi. Come scritto poc’anzi, bisogna fare attenzione a non abusarne in condizioni di diabete, insulino-resistenza o in tutte quelle forme di alterazioni metaboliche. Il frutto è presente nel periodo estivo e particolarmente tra agosto e settembre.
I fichi non sono privi di controindicazioni e possono rappresentare un problema in caso di obesità o diabete mellito. La loro dolcezza non invoglia a fermarsi, ma l’importante contenuto in zuccheri fa sì che debbano essere consumati con moderazione. Inoltre i fichi contengono un elevato quantitativo di ossalati e, pertanto, sconsigliabili a chi soffre di calcoli.
In alcuni soggetti sensibili, il semplice contatto con le foglie può generare fenomeni di irritabilità della pelle, enfatizzati dall'esposizione al sole. Da evitare, quindi, l'applicazione di lattice di fico sulla pelle per facilitare l'abbronzatura.
Inoltre i fichi sono ricchi di FODMAP, zuccheri che possono causare disagio nelle persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Infatti, quando i FODMAP raggiungono l’intestino crasso, sono fermentati dai batteri, producendo gas. I fichi costituiscono poi una fonte di acido ossalico, che può formare molecole chiamate ossalati.
Il consumo di fichi può interferire con l’azione degli ossazolidinoni, molecole utilizzate come antimicrobici.
Come consumare i fichi
I fichi sono frutti di stagione a giugno, luglio, agosto e settembre. Una porzione standard di fichi corrisponde a circa 3 frutti freschi ed in condizioni normali, se ne può consumare una porzione 3 o 4 volte a settimana. In caso di sovrappeso o diabete, però, è meglio limitarsi ad un frutto, 3 volte a settimana, mai lontano dai pasti e sempre accompagnati da alimenti che ne riducono l'indice glicemico (IG).
Il fico è un frutto che non sopporta viaggi lunghi e deperisce molto velocemente, non solo a causa della sua delicatezza, ma anche perché è un frutto climaterico, ovvero continua a maturare dopo essere stato raccolto dall’albero. Infatti, è sempre meglio consumare frutta di stagione. La morbidezza del frutto aumenta con il progredire della maturazione. Va quindi maneggiato sempre con cura. Dal momento della raccolta, che avviene staccando il frutto con il peduncolo, evitando la lacerazione della buccia, fino al momento dell’acquisto. Poi, vanno riposti in frigorifero disposti in un contenitore senza sovrapporli.
Pertanto, eliminato il picciolo, il frutto può essere tranquillamente consumato anche con la buccia. Se il frutto è molto fresco o è stato appena raccolto, allora il picciolo potrebbe conservare un po’ di lattice al suo interno. Il lattice, malgrado abbia molte proprietà benefiche, potrebbe creare irritazioni a contatto con la pelle o anche disturbi all’apparato digerente se ingerito.
Utilizzi culinari
Trattandosi di un frutto estivo, il fico al naturale può completare ottimi antipasti freschi. La sua dolcezza si sposa elegantemente con il salato, come ad esempio gli insaccati, soprattutto il prosciutto crudo, o i formaggi sia freschi e morbidi, sia stagionati o semi-stagionati. Numerose sono anche le preparazioni di primi piatti con aggiunta di fico, soprattutto come ripieno all’interno di pasta fresca, o come condimento di secondi piatti a base di carni rosse o di selvaggina oppure della pizza.
Invece, a fine pasto o come spuntino, è irresistibile. Sotto spirito o affogato con liquori come porto o brandy, può completare molti dessert.
- Marmellata di fichi
- Focaccia integrale fichi e caprino
- Bruschetta con gorgonzola e fichi
Valori nutrizionali (per 100g)
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Calorie | 47 kcal |
| Fosforo | 15 mg |
| Magnesio | 15 mg |
| Ferro | 0,5 mg |
| Potassio | 270 mg |
tag: #Bagno
