Idraulici: Rischi Professionali e Misure di Protezione

Come per tutte le altre figure professionali operanti nel settore dell’edilizia e delle installazioni, anche l’idraulico è esposto a diversi pericoli e imprevisti durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Tecnicamente l’idraulico viene definito installatore o manutentore di impianti idraulici e termoidraulici.

L’attività quotidiana di un idraulico è estremamente versatile e comporta una serie di rischi professionali a cui è necessario prestare la massima attenzione. Il suo lavoro consiste nell’andare a risolvere tutte quelle problematiche che hanno un certo impatto sull’apporto e il deflusso di acqua in un determinato ambiente. Oltre a intervenire in caso di guasti, questa figura risulta indispensabile quando bisogna allestire e preparare un cantiere ad accogliere le tubature dell’acqua in determinate posizioni.

Sono diversi i potenziali pericoli a cui sono esposti i professionisti del settore idraulico e termoidraulico, gli installatori gestiscono svariati aspetti delle operazioni che impattano sull’apporto e il deflusso idrico di un determinato ambiente. I loro compiti includono anche la manutenzione e la pianificazione di interventi di controllo preventivo e straordinario su impianti precedentemente installati anche da altri professionisti, effettuando riparazioni ove necessario. I rischi sul lavoro si annidano, quindi, in ogni fase, dall’organizzazione dei processi fino all’utilizzo di attrezzature specifiche.

Rischi Comuni per gli Idraulici

Ad una persona poco attenta ai dettagli, i rischi a cui potrebbe andare incontro l’idraulico potrebbero apparire minimo o irrisori. Molti dei pericoli con cui un idraulico si confronta non sono sempre visibili a occhio nudo. Senza contare i rischi biologici, sempre più presenti negli interventi su impianti fognari o sistemi di scarico, dove virus, batteri e muffe possono contaminare aria e superfici.

Ogni intervento, anche il più semplice, può esporre l’idraulico a rischi legati a sostanze chimiche, materiali edili, polveri, condizioni climatiche avverse e pericoli meccanici. Che si tratti di manutenzione di tubature, installazione di impianti sanitari o interventi di riparazione in ambienti residenziali o industriali, gli idraulici sono esposti a pericoli che possono variare dal contatto con sostanze chimiche, cadute, tagli, ustioni e altri infortuni.

Un grosso pericolo per gli idraulici è legato all’impiego di prodotti chimici, sostanze di solito utilizzate durante l’installazione e la manutenzione degli impianti termoidraulici. Le attrezzature, a esempio, possono rappresentare un pericolo per l’idraulico: basti pensare alla fiamma ossidrica che viene utilizzata per particolari tipologie di lavori.

Anche nell’attività di installazione o di manutenzione degli impianti “si è diffuso l’impiego dei più svariati prodotti chimici che, in molti casi, possono avere dei profili di pericolosità non trascurabili”. Senza dimenticare che in caso di interevento contestuale in lavorazioni di carattere edile a questi prodotti possono inoltre aggiungersi “le sostanze chimiche presenti in edilizia, sia come prodotti specifici che sotto forma di polveri o di inquinanti emanati durante le lavorazioni”.

Ricordando che i prodotti chimici utilizzabili nelle operazioni sugli impianti termotecnici sono molteplici e variano rispetto al tipo di intervento da realizzare, una prima distinzione “deve essere fatta tra gli interventi di installazione di nuovi impianti, in cui le operazioni principali sono il montaggio e il caricamento delle condotte, dalle operazioni di manutenzione su impianti esistenti che, a volte, possono essere molto datati”:

  • nella installazione di un nuovo impianto “le tipologie e le caratteristiche dei prodotti in uso sono note; che siano oli diatermici, fluidi antigelo o prodotti per saldatura, le sostanze e i preparati scelti per la specifica installazione sono messi in commercio corredati dalla scheda dei dati di sicurezza, che informa su tutti gli aspetti importanti per un uso sicuro di ogni singolo prodotto. In questi casi l’impegno deve essere quello di essere esigenti nei confronti dei fornitori, affinché le schede siano effettivamente fornite, quello di curare che le schede siano effettivamente presenti, aggiornate e leggibili anche in cantiere, e quello di investire un poco di tempo nella loro lettura prima dell’utilizzo dei prodotti, per essere correttamente informati”;
  • negli interventi su impianti esistenti “le informazioni sulle sostanze già presenti invece non è nota. Si può ipotizzare che le tubazioni di un circuito di riscaldamento possano forse essere state trattate con prodotti protettivi per il metallo, ma non si può avere una informazione precisa sulla natura delle sostanze che sono effettivamente presenti. In questi casi, e gli esempi potrebbero essere molteplici, occorre usare particolare cautela, cercando di prevenire la dispersione dei liquidi e, conseguentemente, l’esposizione dei lavoratori con metodiche di lavoro appropriate e l’uso dei dispositivi di protezione individuale”.

Nel documento sono presentati, a titolo indicativo, alcuni prodotti e sostanze che possono essere dannosi per la salute dei lavoratori:

  • “i scioglifanghi contengono tensioattivi che possono essere irritanti, sopratutto per le mucose e gli occhi;
  • i disincrostanti contengono generalmente composti acidi, corrosivi per occhi e pelle;
  • i prodotti antigelo possono contenere glicole etilenico, sostanza nociva per ingestione, utilizzato anche nei radiatori delle auto;
  • adesivi, colle e stucchi a solvente possono contenere composti volatili, nocivi e, in determinate condizioni, infiammabili”;
  • “tutti prodotti utilizzati nei processi di saldatura e stagnatura, dai decapanti ai gas di protezione della saldatura, a cui si aggiungono gli inquinanti derivati dal processo stesso di saldatura, dai fumi della fiamma ai prodotti di combustione derivati dalle impurità presenti sui materiali da saldare”.

Un’altra considerazione importante da fare, riguardo alle attività di manutenzione degli impianti esistenti, è quella relativa all’enorme diffusione dell’amianto negli impianti più vecchi.

“Canali di fumo, tubazioni con fluidi caldi o freddi e le stesse caldaie, se di installazione precedente al 1992 potrebbero essere state coibentate con amianto. Camini, vasi di espansione e condotte di scarico potrebbero essere state realizzate in eternit (con contenuto di amianto tra il 15 e il 20%). In questi casi occorre assumere presso il proprietario degli immobili o i conduttori degli impianti tutte le informazioni utili ad accertare o escludere la presenza di amianto e, nel caso che l’amianto sia presente, affidarsi alle imprese specializzate e autorizzate per la bonifica”.

Un idraulico deve prestare perciò attenzione a diversi aspetti della propria professione, in quanto il settore delle installazioni tecniche rappresenta uno degli ambienti di lavoro più stressanti e pericolosi. Gli imprevisti si nascondono dietro l’angolo e le cose a cui deve pensare un idraulico sono tante.

Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

Nel contesto di una professione tecnica e fisicamente impegnativa come quella dell’idraulico, la prevenzione gioca un ruolo centrale. L’utilizzo dei DPI non può essere un gesto automatico o formale: deve far parte di una vera e propria cultura della prevenzione.

  1. Uno dei DPI più importanti per un idraulico sono i guanti di protezione. Essenziali in ogni intervento, devono essere resistenti a tagli, abrasioni e sostanze chimiche.
  2. In presenza di polveri sottili, fumi o vapori tossici, è indispensabile l’utilizzo di maschere FFP2 o FFP3, che filtrano l’aria respirata e proteggono le vie respiratorie da particelle pericolose.
  3. La protezione degli occhi è spesso sottovalutata, ma il rischio di schizzi di acidi, detriti o schegge metalliche è altissimo. Gli occhiali devono essere certificati antiappannamento e resistenti agli urti. Durante la saldatura di tubazioni o l’uso di prodotti chimici corrosivi, l’idraulico può essere esposto a schizzi di liquidi o scintille che potrebbero colpire il viso. Gli occhiali protettivi o una maschera da vista sono per proteggere gli occhi da possibili infortuni.
  4. In ambienti contaminati o a rischio chimico-biologico, una tuta protettiva integrale assicura la copertura totale del corpo, impedendo il contatto della pelle con agenti pericolosi. Gli idraulici lavorano spesso in ambienti dove possono essere esposti a sporcizia, umidità o prodotti chimici.
  5. Le scarpe da lavoro devono proteggere il piede da urti, schiacciamenti e scosse elettriche. Le calzature antinfortunistiche sono un altro elemento essenziale per un idraulico.
  6. In ambienti rumorosi, come cantieri o impianti industriali, l’idraulico deve proteggere il proprio udito dall’esposizione prolungata a rumori intensi, come il funzionamento di macchinari o compressori.
  7. Molti interventi idraulici richiedono di lavorare in posizioni scomode o inginocchiati a terra per lunghi periodi.
  8. In ambienti dove ci sono polveri, vapori chimici o gas tossici, è necessario indossare maschere di protezione respiratoria.

L’uso di DPI adeguato è essenziale per ogni idraulico che vuole operare in sicurezza e ridurre al minimo i rischi di infortunio. Ogni intervento richiede una valutazione del contesto lavorativo e l’adozione dei dispositivi di protezione correttiva.

Assicurazione Professionale per Idraulici

Oggi per qualsiasi professionista salvaguardare l’andamento della propria attività lavorativa è fondamentale. I significativi sviluppi tecnologici che si sono affermati in questi ultimi anni hanno permesso alle compagnie e agli intermediari assicurativi di innovarsi, offrendo ai propri clienti polizze assicurative basate sulle esigenze specifiche di settore. L’ambiente di lavoro, le attrezzature, l’uso di prodotti chimici, il rischio biologico, ecc.

Attualmente la legge italiana non impone agli idraulici la stipulazione di una polizza Assicurazione Impresa. Lokky attraverso la sottoscrizione della polizza Assicurazione professionale, e alla sua un’offerta modulare, permette a tutti gli Idraulici di disegnare una polizza su misura e ottimizzare il budget dell’imprenditore, decidendo in totale autonomia quali coperture inserire all’interno del proprio pacchetto assicurativo.

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Coperture Assicurative Chiave

  • Responsabilità Civile (RC): per tutelare il patrimonio dell’assicurato in caso di risarcimenti danni dovuti a terzi questa copertura include come garanzia primaria l’RC verso Terzi. Responsabilità Civile Terzi: copre il professionista da richieste di risarcimento di danni da parte di terzi e comprende danni a persone e danni a cose di proprietà di terzi. Oltre ai danni diretti, infatti, è bene considerare anche quelli indiretti: basti pensare al danno economico che può essere creato nel caso in cui, ad esempio, l’aumento della pressione interna durante il collaudo di un impianto appena terminato causi un allagamento e un fermo produzione del cliente. Tra le coperture, solitamente estensioni della polizza base, ci sono i Danni a condutture e RC Postuma per i danni che si manifestano dopo la conclusione dei lavori, ad esempio, nel caso in cui dopo qualche settimana si manifesti un allagamento che può essere attribuito ad un evento conseguenza dei lavori stessi.
  • Responsabilità Civile verso Prestatori d’Opera (RCO): tutela l’Assicurato civilmente responsabile verso il prestatore d’opera (dipendente e collaboratore) per le conseguenze di un infortunio sul lavoro. Per esempio, nel caso in cui durante il collaudo di un impianto l’aumento della pressione provochi la perdita di liquidi ad alta temperatura ed il getto travolga il proprio collaboratore provocandogli ingenti ustioni e lesioni permanenti. Tali infortuni sul lavoro in Italia sono coperti dall’INAIL, ma questa copertura assicurativa obbligatoria ha delle limitazioni in termini di: massimali e fattispecie coperte.
  • Incendio e rischi accessori: oltre all’incendio, la definizione comprende molteplici casistiche, tra cui: esplosioni, scoppi, allagamenti, infiltrazioni, danni vandalici, etc.
  • Furto: copre i danni materiali e diretti derivanti dal furto dei beni assicurati anche se di proprietà di terzi.
  • Infortuni e Malattia: il rischio più comune a cui si pensa è sicuramente la possibilità di ustione ma le statistiche ci dicono che anche le operazioni a freddo di montaggio, smontaggio, spostamento di oggetti pesanti sono frequenti cause di sinistro.
  • Tutela legale: copre le spese necessarie per la tutela dei diritti dell’Assicurato, in presenza di tale copertura si può contare sul rimborso, fino a determinati massimali e secondo quanto esplicitamente indicato, delle spese legali sostenute.

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