Impianti Idraulici Sanitari: Tipologie e Normativa
In un precedente articolo è stato trattato il tema dellâimpianto idrico, idraulico o idrosanitario domestico, di adduzione e scarico delle acque reflue in generale. Lâimpianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno (wc, lavabo, bidet, doccia), la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie.
Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede e, attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, lâacqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione - sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per lâigiene personale.
Nel sostituire o costruire ex-novo un impianto idrico (o idraulico) è peculiare - onde prevenire e ridurre al minimo gli errori - la conoscenza della normativa tecnica per operare in completa sicurezza.
Tipologie di Impianti Idraulici
Gli impianti idraulici si dividono principalmente in due sistemi separati:
- Un sistema che immette nellâedificio lâacqua potabile proveniente dallâacquedotto comunale, necessaria per il funzionamento degli apparecchi sanitari, per lavaggi e per bere.
- Un altro complesso di condutture dedicato alla fuoriuscita dei liquami di scarto (o acque reflue) ed è diretto verso la fognatura o un impianto di riciclo e riuso dei reflui.
Normativa di Riferimento
Gli impianti domestici devono essere progettati âa regola dâarteâ, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformitĂ alle norme tecniche armonizzate europee. Ecco le principali normative di riferimento:
- DM 37/08: Regolamento concernente lâattuazione dellâarticolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivitĂ di installazione degli impianti allâinterno degli edifici.
- UNI 9182 del 2014: Specifica i criteri tecnici ed i parametri da considerare per il dimensionamento delle reti di distribuzione dellâacqua destinata al consumo umano, i criteri di dimensionamento per gli impianti di produzione, distribuzione e ricircolo dellâacqua calda, i criteri da adottare per la messa in esercizio degli impianti e gli impieghi dellâacqua non potabile e le limitazioni per il suo impiego. Si applica a impianti di nuova costruzione, a modifiche e riparazioni di impianti giĂ esistenti.
- UNI EN 12056 del 2001: Divisa in 5 parti, indica requisiti e prestazioni e fornisce indicazioni per la corretta progettazione e calcolo di impianti per acque reflue e sistemi per lâevacuazione delle acque meteoriche.
- UNI EN 806: Fornisce le âSpecifiche relative agli impianti allâinterno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umanoâ. La norma specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni sulla progettazione, installazione, modifica, sulle prove, manutenzione e sul funzionamento degli impianti per acqua potabile allâinterno degli edifici e, per alcuni fini, di tubazioni allâesterno degli edifici, ma allâinterno degli immobili.
UNI EN 806: Dettagli sulle Parti
La norma UNI EN 806 è divisa in 5 parti:
- GeneralitĂ
- Progettazione
- Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato
- Installazione
- Esercizio e manutenzione
Parte 1 UNI EN 806: le generalitĂ
Nella prima parte della UNI vengono indicati gli obiettivi principali. Essi consistono nellâassicurare che:
- sia evitato il deterioramento della qualitĂ dellâacqua nellâimpianto;
- la portata dâacqua e la pressione richieste siano disponibili nei punti di prelievo e nei punti di allacciamento di apparecchiature (come per esempio lavatrici e scaldaacqua);
- lâacqua potabile soddisfi le norme riguardanti la qualitĂ fisica, chimica e microbiologica nei punti di prelievo;
- tutte le parti dellâimpianto non provochino pericolo per la salute e non danneggino beni durante la loro durata di vita calcolata:
- la manutenzione dellâimpianto soddisfi i requisiti funzionali in tutti i momenti durante la sua durata di vita;
- i livelli di emissione acustica siano mantenuti ad un livello minimo ottenibile;
- siano evitati la contaminazione dellâapprovvigionamento idrico pubblico, il consumo eccessivo, la perdita e lâimpiego scorretto.
Parte 2 UNI EN 806: la progettazione degli impianti di acqua potabile
La seconda parte della UNI EN 806 fornisce raccomandazioni utili e specifica i requisiti necessari per la progettazione degli impianti di acqua potabile allâinterno di edifici e per le tubazioni allâesterno degli stessi, ma dentro le proprietĂ e si applica ai nuovi impianti, alle modifiche e alle riparazioni. Si applica a prescindere che lâacqua sia approvvigionata da un soggetto erogatore pubblico o privato.
Parte 3 UNI EN 806: il dimensionamento
La terza parte della norma descrive il metodo di calcolo per il dimensionamento delle tubazioni per gli impianti di acqua potabile (non include il dimensionamento delle tubazioni per sistemi antincendio). Il sistema di alimentazione di un impianto idrosanitario deve essere dimensionato in base alle portate massime probabili: le portate di progetto, ossia le portate derivate dai rubinetti che possono essere aperti in simultanea.
Parte 4 UNI EN 806: lâinstallazione
La quarta parte della UNI contiene i requisiti e le raccomandazioni relativi alle modalitĂ che dovrebbero essere applicate per la messa in opera degli impianti al fine di garantire che il sistema soddisfi i requisiti di sicurezza a lungo termine, di efficienza dâuso e rispetto dellâambiente.
Parte 5 UNI EN 806: la manutenzione
La quinta ed ultima parte della norma UNI EN 806 si riferisce alla manutenzione degli impianti. Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione per evitare di influire negativamente sulla qualitĂ dellâacqua potabile, sulla distribuzione agli utenti e sulle attrezzature dellâente di distribuzione dellâacqua. Devono essere, perciò, controllati a intervalli regolari per verificarne la sicurezza e le prestazioni.
Materiali Utilizzati
Non devono essere usati tubi o raccordi contenenti piombo. Lâappendice A della norma UNI EN 806 fornisce un elenco non esaustivo dei materiali accettabili. Tra questi abbiamo:
- Rame
- Materiali ferrosi (ghisa, acciaio zincato e inossidabile)
- Materiali plastici (PVC, PE-HD, PE-MD, PE-X, PP)
Impianti di Scarico
Per âImpianti di Scaricoâ si intende quellâinsieme di tubazioni, raccordi e apparecchiature necessarie a ricevere, convogliare e smaltire le acque usate provenienti dagli apparecchi sanitari ad uso domestico.
Le reti di scarico devono consentire lâevacuazione, rapida e senza ristagni, delle acque di rifiuto verso il sistema di smaltimento esterno. A tal fine si devono realizzare le opportune pendenze e scegliere diametri adeguati per i tubi. Devono inoltre essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche ed alle azioni corrosive dei liquami.
Le acque reflue si definiscono domestiche se provenienti da insediamenti di tipo residenziale e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attivitĂ domestiche (art.74, D.Lgs n. 152/06). Solitamente le acque bianche vengono convogliate separatamente dai reflui domestici e vanno direttamente nel terreno.
In Europa e quindi anche in Italia, si preferisce dimensionare le diramazioni di scarico - a cui sono connessi i sanitari - supponendo un grado di riempimento pari a 0,5 (50%) con relativa connessione ad unâunica colonna di scarico (Sistema 1 indicato nella UNI EN 12056-2).
Il sifone, elemento di raccordo tra lâapparecchio sanitario e le tubazioni del sistema di scarico, ha la funzione di impedire la penetrazione dei cattivi odori nellâedificio.
Le reti di scarico sono soggette a fenomeni di pressioni e depressioni idrostatiche nelle condotte a causa della caduta dei liquami che per gravitĂ spingono verso il basso comprimendo lâaria.
La configurazione piĂš semplice è unâunica colonna dove convergono gli scarichi di tutti gli apparecchi sanitari. Il controllo della pressione nella colonna di scarico è garantito dal flusso dâaria nella colonna di scarico e dallo sfiato della colonna di scarico stessa.
I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventilazione, devono resistere alla aggressivitĂ dei gas di fognatura ed agli agenti corrosivi in generale.
Dimensionamento delle Tubazioni di Scarico
Per il dimensionamento delle tubazioni di scarico, sia primarie - colonna principale, che secondarie diramazioni degli apparecchi, occorre calcolare la quantitĂ di liquido che può attraversare contemporaneamente il sistema nellâunitĂ di tempo.
Per progettare un impianto di scarico è necessario conoscere i quantitativi massimi di acque scaricabili dai singoli apparecchi sanitari. Nella UNI EN 12056 -2 vengono indicati i criteri per dimensionare le diramazioni di scarico, le colonne di scarico e i collettori, in funzione delle portate da scaricare in ogni tratto dellâimpianto.
Il metodo di calcolo, valido per tutti i sistemi di scarico a gravitĂ per lo smaltimento delle acque reflue domestiche, prevede il dimensionamento delle tubazioni in base alle utenze e agli apparecchi sanitari da servire.
Condizioni strettamente necessarie per dimensionare le tubazioni che costituiscono il sistema di scarico, è quindi conoscere la portata media di scarico (l/s) degli apparecchi sanitari presenti nel fabbricato. In funzione del tipo e complessitĂ del fabbricato, al valore di Qww calcolato, dovrĂ essere aggiunto il contributo derivante dallâeventuale presenza di altri apparecchi a flusso continuo (portata continua) o pompe di sollevamento delle acque reflue (portata di pompaggio).
Il deflusso dellâacqua nellâimpianto deve avvenire per gravitĂ atmosferica, ne consegue che le acque di scarico scendono per proprio peso. Pertanto, tutte le diramazioni non verticali devono essere disposte con pendenza verso lâefflusso.
La pendenza dei collettori deve essere la piĂš uniforme possibile e compresa entro i valori di 1% - 5% (la pendenza consigliata è del 2%) - in modo da favorire unâautopulizia delle condotte. Una sezione sottodimensionata impedisce lo scarico, ma una sezione eccessiva favorisce la formazione di incrostazioni e sedimenti con progressiva riduzione di sezione e possibilitĂ di intasamento.
Certificazione Impianto Idraulico
La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dellâedilizia e delle installazioni idrauliche. Ă un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformitĂ e lâadeguatezza dellâimpianto idraulico di un edificio.
Importanza della Certificazione
La certificazione per lâimpianto idraulico è la testimonianza tangibile che lâimpianto è stato realizzato con professionalitĂ e competenza, riducendo al minimo i rischi di incidenti e danni. Ă anche una garanzia di qualitĂ per chi acquista o affitta un immobile, poichĂŠ può essere certo che lâimpianto idraulico è stato sottoposto a rigorosi controlli e verifiche.
Quando è Richiesta la Certificazione
La certificazione dellâimpianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:
- Installazione di un nuovo impianto
- Modifiche o ampliamenti significativi
- Manutenzione straordinaria
- Allacci di nuove utenze
Normativa di Riferimento per la Certificazione
Il comma 1 del D.M. 37/08 definisce gli impianti per i quali è necessario rilasciare la certificazione, tra cui gli impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie. Gli impianti realizzati in conformitĂ alla vigente normativa e alle norme dellâUNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dellâUnione europea o che sono parti contraenti dellâaccordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dellâarte.
Come Ottenere la Certificazione
Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:
- Progetto dellâimpianto
- Elenco dei materiali utilizzati con certificati di autenticazione
- Sopralluogo e verifica da parte di un professionista abilitato
- Rilascio della certificazione
Rischi e Sanzioni per Assenza di Certificazione
Lâassenza di una certificazione per lâimpianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica, tra cui:
- Rischi per la sicurezza
- Sanzioni amministrative
- DifficoltĂ nella vendita o locazione
- Possibili contenziosi legali
- Problemi con le assicurazioni
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