Impianto Idraulico con Autoclave: Funzionamento e Manutenzione

L’autoclave è diventato uno strumento essenziale per il miglioramento della qualità di vita delle persone che abitano in condominio. Un impianto autoclave viene utilizzato per sfruttare una riserva d’acqua che viene accantonata per utilizzarla nei momenti di necessità. Sicché, quando pressione e flussi di acqua nel circuito idrico tendono a ridursi, entra in gioco l’autoclave nello stesso istante in cui qualcuno apre il rubinetto. Il sistema di autoclave impedisce così la carenza idrica.

Nei condomini la presenza di un impianto autoclave diviene necessaria affinché la pressione e i flussi di acqua siano regolari a tutti i piani. Può infatti accadere che ai piani bassi l’acqua arriva in grande quantità, mentre ai piani alti l’acqua stenta ad arrivare per insufficienza di pressione. Per non parlare delle emergenze, ovvero quando manca l’erogazione e la distribuzione dell’acqua da parte della rete idrica.

Componenti e Funzionamento di un Impianto Autoclave

Cerchiamo prima di tutto di capire cosa è un impianto di autoclave e quali sono i suoi principali componenti. Una volta chiarito anche il suo funzionamento, è possibile comprendere quali sono le principali operazioni di manutenzione da effettuare e a chi rivolgersi.

In un impianto autoclave generico possiamo individuare le seguenti componenti:

  • Pompa elettrica: serve ad accrescere il livello della pressione dei flussi di acqua.
  • Pressostato: può essere aperto o chiuso. Tale dispositivo provvede ad accendere la pompa elettrica nell’istante in cui registra un particolare valore della pressione.
  • Serbatoio: in cui è contenuta l’acqua che proviene dalla rete idrica e che servirà nei momenti in cui manca l’erogazione di acqua.
  • Contenitore a pressione: è infine quel componente in cui è situata una camera d’aria detta il polmone dell’autoclave.
  • Camera di autoclave - è tipicamente realizzata in acciaio inossidabile per garantire una resistenza ottimale alla corrosione e alla pressione.
  • Sistema di riscaldamento - potrebbe essere costituito da resistenze elettriche, vapore o altri mezzi di trasferimento termico, il cui obiettivo è aumentare la temperatura all’interno della camera di autoclave per attivare il processo di trattamento dei materiali.
  • Controlli di pressione e temperatura - sono fondamentali per garantire un trattamento sicuro ed efficace dei materiali all’interno dell’autoclave.

In tali termini, potenza e forza di un impianto di autoclave discendono dal lavoro con cui tutti questi componenti agiscono affinché i flussi di acqua siano costanti e circolino nelle tubazioni. È naturale che il guasto anche di uno solo di tali componenti fa cessare il funzionamento o non fa più lavorare in modo corretto l’intero sistema.

Come Funziona un Impianto di Autoclave?

Il processo è piuttosto semplice. Nel serbatoio va a finire l’acqua fornita dalla rete idrica, che poi viene trasferita nella pompa elettrica. Questa pompa invia i flussi idrici alla camera d’aria, ovvero nel polmone. Camera d’aria e acqua si comprimono vicendevolmente in modo da far accrescere, anche a livelli elevati, la pressione dell’acqua. Grazie a tale processo, i flussi di acqua possono raggiungere i piani più alti del condominio a quantità e volumi necessari. A controllare come funziona l’autoclave provvede il pressostato, che accende o spegne la pompa elettrica e quindi fa funzionare l’intero impianto.

Per completare il discorso, va sottolineato che sul mercato esistono due tipi di impianti di autoclave condominiale, quello tradizionale e quello a inverter. Il primo è il più diffuso e la tecnica di funzionamento è quella anzidetta. È semplice da installare, i ricambi sono facilmente reperibili sul mercato e non necessita di complessi livelli di manutenzione. Ha lo svantaggio di essere piuttosto ingombrante e di consumare molta energia elettrica. L’impianto autoclave ad inverter funziona come quello tradizionale, ma il cuore pulsante non è il pressostato ma l’inverter, una centralina elettrica che punta a rilevare istantaneamente i flussi ed i consumi idrici, e di conseguenza regola i giri del motore in maniera tale da mantenere costante i livelli di pressione. È meno ingombrante dell’impianto tradizionale e consuma meno energia elettrica. Per converso, necessita di personale specializzato per eventuali riparazioni ed operazioni di manutenzione.

Tipologie di Impianti Autoclave

Gli impianti autoclave possono essere suddivisi in diverse tipologie rispetto ai sistemi di automatizzazione, e principalmente in due categorie con le relative sottocategorie come segue:

  1. Sistema con serbatoi pressurizzati
    • Autoclave di tipo classico
    • Autoclave con serbatoi a membrana
  2. Sistema a inverter
    • Impianto inverter puro con comando di una o più pompe
    • Impianto inverter puro con inverter per ogni pompa
    • Impianto inverter misto

Autoclave di Tipo Classico

L’autoclave classica è composta da uno o più serbatoi, due o più pompe, un compressore, un quadro elettrico e gli strumenti necessari per la logica di funzionamento. La logica di funzionamento si basa sul principio della comprimibilità dell’aria. Nel serbatoio, posizionato a valle delle pompe, vengono contemporaneamente immessi acqua e aria in modo automatico. Quando le utenze prelevano acqua, la pressione all’interno del serbatoio diminuisce, attivando le pompe per mantenere la pressione desiderata. Il compressore garantisce che il livello di aria nel serbatoio sia costantemente ottimale.

Autoclave con Serbatoi a Membrana

Questo tipo di impianto è composto da serbatoi a membrana, da due o più pompe, da un quadro di comando e dagli strumenti per la logica di funzionamento. La logica di funzionamento è simile a quella dell’autoclave classica, ma manca il compressore. La dimensione dei serbatoi è limitata, quindi l’autonomia è ridotta. Il ripristino periodico del cuscino d’aria deve essere effettuato manualmente.

Sistema a Inverter

Il sistema a inverter può essere suddiviso in tre tipologie principali:

  • Impianto inverter puro con comando di una o più pompe
  • Impianto inverter puro con inverter per ogni pompa
  • Impianto inverter misto

La logica di funzionamento si basa sul trasduttore di pressione, che rileva le variazioni di pressione causate dall’utilizzo delle utenze. L’inverter comanda le pompe in base alle esigenze di consumo, consentendo un funzionamento efficiente e silenzioso. Il serbatoio di antipendolamento impedisce la ripartenza continua della pompa in presenza di piccole perdite nel sistema.

Manutenzione dell’Impianto Autoclave

Come tutti gli impianti idrici, anche un’autoclave ha bisogno di una manutenzione, e il tecnico adeguato per fare ciò è l’idraulico. L’intervento può basarsi su urgenze, ovvero se avviene un guasto all’interno dell’impianto, può essere preventivo in maniera tale da prevenire eventuali guasti, oppure ancora di ordinaria manutenzione dei componenti e/o dell’intero impianto di autoclave.

Nel corso della manutenzione di un’autoclave si vanno a rilevare i detriti all’interno della vasca o a controllare i livelli di pressione dell’impianto in modo tale che accensione e spegnimento avvengano nei reali momenti di necessità. In genere, è necessario che gli interventi di manutenzione avvengano in modo regolare. La prima cosa da controllare è il vaso di espansione che regola la pressione dell’autoclave. Nel caso in cui la pressione dovesse scendere, infatti, i cicli di accensione e spegnimento della pompa non sarebbero più regolari e ciò potrebbe deteriorare l’impianto e danneggiare il vaso di espansione.

Operazioni di Manutenzione Comuni

  • Pulizia dei detriti: Un altro intervento da effettuare nel corso della manutenzione dell’autoclave è la pulizia dei detriti e dei residui che l’acqua stessa trasporta all’interno delle tubazioni.
  • Controllo del pressostato: Tali residui possono risultare dannosi al pressostato dell’impianto alterandone il funzionamento. Disattivando l’alimentazione elettrica dell’autoclave è possibile pulire il pressostato, lasciando fuoruscire la pressione grazie all’apertura del rubinetto idrico posto al di sotto dell’autoclave.
  • Verifica della qualità dell'acqua: Un’altra operazione necessaria è il controllo non soltanto dei flussi, ma anche della qualità dell’acqua che passa attraverso l’impianto e giunge ai rubinetti dei singoli condomini.
  • Controllo del funzionamento: Anche in questo caso il ruolo dell’idraulico è fondamentale, perché rappresenta la figura professionale più adatta affinché tutto l’impianto funzioni perfettamente.

Un altro aspetto di non poco conto da tenere presente è il ruolo dell’amministratore condominiale, che ha la responsabilità del corretto funzionamento di questo come di altri impianti in uso al condominio.

Manutenzione Autoclave Condominiale e Acqua Potabile

Secondo le normative vigenti al momento non esiste una manutenzione dell’ autoclave obbligatoria imposta dalla legge ai privati. Malgrado ciò, però, la legge attribuisce una responsabilità civile all’amministratore condominiale in quanto responsabile della gestione delle acque interne ad uso potabile. L’acqua che esce fuori dall’autoclave deve essere considerata, secondo i parametri del D.lgs. 31/2001, un vero e proprio alimento, come anche stabilito anche dal Regolamento CE 178/2002. Pertanto, secondo la legge, in presenza di un’autoclave un condominio deve predisporre un piano di autocontrollo dell’acqua, al fine di tutelare la salute dei condomini.

Rientrano nell’ambito dei lavori di manutenzione di questo impianto anche le operazioni di pulizia da detriti contenuti nell’acqua proveniente dalla rete idrica. impurità possono risultare dannose per il pressostato dell’impianto (quest’ultimo si occupa di attivare la circolazione della pompa elettrica dell’autoclave), alterandone il suo buon funzionamento. Per pulire il pressostato bisogna disattivare l’alimentazione elettrica dell’impianto e fare uscire fuori la pressione aprendo il rubinetto idrico che si trova nella parte più bassa dello stesso. Dopo aver smontato il pressostato, svitando il dado e le viti della calotta, bisogna pulirlo per bene togliendo i detriti e le impurità presenti con un semplice filo in ferro o un giravite. Tali operazioni devono essere svolte con molta attenzione per evitare di arrecare dei danni alla membrana del pressostato. Una volta pulito, il pressostato va rimontato. Dopo tale operazione, l’idraulico effettuerà dei controlli per effettuare delle verifiche sul perfetto funzionamento dell’impianto. Come avrete capito, si tratta di un lavoro complesso, pertanto bisogna evitare di affidarsi al fai-da-te.

Quanto Costa la Manutenzione dell’Autoclave

Il costo della manutenzione di un impianto di autoclave condominiale è variabile. In genere, se ne tiene conto al momento dell’acquisto, proprio perché tale impianto ha una sua complessità che prevede l’intervento di un idraulico qualificato. In genere tale spesa dipende dal tipo di autoclave che si intende installare e dalla reperibilità delle parti di ricambio. Mentre per gli impianti tradizionali il costo è accessibile e i pezzi di ricambio sono facilmente reperibili, nel caso degli impianti ad inverter la spesa della manutenzione è più elevata e i ricambi sono più difficili da trovare. Sul costo della manutenzione incide anche la tipologia di condominio e la modalità di ripartizione della spesa fra i vari condomini. In generale, si applicano le quote millesimali e l’approvazione della spesa passa attraverso le decisioni prese in sede di assemblea condominiale.

Come è evidente, pare impossibile definire una spesa media di manutenzione di un impianto di autoclave. Affinché si possa godere di una buona autoclave, è consigliabile installarla in modo perfetto ed in ambienti adeguati, scegliendo un modello affidabile caratterizzato da una facile manutenzione.

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