Felice Ippolito: Storia di un Pioniere dell'Ingegneria e dell'Energia Nucleare in Italia
Nato il 16 novembre 1915 a Napoli da Girolamo, ingegnere e professore di costruzioni idrauliche all'Università di Napoli, e da Angelica Giuliani, Felice Ippolito è stato una figura chiave nello sviluppo dell'energia nucleare in Italia.
Formazione e Primi Anni
Allievo del liceo Umberto I, dove ebbe come professore di storia e filosofia N. Abbagnano, Ippolito avrebbe voluto intraprendere gli studi storici, ma fu indotto dall'ambiente familiare a seguire le orme del padre e del nonno iscrivendosi alla facoltà di ingegneria. Dopo la laurea, conseguita nel 1938 con la specializzazione in geologia, prestò il servizio militare nel genio aeronautico prima a Bari e poi a Napoli e quindi, dopo l'ingresso in guerra dell'Italia, in Libia, dove fu impegnato nella costruzione di acquedotti per l'approvvigionamento delle truppe. Rientrato a Napoli il 1° aprile 1941, si trasferì subito a Roma, dove iniziò a lavorare al centro di ricerche geominerarie dell'Istituto per la ricostruzione industriale (IRI) che, sotto la direzione del vulcanologo svizzero A.
Nel periodo dell'occupazione nazista di Roma l'Ippolito, denunciato perché, come dipendente dell'IRI, non aveva voluto trasferirsi al Nord, dovette rimanere nascosto e corse qualche rischio recapitando messaggi tra U. La Malfa, che viveva in clandestinità, e R. Rientrato a Napoli nel giugno 1944, aderì al Partito liberale italiano, vivendo con grande disagio l'involuzione conservatrice di questo partito finché, ai primi di aprile del 1946, non decise di uscirne con altri esponenti della sinistra interna, guidati da F. Antonicelli.
Impegno nella Ricerca Mineraria e Nucleare
Nel 1948 l'Ippolito cominciò a indirizzare i suoi studi verso l'energia nucleare quando questo settore muoveva i primi passi per iniziativa del Centro informazioni studi ed esperienze (CISE), promosso nel 1946 a Milano da alcuni grandi gruppi privati quali Edison, Cogne e FIAT. Fu E. Amaldi a presentare l'Ippolito a G.
Convinto che, come in Francia, anche in Italia fosse indispensabile l'intervento dello Stato, Ippolito si rivolge a Francesco Giordani, autorevole elettrochimico nella Scuola di ingegneria di Napoli, pregandolo di illustrare il progetto a Pietro Campilli, ministro dell'industria e del commercio.
Fondazione e Sviluppo del CNRN
Il contatto fu positivo e portò alla costituzione nel 1952 del Comitato nazionale ricerche nucleari (CNRN): ne facevano parte Giordani (presidente), ruolo poi assunto dall'ing. Basilio Focaccia, i fisici Edoardo Amaldi e Bruno Ferretti, allievi di Enrico Fermi, l'ing. Il CNRN "rappresentò un esempio, insolito e nuovo per l'Italia, di gestione estremamente dinamica dell'attività di ricerca" (Paoloni, 1992). Nonostante i rapporti poco chiari con il CNR, i modesti finanziamenti e la rivalità di altri enti del settore, il CNRN di Ippolito realizzò in breve tempo l'elettrosincrotone di Frascati e i centri di ricerca di Ispra (Varese) e della Casaccia (Roma).
Nel corso degli anni Cinquanta la ricerca nucleare fece notevoli passi in avanti che consentirono nel 1959 il raggiungimento di significativi successi: il 9 febbraio l'elettrosincrotone di Frascati raggiunse l'energia di progetto dell'intensità di 100 MeV, pari a quella dell'elettrosincrotone di Cornell, il più potente del mondo; a fine marzo entrò in fase di criticità il reattore Ispra-1 e a luglio fu formalizzata la localizzazione del centro di ricerca dell'Euratom a Ispra, un obiettivo per il quale l'Ippolito si era battuto.
Trasformazione in CNEN e Progetti Ambiziosi
Tali sviluppi resero necessario l'adeguamento della normativa sull'impiego pacifico dell'energia nucleare che con la legge dell'11 agosto 1960 portò alla trasformazione del CNRN nel Comitato nazionale energia nucleare (CNEN). Sotto la spinta dell'Ippolito il CNEN perseguì l'ambizioso progetto di raggiungere la diversificazione energetica attraverso la realizzazione di centrali nucleari a brevetto italiano. Si deve in particolare alla sua iniziativa la realizzazione della prima centrale elettronucleare italiana, quella del Garigliano, finanziata con un prestito della Banca mondiale.
A metà degli anni Sessanta, con l'entrata in funzione della centrale di Trino Vercellese e di quella di Latina, voluta dall'Ente nazionale idrocarburi (ENI) di E. L'iniziativa dello Stato nel settore nucleare apriva concrete prospettive di porre fine al predominio delle "baronie" elettriche private e si saldava con il tentativo, portato avanti da Mattei, di liberare l'Italia dalla dipendenza delle compagnie che detenevano il monopolio a livello internazionale, le cosiddette "sette sorelle", anche nel campo del petrolio. In quegli stessi anni prese anche l'avvio, per iniziativa dei settimanali Il Mondo e L'Espresso e di alcuni gruppi radicali e della sinistra laica, una campagna in favore della nazionalizzazione dell'energia elettrica, alla quale l'Ippolito diede il proprio convinto e visibile sostegno. Così quando, nel 1962, fu costituito l'Ente nazionale energia elettrica (ENEL) l'Ippolito apparve al ministro del Bilancio, La Malfa, e all'autorevole dirigente socialista R. Lombardi la persona più indicata ad assumere la presidenza del nuovo ente, che venne invece assegnata a V. Di Cagno, sostenuto dalla Democrazia cristiana.
Controversie e Vicende Giudiziarie
I prodromi di tali accuse si potevano già cogliere nella diffidenza con cui il senatore democristiano G. Spagnolli, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, aveva accolto la richiesta di fondi destinati alla ricerca nucleare. Fu poi il segretario del Partito socialista democratico italiano, G. Il ministro dell'Industria, G. Togni, raccolse allora un dossier, nel quale si poneva, tra l'altro, la questione dell'incompatibilità tra le cariche di segretario generale del CNEN e di consigliere di amministrazione dell'ENEL ricoperte dall'Ippolito, che venne sospeso dalla prima il 31 agosto e dalla seconda il 14 ottobre 1963. All'inizio di settembre la procura generale della Repubblica di Roma avviò il procedimento penale e il 3 marzo 1964 dispose l'arresto dell'Ippolito e il suo rinvio a giudizio con ben otto capi d'imputazione che contemplavano, tra gli altri, i reati di falso in atti pubblici, peculato, interesse privato e abuso in atti di ufficio.
Il processo ebbe inizio l'11 giugno e si concluse il 29 ottobre con la condanna dell'Ippolito a undici anni e quattro mesi di reclusione, pena che sarà ridotta in appello, con sentenza del 4 febbraio 1966, a cinque anni e tre mesi. In attesa del ricorso in Cassazione, che fu respinto, l'Ippolito La vicenda giudiziaria dell'Ippolito e il conseguente drastico ridimensionamento del programma nucleare lasciarono uno strascico di polemiche e di sospetti su "una cospirazione ispirata da interessi petroliferi o una rivalsa delle baronie elettriche che avevano subito la nazionalizzazione. Di fatto con la morte di Mattei e la sconfessione dell'operato di Ippolito venivano meno due personalità che avevano operato in senso innovativo per l'indipendenza energetica del paese" (Pirzio, p.
Ritorno all'Attività Professionale e Accademica
Confortato dalla stima e dall'appoggio di molti esponenti politici e scienziati (sessantacinque su settanta fisici cattedratici italiani erano intervenuti in suo favore durante il processo), l'Ippolito riprese l'attività professionale, assumendo, nell'ottobre 1968, la direzione della rivista Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, che mantenne fino al dicembre 1995. Il 1° novembre 1970, con il parere unanime del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, tornò all'insegnamento come ordinario di geologia presso la facoltà di scienze dell'Università di Napoli. Nel corso di due legislature l'Ippolito
Nel 1978 si trasferisce da Napoli all'Università di Roma La Sapienza, sulla cattedra di geologia per Scienze naturali resa vacante dal passaggio del titolare all'Università di Ancona. Sollecitato da dirigenti del Partito comunista italiano, Ippolito è eletto per due legislature al Parlamento europeo (1979-1989); partecipa attivamente alle attività parlamentari e assiste "con amarezza e irritazione al progressivo affermarsi in Europa di orientamenti contrari all'impiego dell'energia nucleare" (Sircana, 2004).
L'Ippolito morì a Roma il 24 aprile.
Tabella Cronologica delle Principali Tappe
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1915 | Nascita di Felice Ippolito a Napoli |
| 1938 | Laurea in ingegneria con specializzazione in geologia |
| 1952 | Costituzione del Comitato nazionale ricerche nucleari (CNRN) |
| 1960 | Trasformazione del CNRN in Comitato nazionale energia nucleare (CNEN) |
| 1963 | Sospensione dalla carica di segretario generale del CNEN |
| 1964 | Arresto e condanna in primo grado a 11 anni di reclusione |
| 1966 | Riduzione della pena in appello a 5 anni |
| 1968 | Direttore della rivista "Le Scienze" |
| 1970 | Ritorno all'insegnamento all'Università di Napoli |
| 1979-1989 | Due legislature al Parlamento europeo |
| 1995 | Termine direzione della rivista "Le Scienze" |
| 2018 | Dal Piaz G.V. (2018) - Felice Ippolito, il Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari e la ricerca di minerali radioattivi nel basamento cristallino delle Alpi. |
Opere Principali di Felice Ippolito
- La geologia come storia, Roma 1947
- Lezioni di geologia applicata, I-II, Napoli 1957-59
- L'Euratom e la politica nucleare italiana, Roma 1958
- Lezioni di geologia dell'uranio, ibid. 1960
- L'Italia e l'energia nucleare. Cronache di cinque anni, Venezia 1960
- Fabbisogno energetico ed energia nucleare, Bologna 1961
- Tappe per l'unità europea, Roma 1961
- Energia, ricerca scientifica e piano di sviluppo, Firenze 1962
- Saggi e studi di geologia, Venezia 1962
- La politica del CNEN (1960-1963), Milano 1965
- Energia e tecnica delle fonti di energia, Roma 1967
- La natura e la storia, Milano 1968
- La questione energetica. Dieci anni perduti 1963-1973 (in collab. con F. Simen), ibid. 1974
- Politica dell'energia, Roma 1977
- Intervista sulla ricerca scientifica, a cura di L. Lerro, Roma-Bari 1977
- Università: crisi senza fine, Milano 1978
- Saggi di geologia e geologia economica, Napoli 1981
- Politica europea e politica dell'energia, ibid. 1981
- Per l'Europa del coccodrillo, Firenze 1985
- Amici e maestri. Personaggi, fatti e letture: ricordi di un quarantennio, Bari 1988
- Un progetto incompiuto. La ricerca comune europea, 1958-1988, ibid. 1989
- Energia ieri oggi e domani, Roma 1989
- Dieci anni al Parlamento europeo, ibid. 1989
- Le frane in Italia. Perché ci sono. Cosa fare (in collab. con P. Colosimo), ibid.
tag: #Idrauliche
