La Fenice Idraulica: Storia e Funzionamento

La fenice idraulica, un sistema ingegnoso, ha radici storiche profonde e un funzionamento affascinante. Questo meccanismo, essenziale per la navigazione in aree con dislivelli, ha trovato applicazione in diversi contesti, tra cui i canali di Bologna.

Le Conche di Navigazione: Un "Ascensore" per Imbarcazioni

La conca di Navigazione, o chiusa, è la soluzione per superare eventuali dislivelli che si possono incontrare durante la navigazione. Si tratta di un “ascensore” per imbarcazioni che permette, a queste ultime, di salire o scendere il gradino che si può creare a causa di un salto d’acqua.

Le conche di navigazione sono costituite da due porte, originariamente in legno, che delimitano una zona detta “vasca di riempimento” o “invaso”. Ad esempio durante il percorso da Padova a Venezia sarà possibile incontrare cinque conche di navigazione, a Noventa Padovana, Dolo, Mira, Moranzani e Strà.

Il Contributo di Leonardo da Vinci

Un contributo fondamentale fu portato però da Leonardo da Vinci, durante un soggiorno a Milano nel 1482, come testimoniano i progetti presenti nel “Codice Atlantico”. In quel periodo iniziò ad interessarsi al sistema delle conche e progettò di collegare il Naviglio Martesana ai navigli interni. Leonardo da Vinci, che aveva già progettato un sistema di dighe per risolvere il problema della differenza di altezza, apportò dei miglioramenti e delle modifiche al sistema.

Spesso l’invenzione delle Conche di Navigazione viene attribuita a Leonardo da Vinci, perché il suo progetto è quello che ancora oggi viene utilizzato per costruire le chiuse. Venezia ospita una mostra permanente sulle sue opere.

La "Piccola Venezia": I Canali di Bologna

Bologna è soprannominata “la piccola Venezia” per via della sua estesa rete di canali, che un tempo solcavano la città proprio come a Venezia.

Immaginate di passeggiare per le vie di Bologna, immersi nella vivacità di questa città universitaria. All’improvviso, tra i palazzi antichi e le botteghe artigiane, vi imbattete in una piccola finestrella che si apre su un canale. L’acqua scorre placidamente, riflettendo i colori caldi dei mattoni e il verde rigoglioso delle piante che adornano le sponde. Potrebbe sorprendervi scoprire che Bologna, città famosa per le sue torri e i suoi portici, fu un tempo una fiorente città d’acqua, attraversata da una rete di canali che le valsero l’appellativo di “piccola Venezia”.

Il sistema dei canali di Bologna si sviluppò a partire dal XII secolo, principalmente per due motivi: la necessità di alimentare i mulini per l’industria e quella di trasportare merci lungo vie navigabili.

L'Importanza dell'Industria della Seta

L’industria della seta ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo dei canali di Bologna. La produzione serica richiedeva una grande quantità di energia per azionare i mulini, energia che veniva fornita proprio dall’acqua dei canali.

I Principali Canali di Bologna

I principali canali di Bologna sono il Canale di Reno, il Canale di Savena, il Canale del Cavaticcio, il Canale delle Moline e il Canale Navile. Il Canale di Reno, derivato dal fiume omonimo, si divideva in città dando origine al Canale del Cavaticcio e al Canale delle Moline, per poi confluire nel Canale Navile che collegava Bologna al mare.

Il sistema dei canali di Bologna era composto da numerosi canali, ognuno con una funzione specifica:

  • Canale di Reno: derivato dal fiume Reno grazie alla Chiusa di Casalecchio, questo canale entrava in città presso l’Opificio della Grada, dividendosi poi in due rami: il Canale del Cavaticcio e il Canale delle Moline.
  • Canale di Savena: originario del torrente Savena e alimentato dalla Chiusa di San Ruffillo, questo canale, dopo un tratto iniziale a cielo aperto, scorreva prevalentemente sottoterra.
  • Canale del Cavaticcio: derivazione del Canale di Reno, questo canale scorreva verso nord, creando un dislivello di 15 metri, sfruttato per alimentare attività industriali come segherie e mulini.
  • Canale delle Moline: ramo del Canale di Reno, questo canale scorreva a cielo aperto tra via Alessandrini e via Capo di Lucca, alimentando numerosi mulini da grano.
  • Canale Navile: continuazione del Canale di Reno a nord della città, questo canale collegava Bologna al Po di Primaro e quindi al mare Adriatico.

Il Torrente Aposa

Oltre alla rete di canali artificiali, Bologna è attraversata anche da un corso d’acqua naturale: il torrente Aposa. Questo antico torrente, noto fin dall’età del ferro, ha giocato un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo della città. L’Aposa entra a Bologna tra Porta Castiglione e Porta San Mamolo, in un tratto visibile chiamato “serraglio dell’Aposa“.

La tradizione popolare narra che l’Aposa fosse dimora di ninfe e divinità fluviali, creature magiche che proteggevano le sue acque e la città. Una delle leggende più suggestive racconta che il dio Nettuno, durante una delle sue visite a Bologna, si innamorò perdutamente di una bellissima ninfa di nome Aposa. Per conquistare il suo cuore, Nettuno decise di donarle un dono prezioso: le acque di un torrente sotterraneo, che avrebbe attraversato il cuore della città e l’avrebbe protetta dai pericoli. Aposa, commossa dal gesto d’amore di Nettuno, accettò il dono e da quel giorno il torrente prese il suo nome, diventando un simbolo di amore, mistero e protezione per Bologna.

Bologna Sotterranea

Con “Bologna sotterranea” si fa riferimento all’intricata rete di canali che scorre sotto le strade della città moderna.

A partire dal dopoguerra, in un’epoca di grandi trasformazioni urbanistiche, i canali di Bologna vennero progressivamente coperti per far posto a strade e edifici moderni. Oggi è ancora possibile scoprire questo affascinante mondo sotterraneo attraverso visite guidate ai percorsi che si snodano sotto le strade di Bologna. Scendere nelle viscere della città è come fare un viaggio nel tempo, immergendosi in un’atmosfera suggestiva e misteriosa.

La storia dei canali di Bologna ci ricorda l’importanza dell’acqua come risorsa vitale per lo sviluppo economico e sociale di una città.

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