Leonardo da Vinci: Il Genio dell'Idraulica e le Sue Invenzioni

Leonardo da Vinci è universalmente riconosciuto come il genio del Rinascimento, un periodo storico di rinascita delle arti e delle scienze. Figlio della sua epoca, si cimentò nei più disparati campi dell’arte e della scienza: dalla pittura alla scultura, dalla musica all’ingegneria e alla progettazione. Mette il suo genio al servizio delle Signorie rinascimentali da Firenze a Milano, da Cesena a Roma per poi passare gli ultimi anni in Francia.

Nel nostro immaginario, Leonardo da Vinci è stato il grande pittore della Gioconda, della Vergine delle Rocce, dell’Annunciazione e celebre per la sua tecnica pittorica dello “sfumato”. Ma in pochi sanno che lui, gran parte della sua vita, l’ha passata a studiare, progettare e inventare. È considerato uno dei più grandi geni della storia, oltre che pittore fu anche filosofo, ingegnere, astrologo, anatomista, botanico, scienziato. Insomma, non c’è campo del sapere che lui non abbia esplorato! Era una miniera insaziabile di curiosità!

Gli Studi Idraulici di Leonardo da Vinci

I taccuini storici di Leonardo rivelano la grande attenzione da lui posta sull'acqua. Il genio fiorentino ha analizzato il flusso e il riflusso delle maree, le origini dei fiumi e degli oceani e il ciclo dell’acqua. Per Leonardo l’acqua è anche un elemento naturale esteticamente bello grazie al suo gioco di flussi e vortici, tanto da rappresentarla nelle sue illustrazioni attraverso onde in movimento e fluide.

L’artista dipingeva la natura intrinsecamente tridimensionale dell’acqua che scorre con una serie di vortici coesistenti: alcuni dovuti all’impeto della corrente principale, altri al movimento incidentale e al flusso di ritorno. Il suo genio arrivò persino a prefigurare e dimostrare lo scorrimento delle masse d’acqua sulla Terra alla medesima stregua della circolazione sanguigna, moti caratterizzati entrambi da un lento ma continuo ricambio.

Così recita un passaggio del manoscritto F, incluso tra i celeberrimi Codici su cui Leonardo da Vinci raccoglieva bozze e appunti sui più disparati argomenti nei quali si imbatteva durante la sua enciclopedica vita da studioso: una previsione secondo cui il pianeta sarebbe stato irreversibilmente sommerso dalle acque, il trionfo all’ultimo stadio della panthalassa sulla pangea, seppur in un’epoca non più triassica ma successiva al XVI secolo. È il caso di rinfrescarla (e mai verbo fu più aderente) in concomitanza con l’anniversario numero 502 della morte - il 2 maggio 1519 - a partire dai disegni tecnici attraverso cui suggerì l’ispirazione del progetto per la deviazione del corso dell’Arno, mettendo Firenze al riparo dal potenziale rischio di devastanti alluvioni, anche se la storia avrebbe tristemente raccontato il contrario a distanza di quasi quattro secoli e mezzo.

Fu soprattutto durante la sua fase milanese che Leonardo intensificò gli studi in materia, lavorando sull’ottimizzazione del sistema reticolare dei Navigli, quando pianificò il collegamento della Martesana ai canali interni per configurare l’attraversamento in barca della città meneghina.

Diffusa presto ovunque la sua competenza, Leonardo fu contattato dall’allora pontefice, Leone X, per la bonifica delle paludi pontine, che impegnarono l’artista nel perfezionamento di macchine e pompe con funzionalità fino a quel momento ignote. E che dire dell’installazione di una diga mobile per rendere navigabile il fiume Brenta, ideata su commissione della Repubblica di Venezia.

Ingegneria Idraulica e Macchine per il Controllo delle Acque

Proprio sui Navigli milanesi Leonardo svolge i suoi studi di ingegneria idraulica: sostituisce le chiuse a saracinesca che salivano e scendevano con quelle a cancello. Per far rialzare il livello dell’acqua, usa delle valvole a farfalla: sui battenti sono create due finestre con ante incardinate che compensano la forza dell’acqua.

Progettato per Firenze, permetteva di superare un dislivello d'acqua grazie ad un sistema di chiuse. Il plastico è stato ricavato da una serie di disegni raccolti nel Manoscritto B dell'Institut de France. Lo stesso tipo di dispositivo tratteggiato nel foglio 1068v, però senza alcun utilizzatore applicato e con una ruota idraulica verticale al posto di quella a ritrecine, è disegnato nel foglio 1069v.

Sempre in questo foglio Leonardo approfondisce l’idea di una macchina in grado di autoalimentarsi e immagina di montare in serie quattro dispositivi composti da una vite di Archimede e una ruota idraulica, nella quale le ruote sono posizionate lungo la stessa gora ad altezze decrescenti, in modo da essere alimentate in successione dallo stesso corso d’acqua.

Egli pare avere ben chiaro che il problema in questo tipo di macchine consiste nel riuscire a produrre un surplus di energia rispetto a quella necessaria per metterle in moto; con questa soluzione, sulla carta, riusciva a sollevare nel serbatoio di alimentazione un volume di acqua quadruplo rispetto a quello “virtualmente” usato per l’alimentazione.

Invenzioni Sottomarine e Applicazioni Belliche

Leonardo spinto dagli interessi delle Signorie aveva progettato dei sistemi di guerra sottomarina poi applicati anche per altri scopi. Tra queste invenzioni di Leonardo da Vinci vi sono anche le attrezzature di un rudimentale palombaro: cupolino per respirazione, guanto palmato e pinne natanti.

Per usi bellici i palombari erano attrezzati di semplici copricapi tipo cascocon dei boccalini e Leonardo aveva pensato anche ai guanti palmati. Ispirandosi agli animali palmipedi, l’inventore costruisce dei guanti di pelle rinforzati da cinque stecche in legno, per facilitare i movimenti e la galleggiabilità del palombaro.

Nel Codice Atlantico tra le invenzioni di Leonardo da Vinci c’è anche un progetto segreto: quello di un sommergibile meccanico. Pensato come arma “diabolica”, aveva una palese funzione bellica: il sommergibile agganciato ad una nave mercantile, si sarebbe avvicinato subdolamente al nemico per colpirlo. Due galleggianti assicurano la stabilità e la manovrabilità in profondità del mezzo, oltre a fornire l’aria per il palombaro. Il sommergibile è dotato di molti accessori bellici: corde, lance e congegni da sabotaggio.

L'Eredità di Leonardo: Innovazione e Ispirazione per il Futuro

Tutte le invenzioni di Leonardo Da Vinci sono considerate soluzioni futuristiche, frutto di genialità e innovazione, come abbiamo visto dalle sue macchine. Leonardo tentava di soddisfare i bisogni dei contemporanei, dalla guerra al commercio alla scienza, attraverso i suoi progetti scientifici. Tra queste spicca Prysmian Group, leader mondiale nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche.

Un contributo così straordinario da meritare la doppia citazione del “Leonardo da Vinci”, dal quale avrebbe preso denominazione prima il sommergibile della Regia Marina italiana nella seconda guerra mondiale e, in seguito, il sottomarino della Marina Militare per quasi trent’anni, tra l’entrata in servizio del 1981 e la radiazione del 2010.

Parallelismi alla ricerca di una risposta degli studi scientifici ai bisogni dell’umanità e del pianeta, in passato come verso il futuro. Un comune interesse per la nautica lega Leonardo, Prysmian Group e Giancarlo: i primi da scienziati, Giancarlo come uomo e navigatore.

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