Malta con Calce Idraulica e Cemento: Composizione e Utilizzo

Nel campo dell’edilizia e del restauro, i termini malta, calce e calcestruzzo sono spesso utilizzati, a volte interscambiati, ma presentano caratteristiche e usi distinti. Comprendere le differenze tra questi materiali è fondamentale per scegliere il prodotto giusto in base alle esigenze specifiche di un progetto.

Cos'è la Malta?

La malta è una sostanza pastosa che ha la proprietà di indurire e di aderire ai materiali da costruzione; utilizzata principalmente per la realizzazione di murature, intonaci e finiture, è composta da aggregati (sabbia, cocciopesto, pozzolane), un legante (calce, cemento o una combinazione di entrambi) e acqua.

La malta è quindi il materiale finale, il cemento un legante di partenza. Il legante può essere calce, cemento, oppure una combinazione di entrambi. Misurare accuratamente le proporzioni degli ingredienti. Aggiungere gradualmente l’acqua alla miscela secca, mescolando continuamente fino a ottenere una consistenza pastosa e lavorabile.

Calce: Un Legante Antico

Per calce si intende generalmente e storicamente la calce aerea; la calce è un legante antico ottenuto dalla cottura di calcari più o meno puri a temperature comprese tra i 900 e i 1.100°C.

La calce è un materiale biologico, in quanto è in grado di favorire il mantenimento di un ambiente sano all’interno delle abitazioni, purificando l’aria e regolando l’umidità.

Avendo un pH molto elevato, la calce ha proprietà antibatteriche ed è inoltre altamente traspirante. Apprezzata per la sua capacità di migliorare la lavorabilità e la traspirabilità delle malte, oltre che per le sue proprietà antibatteriche e di resistenza ai sali.

Già in epoca antichissima la calce spenta veniva utilizzata come legante mista con pozzolane e cocciopesto per la preparazione di malte, intonaci e finiture pozzolaniche.

Veniva utilizzato già in epoca antichissima (i primi reperti risalgono a 14-15 mila anni fa) per la realizzazione di malte, pavimenti, intonaci e finiture.

Calce Viva

Calce viva (ossido di calcio, CaO): prodotta dalla cottura del calcare.

Calce Idraulica

Le malte di calce sono composte da un legante (calce) e un aggregante (sabbia) cui si aggiunge acqua fino a ottenere un impasto plastico, chiamato calce idraulica.

La malta di calce idraulica è ideale per realizzare intonaci, erigere un muro di mattoni rustici e civili, o rappezzi su murature danneggiate. Può essere utilizzata anche come legante per mattoni in interni. Risulta facile da lavorare, ma non particolarmente resistente.

Le qualità della malta idraulica (calce romana) si apprezzano particolarmente nei bagni e nelle cucine, locali soggetti a vapore che necessitano di buona traspirabilità e di capacità inibitoria contro le muffe. Nelle camere da letto assorbe la notevole quantità di CO2 prodotta attraverso la respirazione durante il riposo notturno.

Come preparare la calce idraulica

Le proporzioni (in volume) di calce e sabbia e acqua sono rispettivamente 1-3-1. Quando si usa la betoniera l’acqua va introdotta per prima, ma, siccome una quantità eccessiva può comportare la riduzione delle proprietà meccaniche dell’impasto, conviene introdurne soltanto 2/3 della dose necessaria e aggiungerne l’ultima parte solo dopo aver introdotto la calce prima e la sabbia gradualmente poi.

Per impastare la malta nella vasca della carriola dobbiamo rovesciarvi la quantità di sabbia necessaria, formare un cratere centrale e introdurvi la calce idraulica, per poi mescolare bene a secco. Iniziamo a rovesciare nella mescola poco più di metà dell’acqua effettivamente necessaria e amalgamiamo il tutto con il badile, da sotto a sopra. In più riprese aggiungiamo la restante acqua.

Quando abbiamo ottenuto una miscela uniforme, per verificare che non sia rimasta “magra”, cioè con una quantità bassa di calce, è sufficiente passare la pala sulla superficie cercando di lisciarla. Se è visibile la sabbia, dobbiamo aggiungere altra calce.

Aspetto tecnico

Rivestendo la muratura con prodotti a base di calce applicati in strati successivi si possono ottenere risultati che hanno una valenza anche per la riqualificazione energetica degli edifici, in particolare quando si realizzano termointonaci con caratteristiche isolanti.

Cemento: Un Legante Moderno

Il cemento o clinker è un legante moderno (1824 brevetto del cemento Portland) ottenuto dalla cottura di marne naturali o miscele di calcari e argilla, a temperature comprese fra i 1200 e i 1500°C.

Il cemento è il legante maggiormente impiegato per le costruzioni di murature nelle opere moderne. Esistono diverse tipologie di cemento in commercio, tutti additivati con gesso come regolatore di presa.

Il cemento è il legante maggiormente impiegato per la realizzazione di malte e calcestruzzi nell’edilizia contemporanea; la sua produzione ha un impatto negativo nella produzione di CO2.

I tipi di cemento in commercio sono: il cemento d’altoforno, il cemento pozzolanico, il cemento Portland, il cemento bianco. Tutti questi tipi di cemento sono additivati con gesso con funzione di regolatore di presa.

Differenza tra Malta e Calcestruzzo

La differenza principale tra malta e calcestruzzo sta nella composizione e nell’uso: la malta è composta principalmente da aggregati, calce e/o cemento ed acqua. È una miscela più fine e meno resistente rispetto al calcestruzzo.

Il calcestruzzo è composto da sabbia, ghiaia o pietrisco, cemento ed acqua. È una miscela più robusta e resistente rispetto alla malta.

Intonaci

Nell’edilizia avanzata la malta di calce “universale” non esiste, ci sono tipi specifici per murature, intonaci, rivestimenti e per applicazioni speciali. Tuttavia, per piccoli lavori, non occorrono peculiarità particolari, anche se i prodotti pronti contengono spesso cemento Portland che conferisce al supporto una maggiore resistenza, ma ne limita la traspirabilità.

In bioedilizia, l’impiego delle malte cementizie per intonaci è sconsigliato, perché creano una barriera poco traspirante . Il suo impiego è largamente diffuso per eseguire l’ultimo strato dell’intonaco in sostituzione dell’intonachino, per l’intonacatura degli ambienti interni.

Negli intonaci a base di malte bastarde il legante con la maggiore quantità è quello che viene indicato per primo nel nome della miscela.

La finitura ideale per un intonaco a calce idraulica è con pitture anch’esse a base di calce che completano le superfici e assicurano l’assoluta traspirabilità del muro. Si possono anche colorare gli impasti in fase di miscelazione tramite pigmenti naturali da aggiungere alla base, ma sono disponibili pitture a calce già pronte nelle più disparate tonalità.

(A tale proposito leggi la nostra dettagliata guida su come intonacare una parete)

Intonaci di finitura

Gli intonaci di finitura si riferiscono allo strato finale dell’intonaco, cioè il velo. L’intonachino o tonachino è un intonaco di finitura applicato come terzo e ultimo strato di finitura dell’intonaco.

Con l’intonachino a base di silicati; si realizza una finitura con un aspetto simile a quella a base di calce aerea, ma con una consistenza vetrosa.

È composto da una miscela in cui gli ingredienti hanno i seguenti dosaggi: parte di calce aerea, nello specifico un grassello di calcare cotto a basse temperature e ben stagionato, e 1/3 parti di polvere di marmo finissima. Il legante impiegato è il silicato di potassio, ricavato da sabbie quarzifere, impiegate per la produzione del vetro, e, proprio per questo, resistenti alle aggressioni acide. li silicato di potassio reagisce con sostanze minerali presenti, quali quelle silicatiche, determinando la reazione di silicatizzazione. La presa di quest’intonaco avviene in presenza dell’anidride carbonica presente nell’aria e per evaporazione dell’acqua contenuta nell’impasto.

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