Come Effettuare la Mappatura di un Impianto Idraulico: Guida Dettagliata
Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi uno schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, questo articolo fa al caso tuo. Troverai informazioni utili e immagini da utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto.
Funzionamento di Base di un Impianto Idraulico
In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:
- Adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio.
- Scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel WC).
La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori è detta impianto di distribuzione. Lo schema seguente rappresenta l’impianto idraulico di distribuzione di un bagno con doppio lavabo, WC, bidet e doccia. Sono riportate in rosso le tubature che conducono l’acqua calda sanitaria e in blu quelle dell’acqua fredda.
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.
In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari. È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Componenti dell'Impianto di Adduzione e Distribuzione
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.
Impianto di Scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, WC e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni.
È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Tipologie di Impianti di Scarico
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- A doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche.
- Tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Sifoni: Componenti Essenziali per l'Impianto di Scarico
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone. Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli.
Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
L’impianto di scarico è costituito da:
- Tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione.
- Tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC.
- Colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione.
- Sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile.
- Lavatrice e lavastoviglie: per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%.
- Lavabo bagno: anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%.
- Vasca e doccia: la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione.
- Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile.
- Vaso: il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.
Schema Impianto Idraulico
Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.
Per progettare un impianto idraulico può essere molto d’aiuto utilizzare un software BIM impianti MEP con cui puoi modellare l’impianto in 3D. Partendo dal modello del progetto architettonico, è possibile modellare le tubature (adduzione scarico, distribuzione, acqua calda, fredda, ecc.) ed inserire le apparecchiature direttamente da una ricca libreria di oggetti BIM. In questo modo la progettazione è realistica e dettagliata e si evitano problemi e imprevisti in fase di realizzazione dell’impianto.
Conoscere con precisione tutte le diramazioni dell’impianto idraulico di casa è molto importante nel caso si decida di effettuare dei lavori di ristrutturazione o per individuare eventuali perdite. Ma come si può capire dove passano i tubi? Si tratta di un lavoro che deve essere svolto da un’impresa specializzata.
Come Capire Dove Passano i Tubi: Tecniche e Metodi
Spesso gli edifici più datati non dispongono di documenti che riportino la mappatura delle tubazioni. In questi ed in altri casi è fondamentale effettuare la localizzazione delle condotte con rilievo del fabbricato. Quando si gestiscono grandi patrimoni immobiliari che includono edifici storici o datati, è molto raro ereditare insieme all’edificio anche i documenti relativi alla localizzazione e alle condizioni del sistema di tubazioni.
Ecco alcune delle tecniche utilizzate per individuare i tubi:
- Georadar (GPR - Ground Penetrating Radar): Il georadar è una tecnologia avanzata che permette di individuare sia tubazioni metalliche che non metalliche nel sottosuolo. Funziona emettendo impulsi elettromagnetici che penetrano nel terreno e rimbalzano quando incontrano un oggetto o un materiale con caratteristiche diverse dal suolo circostante. Analizzando il ritorno di questi segnali, il sistema è in grado di creare un’immagine dettagliata della struttura sotterranea, evidenziando la presenza di tubi, cavi o altre infrastrutture.
- Termografia a infrarossi: sfrutta le differenze di temperatura tra il suolo e i tubi sotterranei per rilevarne il percorso. Questa tecnica è particolarmente efficace per individuare tubazioni che trasportano liquidi caldi o freddi, come quelle degli impianti di riscaldamento, raffreddamento o acqua sanitaria. Utilizzando telecamere termiche, è possibile visualizzare le variazioni di calore sulla superficie del terreno, che spesso rivelano la posizione dei tubi anche senza bisogno di scavi.
- Sonde elettriche (localizzatori elettromagnetici): Le sonde elettriche sono strumenti che emettono segnali radio a bassa frequenza, che possono essere captati dalla superficie mediante appositi ricevitori. Questo metodo è particolarmente utile per localizzare tubazioni realizzate in materiali non conduttivi, come plastica, PVC o cemento, che non possono essere individuati con strumenti magnetici o elettrici tradizionali. Il principio di funzionamento si basa sull’inserimento della sonda all’interno della tubazione da tracciare: una volta accesa, essa trasmette un segnale che viene rilevato in superficie, consentendo agli operatori di mappare con precisione il percorso del tubo.
- Videoispezione: avviene inserendo nella tubazione apposite videocamere endoscopiche; un segnale radio emesso dalla punta della videocamera permette di ricostruire l’andamento della condotta in tutte le sue diramazioni. Se, oltre alla mappatura delle tubazioni, si vuole verificare l’esistenza e la funzionalità delle esalazioni o ventilazioni dell’impianto di scarico di un sistema di condotte in pressione, si utilizza una macchina del fumo. Verificare che il tubo sia adeguatamente ventilato, osservando quanto fumo effettivamente fuoriesce dai punti di sfiato. La videoispezione è particolarmente utile per la diagnostica delle tubazioni fognarie, dove i problemi possono rimanere nascosti fino a quando non causano gravi danni.
- Termocamere: strumenti che rilevano il calore emesso dai corpi e restituiscono una visualizzazione grafica delle differenze di temperatura sotto forma di immagine termica, ossia con macchie di colore diverso associate alle diverse scale di temperatura.
- Sonde: sono costituite da cavi elettrici molto sottili, capaci di introdursi anche nei tubi più piccoli. I cavi emettono dei segnali radio in 2 diverse modalità: o in punta del cavo (quindi alla fine del tubo) o durante tutto il percorso.
Controllo dello Stato dell'Impianto Idraulico
Dopo avere individuato l’esatta posizione dei tubi, può essere opportuno anche controllare lo stato in cui si trova l’impianto. Attraverso l’analisi delle video ispezioni e la raccolta di informazioni è possibile delle tubazioni ed individuarne le criticità. In questo modo si possono prevenire maggiori inconvenienti e spese anche importanti per rimediare ai possibili danni causati da un impianto difettoso.
Vantaggi della Mappatura dei Tubi
Capire dove passano i tubi dei termosifoni e il loro stato di salute, ti può offrire diversi vantaggi. Infatti, un intervento per la mappatura e la diagnosi dell’impianto idraulico è sicuramente più conveniente delle riparazioni successive ad un guasto. Queste operazioni, poi, sono rapide e non invasive. Infatti, non occorre rompere muri o pavimenti e non creano alcun disagio.
Tecniche Avanzate per la Localizzazione di Tubazioni Specifiche
- Localizzazione di tubazioni non metalliche: La localizzazione di tubazioni non metalliche o da parti metalliche ma aventi dei giunti dielettrici (come le linee gas), avviene con l’utilizzo di un generatore di impulsi collegato alla tubazione grazie ad una sonda trasmittente inserita all’interno del tubo. Il generatore induce delle correnti in radio-frequenza nella sonda trasmittente, queste si propagano lungo il percorso della linea da tracciare e permettendo, in questo modo il rilevamento.
- Onde sismiche a bassa frequenza: Altra particolare tecnica per la localizzazione di tubi in materiale plastico, molto utile in svariati casi perchè si può utilizzarla senza disattivare l’impianto da verificare, è con una massa battente calibrata e regolabile elettronicamente che imprime un’onda sismica a bassa frequenza all’esterno della tubazione e che si propaga lungo la stessa per essere rilevata con specifico ricevitore di superficie.
- Sonde attive: La localizzazione di tubazioni in materiale plastico, cemento, eternit, può avvenire anche con l’utilizzo di una sonda attiva che genera impulsi in radio-frequenza in modo autonomo.
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