Enuresi Notturna nell'Adulto: Cause e Rimedi

L'enuresi notturna consiste nel rilascio involontario di urina mentre si dorme e generalmente interessa i bambini. Tuttavia, si tratta di un disturbo che può verificarsi anche in età adulta. Perdere urina durante il riposo notturno è una condizione ritenuta normale in età pediatrica. La pipì a letto (enuresi notturna) è l'emissione involontaria di urina che si verifica durante il sonno.

Le perdite di urina durante la notte infatti hanno diverse cause in relazione al sesso, all’età e a fattori di altro genere riguardanti la persona interessata. L'enuresi notturna è l'incapacità di controllare la minzione durante il riposo. Gli episodi possono essere particolarmente sconvolgenti o frustranti.

Cause dell'Enuresi Notturna nell'Adulto

Le cause dell'incontinenza urinaria notturna possono essere molteplici. Il disturbo è riconducibile a diverse cause, non tutte patologiche. Possono entrare in gioco fattori psicologici, ambientali o occasionali (come ad esempio l'aver bevuto troppo la sera precedente).

  • Ingrossamento della prostata: l'ipertrofia prostatica (aumento del volume della ghiandola prostatica) è piuttosto comune negli uomini sopra i 60 anni di età.
  • Malattie neurologiche.
  • Problemi neurologici e danni ai nervi che controllano la vescica.
  • Nella maggior parte delle persone, la secrezione di vasopressina (o ADH) riduce la quantità di urina prodotta durante la notte. Alcuni bambini effettivamente rilasciano meno ormone e producono più urina rispetto ai loro coetanei.
  • I movimenti intestinali irregolari possono irritare la vescica, poiché limitano la sua espansione.

L'enuresi notturna può dipendere da un ritardo nello sviluppo delle competenze minzionali o da una perdita delle stesse. Nell'adulto, il disturbo può essere correlato a patologie specifiche del tratto urinario, malattie croniche (come il diabete) o disordini psicologici (ansia e stress). La condizione non è esclusivamente causata dagli effetti fisiologici diretti di una sostanza.

Enuresi notturna secondaria: rappresenta una regressione, cioè il paziente diventa enuretico, dopo un periodo di mesi o anni di perfetto controllo della funzione vescicale.

E' importante ricordare che lo stress emotivo e certi eventi psicologici possono essere la causa principale. Nella migliore delle ipotesi si tratta di ansia e stress generale (traslochi, perdita di un familiare, liti, pressioni eccessive, impegno esagerato per studio, lavoro e sport ecc).

Diagnosi

Una diagnosi tempestiva aiuta senza dubbio a correggere comportamenti scorretti e a impostare eventuali terapie comportamentali e farmacologiche. Per quanto riguarda il sesso femminile la competenza medica del disturbo si spartisce tra la figura del ginecologo e quella dell’urologo. Infine, tramite lo stress test a vescica piena, la paziente è invitata a tossire sia in posizione ginecologica che in posizione eretta e l’esaminatore ricerca l’eventuale perdita di urina.

Rimedi e Trattamenti

La prevenzione e la cura dell’enuresi notturna sono fortemente legate alle cause scatenanti. Molto importante è l’aspetto riabilitativo, che mira a rendere di nuovo la persona capace di controllare la ritenzione dell’urina. L’obiettivo è quello di tonificare i muscoli, di migliorare il riflesso della chiusura perineale in seguito a sforzo, di migliorare la sensibilità nel perineo in generale. Questi esercizi possono e devono essere eseguiti quotidianamente dalla paziente, anche da sola.

Esistono poi altre tecniche strumentali che però hanno alcune controindicazioni, ad esempio non possono essere praticate in gravidanza, in caso di malattie infiammatorie dell’apparato urogenitale o di neoplasie locali non trattate.

  • Biofeedback: un metodo in cui tramite il posizionamento di alcuni elettrodi la paziente è in grado di percepire a livello visivo e/o uditivo le contrazioni muscolari del pavimento pelvico. È una sorta di rieducazione all’attività muscolare tramite un processo di consapevolezza. Gli elettrodi vengono posti sull’addome e sul perineo, questi rilevano l’attività muscolare della zona e la trasmettono ad un monitor attraverso il quale la paziente è in grado di riconoscere dei movimenti che magari fino ad allora aveva ignorato.
  • Elettro-stimolazione e stimolazione magnetica: mentre la prima utilizza degli stimoli elettrici per fare contrarre la muscolatura del perineo, la seconda è una tecnica più innovativa ed utilizza dei campi magnetici in grado di intervenire in modo più mirato in quanto agiscono direttamente sulle polarità delle fasce muscolari.

Farmaci

Per il trattamento dell’incontinenza modesta da sforzo sono indicati i farmaci inibitori della ricaptazione della noradrenalina e della serotonina (più conosciuti come antidepressivi) a base di duloxetina (Cymbalta®, Xeristar®, Yentreve®). Queste molecole agiscono durante la fase di riempimento della vescica impedendone le contrazioni.

  • Desmopressina: compensa la carenza di ormone vasopressina (ADH) responsabile della riduzione di filtrazione renale durante il sonno. Va assunta dal bambino (a partire dai 9 anni di età) poco prima del riposo notturno. La forma più comune è lo spray nasale. La desmopressina è la versione sintetica dell'ormone antidiuretico (vasopressina o ADH) che aumenta i livelli di quest'ultimo e contribuisce a ridurre la quantità di urina prodotta dai reni. Formulato in compresse o spray nasale, questo farmaco deve essere assunto dal bambino poco prima del riposo notturno.
  • Imipramina: sconsigliato per i bambini. Si tratta di un antidepressivo triciclico che agisce anche rilassando la vescica e aumentandone la capacità. Gli effetti collaterali sono diversi. L'imipramina è un antidepressivo triciclico, prescritto solo in casi particolari e da assumere sotto lo stretto controllo di un neurologo. L'imipramina agisce sia sul cervello, che sulla vescica urinaria, rilassandone i muscoli, aumentando la sua capacità (se assunta un'ora prima di coricarsi) e riducendo il bisogno di urinare. Gli effetti collaterali includono nervosismo, vertigini, secchezza delle fauci, cefalea, disturbi gastrointestinali, stanchezza e sensibilità alla luce solare.
  • Ossibutinina: è un anticolinergico anch'esso utile nel rilassamento muscolare della vescica. Se un giovane paziente sperimenta l'enuresi mista (sia diurna, sia notturna) a causa di una vescica iperattiva, il medico può prescrivere un farmaco anticolinergico. L'ossibutinina aiuta a rilassare il muscolo della vescica, riducendo la frequenza delle contrazioni vescicali e ritardando la voglia di urinare.

Il trattamento farmacologico dell'enuresi notturna non è curativo e, dopo la sospensione, la ricaduta è possibile.

Consigli Utili

  • Riduci i problemi emotivi.
  • Evita di coricarsi allo stremo delle forze.
  • Bevi più di un bicchiere d'acqua tra la cena e il sonno.
  • Bevi più di un bicchiere d'acqua tra la cena e il sonno.
  • Svegliarsi o svegliare il soggetto una o due volte per notte per urinare e/o usare il pannolone.
  • Nel caso di un bambino, renderlo consapevole e aiutarlo a capire il problema.

La prima regola è di NON colpevolizzare chi soffre di enuresi notturna. Se l'eziologia è emotiva, nei soggetti maturi possono essere utili vari sistemi di psicoterapia tra cui la programmazione neuro linguistica (PNL).

Il diario è un elemento importante perché serve a coinvolgere attivamente la paziente ed è un ottimo strumento di autoverifica dell’andamento della terapia ,che agisce di solito nell’arco di 2 o 3 mesi. Il 60-70% delle pazienti riscontra un miglioramento e, nel caso di incontinenza lieve, si ha quasi sempre una risoluzione totale del problema.

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