Misure Standard per gli Attacchi Idraulici del Lavatoio
Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, si tratta di una parte fondamentale della casa. La sua funzione è infatti quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi.
Progettazione dell'Impianto Idraulico del Bagno
La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione. È bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari.
Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.
Sostituzione dei Sanitari
Per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra.
Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario. Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare.
Consiglio: prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle.
Sostituzione della Rubinetteria
Questa operazione risulterà essere la più semplice tra tutte quelle del fai da te.
Pendenza degli Scarichi
Ogni sanitario possiede una tubazione di scarico che parte dalla piletta, continua nel sifone e termina in un tubo collegato al wc e inserito nel massetto. Tipicamente, si utilizza un tubo da 40 mm, che dev'essere posato con una pendenza superiore all'1%.
Per la cucina ad isola con canale attrezzato in acciaio che poggia a terra, gli allacciamenti idraulici devono avvenire in corrispondenza dell’interasse dell’area libera inferiore del canale che misura 13cm di larghezza. Gli allacciamenti idraulici devono uscire dalla parete in corrispondenza del canale attrezzato.
È necessario quindi stabilire a priori la posizione esatta del canale, in modo da centrare l’uscita delle tubazioni, all’interno degli 11cm di vuoto, misurati a cavallo dell’interasse del canale stesso e in un’area compresa fra Y1 (dato dall’altezza della base da terra K, + 16cm corrispondenti allo schienalino basso di fondo + circa 6cm di sicurezza) e Y2 (uguale a Y1 + 24cm se in presenza di base da 60, 36cm se in presenza di base da 72). Inoltre le tubazioni saranno centrate sull’interasse della base lavello, l’unica priva di schiena e quindi ispezionabile.
Valcucine fornisce a richiesta un carter in alluminio di dimensioni 30x5cm, che ha la funzione di nascondere le tubazioni.
Apparecchiature Igieniche
Con il termine "apparecchiature igieniche" intendiamo significare: lavello di cucina, presa acqua per lavatrice, lavabo, vasca da bagno, doccia, bidet e vaso a sedere. Quindi, quelle apparecchiature e relativi impianti, indispensabili nelle case.
Il lavello và posto in opera montato su staffe di acciaio, inserito nel mobile predisposto oppure appoggiato su muretti in laterizi forati, in modo che il bordo superiore sia ad 80-85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l'acqua calda e l'acqua fredda devono essere da almeno 1/2 pollice. La lavatrice o la lavastoviglie hanno bisogno della sola presa d'acqua fredda. Lo scarico và predisposto nelle immediate vicinanze, ad un'altezza di circa 80 cm e dev'essere munito di pozzetto (cassetta) ispezionabile.
È dotato di rubinetto con gruppo miscelatore acqua calda/acqua fredda solitamente monocomando. Naturalmente, esistono in commercio una miriade di tipologie di vasche di bagno (così come di docce), da quella classica testè descritta a quelle idromassaggio, caratterizzate di innumerevoli confort (getti multipli regolabili, sedile d'appoggio, miscelatore tradizionale o termostatico che combina acqua calda e fredda controllando il flusso al soffione, radio... ecc).
La parte idraulica dell'impianto doccia comprende tipicamente un grande piatto in porcellana o gres, posto al piano di pavimento, per la raccolta dell'acqua di lavaggio, ed un braccio a snodo (fisso o mobile tipo saliscendi) con rubinetto a pioggia. Appoggiato in genere direttamente sul pavimento, il bidet è provvisto di due rubinetti o di miscelatore monocomando per l'erogazione dell'acqua calda e fredda. Costituisce "accessorio" fondamentale del vaso la cassetta per la raccolta dell'acqua di lavaggio (alias "sciaquone"), solitamente avente capacità da 10 litri. La cassetta, idricamente alimentata a mezzo tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto, puo' essere esterna oppure ad incasso nella parete.
Altezza di Installazione del Lavabo
Arredare un bagno non è un’operazione che può essere ridotta ai minimi termini. Bisogna procedere con grande attenzione, con un occhio particolare alla scelta dei complementi d’arredo più adatti, non solo per un fattore estetico, che potrebbe passare anche in secondo piano ma, soprattutto, per un fattore di efficienza e fruibilità di tutti gli accessori che lo compongono. Ad esempio un dettaglio fondamentale e determinate per quanto riguarda un’agevole utilizzo del lavabo è l’altezza alla quale bisogna installarlo.
Spesso si pensa ad acquistare il lavabo, a scegliere magari quello più alla moda, ma non ci si sofferma a pensare per quale motivo debba essere installato ad un’altezza piuttosto che ad un’altra. Su questo dettaglio, non da poco, si dovrebbe riflettere già in fase di progettazione della stanza da bagno.
Precisiamo che questo articolo non riguarda i lavabi a colonna, che hanno già un’altezza standard di produzione. Il dubbio riguardo all’altezza sorge nel caso venga acquistato un lavabo d’arredo sospeso, oppure un mobile sospeso con lavabo a consolle integrato.
Altezza Standard e Accorgimenti
In generale, le altezze dei sanitari si calcolano sempre prendendo in considerazione diversi fattori determinanti come ad esempio lo spazio a disposizione, l’altezza degli utenti e l’effettivo utilizzo di quel determinato accessorio. Parlando del lavabo, per un utilizzo ottimale si consiglia che vi siano 20 cm di spazio liberi laterali e 60 frontali.
Un altro accorgimento consiste nel chiedersi, a monte, quale sarà l’utilizzo principale del lavabo; bisogna domandarsi se verrà utilizzato per lavare i capelli oppure se dovrà essere posizionato in lavanderia, per trattare magari abiti con sporco e macchie ostinati. Su questi aspetti bisogna riflettere fin dall’inizio, in fase di progettazione, perché possono influenzare la scelta di un modello di lavabo piuttosto che di un altro.
Per semplificare il calcolo dell’altezza ideale per l’installazione di un lavabo, è stata fissata un’altezza standard che si aggira attorno agli 85 centimetri. Questo valore fa riferimento all’utilizzo del lavandino da parte di adulti di statura media, sulla base di studi biometrici. Quindi, partendo da questo parametro di riferimento, occorre riflettere anche sull’altezza degli utenti, per evitare che un posizionamento troppo alto (che sarebbe scomodissimo) o troppo basso (che potrebbe causare degli insopportabili mal di schiena).
Rubinetteria
Se sei orientato verso la scelta di un lavabo d’appoggio, sappi che sarà necessario valutare anche l’altezza del lavabo stesso, che può variare da 5 a 25 centimetri. Se, invece, hai optato per un lavabo con rubinetteria ad incasso a muro, allora dovrai calcolare molto attentamente anche la posizione di quest’ultima. La distanza del rubinetto dal lavabo varia dai 20 ai 50 centimetri a seconda della tipologia e dei modelli scelti. Ad ogni modo, nei disegni tecnici, troverai sempre l’indicazione delle misure consigliate.
Misure dei Mobili da Bagno
Selezionare l’arredo bagno è sempre una questione delicata, poiché è importante sfruttare al meglio gli spazi per rendere la stanza esteticamente gradevole ma soprattutto funzionale. Per questa ragione, prima ancora che scegliere lo stile e i colori, sarebbe opportuno concentrarsi attentamente sui volumi che si hanno a disposizione, così da poter acquistare la miglior combinazione di sanitari e accessori, posizionandoli nei punti giusti.
Così, le misure dei mobili da bagno - siano essi standard oppure sospesi - diventano gli elementi fondamentali da cui partire per iniziare a creare la propria stanza del benessere.
Attualmente in commercio ci sono arredi che riescono ad andare incontro anche alle esigenze di chi ha un bagno molto piccolo, con misure slim e con combinazioni che riescono ad essere ugualmente contenitive. Così, è possibile spaziare grazie alle ridotte dimensioni dei mobili da bagno con il lavabo annesso, con i mobili sospesi e - per le stanze che lo consentono in termini di ampiezza - anche di mobili con doppio lavabo.
Misure Standard dei Mobili da Bagno
In generale, quando si devono prendere le misure per scegliere i mobili da bagno, la prima voce a cui prestare attenzione è la profondità: è questa, infatti, che permette di comprendere poi l’ingombro del mobile stesso ma anche dell’apertura delle ante. Normalmente, la profondità standard di normali mobili da bagno va dai 50 ai 60 centimetri, considerandoli nella loro interezza e chiusi. Ciascuno poi andrebbe valutato rispetto all’apertura delle ante e dei cassetti; che siano ante battenti o cassettoni a scorrimento, va valutato quanto ingombrano rispetto ai sanitari pre-installati nel bagno, in modo da rendere l’ambiente il più possibile fruibile.
L’ideale sarebbe conservare un “corridoio” largo 60 centimetri tra i sanitari. I pensili e gli armadietti (siano standard o stretti a colonna) tendenzialmente sono più sottili e quindi meno profondi, andando dai 35 ai 45 centimetri circa. L’altezza invece va generalmente dagli 80 ai 90 centimetri.
Naturalmente stiamo parlando di prodotti commercializzati dai vari brand di settore e non di produzioni artigianali che, come tali, possono essere personalizzate; tuttavia, anche in questa ipotesi, la stabilità delle strutture dovrà prevalere sulle singole esigenze, dotandosi quindi di mobili con un minimo di base solida e ampia tale da sostenere anche la portata di carico degli oggetti da posizionarci all’interno.
Misure dei Mobili da Bagno Sospesi
Di solito tutti gli elementi sospesi hanno bisogno di minor spazio, in quanto vanno installati direttamente a parete, sfruttando perciò ogni millimetro a disposizione. Per questa ragione, ci sono arredi di questo genere che sono davvero slim ma sempre dotati di abbastanza spazio per alloggiare le tubature e i flessibili necessari a collegarli agli impianti. In questo caso, è la larghezza che entra in ballo, più che le altre dimensioni; quindi si farà riferimento a quanto spazio c’è a disposizione ai lati del lavandino, potendo contare su mobili che vanno dagli 80 fino anche ai 140 centimetri: il livello di personalizzazione è davvero ampio, anche in questo caso.
Dimensioni dei Mobili da Bagno con il Lavabo
Per quanto riguarda i mobili sottolavabo, tendenzialmente vanno dai 40 ai 60 cm, considerando la conformazione stessa del lavandino selezionato e il fatto che debbano riuscire a contenere agevolmente i tubi, nascondendoli dalla vista. Se si è scelto un lavabo da appoggio, la mensola su cui andrà montata l’intera struttura solitamente sarà di una misura che va dai 45 ai 55 centimetri; l’ideale sarebbe attestarsi sui 55 cm proprio per renderla più solida, sicura e quindi anche duratura nel tempo. Per quel che concerne invece l’altezza, andrebbe montato a 85 centimetri di distanza da terra, a prescindere quindi dalle dimensioni generali del mobile stesso. Altrimenti puoi optare per un mensolone sospeso con una larghezza di 90cm.
Con Doppio Lavabo
Se si ha la possibilità di installare un doppio lavabo, dovremmo tener presente che la misura standard è di 140 cm.
Funzionamento dell'Impianto Idraulico
Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, troverai tante informazioni utili e immagini che potrai utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto.
In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:
- adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio;
- scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc). La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
Impianto di Adduzione e Distribuzione
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.
In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.
È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Impianto di Scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato.
Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
- tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
L’impianto di scarico è costituito da:
- tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
- tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
- colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
- sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Schema Impianto Idraulico
Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.
Tabella riassuntiva delle altezze standard
| Elemento | Altezza Standard (cm) |
|---|---|
| Lavabo (bordo superiore) | 80-85 |
| Mobile sottolavabo | 40-60 (profondità) |
| Mensola lavabo da appoggio | 45-55 (profondità), 85 (altezza da terra) |
| Mobile bagno sospeso | Variabile (80-140 larghezza) |
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