Muffa Nera in Bagno: Cause e Rimedi Efficaci
La muffa in bagno è un problema comune in molte abitazioni, dove si combatte quotidianamente con questo fastidioso nemico per le pareti. Può capitare di notare delle macchie nere o verde scuro sulle pareti senza capire di cosa effettivamente si tratti.
È molto importante sapere che la presenza di queste macchie è provocata da un tipo di muffa molto particolare, la Stachybotrys chartarum, nota anche con il nome di muffa nera. Vediamo insieme da dove ha origine, quali effetti ha sull'organismo e sugli ambienti domestici, e come eliminarla definitivamente per evitare che diventi un problema.
Stachybotrys chartarum: i tratti distintivi della muffa nera
La muffa nera è un micromicete saprofita del genere Stachybotrys, della famiglia delle Stachybotryaceae, appartenente all'ordine delle Hypocreales. Nota come "invisible killer" o "silent killer", è una delle 10 muffe più temute al mondo, per la sua capacità di produrre micotossine potenzialmente nocive per gli esseri umani.
A livello microscopico, negli ambienti in cui è presente, è spesso ricoperta da altre famiglie di funghi, in particolare Aspergillus e Penicillium, un aspetto che la rende spesso difficilmente isolabile, in assenza di substrati di cellulosa, polimero di cui questo micromicete si nutre. A livello visivo, tuttavia, è immediatamente riconoscibile dal colore dei miceli spugnosi sulle pareti, che risultano di un colore nero catramoso, con sfumature talvolta verdi e marrone.
La muffa nera è ampiamente diffusa in tutto il mondo e, per sopravvivere, deve poter decomporre materie di origine vegetale e substrati di cellulosa. Per crescere, però, ha bisogno soprattutto di umidità e in particolare di una superficie che ne favorisca la proliferazione.
Perché si forma la muffa nera sui muri?
Come tutte le specie di muffa presenti in natura, la muffa nera sui muri si forma per effetto dell'umidità. Trattandosi di una specie igrofila, gli ambienti umidi sono i substrati su cui le spore hanno la capacità di prosperare: un aspetto che spiega le ragioni per cui su alcune aree si diffondono molto più facilmente.
Materiali ricchi di cellulosa, come legno, cartongesso, carta, tessuti, poliuretani, offrono ad esempio un substrato favorevole allo sviluppo della muffa nera in casa, anche se è stata spesso isolata anche su lastre di gesso e carta da parati. Tra le superfici più favorevoli al suo attecchimento, quelle particolarmente porose delle pareti, che, attirando e trattenendo l'umidità, creano le condizioni favorevoli alla sua proliferazione.
Il fenomeno della muffa nera ha origine dalle spore, particelle invisibili, deputate alla riproduzione, che fluttuano nell'aria e si depositano negli ambienti della casa. Le spore della muffa Stachybotrys chartarum possono ancorarsi ai tessuti, alla pelle, alle suppellettili, persino al pelo degli animali domestici, e restare quiescenti, finché non trovano superfici umide su cui proliferare.
In presenza di un substrato ospitale, le spore si riproducono velocemente, diffondendosi sulle superfici con una velocità di circa 2,5 cm al giorno. La progressione è così rapida che la muffa nera può colonizzare un ambiente anche in sole 48 ore, propagandosi su intere superfici anche nel giro di pochi giorni.
L'umidità è quindi il fattore che offre alla muffa nera un ambiente ideale per crescere e proliferare. Una delle cause principali della sua formazione è la condensa, che appare quando l'aria satura di vapore acqueo, a contatto con una superficie più fredda, dà luogo al fenomeno della condensazione.
Questo avviene perché il vapore acqueo, risalendo negli ambienti, incontra le pareti dell'edificio, le quali, essendo più fredde, fanno precipitare il vapore in condensa, creando uno strato che fa da catalizzatore al processo di moltiplicazione delle spore. Ma come si forma l'umidità in casa? Semplicemente aprendo il rubinetto dell'acqua calda, cucinando o, più banalmente, respirando: per questo è facile osservare la muffa nera in bagno, in cucina o in camera da letto.
Tuttavia, i problemi di umidità sulle pareti possono essere alimentati anche da molte altre problematiche, tra le quali:
- Difetti di costruzione;
- Ponti termici, causati dall'utilizzo di materiali con diverse conducibilità;
- Installazione di serramenti isolanti senza l'adozione delle giuste contromisure;
- Esposizione delle pareti a terreni umidi o agenti atmosferici;
- L'effetto di perdite o infiltrazioni di acqua dall'esterno.
Il risultato è che i materiali finiscono per impregnarsi irrimediabilmente, esponendo le pareti e le superfici domestiche al rischio di muffa nera.
Il problema della muffa in bagno colpisce moltissime abitazioni, dove ci si trova a combattere quotidianamente con questo fastidioso nemico per le pareti. La presenza di muffa può verificarsi in diversi ambienti di casa e non necessariamente sono in vecchi edifici. La muffa ha natura organica e fa parte della famiglia dei funghi, quindi per diffondersi richiede specifiche condizioni, connesse all’umidità e alla ventilazione dei locali. Riconoscerla e individuarla non è complicato, poiché decisamente visibile.
Il bagno, come la cucina ad esempio, è un ambiente molto particolare, in cui attività connesse all’uso di acqua calda favoriscono la formazione di condensa. In sostanza, l’acqua contenuta nell’aria aumenta di quantità, fino a condensare e a depositarsi sulle superfici, soprattutto se sono a una temperatura inferiore rispetto a quella dell’aria. Questa è una condizione che, più di tutto il resto, favorisce la formazione di muffa in bagno. Un altro rischio è connesso al grado di ventilazione dei locali, che se è insufficiente non permette la corretta circolazione dell’aria e la riduzione dell’umidità interna.
La muffa, infatti, può formarsi anche a causa dell’umidità di risalita o in presenza di un ponte termico, ossia di una differenza di temperatura tra due elementi che formano la struttura.
Tabella delle Cause dell'Umidità
| Tipo di Umidità | Descrizione |
|---|---|
| Umidità di risalita | L'acqua del terreno risale attraverso le murature. |
| Umidità igroscopica | Causata dai sali presenti nei materiali edili. |
| Umidità da condensa | Aria calda e umida che si deposita su superfici fredde. |
| Infiltrazione laterale interrata | Acqua che penetra nelle murature interrate. |
| Infiltrazione laterale fuori terra | Acqua che penetra nelle murature esterne. |
| Umidità con pressione da pendio o da falde | Pressione dell'acqua proveniente da pendii o falde acquifere. |
| Umidità da fattori elettrici, chimici/fisici | Causata da campi elettrici, reazioni chimiche o fenomeni fisici. |
| Umidità residua da lavori edili | Umidità presente nei materiali da costruzione dopo i lavori. |
Muffa nera tossica: i sintomi connessi all'esposizione
Da quando, nei primi dell'800, la muffa nera e le sue conseguenze sono state osservate per la prima volta, non si è mai smesso di valutarne gli effetti sulla salute degli individui. La letteratura su questo organismo oggi è particolarmente ampia e, oltre a sancire chiaramente che la muffa nera è tossica, fa luce sulle possibili conseguenze legate a una esposizione prolungata al ceppo fungino. Inoltre, spesso si parla anche di muffa nera cancerogena, associando alle tossine prodotte da questo fungo, quelle rilasciate dalle altre muffe che lo ricoprono.
Oggi l'evidenza sperimentale permette di confermare che l'esposizione in ambienti infestati da muffa nera può esacerbare i problemi respiratori nelle persone asmatiche e creare disturbi di varia natura in soggetti immunodepressi, fragili o affetti da malattie polmonari. I sintomi che causa sono diversi e possono variare da individuo a individuo, ma ce ne sono alcuni che si riscontrano più di frequente:
- Asma: se le spore della muffa nera entrano in contatto con più parti dell'organismo, come il naso, la gola, gli organi interni, i polmoni e i bronchi, possono causare diversi tipi di sintomi, tra i quali appunto l’asma o manifestazioni simili, come il respiro sibilante, la tosse o la dispnea;
- Bronchite: respirare frequentemente le particelle rilasciate dalla muffa nera può provocare danni significativi al sistema respiratorio, causando l’infiammazione delle mucose dei bronchi, cioè la bronchite;
- Mal di gola: l’inalazione delle spore di muffa nera va ad intaccare anche la gola, infiammandola;
- Polmonite: un’altra tipologia di infiammazione è quella degli alveoli polmonari che si riempiono di liquidi, impedendo così una sana respirazione;
- Irritazioni oculari ed eruzioni cutanee: oltre ad intaccare il sistema respiratorio, le spore della muffa nera possono generare arrossamenti, fastidi ed eritemi alla pelle e agli occhi;
- Stanchezza cronica, caduta dei capelli, abbassamento delle difese immunitarie: si tratta di disturbi che, in genere, tendono a manifestarsi anche dopo molto tempo.
Tra gli altri sintomi connessi all'esposizione alla muffa nera, vale poi la pena ricordare riniti, nausea, mal di stomaco, febbre, vomito, affaticamento, dolori muscolari e mal di testa.
Le cause dei disturbi associati alla muffa nera, in ogni caso, sembrerebbero ricondurre ai frammenti di molecole bioattive dei miceli, che, qualora inalati, possono penetrare nelle narici ed entrare nell'organismo. I ceppi del genere Stachybotrys chartarum producono infatti i cosiddetti conidi, delle spore unicellulari, normalmente diffuse nell'aria dei locali infestati, che presentano alte concentrazioni di metaboliti tossici e proprietà allergeniche per la pelle e le vie respiratorie.
In letteratura, gli effetti sulla salute della muffa nera sono stati sempre associati alla sindrome dell'edificio malato (SBS), in particolare in presenza di immobili soggetti a umidità. Proprio per questo, se hai notato episodi di umidità sui muri, mettiti in contatto con noi: ti aiuteremo a risolvere il problema alla radice e a liberarti dall'umidità in modo definitivo.
Salute e muffa in bagno non vanno d’accordo. Anche se non è del tutto corretto dire che la muffa è tossica, è vero che può compromettere il benessere delle persone ed essere dannosa per la salute. La muffa sulle pareti, infatti, rilascia spore microscopiche nell’aria, che possono essere inalate. Le conseguenze sono principalmente connesse all’apparato respiratorio e si aggravano quanto più è prolungata e intensa l’esposizione alla muffa. Alcune persone, poi, possono anche essere allergiche alle muffe, con importanti complicazioni. Alcune tipologie di questi microrganismi, infine, possono essere più pericolose di altre, soprattutto per le persone deboli o con difese immunitarie compromesse.
Muffa nera: come eliminarla
Essendo l'umidità la causa principale della formazione della muffa nera, un modo per prevenirne lo sviluppo incontrollato è sicuramente migliorare il ricircolo dell’aria nell'ambiente. Basta infatti un naturale ricambio dell’aria per limitare la percentuale di umidità presente nei locali della casa.
Per la pulizia dello Stachybotrys chartarum dalle pareti, si può tentare con dei rimedi naturali, come per esempio:
- Pulire le pareti interessate con dell’acqua in cui avrete sciolto del bicarbonato: il bicarbonato infatti, è un metodo molto utile ed efficace per eliminare o almeno diminuire la presenza degli aloni verdi scuri o neri sulle pareti dell'abitazione;
- Passare sui muri di casa un composto di acqua e aceto: l'aceto può disinfettare le pareti uccidendo, provvisoriamente, i possibili batteri che generano la muffa;
- Posizionare il sale grosso nelle stanze con più umidità: anche se hanno un effetto limitato, i cristalli di sale hanno la capacità di assorbire una certa quantità di umido, riducendo così la possibile formazione di muffe in locali piccoli e poco arieggiati.
Tra i rimedi naturali contro la muffa, vale la pena segnalare anche gli oli essenziali, soprattutto quelli estratti da piante con azione antimicotica, come il Thymus vulgaris o la Melaleuca alternifolia, che sembrerebbero avere una certa efficacia nel controllo della muffa. Tuttavia, non esistono ancora evidenze che possano confermare i risultati, senza considerare i costi e le attuali lacune sul loro ruolo nell'inasprimento della sindrome dell'edificio malato.
Ovviamente non esistono solo rimedi naturali: dopo aver scoperto la presenza della Stachybotrys chartarum e averla eliminata dalle pareti, è possibile utilizzare delle pitture antimuffa, le quali contengono una soluzione a base d’acqua, priva di ipoclorito di sodio o cloro, in grado di rimuovere definitivamente le spore della muffa e le macchie nero-verdi che compaiono sulle pareti interne o esterne dell’abitazione. Tuttavia, nel tempo tendono a perdere la loro efficacia, di conseguenza, devono essere riapplicate con una certa frequenza.
Un altro metodo per prevenire la presenza di muffa nera tossica è optare per la ventilazione automatica degli ambienti domestici. Questa tipologia di ventilazione permette un costante ricircolo dell’aria, volto a prevenire la possibile presenza di umidità eccessiva e la conseguente insorgenza di muffa sui muri.
In molti credono che la presenza della muffa in bagno si possa risolvere semplicemente pulendo e ridipingendo le pareti. In ogni caso, per eliminare la muffa in bagno è possibile procedere con l’utilizzo di appositi prodotti, ossia di detergenti che hanno lo scopo di rimuovere le macchie presenti e prevenirne anche la seguente formazione. Per molto tempo si sono utilizzate anche miscele di acqua e candeggina, ma non si tratta in ogni caso di un rimedio più sicuro dei detergenti antimuffa e antibatterici presenti in commercio.
Per pulire le pareti del bagno della muffa si possono considerare anche alcuni rimedi naturali, talvolta molto efficaci. Tra i rimedi naturali per la muffa ci sono sicuramente l’aceto bianco e il bicarbonato di sodio. Si tratta di sostanze sicure e innocue per le persone, che però hanno proprietà tali da favorire la rimozione della muffa e la pulizia delle pareti. Vanno diluiti con acqua e possono essere applicati sulle superfici da pulire anche solo grazie ad un panno inumidito.
Sia che si tratti di rimedi chimici, che di rimedi naturali, eliminare la muffa in bagno richiede molto più che una semplice pulizia della parete. Intervenire sulle strutture esistenti, evitando la formazione di umidità, attraverso interventi specifici per le pareti. Ne sono un esempio la creazione di una barriera meccanica per l’umidità di risalita, ossia elementi che impediscono all’umidità del terreno di risalire lungo la muratura. O ancora, una barriera chimica per combattere l’umidità nelle pareti. Solo a seguito di un intervento che ha lo scopo di eliminare le condizioni ideali per la formazione della muffa sulle pareti del bagno è possibile eliminarla mediante un’attenta pulizia.
Come prevenire la muffa in bagno
Ci sono degli accorgimenti che ti consiglio di adottare, che ti consentiranno di prevenire la formazione della muffa in bagno. Si tratta di piccole e buone pratiche comportamentale molto efficaci! Ricordati perciò di:
- Aerare frequentemente il bagno, soprattutto in presenza di vapore. Per cambiare l’aria bastano pochi minuti più volte al giorno. Se il bagno è privo di finestre ti consiglio di installare un dispositivo di ventilazione forzata.
- Dopo aver fatto la doccia lascia la porta chiusa e apri le finestre per qualche minuto, per far uscire all’esterno l’aria carica di umidità.
- Riscaldare il bagno: prima di fare la doccia o il bagno accendi lo scaldabagno per qualche minuto. Eviterai così lo shock termico tra il vapore caldo e le superfici fredde.
- Asciuga sempre le superfici bagnate.
- Chiudi sempre la tavoletta del WC prima di scaricare.
- Ripara eventuali perdite di acqua dalle tubature.
- Evita di usare pitture lavabili sulle pareti del bagno, non essendo traspiranti facilitano la formazione di condensa.
- Non lasciare in bagno panni sporchi, umidi e/o bagnati (cesta della biancheria sporca).
Questi piccoli accorgimenti possono fare molta differenza in bagno e, tutto sommato, non comportano grandi cambiamenti nella quotidianità!Il bagno, inoltre, è una zona dove igiene e pulizia giocano un ruolo fondamentale per combattere la muffa. La detersione accurata di piastrelle e pavimenti evita il ristagno di umidità e dona un ambiente piacevole e salubre.
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