Santa Maria al Bagno: Storia, Bellezza e Accoglienza nel Salento

Santa Maria al Bagno, situata nel cuore del Salento, in Puglia, è una località rinomata per la sua bellezza naturale e la qualità delle sue acque, insignita della prestigiosa Bandiera Blu. Questo incantevole borgo, frazione del comune di Nardò in provincia di Lecce, si affaccia sul Mar Ionio, tra Gallipoli e Santa Caterina, non lontano dal Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio.

Origini e Storia Antica

Conosciuta anticamente come Sancta Maria De Balneo, Santa Maria al Bagno è stata abitata fin dai tempi più remoti. Numerosi reperti archeologici di epoca preistorica testimoniano la sua storia, tra cui cuspidi di frecce, lamelle, cocci di ceramica e altri utensili rinvenuti nella vicina "Grotta del Fico". Gli studiosi concordano che inizialmente si sviluppò come un piccolo borgo di pescatori, abitato successivamente dai Messapi e dai Romani.

Numerose tombe scavate nella roccia, scoperte sulle alture appena fuori il centro abitato, risalgono al periodo messapico. Nel III secolo a.C., Nardò e il suo porto di Emporium Nauna (l’attuale S. Maria al Bagno) furono conquistati dai Romani.

Nel 272 a.C., Santa Maria al Bagno, come tutto il Salento, fu assorbita sotto il controllo dei Romani, che qui realizzarono il porto "Emporium Nauna" e le vasche per i bagni termali.

Proseguendo tra le pagine, Sanasi aggiunge analitici tasselli sulla storia romana di Nardò, un capitolo ancora da analizzare fino in fondo. L’antica Neretum, municipio romano secondo la storia scritta da Plinio, con la sua probabile “colonia” vicina al mare, l’emporium marittimo Nauna compare al centro di un articolato studio.

I tanti reperti ritrovati nel tempo a Santa Maria al Bagno fanno pensare che si possa identificare proprio in questa insenatura l’antico porticciolo romano della bella Neretum.

Medioevo ed Età Moderna

Nel XII secolo, Santa Maria al Bagno fu scelta come dimora dai Cavalieri Teutonici, che vi costruirono un'abbazia e un grande monastero. Nello stesso periodo, la località fu saccheggiata e distrutta dai pirati saraceni. Nel XV secolo, subì ulteriori saccheggi e distruzioni ad opera dei veneziani e degli africani.

Nel XVI secolo, Carlo V fece erigere la Torre del Fiume di Galatena, oggi nota come le Quattro Colonne, per difendere le sorgenti di acqua dolce presenti a Santa Maria, una risorsa essenziale per i pirati. Questa torre faceva parte di un più ampio programma di difesa delle coste.

Tra le figure che si sono occupate della storia di Nauna, spicca Pietro Pollidori, al quale è stato rimproverato di aver confezionato documenti falsi per dare prestigio al luogo. Pollidori esamina il testo dell'iscrizione linea per linea, commentandone ciascuna prima di passare alla successiva, con particolare interesse per le locuzioni EMPURII NAUNAE e EMPURII NAUNITANI.

Nel XIX secolo, Santa Maria al Bagno iniziò a rinascere, diventando una località balneare e di villeggiatura grazie all'opera di alcuni cittadini di Galatone. Sorsero eleganti residenze signorili utilizzate principalmente come case estive.

«A Santa Maria ci si reca non solo per il mare - scrive Pisacane ricostruendo quel tempo - ma anche per curare alcune malattie broncopolmonari, ma anche reumatismi e artrosi, con i cosiddetti bagni di sabbia».

Ecco gli anni dello stabilimento balneare dei Pisacane, del caffè ristorante Sammartino, della Speziera Luceri (e di tanti altre botteghe o ristori): fu il trionfo dei camerini in muratura per fare il bagno, delle prime signore in costume e del Circolo delle due Marine che vide pure l’arrivo della luce elettrica.

Presidio di Civiltà e Accoglienza: Il Campo Profughi

Tra il 1943 e il 1947, in piena Seconda Guerra Mondiale, Santa Maria al Bagno divenne un simbolo di accoglienza, ospitando oltre centomila ebrei scampati ai campi di sterminio nazisti, in transito verso il nascente Stato di Israele. Il borgo divenne sede di un campo profughi, prima per le popolazioni slave e poi per gli ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento, affidati alle cure dei soldati inglesi e americani.

In quegli anni, alcuni edifici furono convertiti per le nuove esigenze: una casa nella piazzetta divenne la Sinagoga, e nella masseria “Mondonuovo” fu realizzato il kibbutz “Elia”. Tra gli ospiti illustri figuravano anche Ben Gurion, Moshe Dayan, Dov Shilansky e Golda Meir. A testimonianza di quel periodo restano tre murales realizzati da alcuni deportati, tra cui Zivi Miller.

Era la notte di antivigilia del Natale del ’43 quando arrivarono i primi slavi, ebrei provenienti dalla Jugoslavia, e inizialmente non fu una convivenza facile, tra sgomberi e case occupate, con oltre duemila presenze sempre in crescita. Fino al ‘45 gli arrivi furono continui e tutta la zona con un grande campo profughi (con campi di addestramento e anche di calcio), vide la vita cambiare, mentre lentamente tornavano dal fronte i soldati salentini.

Dopo pochi giorni, riprese il via vai di camion e automezzi vari, che trasportavano profughi, questa volta tutti ebrei. Era stato organizzato bene, ed i profughi, appena arrivati, venivano presi in consegna dai soldati inglesi, comandati da mister Herman, che era l’assistente di mister J.Bond comandante del Campo. I nuovi arrivati sembravano molto diversi dai precedenti: nella maggior parte erano molto taciturni e tristi e spesso pensierosi e soli camminavano con gli occhi bassi. E non si riusciva ad immaginare il perché. Lo si sarebbe scoperto solo successivamente attraverso i loro racconti. Altra cosa che meraviglia molto era lo scarso numero di bambini e la quasi totale mancanza di vecchi e di famiglie complete.

Nel Campo tutto scorreva tranquillo, quando, il 14 dicembre del 1944, si verificò un fatto grave. Qualche notte prima erano state rubate da un deposito dell’UNRRA alcune centinaia di coperte. Intanto era stato predisposto l’elenco delle famiglie che dovevano sloggiare dal Campo: erano 146 per un totale di 733 persone.

I capifamiglia si incontrarono di nascosto e decisero di non accettare l’ordine di abbandonare le proprie abitazioni. Infatti scesero in piazza e davanti alla sede del comando alleato protestarono. Il comandante, anche dopo aver sentito le ragioni dei dimostranti, non mutò la sua decisione, anzi fece schierare i soldati con le armi puntate. Ci furono pure degli spari in aria per disperdere la gente.

Finalmente il 29 dicembre, quando ormai si disperava di trovare una soluzione, dopo un incontro tenutosi in Santa Maria al Bagno tra il comandantela Sub-Section N° 1 dell’A.C. Lt. Col. Oldfield, il capitano Fox ed il prefetto, sentito anche il vescovo che intanto aveva informato della situazionela Santa Sede, si comunicò al sindaco di Nardò che le famiglie stabilmente residenti potevano restare.

Nel 1947 il campo fu chiuso. Molti ebrei lasciarono con dispiacere i loro amici italiani.

Per l’ospitalità dimostrata, il 27 gennaio 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città di Nardò la Medaglia d’Oro al Merito Civile.

Santa Maria al Bagno Oggi

Oggi, Santa Maria al Bagno si presenta come un borgo elegante e suggestivo, con ville in stile liberty, basse scogliere, ricca vegetazione e un mare limpido e cristallino. La spiaggia, anche se piccola, è ben riparata dai venti, specialmente dalla tramontana, mentre il clima è caldo dall'inizio della primavera fino all'autunno inoltrato.

L'importanza dei ritrovamenti nella grotta di Uluzzo, catalogati nel Paleolitico Medio e Superiore, ha determinato la definizione di un periodo “uluzziano”, considerato una delle prime manifestazioni di arti figurative in Europa.

Cosa Vedere a Santa Maria al Bagno

  • Museo della Memoria e dell’Accoglienza: Inaugurato il 14 gennaio 2009, raccoglie materiale storico concernente il periodo dell'accoglienza agli ebrei, proveniente dall’archivio storico dell’APME e dal Comune di Nardò.
  • Le Quattro Colonne: La Torre del Fiume di Galatena, costruita nel XVI secolo, offre una vista panoramica spettacolare sulla costa circostante.

Attività a Santa Maria al Bagno

  1. Godersi le Spiagge: La spiaggia principale è perfetta per nuotare, prendere il sole e fare snorkeling.
  2. Passeggiare nel Centro Storico: Scoprire la cultura locale, fare shopping e rilassarsi nei caffè.
  3. Escursioni nel Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio: Sentieri escursionistici immersi nella natura.
  4. Attività Acquatiche: Snorkeling, immersioni e kayak nelle acque limpide.
  5. Escursioni in Barca: Esplorare le grotte marine e le baie nascoste lungo la costa.
  6. Gustare la Cucina Locale: Piatti a base di pesce fresco e specialità pugliesi.

Nardò: Ricchezza Architettonica e Monumentale

Nardò è una città dalle grandi ricchezze per quanto riguarda l’architettura, i monumenti storici e gli esemplari del barocco leccese. Il centro storico rivela una ricchezza ed una raffinatezza sorprendenti: palazzi gentilizi, chiese e cappelle, complessi conventuali, guglie, piccole corti raccontano di un fervore costruttivo strettamente legato alla presenza della sede vescovile e delle diverse famiglie del patriziato locale.

Il grave terremoto del 1743 rappresentò un duro colpo per la comunità: molti immobili urbani furono distrutti completamente o in parte e, quindi, ricostruiti ex novo o restaurati. L’abilità di mastri muratori e di scalpellini locali è riuscita a restituire l’antica armonia delle architetture, la leggerezza dei decori e l’eleganza della secolare cultura lapidea.

Da non perdere è il Museo della Memoria e dell’Accoglienza presso Santa Maria al Bagno, che raccoglie testimonianze dei tanti ebrei deportati, ospitati tra il 1943 e il 1947.

Punti di Interesse a Nardò

  • Piazza Salandra: Una delle piazze più scenografiche del Salento, dominata dall’obelisco con la statua dell’Immacolata e delimitata dal Sedile, Palazzo della Pretura, chiesa di San Trifone e Fontana del Toro.
  • Cattedrale Maria SS. Assunta: Fondata nell’alto Medioevo e ricostruita in epoca normanna, con opere di Francesco Solimena e un Crocifisso ligneo del XIII secolo.
  • Palazzo di Città: Eretto tra il XV e gli inizi del XVI secolo dai feudatari Acquaviva d’Aragona, con un particolare balcone sorretto da cariatidi.
  • Le Cenate: Area caratterizzata da ville e casini di villeggiatura, risalenti dal XVIII all’inizio del XX secolo.

La zona è facilmente raggiungibile a piedi dal centro del villaggio di Santa Maria al Bagno, e la spiaggia è frequentata sia dagli abitanti locali che dai turisti, soprattutto nei mesi estivi. Non ci sono orari specifici di apertura, ma è consigliabile visitare la zona durante le ore diurne per godere appieno della bellezza del luogo e delle viste panoramiche.

Santa Maria al Bagno offre bellezze naturali e una spiaggia premiata con la Bandiera Blu, ma anche una varietà di strutture e servizi che rendono ogni visita confortevole e piacevole. Dai ristoranti tipici ai moderni hotel, dalle attività acquatiche alle escursioni culturali, questa località ha tutto ciò che serve per una vacanza indimenticabile nel cuore del Salento.

Opzioni di Parcheggio

  • Parcheggi a Pagamento: Nel centro del paese, vicino alla piazzetta principale.
  • Parcheggi Gratuiti: Lungo le stradine circostanti, come via Emanuele Filiberto.

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