Forza Frenante negli Impianti Idraulici dei Camion: Un'Analisi Dettagliata

L’impianto frenante del camion è una componente fondamentale del veicolo poiché permette al conducente di percorrere le strade urbane ed extraurbane in sicurezza, sia a vuoto che a pieno carico. Perché ciò sia possibile, sono necessarie soluzioni tecnologiche avanzate e capaci di garantire la massima efficienza nelle diverse condizioni stradali. Il termine ha origine dal latino frenum, derivazione di frendere, ovvero l’azione di digrignare i denti da parte del cavallo, che veniva rallentato o fermato attraverso l’azione del morso e delle redini.

L'Importanza dell'Aderenza nel Sistema Frenante

L’elemento principale su cui oggi è focalizzato un sistema frenante per camion riguarda l’aderenza: motori sempre più potenti e performanti hanno infatti ben presto posto al centro dell’attenzione il tema della sicurezza. Lo sviluppo della tecnologia ha portato alla progettazione di soluzioni sempre più efficienti, in grado di agire in maniera efficace anche sui mezzi pesanti. Dai primi meccanismi in rame, che garantivano un maggiore attrito con le ruote, fino ai modelli composti da cotone, gomma o amianto.

Oggi, l’impianto frenante di un camion si configura come un complesso di meccanismi estremamente avanzato che lavorano in simbiosi e si integrano per consentire il rallentamento o l’arresto del veicolo, garantendo aderenza al manto stradale, stabilità e controllo a prescindere dal carico, dalla velocità di marcia e in base alla tipologia di terreno.

Tipologie di Impianti Frenanti

Esistono diverse tipologie di impianti frenanti, ognuna con specifiche caratteristiche e applicazioni:

  • Idraulici: Si tratta di sistemi diffusi tra le auto e i furgoni di massa inferiore alle 3,5 tonnellate. La forza frenante viene trasmessa utilizzando un fluido, solitamente un olio apposito.
  • Pneumatici: Sono i più diffusi sui mezzi pesanti. Il loro principio di funzionamento si basa sull'utilizzo dell’aria compressa: grazie a questo meccanismo, i freni pneumatici sono altamente affidabili e capaci di generare una forza considerevole, adatta ai veicoli di grande tonnellaggio. Una particolarità dei freni pneumatici è l'uso di un convertitore di forza nella fase finale, che garantisce un’azione ancora più efficace.

A differenza di auto e furgoni, nei camion con un peso superiore a 3,5 tonnellate si utilizza un sistema frenante pneumatico che funziona in modo inverso. In questi mezzi pesanti, una carenza di aria compressa nel sistema, attiva automaticamente i freni, garantendo sicurezza.

Evoluzione e Tipologie di Freni

L’evoluzione della tecnologia e la necessità di rispettare le recenti normative in materia di sicurezza stradale hanno portato i produttori di autocarri a installare meccanismi sempre più all’avanguardia.

  • A tamburo: Benché siano stati largamente sostituiti dai modelli a disco, la loro installazione nei mezzi pesanti rimane ancora una scelta affidabile.
  • A disco: Sono tra i più comuni freni per camion: la loro popolarità risiede nella capacità di dissipare rapidamente il calore, offrendo una decelerazione più immediata e uniforme.
  • Freno motore:
    • Retarder
    • Intarder
    • Aquatarder
    • Telma

Sistemi di Controllo Sofisticati

L'evoluzione della tecnologia frenante nei veicoli pesanti ha portato allo sviluppo di sistemi di controllo sofisticati, essenziali per garantire la massima sicurezza e efficienza in ogni condizione di guida. L'implementazione di queste tecnologie non solo migliora la capacità di risposta dei freni in situazioni critiche, ma consente anche una gestione più precisa e adattativa.

  • ABS (Anti-lock Braking System): Essenziali per garantire la sicurezza durante la guida del veicolo, questi meccanismi prevengono il bloccaggio delle ruote durante le decelerazioni improvvise.
  • EBS (Electronic Braking System): Rappresentano un'evoluzione dell'ABS. Integrano funzionalità elettroniche in grado di ottimizzare la distribuzione della forza frenante in funzione delle condizioni di carico e delle caratteristiche dell’autocarro.

In commercio sono disponibili dispositivi che permettono di evitare il tamponamento dei veicoli posizionati davanti all’autocarro: sono composti da una telecamera e da un radar che consentono di controllare continuamente la presenza di oggetti sul tratto stradale.

Componenti e Manutenzione dell'Impianto Frenante

I freni sono senz’altro una delle parti più importanti all’interno di un veicolo, in quanto sono i principali responsabili della sicurezza sulla strada. Le varie componenti dell’impianto frenante, sottoposte a costante attrito, si rovinano più facilmente. Alcune di queste componenti sono consumabili: dischi dei freni, ganasce, tamburi, pastiglie vanno sostituiti quando l’usura diventa importante. Ma come è composto un impianto frenante?

Il Sistema ABS: Funzionamento e Componenti

L'unità ABS è un sistema utilizzato nelle automobili dagli anni '70, dopo essere stato utilizzato per la prima volta in un'auto di Formula 1 negli anni '60. La commercializzazione del sistema è merito della Bosch. il sistema ABS sia un sistema di assistenza alla frenata che impedisce il bloccaggio delle ruote in caso di arresto improvviso su fondi scivolosi grazie alla presenza di sensori posizionati sulle singole ruote che “dialogano” con una centralina elettronica. Questa calcola la velocità di rotazione di ogni ruota e, nel caso in cui la centralina rilevi il bloccaggio di una o più ruote in frenata, interviene sulla pompa idraulica per diminuire la forza di frenata.

In una frenata improvvisa, quindi, l’automobilista dovrà soltanto preoccuparsi di premere il pedale del freno senza dover pensare all’eventuale bloccaggio delle ruote. Sarà la centralina dell’ABS a dosare correttamente la forza frenante evitando la perdita di direzionalità del mezzo. Quando l’ABS entrerà in funzione, si avvertirà una sorta di vibrazione nel pedale del freno. Come accennato, l'unità ABS fornisce un pompaggio verso la pinza, in modo che la ruota non possa bloccarsi. Questo è un processo molto veloce che si ripete decine di volte al secondo.

Il motore della pompa del sistema ABS garantisce il mantenimento della pressione sul sistema frenante. L'HCU sta per "Hydraulic Control Unit" o unità di controllo idraulica, viene chiamato anche blocco idraulico. L'HCU è un blocco di alluminio con varie valvole e canali. Quando interviene l'ABS, è importante alleviare la pressione che il sistema accumula frenando una ruota. Questo viene fatto tramite le valvole. Sulla base dei dati, ad esempio, dei sensori delle ruote e dei sensori di pressione, la centralina dell'ABS determina se l'ABS debba effettivamente intervenire.

ESP: Controllo della Stabilità

Oltre al sistema ABS convenzionale, sempre più unità utilizzano ESP, che sta per Electronic Stability Program. Mentre l'ABS assicura che le ruote non si blocchino durante la frenata, ESP assicura che l'auto vada effettivamente nella direzione desiderata dal guidatore. Quando l'auto minaccia di diventare sottosterzante o sovrasterzante, la funzionalità ESP frena una o più ruote, in modo che l'auto rimanga dritta sulla strada.

Dischi Freno e Pastiglie: Componenti Essenziali

Viene spesso trascurata, ma a conti fatti si tratta di un componente fondamentale nell’intero impianto frenante di un’automobile. Il disco, solidale alla ruota attraverso il mozzo o il semiasse, gira passando fra le due pastiglie alloggiate nella pinza, a una distanza di circa 0,2mm. L'energia posseduta dal veicolo in movimento, viene trasformata dall'attrito in calore, la cui quantità è tanto maggiore quanto più è pesante e veloce l'autovettura all'atto della frenata.

Oggetto di molta attenzione da parte degli appassionati di automobili poiché la frenata viene fortemente influenza dal potere di attrito delle pastiglie. Più sarà l’attrito, più il rumore aumenterà. Le ganasce sono costituite da un arco di acciaio sul quale viene fatto aderire per sinterizzazione o tramite rivetti il materiale d'attrito.

Usura dei Freni e Importanza della Manutenzione Professionale

Per quanto riguarda l’usura dei freni, di solito ha come conseguenza una risposta anomala del pedale, e la macchina potrebbe vibrare in fase di frenata. Affidarsi a professionisti ed esperti del settore, garantisce ulteriormente l'affidabilità della vostra auto. Priorità costante è fornire un servizio a 360° che unisca fornitura e installazione di parti pari all'orginale CERTIFICATE e OMOLOGATE, garantendo, per ogni intervento effettuato affidabilità e sicurezza ai propri clienti. I prodotti forniti e distribuiti vengono costantemente controllati e rigorosamente testati, mediante attrezzature moderne e in continuo aggiornamento, rispettando le caratteristiche e conformità, imposte dalle case costruttrici.

Direttiva Monti e Manutenzione Auto Fai da Te

Dal 2002 i veicoli in garanzia non sono più obbligati a sottostare all'obbligo di manutenzione ordinaria e straordinaria, presso la rete di assistenza ufficiale della casa venditrice.

La passione per le quattro ruote può spingere spesso molti automobilisti ad effettuare manutenzioni fai da te. Tuttavia, questa pratica è altamente sconsigliata per diversi motivi. Innanzitutto, se l’auto è nuova, il tagliando deve essere necessariamente affidata ad un’officina autorizzata, altrimenti correrete il rischio di invalidare la garanzia. Affidati agli specialisti del settore.

Componenti dei Freni Industriali

La pastiglia freno è composta principalmente da un materiale ad alta resistenza, come ad esempio la ceramica, la fibra di vetro o la grafite. Nei freni industriali poi non può mancare il cilindro. Si tratta di un dispositivo idraulico che ha il compito di trasformare la pressione esercitata sul pedale del freno o su un comando a distanza in pressione idraulica per le pastiglie freno. In un impianto frenante idraulico il fluido freni trasferisce la pressione generata dal cilindro alle pastiglie. Poi c’’è anche il freno motore, che sfrutta la compressione del motore per rallentare o frenare il macchinario.

Curiosità sul Sistema Frenante

Tutti gli appassionati di motori, la prima cosa che fanno quando vanno a vedere le caratteristiche di un’auto o una moto, sono le prestazioni, l’accelerazione, la velocità. In pochi pensano a quanto impiega un veicolo per fermarsi una volta raggiunta una data velocità. L’impianto frenante resta una delle componenti fondamentali per ogni veicolo, per la sicurezza di tutti gli occupanti.

Sia in campo auto che moto, per frenare un veicolo viene trasformata l’energia che questo ha accumulato prendendo velocità, in attrito e colore mediante l’azione dei freni rallentando di fatto il mezzo. Spesso nelle nostre anteprime dei gran premi mostriamo la potenza frenante con i dati forniti da Brembo, che in talune condizioni per frenare una vettura da F1 impiegano anche 3000cv, mentre per accelerare a 300Km/h da fermo necessitano meno di 1000cv.

Classificazione degli Impianti Frenanti

L’impianto frenante può essere classificato in:

  • Meccanico, usato agli albori dell’automobile
  • Idraulico, ancora oggi in uso
  • Aerodinamico che fa uso si appendici alari, usato dalle più recenti supercar ed ipercar
  • Elettrico, sempre più in voga per effetto della diffusione delle vetture ibride ed elettriche
  • Pneumatici, in uso su veicoli di una certa stazza come autobus e autocarri

Circuito Idraulico e Componenti Classiche

Partendo dalla descrizione di un circuito idraulico in questo sistema viene messo in pressione un liquido incomprimibile attraverso una pompa mediante l’azione del pilota sul comando a pedale. Oggi ci sono sistemi Wire Less in uso anche in F1 che usano il pedale come un interruttore o potenziometro non collegato meccanicamente al sistema.

L’impianto frenante classico è composto da un serbatoio per l’olio, una pompa di comando, tubazioni composte da elementi rigidi collegati attraverso elementi flessibili e raccordi a tamburi con ganasce, oppure dischi con pinze e pattini per l’azione frenante vera e propria. Secondo le norme di legge vigenti da molti anni ormai gli impianti frenanti hanno due circuiti separati che comandano le ruote di un automobile. In questo modo, che se dovesse esserci un’avaria, almeno due ruote incrociate sono ancora in condizioni di poter frenare il veicolo.

La pompa frenante mette in pressione il liquido stipato in un serbatoio di solito ben visibile e trasparente nel vano motore. Il liquido presente nel serbatoio fa parte di un circuito sigillato, di conseguenza se cala il suo livello, può dipendere solo dall’usura degli elementi frenanti che modificando la loro posizione in funzione dello stato facendo scendere il livello del liquido. Se questo scende sotto un livello minimo i casi sono due, o si è giunti al limite di usura degli elementi frenanti o c’è un problema di perdita da qualche parte nell’impianto.

Servofreno: Aumento della Forza Frenante

Per aumentare la forza frenante con un minore sforzo sul pedale da parte del conducente si usa un servofreno. Quello usato dalla maggioranza dei veicoli moderni è di tipo a depressione. Nel caso si tratti di un motore benzina o ciclo otto, il sistema utilizza la depressione fornita dal collettore di aspirazione, mentre per i motori diesel la depressione viene prodotta da una pompa di vuoto specifica.

In sostanza quando il conducente aziona il pedale, il servofreno utilizzando la depressione di uno dei due sistemi sopracitati, amplifica la potenza, che può arrivare anche la doppio della forza impressa sul pedale. Un tubo collega il servofreno al collettore o la pompa di vuoto, controllato da una valvola di non ritorno. Il servofreno viene collegato direttamente al pedale e su di esso viene anche montata la pompa.

Liquido Freni: Caratteristiche e Sostituzione

L’impianto frenante idraulico, si basa sulla premessa che deve sfruttare l’azione di pressione su un liquido incomprimibile. Questo è formato da una olio particolare che utilizza degli additivi antischiuma con determinate caratteristiche ben definite. Per evitare fenomeni di affaticamento soprattutto per un uso intenso dell’impianto si deve evitare che si formino bolle di vapore per effetto dell’aumento della temperatura del liquido, quindi deve avere un elevato punto di ebollizione almeno a 260°C, inoltre deve avere una viscosità tale da funzionare bene anche alle basse temperature, e non deve avere elementi chimici al suo interno che possono danneggiare tubazioni e guarnizioni dell’impianto, infine deve aver anche capacità lubrificanti per facilitare il movimento delle guarnizioni e dei cilindretti per gli elementi frenanti veri e propri. A prescindere dal livello, anche se questo rimane costante nel tempo, per preservare le sue caratteristiche principali è sempre consigliabile una sostituzione completa del liquido almeno ogni due anni.

Tubazioni e Affaticamento dell'Impianto

Il liquido dei freni passa attraverso delle tubazioni. Queste sono molto complesse, formate da elementi rigidi, collegate agli elementi finali flessibili. Questi ultimi sono fondamentali soprattutto per la questione dell’affaticamento. La pressione del liquido dei freni tende ad allargare la sezione flessibile del tubo, questo porta ad una riduzione della forza frenante. La cosa diventa ancora più evidente quando l’impianto è sotto sforzo nelle condizioni di affaticamento.

Questo fenomeno porta ad una riduzione della consistenza del pedale del freno, di dice che diventa spugnoso perdendo mordente, per evitare questa condizione si usano tubazioni particolari che resistono alla deformazioni per alte pressioni con il pedale del freno che rimane stabile e consistente senza perdere mordente sugli elementi finali come tamburi e dischi freno.

Impianti Frenanti nei Trattori Agricoli: Evoluzione e Sicurezza

La componentistica può oggi offrire numerosi dispositivi, dal ROPS fino ai sistemi ergonomici e ai sistemi di frenatura, per la sicurezza dell'operatore. Il trattore agricolo è un veicolo che, per il tipo di impiego e per le condizioni ambientali in cui opera, può risultare pericoloso essendo soggetto al ribaltamento e quindi allo schiacciamento dell’operatore.

Anche gli impianti frenanti sono decisivi nell’incremento della sicurezza attiva del trattore agricolo, ed hanno avuto nel tempo una evoluzione enorme. Si è infatti passati in pochi decenni da macchine molto lente, per le quali erano sufficienti dei freni a nastro presenti sul solo assale posteriore, a macchine che per ottenere l’omologazione a 30 km/h necessitavano in sostanza di installare nei semiassi posteriori dei potenti freni multidisco a bagno d’olio.

Gli azionamenti idraulici sono i più vantaggiosi anche perché permettono anche di ripartire in modo semplice la forza frenante sugli assali (quando sull’assale anteriore sono presenti dei freni). Oltre ai di freni di servizio, utilizzati durante la marcia, sui trattori vi è anche un freno di stazionamento (o di parcheggio) che si utilizza per la sosta in sicurezza del veicolo. Mentre i primi vengono comandati tramite un pedale, per quelli di stazionamento si utilizza di solito una leva manuale o un comando elettroidraulico (che sui trattori più evoluti si aziona automaticamente quando si arresta il motore). In entrambi i casi è opportuno effettuare scrupolosi controlli periodici.

Materiali d’Attrito e Freni Ausiliari per Rimorchi

Oggigiorno, dato che in alcuni paesi è già possibile omologare i trattori per velocità di 50, 60 e in alcuni casi 65 km/h, è stato necessario anche introdurre nell’ambito dei trattori agricoli dei sistemi frenanti simili a quelli dei camion, ovvero freni esterni raffreddati quindi dall’aria, ma generosamente dimensionati e talvolta provvisti anche di ABS. Alcuni trattori sono oggi dotati anche del cosiddetto “freno motore”, un dispositivo presente da molto tempo sugli autocarri, e che permette di rallentare senza intervenire sui pedali dei freni di servizio.

La necessità di trainare rimorchi ed attrezzature caratterizzati da masse sempre maggiori ha portato i costruttori a realizzare impianti di frenatura ausiliaria per il rimorchio sia di tipo pneumatico sia di tipo idraulico. Gli impianti misti di tipo automatico-pneumatico sono prodotti generalmente da ditte specializzate e funzionano con pressioni massime nell’ordine dei 7-8 bar. Per i trattori sono anche disponibili impianti di frenatura dei rimorchi che sfruttano la pressione dell’olio del circuito idraulico di frenatura del trattore. Questi impianti prevedono un’apposita presa che fornisce olio a una pressione di circa 150 bar e assicura un’azione frenante proporzionale alla spinta esercitata dal conducente sui pedali dei freni.

E’ comunque il settore relativo all’elettronica di bordo, che ha fatto le sue prime timide apparizioni negli anni ’80, quello che ha mostrato negli ultimi anni l’evoluzione più marcata.

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