Diarrea: Cause, Sintomi e Rimedi

Avere la diarrea significa emettere in abbondanza feci molto morbide o acquose più volte al giorno e comunque con maggiore frequenza rispetto alla norma. A tutti può capitare di avere episodi occasionali di diarrea, in genere non preoccupanti. Quando si parla di diarrea si fa riferimento ad un’evacuazione anomala di feci, che si presentano in volume maggiore, più fluide e con una frequenza maggiore.

Solitamente questa condizione dura pochi giorni e si presenta insieme a crampi e dolori addominali; talvolta, però, possono presentarsi anche febbre e vomito. Se il disturbo va avanti per più di qualche giorno, diventa fondamentale richiedere un consulto medico, in quanto potrebbe nascondere condizioni mediche più gravi.

Tra le varie tipologie di diarrea, poi, se ne distingue una particolare, detta diarrea del viaggiatore: si tratta di una sindrome caratterizzata da scariche di feci liquide di intensità variabile, che colpisce le persone in viaggio all’estero, in particolare in Paesi dove le condizioni igieniche e sanitarie sono carenti. Generalmente la sintomatologia dura due o tre giorni, ma in alcuni casi può arrivare a 7-10 giorni.

Sintomi della Diarrea

Il principale sintomo della diarrea sono le feci molli o acquose. La diarrea può causare dolore, prurito o sensazione di bruciore all’ano.

Cause della Diarrea

Le cause della diarrea possono essere molteplici. La causa più comune di diarrea, sia negli adulti sia nei bambini, è la gastroenterite, ovvero un’infezione intestinale e dello stomaco che può essere determinata da un ampio spettro di agenti infettivi (virus, batteri e parassiti). La gastroenterite causa una diarrea acuta a cui di solito si associano altri sintomi caratteristici come nausea, vomito, gonfiore e dolore addominale, e talvolta febbre.

  • Infezioni e contaminazione del cibo: come per la gastroenterite, gli agenti patogeni come virus, batteri e parassiti, se arrivano a contaminare alimenti e bevande, possono causare infezioni che provocano la diarrea.
  • Farmaci: uno degli effetti più comuni dei medicinali è proprio la diarrea.
  • Alimenti che disturbano il sistema digestivo: alcune persone hanno difficoltà a digerire determinati alimenti e, una delle conseguenze di questa difficoltà digestiva, è la diarrea.
  • Malattie che colpiscono l’intestino: esistono numerose condizioni che provocano irritazione e infiammazione dell’intestino e che, di conseguenza, possono provocare diarrea.

Talvolta alcune patologie possono provocare un aumento della cosiddetta peristalsi, le normali contrazioni del tubo intestinale che servono a spingere il cibo verso la parte di intestino chiamata cieco.

Tipologie di diarrea:

  • Diarrea acuta, se persiste ogni giorno ma per meno di 2 settimane.
  • Diarrea cronica, se è persistente ogni giorno per anche un mese o più.
  • Diarrea ricorrente se ci sono molti episodi vicini, ma con andamento ciclico.
  • Diarrea del Viaggiatore.

Esiste un particolare tipo di diarrea cronica, nota ai più come diarrea cronica paradossa, favorita da un fecaloma.

Diarrea dopo aver mangiato:

Alcuni di noi hanno sgradevoli attacchi di dissenteria dopo i pasti. Il riflesso gastro-colico è un riflesso della contrazione della muscolatura liscia del colon in seguito al riempimento dello stomaco dopo un pasto. In parole povere, attraverso tale meccanismo il nostro intestino riceve l’informazione ad accogliere e digerire nuovi alimenti. Il semplice atto di mangiare mette in azione questo riflesso, così come alcuni alimenti.

FODMAP e Diarrea

I cibi Fodmap sono una categoria di alimenti che contengono carboidrati fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Sono tutti glucidi o zuccheri accomunati dalla tendenza a fermentare nell’intestino. L'acronimo Fodmap sta per:

  • Fermentable: questi carboidrati sono facilmente fermentati dai batteri presenti nel colon, producendo gas come sottoprodotto, cosa che può causare gonfiore e disturbi intestinali.
  • Oligosaccaridi: questo gruppo include fruttani e galattani. Gli alimenti ricchi di fruttani includono alcuni tipi di grano, cipolle e aglio. I galattani sono presenti nei legumi come i fagioli e le lenticchie.
  • Disaccaridi: carboidrati costituiti dall’unione di due zuccheri semplici o monosaccaridi. Un disaccaride molto comune è il lattosio, il principale zucchero presente nel latte e nei latticini. L'eccesso di fruttosio può causare problemi a coloro che hanno uno scarso assorbimento di fruttosio.
  • Polioli: questo gruppo include zuccheri alcolici come il sorbitolo, il mannitolo, il xilitolo e l'isomalto. Sono spesso utilizzati come dolcificanti artificiali e sono naturalmente presenti in frutta e verdura.

Le persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS - Irritable Bowel Syndrome) o in altre condizioni gastrointestinali critiche, come il morbo di Chron e la colite ulcerosa, spesso reagiscono negativamente ai cibi Fodmap, con sintomi come diarrea improvvisa, ma anche gonfiore, dolore addominale o costipazione. In alcuni casi, una dieta a basso contenuto di FODMAP può aiutare a ridurre questi sintomi. Tuttavia, è importante sottolineare che la dieta a basso contenuto di Fodmap dovrebbe essere seguita sotto la supervisione di un medico, come un dietista, perché può essere complessa da seguire e potrebbe comportare carenze nutrizionali se seguita in modo improprio.

Nella sindrome dell'intestino irritabile per esempio si ha dolore addominale nei pressi della defecazione, con cambiamenti sia nella frequenza che nella consistenza delle stesse delle feci, o in entrambi.

Rimedi e Trattamenti

La diarrea acuta spesso si risolve nell’arco di alcuni giorni, senza bisogno di una terapia specifica o particolari cure. Per trattare gli episodi di diarrea acuta ed evitare complicanze, senza fare ricorso ai farmaci è possibile adottare alcuni accorgimenti in merito allo stile di vita.

  • Idratarsi bene: per la prevenzione della disidratazione è bene bere molti liquidi. Vanno bene acqua, brodi, succhi di frutta, bevande sportive, bibite senza caffeina e tisane.
  • Utilizzare soluzioni orali reidratanti: in alcuni casi, per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi, può essere utile l’assunzione di soluzioni reidratanti orali. Gli integratori reidratanti sono delle polveri in bustina da sciogliere in acqua, ricche in sali minerali e glucosio, in proporzioni specifiche.
  • Scegliere cibi in grado di rassodare le feci: è preferibile optare per alimenti a basso contenuto di fibre, in quanto questi hanno la capacità di rendere le feci più solide.
  • Evitare alcol e caffeina: alimenti e bevande contenenti caffeina possono avere effetti lassativi sull’organismo; quindi, è preferibile evitarli per non aggravare la diarrea.
  • Evitare alimenti e bevande che provocano gas: in caso di diarrea è bene rinunciare temporaneamente ad alcuni alimenti e bevande che possono provocare gonfiore e crampi allo stomaco.

Rimedi Farmacologici

  • Antibiotici o antiparassitari: farmaci che uccidono i batteri o parassiti responsabili dell’infezione intestinale. La cura con gli antibiotici va riservata ai casi in cui la diarrea abbia origine da infezioni batteriche e deve essere comunque valutata e prescritta dal medico.
  • Farmaci antidiarroici: in alcuni casi, se la diarrea non accenna a migliorare, possono essere utili in quanto agiscono rallentando i movimenti dell’intestino per favorire un maggior assorbimento dell’acqua contenuta nelle feci, oppure riducendo la quantità di acqua prodotta dall’intestino tenue. In questo modo le feci risultano più solide e gli attacchi di diarrea meno frequenti.

Per ridurre le scariche esistono dei farmaci antidiarroici basati sulla molecola loperamide, che rallenta i movimenti dell’intestino, migliorando l’assorbimento dell’acqua e bloccando la diarrea. È bene tuttavia non assumerli se non strettamente necessario, e soprattutto se si assumono altri farmaci.

Alimentazione consigliata in caso di diarrea:

  • Tra i vegetali privilegiare carote, fagiolini, funghi, patate, zucca, asparagi, zucchine e barbabietole, avendo cura di rimuovere semi e bucce e di cuocerli prima di consumarli.
  • È bene prediligere alimenti leggeri e facilmente digeribili e ricchi di acqua come brodi, patate bollite, yogurt con fermenti lattici vivi.

Rimedi per la Diarrea del Viaggiatore:

La maggior parte degli episodi di diarrea sono autolimitanti con guarigione in pochi giorni, mantenendosi ben idratati. Sempre su consiglio del proprio medico può essere utile assumere probiotici per ripristinare la flora intestinale.

Come arginare la dissenteria dopo i pasti?

  1. Assunzione di probiotici e fermenti lattici. I probiotici e i fermenti lattici esercitano un’azione regolatrice della microflora intestinale, contrastando i patogeni, rafforzando la barriera intestinale e agendo sul sistema immunitario.
  2. Assumere liquidi a temperatura ambiente.

Prevenzione della Diarrea

Non è sempre possibile prevenire la diarrea, ma è possibile adottare alcuni comportamenti volti a ridurre il rischio e la probabilità di infezioni o contaminazioni alimentari, che possono provocarla.

  • Praticare una buona igiene: lavare accuratamente le mani con acqua e sapone dopo aver utilizzato il bagno o preparato e mangiato il cibo.
  • Conservare correttamente gli alimenti: prestare attenzione alla corretta temperatura di conservazione e/o cottura degli alimenti è fondamentare.
  • Fare attenzione a cosa si beve e si mangia durante i viaggi: come anticipato, quando si è in viaggio è preferibile evitare l’acqua del rubinetto (sia per bene che per lavarsi i denti) e le bevande servite con i cubetti di ghiaccio. Vanno sempre preferite bibite in bottiglia, sigillate, o liquidi che siano stati bolliti (caffè o tè).

Quando Consultare un Medico

Nei casi più gravi di diarrea, invece, può rendersi necessaria la valutazione di uno specialista in gastroenterologia. Se la diarrea non migliora o scompare entro pochi giorni è consigliabile richiedere un consulto medico. Quando la diarrea non è un episodio passeggero, ma al contrario tende a ripresentarsi periodicamente o a essere persistente, è probabile che sia dovuta a disturbi funzionali od organici dell’intestino, in questo caso è necessario fare riferimento al medico di medicina generale o allo specialista gastroenterologo, al fine di avere una diagnosi corretta e intervenire appropriatamente.

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