Opera Architettonica e Idraulica: Esempi Significativi

Le Giornate FAI di Primavera offrono l'opportunità di scoprire esempi notevoli di architettura e ingegneria idraulica.

Esempi di opere architettoniche e idrauliche

Ecco alcuni esempi significativi:

  • L’Incile del Fucino: Racconta la storia del prosciugamento del Lago Fucino, voluto dall'Imperatore Claudio. È ancora oggi una delle più importanti opere idrauliche al mondo, al pari del canale di Suez e di quello di Panama. L’Incile è il punto di ingresso dell'acqua del lago ed è un insieme di cunicoli sotterranei ad altezza d'uomo, che seguono l'andamento della falda acquifera. All'interno dei cunicoli sono presenti le vasche di accumulo e di decantazione del calcare, mentre all'esterno è visibile sistema di aerazione, grazie al quale le acque vengono convogliate verso la monumentale fontana esterna. È stato segnalato dai cittadini nel primo censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”.
  • Cascina Mulino Grande: Le origini della cascina Mulino Grande sono riconducibili al XV secolo.
  • Struttura difensiva: Risale agli inizi del XVII secolo ed è stata realizzata dalla Repubblica di Genova. È un importante esempio di struttura difensiva, situata in prossimità della costa, su uno sperone roccioso.
  • Fortificazione dello Stretto di Messina: Fa parte del sistema difensivo dello Stretto di Messina, realizzato dallo Stato Maggiore dell'Esercito tra il 1884 e il 1914. È la fortificazione più importante della zona per dimensioni, caratteristiche architettoniche e funzioni.
  • Museo Amarelli: Nell'atmosfera della residenza quattrocentesca della famiglia Amarelli, viene raccontata la storia della lavorazione della liquirizia, pianta spontanea presente in molte aree ioniche, iniziata nel 1731, anno in cui per la prima volta si estrasse il succo dalle radici. Al Museo è annesso l'Archivio Amarelli, riconosciuto dal MiBACT nel 2012 di importante interesse storico. Nel 2001 ha vinto il premio Guggenheim "Impresa e Cultura".
  • Opera dell'ingegnere architetto Giuseppe Momo: L’edificio si è salvato dalle distruzioni della seconda guerra mondiale ed è ancora un esempio di architettura industriale.

L'Antichità e l'Idraulica Romana

L'Antichità costituì il periodo aureo dell'evoluzione tecnica dell'i., in particolare per quanto concerne la distribuzione di acqua potabile alle popolazioni del bacino del Mediterraneo e dell'Europa occidentale e centrale. Questo alto grado di tecnologia non riguardò solo le città o i siti militari fortificati dell'Impero romano, bensì anche gli insediamenti isolati, come i prestigiosi complessi rurali (villae rusticae) situati nelle tenute di ricchi possidenti.

La tecnologia romana si diffuse con facilità, anche perché i Romani desideravano non rinunciare nelle terre conquistate al lusso al quale erano abituati in patria, nonché esibire la propria maestria tecnica per impressionare le popolazioni sottomesse. In epoca romana la disponibilità d'acqua per l'approvvigionamento delle popolazioni urbane o delle proprietà terriere era tale che si può parlare effettivamente di una sorta di lusso idrico e, in senso odierno, persino di sperpero d'acqua.

Tuttavia, considerando la portata degli antichi impianti idraulici, va sempre tenuto presente che l'immensa quantità d'acqua utilizzata (per es. a Colonia, l'antica Colonia Ara Claudia Agrippinensium, il consumo di acqua era di 20.000 m3 al giorno) non serviva solo come acqua potabile, ma riforniva anche terme e latrine e serviva per la pulizia di strade e canali.

Decadenza e Sopravvivenza della Tecnica Idraulica

Con il processo di decadenza della cultura romana nelle province e nella stessa Italia, compiutosi nel sec. 5°, si verificò anche il decadimento di quasi tutte le conquiste tecniche: le strade, i ponti, le monumentali opere architettoniche e i grandiosi acquedotti dell'Antichità andarono in rovina in molti luoghi e la stessa Roma non fu indenne da tale processo.

La sopravvivenza della tecnica antica, tuttavia, insieme a un evidente progresso delle conoscenze di i. in edifici di nuova costruzione, si manifestò nell'impero bizantino e nelle regioni che subirono l'influsso degli Arabi, dove è ravvisabile un più alto livello di interesse per la tecnologia. A tale proposito va posta una questione chiave: se nel Medioevo si fossero o meno conservate le cognizioni tecniche dell'Antichità o se invece si fosse verificata una netta frattura, seguita solo in un secondo momento da un rinnovato processo evolutivo equiparabile, per così dire, a una nuova invenzione.

Tecnica Idraulica Medievale

Per quanto riguarda il livello ingegneristico standard nell'i., i risultati degli studi più recenti permettono di constatare per tutte le regioni appartenute all'Impero romano la sopravvivenza delle cognizioni tecniche dell'Antichità; è comunque evidente che nell'Alto Medioevo la capacità di rifornimento degli impianti di approvvigionamento idrico si ridusse drasticamente ovunque e risulta difficile menzionare casi di rifornimento generale della popolazione, assicurato da acquedotti di elevato livello costruttivo; infatti anche dove le antiche condotte poterono essere tenute in funzione, la loro portata si ridusse di molto e poté soddisfare solamente un fabbisogno più limitato e orientato a nuovi scopi: le comunità tornarono infatti a rifornirsi individualmente e sia in città sia in campagna il pozzo sostituì le fontane ad acqua corrente.

Bisanzio e le regioni arabe, compresa la Spagna, costituirono dapprima un'eccezione; i Bizantini infatti ampliarono gli antichi impianti idraulici e li completarono con nuovi interventi costruttivi - le grandi cisterne di Costantinopoli testimoniano ancora oggi tali imprese - e gli Arabi applicarono le proprie peculiari, antiche cognizioni: le tecniche per la costruzione di imponenti qanāt o foggara, condutture sotterranee per la captazione dell'acqua, vennero riprese, come già avevano fatto in precedenza i Romani, da modelli dell'antico Iran. La tecnica dell'adduzione dell'acqua per le fontane a getto dei palazzi dei sovrani, dopo che già i Romani avevano realizzato opere straordinarie, giunse nuovamente in Europa con la conquista della Spagna da parte degli Arabi. Anche le città della Reconquista mostrano a volte opere desunte dalle conoscenze tecniche di costruttori arabi: per es. Morella (Valencia) disponeva di un acquedotto realizzato nel sec. 13°, la costruzione del quale sarebbe stata impensabile senza l'influsso arabo.

Nel resto d'Europa tuttavia, sebbene fosse possibile ancora basarsi sulle nozioni di i. ereditate dall'Antichità, gli sviluppi furono più esitanti. La fornitura dell'acqua ai complessi battisteriali di epoca paleocristiana e altomedievale offre importanti e finora poco considerate possibilità di osservazione sulla storia dell'i., ma a un attento esame si riscontra come e per quali difficoltose vie le cognizioni tecniche in questo campo fossero sopravvissute.

Se nella tecnica idraulica romana si può riscontrare continuamente, accanto al pragmatismo degli antichi ingegneri, anche la volontà di ostentare una monumentalità architettonica, per quanto riguarda l'epoca medievale è evidente quanto poco contasse l'aspetto architettonico delle opere di ingegneria. Forse si deve proprio a tale modestia delle strutture costruttive di interesse tecnico la scarsità di conoscenze che per lungo tempo ha caratterizzato questo settore di ricerca. Inoltre bisogna considerare che l'i. medievale sembra essere di tipo particolare; appare peraltro assolutamente sorprendente che nell'Alto Medioevo un'evoluta tecnica idraulica fosse trascurata nella sua utilizzazione per le esigenze di vita pratica, ma che venisse per contro impiegata in più luoghi a scopi cultuali.

Le condutture idriche di cui erano provvisti molti battisteri paleocristiani dovettero rappresentare per un lungo periodo, compreso tra il sec. 4° e il 10°, uno straordinario tramite per la trasmissione di conoscenze tecniche di idraulica. In Francia, nei pressi della cattedrale di Saint-Jean a Lione, si conservano alcune strutture appartenenti al battistero di Saint-Etienne, eretto nel sec. 4° e utilizzato fino all'8°, che costituiva il centro del complesso episcopale. Il rifornimento idrico del battistero lionese, probabilmente il più antico al di fuori dell'Italia, avveniva tramite due tubature di piombo e, dal punto di vista tecnico, presenta le medesime caratteristiche degli antichi sistemi di adduzione.

Anche il battistero di Saint-Jean a Poitiers, datato al sec. 4°, può essere considerato una delle più antiche architetture di questo tipo in Francia. Le indagini archeologiche effettuate negli anni 1958-1960 nel vano battisteriale hanno fornito nuove conoscenze importanti per la storia dell'idraulica.

Esempi di continuità e ripristino di antichi impianti

Oltre a questi esempi della continuità o del ripristino di antichi impianti di rifornimento idrico nell'ambito dell'edilizia sacra, anche in ambito profano si trovano casi di strutture antiche ancora usate in epoca medievale o realizzate ex novo nell'Alto Medioevo secondo la tecnica romana. A Ravenna nel 500 ca. l'intervento di riparazione su un tratto di un'antica conduttura in piombo (Ravenna, Mus. Naz.) è testimoniato dall'iscrizione voluta da Teodorico (493-526): "D(omi)n(us) rex Theodericus civitati reddidit".

L'acquedotto in pietra realizzato per il palazzo dell'imperatore Carlo Magno (768-814) a Ingelheim (Renania-Palatinato) corrisponde esattamente ai modelli antichi, tanto da essere ritenuto per lungo tempo un'opera romana; in realtà si tratta di un canale in pietra eretto nell'800 ca. con tecniche edilizie antiche, probabilmente importate nelle regioni dell'impero carolingio da maestri costruttori provenienti dall'Italia.

Protezione dalle Inondazioni e Ristrutturazione di Opere Idrauliche

Con l’aggravarsi del cambiamento climatico, gli eventi meteorologici estremi come le forti piogge sono in costante aumento. Anche l'espressione alluvioni del secolo viene smentita ormai in quanto questi avvenimenti si ripetono ogni anno. Per questo motivo è ancora più importante, oltre all'obbligatoria tutela del clima, disporre di una protezione tecnica contro le inondazioni dalle alte prestazioni. In particolare le zone di montagna sono più a rischio, in quanto le forti piogge possono rapidamente diventare pericolose per la vita se superano la capacità dei sistemi di protezione dalle inondazioni.

Nell'Oberland bernese è attualmente in preparazione la ristrutturazione di un'opera idraulica a Louweligräbeli. Si tratta di migliorare sia la protezione dalle inondazioni che le funzioni ecologiche del torrente. Lo studio di ingegneria David Baumann si assume questo compito - con ALLPLAN Civil.

Serbatoi Idrici Sopraelevati: Icone del Paesaggio

Questa Tesi nasce come tentativo di esplorare, e per quanto possibile approfondire, un tema ad oggi ancora poco esaminato ma, non per questo, meno affascinante e ricco di spunti di ricerca: lo studio dei serbatoi idrici sopraelevati, con particolare attenzione al ruolo di icona e di landmark che questi apportano al paesaggio, con un particolare approfondimento relativo al lavoro svolto da Pier Luigi Nervi per il Servizio Costruzioni e Impianti Fiat di Mirafiori a Torino.

L'analisi delle molteplici realizzazioni descritte rileva una vasta gamma di profili per tali tipologie di serbatoi; forme che vengono adottate sia in funzione della capacità di accumulo, sia in base a considerazioni strutturali ed estetiche. Data la particolare imponenza ed altezza di tali opere, le quali risultano particolarmente visibili anche ad una certa distanza, ed in considerazione del fatto che vengono solitamente ubicate in prossimità dei centri abitati per un loro più funzionale utilizzo, viene posto in primo piano il rapporto con l'ambiente circostante. Tale rapporto deve essere attentamente considerato già a partire dalle prime fasi progettuali, al fine di creare delle forme che si inseriscano coerentemente ed in maniera armonica nel paesaggio.

I serbatoi, come i grandi sili di stoccaggio e le torri di raffreddamento, sono entrati a far parte del contesto dei grandi edifici industriali ed hanno raggiunto un ruolo, per la loro importanza formale e funzionale, oramai autonomo nel vasto panorama dell'architettura moderna, tanto da poter essere valorizzati come patrimonio di archeologia industriale attraverso un loro restauro e riqualificazione, come nel caso della torre dell'acqua di Jaegerborg, all'interno della quale hanno trovato posto ben quaranta alloggi per studenti universitari.

Il Serbatoio Pensile della Fiat di Pier Luigi Nervi

Il caso studio specifico, affrontato nella Tesi, è un manufatto dalle peculiari caratteristiche tecnologiche e formali, progettato e costruito da una delle più importanti figure dell'ingegneria italiana dello scorso secolo, ovvero Pier Luigi Nervi, con la sua impresa di costruzioni, la Nervi e Bartoli.

Il serbatoio pensile della Fiat da 2000 me di capacità, realizzato dal 1961 al 1963, diventa un caso di studio emblematico, se collocato nell'ambito di studio di analisi di tutto uno stabilimento industriale, quello di Mirafiori, composto da altre strutture rilevanti dal punto di vista tecnico-architettonico, progettate dallo stesso Nervi, come il Nuovo Ampliamento Nord e l'Ampliamento Officine Principali, realizzati durante la metà degli anni cinquanta, le cui vicende sono state esplorate all'interno del Capitolo III. Rispetto agli altri edifici industriali circostanti, tali strutture si caratterizzano per le particolari soluzioni costruttive adottate e l'arditezza stessa appartenente alla costruzione, parametri costantemente alla base della ricca produzione nerviana.

Archivi e Documentazione Storica

La presente indagine nasce da un'interessante esperienza di tirocinio svolta da giugno a dicembre 2011, presso l'Archivio Maire Tecnimont, con sede amministrativa a Milano, a capo di un Gruppo leader nell'Engineering & Main Contracting, attivo sul mercato nazionale ed internazionale nei settori: 0/7, Gas & Petrolchimico, Energia, Infrastrutture ed Ingegneria Civile e Costruzioni.

Le Carte d'Archivio come Fonte Storica

Le ricerche di carattere storico che formano la colonna vertebrale di tutta la Tesi sono state condotte attraverso l'analisi dei documenti consultati e conservati presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma e il MAXXI di Roma. Le carte consultate non rappresentano solo una fonte di un innegabile valore storico e documentario relativa alla figura di Pier Luigi Nervi, ma sono state sicuramente un elemento essenziale al fine di ricostruire l'iter progettuale che ha accompagnato i diversi progetti dei serbatoi interrati e sopraelevati, realizzati dagli anni trenta agli anni settanta, che hanno interessato tutta la carriera dell'ingegnere valtellinese, esplorati all'interno del Capitolo Il di questo lavoro.

L'Approccio di Pier Luigi Nervi

Come chiaramente esplicitato nel Capitolo III, attraverso ardite soluzioni sia strutturali che formali e la completa padronanza del cemento armato, Nervi riesce a conferire alla struttura più semplice un grande effetto estetico, nonché di grande interesse per la società. L'approccio che egli utilizza è quello di riconoscere all'architettura la propria funzione comunicativa, attribuendo alla forma stessa il valore aggiunto di segni comunicativi anche ad un pubblico di non addetti ai lavori, al fine di poter essere simbolicamente riconosciuti.

Domenico Aleotti detto l'Argenta

Poco si conosce del periodo giovanile di Aleotti. La leggenda vuole che abbia iniziato la sua carriera come semplice muratore, ma è poi smentita dalle biografie più accurate e dalla sua vasta formazione culturale e professionale. Ancora giovanissimo Aleotti entra al servizio di Alfonso II d’Este come apprendista architetto e perito agrimensore, sotto la direzione del marchese Cornelio Bentivoglio, commissario generale del duca. Nonostante sia a pieno titolo divenuto ferrarese, per tutta la vita gli rimane appioppato il soprannome l’Argenta, che viene coniato dallo stesso duca.

Carriera e Incarichi

  • Architetto camerale dal 1598 al 1636
  • Architetto comunale dal 1598 al 1635

Il Trattato d'Idraulica di Aleotti

Nel corso della sua lunga vita Aleotti lavora ad un trattato d’idraulica con il titolo iniziale Architettura idraulica, poi modificato in Idrologia, overo scienza et arte dell’acque. Esso costituisce la sua opera principale, ma non viene pubblicata per ragioni ancora sconosciute. Il trattato è una “summa” del sapere in materia di regolazione delle acque alla fine del Rinascimento e comprende nozioni di aritmetica, geometria, filosofia naturale, geografia, corografia, meccanica e diritto, distribuite in sei libri. Numerosi sono i riferimenti agli autori classici, secondo uno stile ed una tradizione che finiranno con la nascita della scienza idraulica moderna.

Progettazione Impianti Idraulici con Software MEP

Devi progettare un impianto idraulico? Hai completato il progetto architettonico e devi procedere con gli impianti? Utilizzi il CAD ma cerchi un modo più veloce ed efficace per operare? In questo focus ti spiego perché utilizzare un software MEP (Mechanical, Electrical and Plumbing) e quali sono i reali vantaggi.

Vantaggi dell'utilizzo di un software MEP

Con un software MEP hai la stessa semplicità esecutiva del software CAD che usi solitamente, ma con tantissimi vantaggi che ti permettono di risparmiare tempo e di ridurre gli errori.

In particolare, il software di cui ti parlo oggi è Edificius che ha un ambiente interamente dedicato alla modellazione MEP di impianti elettrici, idraulici e aeraulici. Con Edificius-MEP puoi liberamente modellare tanto l’impianto idraulico di una abitazione comune, quanto progetti più complessi ed articolati, sempre con la stessa semplicità.

Inoltre, in un unico ambiente hai la possibilità di affrontare tutti gli aspetti della modellazione di un impianto:

  • importi file esterni (DWG, Raster, IFC, ecc.) necessari per la costruzione del modello BIM
  • realizzi il modello BIM (Building Information Modeling - il sistema informativo digitale della costruzione composto dal modello 3D integrato con i dati fisici, prestazionali e funzionali dell’edificio)
  • realizzi il modello MEP (la progettazione impiantistica, comunemente chiamata MEP, acronimo di Mechanical, Electrical and Plumbing)
  • verifichi le interferenze tra i modelli anche con l’aiuto della vista Real-Time rendering o della realtà virtuale
  • elabori il computo metrico estimativo dei lavori
  • ottieni in automatico tavole grafiche e relazioni.

Principali vantaggi dell’utilizzo di un software MEP

  • Verifica delle interferenze
  • Computo metrico automatico
  • Elaborati di progetto aggiornati in automatico
  • Libreria completa di oggetti MEP

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