Opere di Sbarramento Idrauliche: Definizioni e Tipologie
Le opere idrauliche di sbarramento sono essenziali per la gestione delle risorse idriche. Comprendere la loro funzione e le diverse tipologie è fondamentale per la pianificazione e la realizzazione di interventi efficaci.
Glossario di Termini Tecnici
Per facilitare la comprensione, ecco un breve glossario di termini tecnici:
- Bannalità: Diritto del Signore di imporre l'uso dei suoi mulini dietro tributo.
- Béalera: Corso d'acqua artificiale per irrigazione o forza motrice.
- Bocca di derivazione: Sezione iniziale di una canalizzazione.
- Bocchetto: Elemento terminale che immette l'acqua nei terreni.
- Camminassi: Condotto che porta l'acqua alla ruota idraulica.
- Incile: Imbocco di una derivazione.
- Palafitta: Sbarramento formato da pali di legno.
Dighe: Opere di Ritenuta
Le dighe di ritenuta sono opere di sbarramento realizzate in una valle o nella sezione di un corso d'acqua. Lo scopo è creare un lago artificiale a monte, utilizzabile come riserva idrica per vari scopi.
Scopi delle Dighe
Le dighe vengono realizzate per:
- Riserva idrica per uso idropotabile
- Uso industriale
- Uso irriguo
- Produzione di energia idroelettrica
Tipologie di Dighe
Le dighe si classificano in base alla struttura e ai materiali utilizzati:
Dighe Murarie
Sono opere di sbarramento in calcestruzzo, cemento armato o elementi lapidei consolidati. Resistono alla spinta dell'acqua attraverso il peso proprio.
Dighe Massicce (a Gravità Ordinarie)
Hanno una struttura ad asse rettilineo o a debole curvatura, con sezione trasversale triangolare costante. La sezione è piena, divisa in conci con giunti verticali.
Dighe Alleggerite (a Speroni o a Vani Interni)
Presentano vani di alleggerimento nella struttura massiccia. Sono caratterizzate da speroni o contrafforti che sostengono la parete di ritenuta.
Dighe ad Arco (Semplice)
Resistono alla spinta dell'acqua grazie alla curvatura longitudinale che produce l'effetto arco. Scaricano la pressione idrostatica attraverso le sponde sui fianchi della valle.
Dighe in Terra
Sono realizzate con materiali litoidi sciolti e inerti costipati. La tenuta è garantita da un nucleo interno di materiali argillosi o da manti impermeabilizzanti.
Dighe di Tipo Misto
Sono costituite in parte da strutture murarie e in parte da materiali sciolti.
Briglie
Le briglie sono opere di sbarramento di modesta entità, con un'altezza mediamente inferiore ai 10 metri. Determinano un innalzamento idrico contenuto all'interno dell'alveo.
Tipologie di Briglie
Le briglie si suddividono in:
Briglie Fisse
Sono costituite da strutture murarie massicce o scogliere. Rialzano il livello idrico per derivazioni, attingimenti o fruizione della risorsa.
Briglie Mobili
Sono dotate di organi di regolazione, come paratoie manuali o meccaniche, per scopi idroelettrici o di regimazione delle portate di piena.
Briglie di Consolidamento
Stabilizzano l'alveo attraverso opere murarie trasversali. Fissano la quota dell'alveo e modificano la pendenza del corso d'acqua.
Sistemazione Idraulica e Forestale
Le opere di protezione idraulica e forestale migliorano la stabilità del territorio, mitigano il rischio idrogeologico e riequilibrano gli ecosistemi.
La legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11 afferma che la stabilità del territorio è perseguita attraverso il monitoraggio delle situazioni di pericolo e di rischio e più in generale della stabilità dei bacini e degli ecosistemi, attraverso gli interventi di sistemazione idraulica e forestale, di difesa del patrimonio boschivo provinciale dagli incendi e dalle altre avversità e di stabilizzazione degli ecosistemi montani, in base a questo capo, nonché mediante l'applicazione e la gestione del vincolo idrogeologico.
Le opere possono essere localizzate lungo il corso d'acqua oppure essere diffuse sul territorio.
Misure dell'acqua
Storicamente in Piemonte l’unità di misura dell’acqua fluente fu la ruota d’acqua. La sua prima, ma non unica, formulazione sperimentale avvenne nella seconda metà del Settecento grazie a Domenico Michelotti, che definì la ruota, a cui fu attribuito il suo nome, pari a circa 343 litri al secondo. Con il codice civile albertino, entrato in vigore nel 1838, venne introdotto il modulo (art. 643), corrispondente a circa 58 l/s. Il Regno d’Italia adotterà ancora il modulo adeguandolo però al sistema metrico decimale, con valore uguale a 100 l/s.
Tuttora “Il modulo è l'unità di misura dell'acqua corrente. Esso è un corpo d'acqua che scorre nella costante quantità di cento litri al minuto secondo e si divide in decimi, centesimi e millesimi” (art.
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