Partita IVA Idraulico: Requisiti Necessari per l'Apertura
Sei stanco di lavorare come dipendente e desideri metterti in proprio aprendo la tua partita IVA come idraulico? Questa guida è pensata per te. L’apertura della partita IVA è essenziale per svolgere in maniera autonoma la professione di idraulico, permettendoti di operare in regola sia a livello imprenditoriale che fiscale. L'idraulico rientra nella categoria dei lavori artigianali: la denominazione precisa è infatti artigiano idraulico.
Quante volte abbiamo avuto bisogno dell’intervento tempestivo di un idraulico a qualsiasi ora del giorno e della notte? A tutti è capitato un tubo rotto, un rubinetto che perde, o una perdita improvvisa. E quante volte, invece, non siamo riusciti a trovare nessuno che potesse intervenire in tempi brevi. Se da una parte è vero che l’idraulico è un lavoro che non muore mai, dall’altro è vero che non sono tantissimi i giovani che decidono di intraprendere questa attività lavorativa. È una scelta che riguarda, nella maggior parte dei casi, chi ha già un’impresa in famiglia, ma qualche nuovo idraulico intraprendente è ancora possibile trovarlo.
Requisiti per Aprire Partita IVA come Idraulico
I requisiti per aprire partita IVA sono sia di ordine generico (maggiore età, residenza sul territorio italiano, capacità di intendere e di volere), sia specifici, ovvero abilitanti rispetto alla specifica mansione. Prima di aprire la partita IVA per idraulico è necessario verificare se si possiedono i requisiti professionali richiesti:
- Laurea in materie tecniche (es. ingegneria, architettura, fisica) presso una università statale o legalmente riconosciuta.
- Diploma di istruzione tecnica (es. fisica industriale, meccanica, termometrica), necessario un anno di esperienza lavorativa in un’impresa del settore, oppure in uffici tecnici di imprese non del settore in cui si svolgono mansioni inerenti l’attività di installazione di impianti. In quest'ultimo caso, è necessario che l’impresa abbia regolarmente iscritto nel Registro delle imprese una struttura interna dedicata all’attività impiantistica.
- Qualifica professionale (es. tecnico delle industrie meccaniche, operatore alle macchine utensili, installatore di impianti idro-termo sanitari).
In alternativa, se non si possiedono titoli di studio specifici, è possibile dimostrare:
- Esperienza professionale non specializzata: aver esercitato l’attività per almeno tre anni, escluso il periodo di apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, alle dirette dipendenze di un’impresa del settore.
Per un giovane diplomato di un istituto professionale, aprire un’attività come idraulico può essere un’ottima idea. Se invece si ricerca una preparazione più specifica, allora è necessario conseguire un diploma professionale o tecnico.
Come Aprire la Partita IVA
L’apertura della partita IVA permette di avviare una ditta individuale e non è richiesta per i lavoratori dipendenti né per quelli occasionali.
È possibile realizzarla online compilando il modulo AA9/12 oppure avvalendosi della piattaforma ComUnica, all’interno della quale vanno indicati:
- Domanda di presentazione della partita IVA.
- Definizione del Codice ATECO di riferimento.
- Registrazione presso la Camera di Commercio.
- SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
- Scelta del regime fiscale.
La procedura tramite piattaforma ComUnica consente di effettuare tutti i passaggi in un’unica volta, rendendola la modalità più valida e utilizzata dai commercialisti. L’apertura della partita IVA non va mai presa alla leggera, dal momento che può risultare più o meno articolata e complessa: è consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un contabile di fiducia.
Codice ATECO per Idraulici
Uno degli aspetti più importanti da definire è il codice ATECO. L’Agenzia delle Entrate lo definisce come: “Una combinazione alfa numerica, che identifica un'attività economica. Le lettere individuano il macro settore economico di appartenenza di quella specifica attività. I numeri invece rappresentano categorie e sotto categorie dei settori”.
In parole semplici, il codice ATECO permette di stabilire la tipologia di attività che un’azienda o un professionista può svolgere.
Gli idraulici rientrano nella “classe F”, ovvero quella dedicata alle costruzioni e identificata dal numero 43. A essa segue la divisione 22 nel caso degli idraulici.
Fino al 1° aprile 2025, potevi scegliere tra:
- 43.22.01 - Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione.
- 43.22.02- Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione), raccordi per il gas, distributori di vapore.
- 43.22.03 - Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione).
- 43.22.04 - Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione).
- 43.22.05 - Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione).
Invece, nel 2024 è necessario scegliere tra:
- 43.22.01 - Installazione di impianti geotermici, che comprende:
- installazione, riparazione e manutenzione di impianti geotermici
- 43.22.05 - Installazione di altri impianti termo-idraulici, che comprende:
- installazione, riparazione e manutenzione di:
- impianti idraulico-sanitari
- tubazioni per acqua e acque reflue
- pulizia e disotturazione delle tubazioni di scarico di edifici
- installazione di contatori dell’acqua
- installazione, riparazione e manutenzione di:
- 43.22.07 - Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria, che comprende:
- installazione, riparazione e manutenzione di:
- sistemi di riscaldamento, ad esempio pompe di calore e collettori solari termici
- caldaie, torri di raffreddamento
- impianti e condotti di ventilazione e di condizionamento dell’aria
- costruzione o installazione di stufe in muratura
- installazione di condotti
- installazione, riparazione e manutenzione di:
Ogni partita IVA può contemplare al suo interno più sigle.Questa è la base fissa del codice ATECO per questa categoria professionale, a cui possono seguire ulteriori specializzazioni che fanno riferimento a specifici codici.
Costi Legati all’Apertura della Partita IVA
Quali sono i costi che devono sostenere gli idraulici per aprire una partita IVA? Essi sono legati non tanto alla richiesta da inviare all’Agenzia delle Entrate quanto all’iscrizione a enti terzi. Vediamoli nel dettaglio:
- Iscrizione alla Camera di Commercio.
- Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.
- Costi per le prestazioni di un commercialista inerenti l’invio della Comunicazione Unica e la relativa consulenza.
Attraverso la ComUnica il professionista ha modo di interfacciarsi in una volta soltanto con l’Agenzia delle Entrate, il Registro delle Imprese, INPS e INAIL. Per la convalida dell’invio è essenziale dotarsi del sistema della firma digitale, il quale presenta un costo di attivazione.
La Scelta del Regime Fiscale
Insieme al codice ATECO, l’altra questione che occorre definire con attenzione quando si apre una partita IVA è il regime fiscale, ovvero la totalità delle regole contabili e fiscali che vanno rispettate per essere in regola.
La scelta del regime fiscale è da predisporre in relazione a tre fattori: caratteristiche dell’attività, caratteristiche della persona, forma giuridica. I regimi fiscali attualmente opzionabili per idraulici sono tre:
- Regime forfettario: Può essere aperto con ricavi fino ai 85 mila euro. È il regime più conveniente a livello fiscale, a fronte di una tassazione più bassa nonché di una gestione della contabilità ridotta ai minimi termini rispetto agli adempimenti burocratici. Le fatture dell’idraulico forfettario saranno esenti IVA. La mancanza dell’IVA oltre ad una maggiore competitività all’interno del mercato perché permetterà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni porterà anche ad un risparmio dal punto di vista del professionista che seguirà l’idraulico nella gestione della partita IVA. Un altro dei vantaggi del regime forfettario è la presenza di un’imposta sostitutiva con un’aliquota molto bassa del 5% o 15%. La differenza nell’aliquota dipende dal fatto se il contribuente può essere considerato start-up o meno. Inoltre, la presenza di un’imposta sostitutiva significa che non si pagheranno né IRPEF, IRAP o altre imposte addizionali. Si dovrà pagare solo un’imposta.
- Regime ordinario con contabilità semplificata: Viene scelto quando non è possibile accedere per varie ragioni, non solo di natura economica, al regime forfettario. Il reddito è conteggiato sottraendo i costi dai ricavi. L’IRPEF viene stabilita dagli scaglioni previsti dalla legge. Diversamente dal precedente, il lavoratore risulta soggetto all’IVA. Per accedervi, i tuoi ricavi non devono superare i 400.000 euro se vendi servizi e i 700.000 euro se svolgi un altro tipo di attività.
- Regime ordinario con contabilità ordinaria: La contabilità ordinaria è più articolata e complessa di quella semplificata, a fronte di un medesimo sistema di quantificazione dei costi come dei ricavi. È obbligatoria per le società di capitali e per ditte individuali e società di persone che superano la soglia dei 500 mila euro per la prestazione dei servizi, che diventano 700 mila per le altre tipologie di imprese.
Regime Forfettario: Imposta Sostitutiva al 5%
Il Regime Forfettario prevede l’imposta sostitutiva del 15%, con la possibilità però per coloro che sono all’interno dei primi 5 anni di attività di ottenere la riduzione al 5%.
Questo è possibile solo se si rispettano le condizioni seguenti:
- Non devi svolgere un’attività che è una semplice prosecuzione di una che svolgevi in precedenza, anche se come dipendente o con impresa familiare.
- Nei tre anni precedenti all’apertura della Partita Iva come idraulico, non devi aver svolto attività d’impresa né in forma associata né familiare.
- Se rilevi l’attività svolta da un altro soggetto, questo deve aver rispettato il limiti di 85.000 euro di ricavi l’anno prima.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per applicare l’aliquota al 5% è necessario aver adottato il Regime Forfettario fin dal primo esercizio.
Dunque, se avvii l’attività in un altro regime fiscale e scegli il Regime Forfettario solo in un secondo momento, non puoi versare l’imposta sostitutiva agevolata.
Inoltre, se apri Partita Iva in Regime Forfettario, poi passi al Regime Semplificato e infine torni al Regime Forfettario, anche se sei ancora nel quinquennio di apertura, non puoi applicare l’imposta in forma ridotta.
Tasse da Pagare nel Regime Forfettario per un Idraulico
Come contribuente forfettario, dovrai versare:
- imposta sostitutiva del 15% o del 5%;
- contributi fissi obbligatori.
Sia imposta che contributi vengono calcolati sul reddito imponibile. Quest’ultimo si ottiene applicando ai ricavi il coefficiente di redditività dell’86%.
Come idraulico Artigiano, dovrai versare alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps il contributo fisso di 4.460,04 euro per il reddito da 0 a 18.555 euro, e per il reddito superiore a 18.555 euro, verserai i contributi con l’aliquota del 24%.
Una delle agevolazioni previste per chi fa parte di questa Gestione previdenziale riguarda la possibilità di richiedere sul sito dell’Inps la riduzione del 35% dei contributi da versare.
Esempio di Calcolo Imposte e Contributi nel Regime Forfettario
Ecco un esempio dell’imposta e dei contributi che come idraulico dovrai versare, e successivamente ti spieghiamo i rispettivi saldi e acconti che dovrai rispettare.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Ricavi | 15.000 euro |
| Coefficiente di redditività | 86% |
| Reddito imponibile | 12.900 euro (15.000 x 86%) |
| Imposta sostitutiva del 15% | 1.935 euro (12.900 x 15%) |
| Contributi fissi | 4.460,64 euro |
| Contributi eccedenti il minimale | 0 euro (non abbiamo superato i 18.555 euro) |
Scadenze dei saldi e degli acconti:
- Contributi fissi:
- 16 maggio: 1.115,16 euro
- 16 agosto: 1.115,16 euro
- 16 novembre: 1.115,16 euro
- 16 febbraio dell’anno successivo: 1.115,16 euro
- Scadenze Dichiarazione dei redditi (30 Giugno):
- Saldo contributi eccedenti il minimale anno precedente: 0 euro
- Acconto 50% o 40% contributi eccedenti il minimale anno in corso: 0 euro
- Saldo imposta sostitutiva anno precedente: 1.935 euro
- Acconto 50% imposta sostitutiva anno in corso: 967,5 euro (1.935 x 50%)
- Totale Giugno: 2.902,50 euro (Questi importi possono essere suddivisi in 6 rate, l’ultima obbligatoriamente entro il 16 Novembre)
- 30 Novembre:
- Acconto 50% o 40% contributi eccedenti il minimale anno in corso: 0
- Acconto 60% imposta sostitutiva anno in corso: 1.161 euro (1.935 x 60%)
- Totale Novembre: 1.161 euro (Questi importi non possono essere rateizzati)
INPS e Regime Forfettario
È fondamentale evidenziare che tutti gli idraulici sono tenuti all’iscrizione alla Gestione INPS artigiani. L’INPS, per l’idraulico appartenente alla gestione artigiani, prevede una agevolazione contributiva pari al 35% se si aderisce al regime forfettario, sia sulla contribuzione fissa che a percentuale.
Come idraulico Artigiano, dovrai versare alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps il contributo fisso di 4.427,04 euro per il reddito da 0 a 18.415 euro, e per il reddito superiore a 18.415 euro, verserai i contributi con l’aliquota del 24%.
Altri Obblighi e Requisiti
- Iscrizione al Registro delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio: È obbligatoria per operare in modo legale.
- Presentazione della SCIA presso il Comune di riferimento: Per dichiarare che l’attività è conforme ai requisiti di legge.
- Iscrizione agli enti previdenziali e assicurativi (INPS e INAIL): Garantiscono copertura ai fini pensionistici e protezione in caso di infortuni sul lavoro.
Requisiti Tecnico-Professionali (D.M. 37/2008)
Il Decreto Ministeriale 37/2008 classifica gli impianti in diverse categorie, ciascuna identificata da una lettera. Le imprese di installazione e manutenzione di impianti devono nominare come responsabile tecnico un soggetto in possesso di determinati requisiti tecnico professionali indicati nell’art.4 D.M.
Si considerano, altresì, in possesso dei requisiti tecnico-professionali ai sensi dell'articolo 4 il titolare dell'impresa, i soci ed i collaboratori familiari che hanno svolto attività di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito di imprese abilitate del settore per un periodo non inferiore a sei anni.
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