La perforazione idraulica nei pozzi: funzionamento e vantaggi

Nel campo della trivellazione e dello scavo geotecnico, l’utilizzo di un fluido di perforazione adatto è uno degli aspetti più determinanti per il successo dell’intervento. Questo composto, spesso definito anche fango di perforazione, ha il compito di lubrificare e raffreddare il macchinario, trasportare il detrito in superficie, stabilizzare le pareti del pozzo e controllare la pressione esercitata dalle formazioni geologiche.

Fluidi di perforazione: cosa sono e a cosa servono

Il termine “fluido di perforazione” si riferisce a una miscela, liquida o semiliquida, che viene pompata all’interno del foro per favorire la perforazione. Questo fluido serve a raffreddare lo scalpello, lubrificare le attrezzature, sospendere e trasportare i cutting (frammenti di roccia), oltre a filtrare e sigillare i pori delle pareti del foro.

Un buon fango di perforazione svolge anche un’importante funzione chimica, grazie agli additivi presenti, che possono migliorare la viscosità, la densità del fango o ridurre il contenuto di solidi.

Tipologie di fluidi di perforazione

I fluidi di perforazione a base d’acqua sono i più comuni. Economici e semplici da utilizzare, vengono spesso additivati con bentonite, argilla, barite o polimeri per aumentarne la prestazione. I fluidi di perforazione a base d’olio, invece, offrono maggiori vantaggi in termini di resistenza alla contaminazione e lubrificazione, ma risultano più costosi e delicati dal punto di vista ambientale. Una terza categoria è rappresentata dai fluidi sintetici, progettati per ambienti critici e con fanghi a base polimerica o oleosa di ultima generazione.

Monitoraggio dei fluidi di perforazione

Durante la perforazione, il monitoraggio costante del fluido è fondamentale per mantenerne l’efficacia. Si controllano parametri come viscosità, densità, contenuto di solidi, reologia, volume e resistenza al gel. Ad esempio, una densità troppo bassa può causare un differenziale di pressione pericoloso tra il fondo foro e la formazione, mentre una densità eccessiva rischia di rallentare la trivellazione e aumentare l’attrito. Il monitoraggio avviene con strumenti digitali collegati all’attrezzatura, in grado di classificare i valori in tempo reale e fornire indicazioni per intervenire.

Additivi per fluidi di perforazione

Ogni fluido di perforazione contiene additivi scelti in funzione del tipo di roccia, della pressione esercitata e degli obiettivi del pozzo. Tra i più noti troviamo la bentonite, un’argilla colloidale che migliora la gelificazione e forma una pellicola sigillante sulle pareti del pozzo. La barite viene usata per aumentare la densità del fango, soprattutto nei pozzi petroliferi profondi, dove bisogna contrastare forti pressioni. Anche polimeri sintetici, fluidi schiumosi e fluidi di strato avanzati rientrano nel panorama degli additivi moderni, contribuendo a ottimizzare il processo e migliorare l’efficienza di perforazione.

Una perforazione deve essere pianificata fin dal principio, considerando non solo l’attrezzatura, ma anche la scelta del fluido, gli additivi, la modalità di utilizzo e le strategie di monitoraggio. L’impiego di fanghi di perforazione moderni, scelti in base a criteri tecnici, ambientali ed economici, consente di ottenere fori più stabili, minori problemi tecnici, meno imprevisti e una maggiore sicurezza per gli operatori.

Tecniche spingitubo: un'alternativa senza scavo a cielo aperto

La tecnica spingitubo è un sistema particolare utilizzato per realizzare scavi di condotte, siano questi molto brevi o molto lunghi. La tecnica spingitubo utilizza una tecnologia "No Dig" che significa senza scavo a cielo aperto. Grazie a questo sistema è possibile difatti realizzare dei tunnel sotterranei anche molto lunghi senza effettuare scavi preventivi.

Le tecniche spingitubo si dividono in due macro categorie, chiamate il Pipe Jacking quando il sistema di spinta è idraulico, o Pipe Ramming quando il sistema di spinta è pneumatico.

Quali sono le tecniche spingitubo più usate?

Esistono diverse tecniche spingitubo. In questo paragrafo andremo a vedere quelle più utilizzate e cercheremo di capire quale fa al caso tuo:

  • Spingitubo - Questa tecnica è la più classica "no dig", viene utilizzata in genere per la posa di tubature per acquedotti e fognature, prevede l'utilizzo di un mezzo per la perforazione che, entrando nel tunnel attraverso la stessa tubatura, scava, mentre il materiale di risulta viene man mano convogliato all'esterno grazie a un nastro trasportatore. Le tubazioni vengono spinte sempre di più tramite il sistema idraulico o pneumatico. Mentre lo scavo va in profondità, le tubazioni vengono aggiunte, giuntate l'una con l'altra e fatte avanzare. Prima di iniziare a inserire le tubazioni viene creata una camera di spinta eseguendo un piccolo scavo in proporzione alle tubature, da inserire nel punto esatto in cui inizia la tubatura. Qui viene creato un muro di spinta molto resistente dove poggerà l'attrezzatura idraulica. Allo sbocco, invece, verrà costruita una camera di arrivo. Tutto il processo viene controllato tramite un sistema di livellamento laser che ne garantirà la giusta direzione. Lo scavo avviene difatti tramite una testa rotante applicata direttamente sul fronte del tubo. Il sistema, oltre a fresare e perforare sia il terreno che la roccia, è in grado di incanalare tutto il materiale di risulta verso esterno. Con questa tecnica è possibile realizzare perforazioni da 35 cm fino ad arrivare a circa 3,5 m di altezza ed è utilizzata spesso per attraversamenti trasversali di strade statali, linee ferroviarie, piste d'aeroporto e per l'attraversamento di piccoli corsi d'acqua.
  • Pressotrivella - Questa tipologia di tecnica prevede lo stesso procedimento della spingitubo e del Microtunnelling in tutta la parte preparatoria del terreno e della camera di spinta e di arrivo. La differenza sostanziale sta nella perforazione, che avviene tramite una trivella a coclea, o vite idraulica di Archimede, in grado, durante la fase di perforazione, di espellere sia i materiali di risulta che acqua e fango.
  • Spinta monoliti - Anche questo sistema prevede la stessa fase preparatoria degli altri. Quello che lo differenzia è il fatto che ad essere spinto all'interno dello scavo non è il tubo, ma il monolito prefabbricato, che in genere è di cemento armato. Per evitare la rottura durante la fase di spinta, il monolito viene rivestito nelle parti critiche frontali da un rostro in acciaio.

Come funziona la tecnica spingitubo?

La procedura spingitubo, come accennato, esiste di due tipologie: per spinta idraulica o per spinta pneumatica. Nel primo caso si ha bisogno di realizzare un pozzetto con muro di spinta, mentre nel secondo non ce n'è bisogno. Il funzionamento di entrambi prevede 5 fasi essenziali:

  1. Realizzazione della camera di spinta - In questa fase viene realizzata una stanza scavando nel terreno circa 10 x 4,5 m con una profondità variabile a seconda delle dimensioni del tubo da inserire. Successivamente verrà qui montato tutto il necessario per avviare la perforazione;
  2. Realizzazione del muro di spinta e platea - Solo se necessario e della platea di fondo alta circa 40 cm. Nel caso in cui le tubature da inserire siano di acciaio, bisogna lasciare circa 60 cm tra il tubo e la platea per poter effettuare in seguito le opportune saldature.
  3. Posa degli strumenti - Una volta realizzata la camera di spinta è possibile posarvi l'attrezzatura necessaria, ossia martinetti idraulici, scudo di testata completo di attrezzi per lo scavo sul fronte e pistoncini direzionali, laser autolivellante per il controllo planoaltimetrico del fronte di scavo.
  4. Spinta delle tubatura - A questo punto si può iniziare la perforazione seguendo la tecnica specifica di foratura sopra elencata. Man mano che il tubo penetra nel foro realizzato ne verranno calati altri pezzi nella camera di spinta e verranno saldati o comunque fissati tra di loro, siano questi in acciao o in calcestruzzo.
  5. Creazione di un pozzo di arrivo - Verrà creata una stanza di arrivo nel punto esatto stabilito dal progetto. Qui la tubazione sfocerà una volta attraversato tutto il percorso stabilito.

Impiego e vantaggi della spingitubo

Le tecniche spingitubo sono un modo economico per installare tubi in acciaio, vetroresina e cemento armato sotto strade, ferrovie, letti di fiumi e torrenti o altre strutture impossibili da rimuovere. La procedura è economica, sicura ed ha un bassissimo impatto ambientale.

Uno dei limiti di questa tecnologia è, però, l'estensione dei tubi che ad oggi ha raggiunto una lunghezza massima di 1,8 km con un tubo da 1,2 m. Questa tecnica risale già agli inizi degli anni 70 e da allora è stata utilizzata con ottimi risultati per installare tubazioni che portano petrolio, gas naturale, prodotti petrolchimici, acqua, fognatura e altri fluidi. Sono state anche installate guaine per portare cavi elettrici e cavi a fibre ottiche.

Metodi di frantumazione della roccia nell'impianto di perforazione a rotazione

La perforatrice rotante è una macchina battipalo utilizzata per l'ingegneria delle fondamenta delle costruzioni. Presenta i vantaggi di una rapida velocità di costruzione, buona qualità del foro, basso inquinamento ambientale, funzionamento flessibile e conveniente, elevate prestazioni di sicurezza e forte applicabilità. È diventata una perforatrice. La perforatrice rotante è l'attrezzatura principale per la formazione di fori per la costruzione di pali trivellati. È una macchina per la costruzione di fondazioni su pali altamente integrata. Adotta un design integrato, un telaio girevole a 360 ° di tipo cingolato e un'asta di trivellazione di tipo albero, generalmente un sistema idraulico completo. La speciale punta a botte non necessita di essere collegata con un lungo tubo di perforazione ed estrae direttamente terreno e scorie. Stuccare il foro durante la perforazione per mantenere l'altezza del fango nel foro può ridurre notevolmente il tempo di formazione del foro. Con controllo automatico della verticalità e controllo automatico del ritorno per garantire la verticalità e la posizione del foro. La perforatrice a benna non disturba la parete del foro durante il processo di sollevamento del terreno. Ci sono fori di trabocco intorno al trapano a benna e il fango traboccante può proteggere il muro.

Metodi di frantumazione della roccia

Attualmente, ci sono tre metodi principali di frantumazione della roccia in costruzione: frantumazione della roccia da impatto, frantumazione della roccia macinata e roccia da taglio.

  • Rottura da impatto: secondo l'analisi teorica, solo quando la pressione che agisce sulla roccia supera dal 30% al 50% del limite della resistenza a compressione uniassiale della roccia, la roccia si romperà dolcemente. Pertanto, prima che la pressione raggiunga il limite di resistenza alla frattura della roccia, impatti multipli tra lo strumento di perforazione e la roccia causeranno la frattura della roccia e ridurranno la sua resistenza. Quando la forza della roccia si riduce a un certo livello, la roccia può rompersi. Attualmente, l'attrezzatura comunemente usata è un martello a percussione.
  • Macinazione della roccia: Sotto un piccolo carico di pressione, l'attrito generato dal contatto tra la punta rotante e la roccia viene utilizzato per rompere la roccia (questo metodo è in realtà un'azione di molatura). Questo metodo ha una velocità di frantumazione della roccia più lenta, particelle di frantumazione della roccia più fini e una grave usura degli utensili di perforazione. Attualmente, l'attrezzatura comunemente utilizzata sul mercato è la perforatrice a circolazione diretta (inversa).
  • Roccia di taglio: secondo il criterio Cullen-Navy, il limite di resistenza al taglio della roccia è solo circa il 10% del limite di resistenza alla compressione, quindi il metodo di taglio è un buon metodo per rompere la roccia.

Tecniche di perforazione: una panoramica

La perforazione è una pratica fondamentale per molteplici applicazioni: dall’estrazione di risorse idriche alla realizzazione di infrastrutture, fino alle indagini geotecniche. Il successo di un progetto dipende dalla scelta del metodo di perforazione, del giusto utensile di perforazione e dalla corretta valutazione del tipo di terreno.

  1. La perforazione a rotazione è uno dei metodi più diffusi e versatili. Viene eseguita utilizzando un utensile che ruota grazie a una testa rotante collegata alla batteria di perforazione. La rotazione continua permette di frantumare il terreno progressivamente, rendendo questo metodo ideale per perforazioni profonde e di grandi dimensioni. Il moto rotatorio è generato dalla batteria di perforazione e trasferito all’utensile attraverso una tubazione di lavoro. Durante l’operazione, il fluido di perforazione viene pompato all’interno delle aste per rimuovere i detriti prodotti dalla perforazione. Utilizzata per la realizzazione di pozzi artesiani, perforazioni profonde per estrazione idrica e pozzi industriali. Adatta per terreni morbidi come argille, sabbie, e terreni consolidati.
  2. La perforazione a percussione è una tecnica tradizionale che sfrutta l’azione di battitura verticale generata da un martello per rompere il materiale del terreno. Questo metodo è particolarmente efficace per terreni molto duri, dove l’azione di frantumazione meccanica è essenziale. L’azione è generata da un sistema meccanico o idraulico che produce ripetuti colpi verticali sull’utensile di perforazione. I detriti vengono sollevati tramite aspirazione o manualmente, a seconda delle condizioni del sito. Ideale per pozzi d’acqua e perforazioni in terreni duri o poco permeabili.
  3. Questo metodo combina i vantaggi della rotazione con quelli della percussione, offrendo un’efficacia maggiore rispetto alle tecniche tradizionali. La rotazione è generata dalla batteria di perforazione, mentre i potenti pistoni idraulici producono un movimento verticale che amplifica la forza di penetrazione. Adatta per terreni molto compatti, come rocce cristalline, e per perforazioni in aree fratturate.
  4. Nella perforazione a circolazione diretta, il fluido di perforazione viene pompato attraverso le aste e fuoriesce dall’utensile, rimuovendo i detriti verso la superficie. Il pompaggio del fluido di perforazione crea una pressione idrostatica che contrasta le sovra-pressioni degli strati di terreno attraversati. Usata per perforazioni di grande diametro e per terreni instabili, dove la stabilità del foro è cruciale.
  5. A differenza della circolazione diretta, il fluido di perforazione viene aspirato dalla superficie, trasportando i detriti verso l’alto. Richiede un sistema di aspirazione avanzato, spesso supportato da potenti pompe.

Tecnica consigliata: Perforazione a roto-percussione.

La scelta del metodo di perforazione, del fluido e dell’utensile dipende strettamente dal tipo di terreno e dall’obiettivo del progetto.

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