Presa di Forza Idraulica per Trattori: Cos'è e Come Funziona
La presa di forza (PTO), spesso chiamata anche presa di potenza, è un componente fondamentale di un trattore agricolo, essenziale per trasmettere la potenza meccanica del motore ad attrezzature esterne. Comprendere il suo funzionamento, i diversi tipi disponibili e le considerazioni chiave per l'acquisto è cruciale per massimizzare l'efficienza e la versatilità del trattore. L'estrema versatilità del trattore agricolo si esprime non solo nelle varie possibilità di trasmissione della potenza alle macchine operatrici, ma anche nelle diverse modalità con cui si effettua il loro collegamento.
Cos'è la Presa di Forza (PTO)?
La presa di forza è, in sostanza, un albero rotante che sporge dal trattore e che può essere collegato ad un'ampia gamma di attrezzature agricole, come falciatrici, trinciatrici, spandiconcime, pompe idrauliche e molto altro. La PTO trasmette la potenza rotazionale del motore del trattore a queste attrezzature, permettendo loro di funzionare. Senza la PTO, molte delle operazioni agricole moderne sarebbero impossibili o richiederebbero soluzioni molto più complesse e meno efficienti.
Tipi di Prese di Forza
Esistono diversi tipi di prese di forza, ognuna con caratteristiche specifiche che la rende adatta a determinate applicazioni. La scelta del tipo corretto è fondamentale per garantire la compatibilità con le attrezzature e per ottimizzare le prestazioni.
- PTO Standard (Indipendente): Questo è il tipo più comune di PTO. È azionata direttamente dal motore del trattore e può essere innestata o disinnestata indipendentemente dalla trasmissione. Questo significa che l'attrezzatura collegata alla PTO può continuare a funzionare anche quando il trattore è fermo, una caratteristica particolarmente utile per operazioni come l'irrorazione o la movimentazione di materiali.
- PTO Sincronizzata: La PTO sincronizzata, o PTO proporzionale all'avanzamento, è collegata alla trasmissione del trattore. La sua velocità di rotazione è direttamente proporzionale alla velocità di avanzamento del trattore. Questo tipo di PTO è ideale per operazioni in cui è necessario un rapporto preciso tra la velocità del trattore e la velocità dell'attrezzatura, come la semina o la lavorazione del terreno.
- PTO a 540 e 1000 giri/min: La velocità di rotazione della PTO è standardizzata a 540 giri al minuto (rpm) e 1000 rpm. La scelta tra queste due velocità dipende dalle esigenze di potenza dell'attrezzatura. Le attrezzature che richiedono meno potenza utilizzano generalmente la PTO a 540 rpm, mentre quelle che richiedono più potenza utilizzano la PTO a 1000 rpm. È fondamentale utilizzare la velocità corretta per evitare danni all'attrezzatura o al trattore.
- PTO Anteriore: La PTO anteriore è situata nella parte anteriore del trattore e viene utilizzata per azionare attrezzature frontali, come falciatrici frontali o spazzaneve. Offre una maggiore manovrabilità e visibilità rispetto alle PTO posteriori, rendendola ideale per determinate applicazioni.
Considerazioni Chiave per l'Acquisto
L'acquisto di una presa di forza idraulica per trattore richiede un'attenta valutazione di diversi fattori per garantire la compatibilità, l'efficienza e la sicurezza. Ecco alcuni aspetti fondamentali da considerare:
- Compatibilità con il Trattore: Il primo passo è verificare la compatibilità della PTO con il modello di trattore. È necessario assicurarsi che la PTO sia progettata per adattarsi al trattore in termini di dimensioni, tipo di attacco e velocità di rotazione. Consultare il manuale del trattore o rivolgersi a un rivenditore specializzato può aiutare a determinare la PTO corretta.
- Compatibilità con le Attrezzature: È altrettanto importante verificare la compatibilità della PTO con le attrezzature che si intende utilizzare. La velocità di rotazione della PTO (540 o 1000 rpm) deve corrispondere a quella richiesta dall'attrezzatura. Inoltre, è necessario assicurarsi che il tipo di albero cardanico (l'albero di trasmissione che collega la PTO all'attrezzatura) sia compatibile con la PTO.
- Potenza Richiesta: La potenza richiesta dall'attrezzatura è un fattore cruciale nella scelta della PTO. È necessario assicurarsi che la PTO sia in grado di fornire la potenza necessaria per azionare l'attrezzatura in modo efficiente. Una PTO sottodimensionata potrebbe non essere in grado di fornire la potenza necessaria, mentre una PTO sovradimensionata potrebbe sprecare energia e aumentare i costi.
- Qualità e Durata: La qualità e la durata della PTO sono importanti per garantire un funzionamento affidabile e una lunga durata. Optare per PTO realizzate con materiali di alta qualità e progettate per resistere alle sollecitazioni dell'uso agricolo. Verificare la presenza di certificazioni di qualità e garanzie può aiutare a valutare l'affidabilità della PTO.
- Sicurezza: La sicurezza è un aspetto fondamentale da considerare. Assicurarsi che la PTO sia dotata di protezioni adeguate per prevenire infortuni. È importante seguire le istruzioni del produttore per l'installazione, l'uso e la manutenzione della PTO. Indossare sempre dispositivi di protezione individuale (DPI) durante l'utilizzo della PTO.
- Costo: Il costo è un fattore importante da considerare, ma non dovrebbe essere l'unico. È importante trovare un equilibrio tra costo e qualità. Una PTO più economica potrebbe essere allettante, ma potrebbe non essere altrettanto affidabile o duratura di una PTO più costosa. Considerare il costo totale di proprietà, che include il costo di acquisto, manutenzione e riparazione.
- Installazione e Manutenzione: L'installazione e la manutenzione della PTO sono importanti per garantire un funzionamento corretto e una lunga durata. Se non si ha esperienza nell'installazione di PTO, è consigliabile rivolgersi a un professionista. Seguire le istruzioni del produttore per la manutenzione della PTO, che può includere la lubrificazione, la pulizia e la sostituzione di parti usurate.
Funzionamento della Presa di Forza
Il funzionamento della PTO si basa sulla trasmissione di potenza dal motore del trattore all'attrezzatura tramite un albero cardanico. Quando la PTO è innestata, il motore del trattore fa ruotare l'albero della PTO, che a sua volta fa ruotare l'albero cardanico collegato all'attrezzatura. La velocità di rotazione dell'albero cardanico è determinata dalla velocità di rotazione della PTO.
La PTO può essere innestata o disinnestata tramite una leva o un interruttore situato nella cabina del trattore. Quando la PTO è disinnestata, l'albero della PTO non ruota e l'attrezzatura non funziona. È importante disinnestare la PTO quando non è in uso per evitare un consumo di carburante non necessario e per prevenire danni all'attrezzatura.
Problemi Comuni e Soluzioni
Come qualsiasi componente meccanico, la PTO può essere soggetta a problemi. Ecco alcuni problemi comuni e le possibili soluzioni:
- La PTO non si innesta: Verificare il livello dell'olio idraulico, il collegamento della leva di innesto e la presenza di eventuali ostruzioni.
- La PTO si disinnesta improvvisamente: Verificare la presenza di usura nei cuscinetti, la corretta tensione della cinghia (se presente) e la pressione dell'olio idraulico.
- La PTO vibra eccessivamente: Verificare l'allineamento dell'albero cardanico, la presenza di usura nelle giunzioni e l'equilibrio dell'attrezzatura.
- Rumori anomali provenienti dalla PTO: Verificare la presenza di usura negli ingranaggi, la lubrificazione insufficiente e la presenza di corpi estranei.
Consigli per la Manutenzione
Una corretta manutenzione è fondamentale per prolungare la durata della PTO e per garantire un funzionamento affidabile. Ecco alcuni consigli per la manutenzione:
- Lubrificare regolarmente la PTO e l'albero cardanico secondo le istruzioni del produttore.
- Verificare regolarmente la presenza di usura nei cuscinetti, nelle guarnizioni e negli ingranaggi.
- Sostituire le parti usurate o danneggiate tempestivamente.
- Pulire regolarmente la PTO per rimuovere sporco e detriti.
- Conservare la PTO in un luogo asciutto e protetto quando non è in uso.
Il Sollevatore Idraulico
Nell'arco della loro vita, le trattrici lavorano con attrezzature trainate, portate o semi-portate. Il sollevatore è indispensabile per gestire le attrezzature portate e semi-portate poiché, usando l'energia accumulata sotto forma di pressione dall'olio e generata da una pompa idraulica, permette il loro sollevamento durante le svolte a bordo campo e nel passaggio al trasporto su strada.
Nella pratica, il sollevatore idraulico si occupa di trasmettere lo sforzo di trazione all'implement, alzarlo o abbassarlo per mantenere una determinata posizione e regolare gli sforzi trasmessi da esso al trattore. La pompa eroga un flusso di olio con una pressione fino a 180-200 bar nel circuito. Se la pompa a ingranaggi fornisce una portata fissa, quella a pistoni a cilindrata variabile - più complessa e in genere installata sulle alte potenze - offre una portata regolabile in funzione delle esigenze del sistema.
Realizzato in acciaio, ogni cilindro idraulico ospita un pistone che scorre grazie al flusso d'olio in pressione e agisce su una leva calettata sull'albero per il comando dei bracci del sollevatore. L'attacco a 3 punti comprende due bracci inferiori, un terzo punto (regolabile in inclinazione e lunghezza), tiranti meccanici e catene registrabili per la riduzione dell'oscillazione laterale. Solo un attacco a 3 punti con geometria ben definita consente un corretto accoppiamento degli attrezzi.
La prima modalità permette il mantenimento delle attrezzature in una posizione fissa rispetto alla superficie del terreno - come nel caso di spandiconcime, barre irroratrici, falciatrici a dischi - o a una determinata profondità nel suolo (attrezzi per la lavorazione). Diversamente, con lo Sforzo controllato è possibile mantenere costante il tiro richiesto al trattore cambiando in automatico la profondità operativa degli attrezzi al variare delle condizioni del terreno.
Infine, la modalità Flottante evita l'intervento del sollevatore durante il lavoro e consente alle attrezzature con ruote o slitte (trinciatrici, coltivatori, alcuni erpici a denti, sarchiatrici, rincalzatrici, alcune falciatrici) di appoggiarsi liberamente sul terreno, seguendone il profilo.
Se inizialmente i sollevatori erano controllabili solo per via meccanica, ora i modelli più recenti ed evoluti possono essere gestiti tramite elettronica. Il conducente controlla un sollevatore meccanico con una leva di posizione e una dello sforzo. In modalità Sforzo controllato, si usa la leva dello sforzo per impostare l'ampiezza dell'intervallo in cui il tiro deve rimanere costante. Se l'ampiezza stabilita è elevata, il controllo dello sforzo manterrà costante il tiro del trattore per ampie variazioni della profondità.
Un sollevatore elettronico è gestibile con interruttori e potenziometri, raggruppati sul bracciolo a lato del posto guida, e dotato di sensori - detti estensimetri - per il controllo dello sforzo. In alcuni casi i costruttori optano per la produzione interna di sollevatori, concentrando gli sforzi di sviluppo sul miglioramento della gestione e sull'aumento della capacità di sollevamento.
Sollevatori Anteriori
Il sollevatore anteriore permette il lavoro con attrezzi frontali che - combinati con quelli posteriori - assicurano maggiore produttività oraria, minori costi di gestione e ridotto calpestio del terreno.
New Holland propone sollevatori anteriori a singolo effetto, meccanici o elettronici, perfettamente integrati nel trattore in modo da limitare lo sporgere di tubazioni, connessioni elettriche, accumulatori e rendere l'installazione funzionale durante il lavoro, oltre che gradevole alla vista. "I nostri sollevatori anteriori elettronici sono controllabili allo stesso modo dei posteriori tramite la nuova logica Front Hitch Managament, che prevede il comando a rotella/a mouse in cabina.Anche i sollevatori anteriori Kubota sono semplici da gestire. BCS dedica grande attenzione alla progettazione dei sollevatori anteriori per gli isodiametrici con motore a sbalzo, poiché questi devono integrarsi bene sui mezzi senza penalizzare la lunghezza complessiva, lo sbalzo anteriore e l'angolo d'attacco.
In generale, è consigliabile scegliere un sollevatore anteriore montato di fabbrica per la precisione nell'assemblaggio da parte di personale qualificato. A detta di Bogoni, "si ha la certezza di avere un accessorio perfettamente integrato con il trattore e gestibile in modo ottimale dalla cabina senza inconvenienti.I sollevatori dei trattori da vigneto e frutteto si distinguono da quelli da campo aperto per il comando generalmente meccanico, la capacità di sollevamento inferiore e la maggiore compattezza. L'esigenza di maggiore compattezza si riflette nel montaggio di un attacco a 3 punti di categoria più bassa: 1 o 2 per trattori fino a 100 cavalli.
L'Attacco a 3 Punti
Infatti, oltre al classico traino, reso possibile da un gancio che si accoppia ad un occhione solidale ad un timone, e al fissaggio rigido con piastre, staffe e bulloni, le attrezzature possono essere abbinate alla motrice mediante un attacco a 3 punti, gestito dal sollevatore idraulico.Sia posteriore che anteriore, è l’elemento fondamentale per realizzare l’accoppiamento portato tra il trattore e l’operatrice.
Componenti e Funzionamento
I bracci inferiori sono massicce barre in acciaio a sezione rettangolare, incernierate ad un’estremità alla struttura del trattore per permetterne una conveniente rotazione entro l’arco operativo previsto, mentre il terzo punto è un robusto tirante anch’esso incernierato al corpo trattore, costituito da due viti a filettatura opposta (una destra e una sinistra) con occhiello ad una delle estremità, che si avvitano all’estremità opposta in un manicotto centrale femmina.
Le estremità dei bracci inferiori e del terzo punto definiscono quindi il cosiddetto “triangolo di attacco”, che logicamente deve coincidere (a meno di una determinata tolleranza) con i perni dell’analogo telaio triangolare di collegamento della macchina operatrice. Per i trattori agricoli sono state stabilite 4 categorie, definite con i numeri 1, 2, 3 e 4, di dimensioni progressivamente crescenti.Di particolare interesse per i modelli dedicati alle coltivazioni specializzate (frutteti, vigneti, giardinaggio, manutenzione del verde, ecc.) è poi la sottocategoria 1N, che è tipica dei trattori cosiddetti “a carreggiata stretta”.
Il Terzo Punto Idraulico
Pur essendo gestito idraulicamente dal sollevatore, l’attacco a 3 punti tradizionale è un dispositivo esclusivamente meccanico, dove l’escursione delle varie regolazioni è effettuata tramite robuste barre maschio e manicotti femmina, entrambi filettati. Walterscheid ha messo a punto di recente un terzo punto idraulico con ammortizzatore integrato, in grado di migliorare la gestione dell’attrezzo nell’accoppiamento portato e di rendere più sicura (e confortevole) la conduzione del trattore, perché grazie all’accumulatore ad azoto i picchi istantanei di carico trasmessi dall’operatrice al trattore vengono efficacemente ridotti, specie nelle lavorazioni di campo e nei trasferimenti su superfici sconnesse.
È installata una valvola di non ritorno (protetta dalla sporcizia mediante un grano a vite) che, oltre a permettere la ricarica dell’azoto, può servire anche per regolare la pressione di lavoro, e quindi la rigidezza dell’ammortizzatore. Questo terzo punto dispone anche della funzionalità flottante, per cui in pratica il telaio triangolare di attacco dell’attrezzo agisce passivamente alla stregua di un gancio di traino, e il terzo punto si allunga e si accorcia seguendo fedelmente le variazioni relative di assetto tra il trattore e l’operatrice, quando si trovano a lavorare su terreni accidentati.
Stabilizzatori Idraulici e Sicurezza
Le oscillazioni laterali dell’attrezzo collegato all’attacco a 3 punti del trattore devono essere attentamente controllate, per evitare pericolose collisioni e strisciamenti tra i bracci inferiori e gli adiacenti fianchi interni degli pneumatici. La versione idraulica dello stabilizzatore assicura una transizione attiva tra le posizioni flottante e rigida, indipendentemente dalla lunghezza del braccio di sollevamento o dalla quota da terra dell’attrezzatura.
È anche possibile impostare un limitatore di corsa quando è necessario passare dalla Cat.
Accoppiamento e Rischi
Non è difficile immaginare che la sequenza descritta è piuttosto pericolosa per l’operatore a terra, che deve stazionare tra il trattore e l’attrezzatura; se il conducente non riesce a dosare sapientemente la minima velocità in retromarcia del trattore, sono possibili incidenti, anche gravi, dovuti a schiacciamento tra le due macchine del soggetto a terra.
Normalmente, i perni del triangolo di attacco dell’attrezzatura si infilano in rotule alloggiate nella parte terminale dei bracci inferiori e del terzo punto. Le rotule possono ruotare entro angoli limitati, in modo da favorire l’accoppiamento con i perni. In alternativa, le rotule possono essere abbinate a robusti ganci in acciaio stampato ad alta resistenza (per assorbire forze di trazione, di compressione e laterali elevate) dotati di cricchetto comandabile a distanza per mezzo di cavi, gestiti dal conducente seduto al posto di guida.
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