Prova di tenuta idraulica per tubazioni multistrato: procedura e normativa

Nel presente articolo, ci occuperemo del collaudo dell’impianto interno (rif. 7129-1:2015, punto 5), con particolare attenzione alle tubazioni multistrato. La procedura da adottare per collaudare gli impianti interni è variata rispetto a quella contenuta nella precedente versione 2008, anche in considerazione dei nuovi materiali precedentemente non normati, come ad esempio le tubazioni multistrato metallo plastiche.

Novità introdotte dalla norma UNI 7129

La grande novità riguarda proprio l’inserimento di una verifica ad alta pressione, da effettuare prima della verifica di tenuta, nel caso di tubazioni in multistrato e raccordi a pressare. Tale verifica ad alta pressione deve essere effettuata con valori stabiliti dal fabbricante del sistema e riportata nel libretto di istruzioni ed avvertenze. Se non specificati, la prova dovrà essere eseguita ad una pressione non inferiore a 5 bar. Questa verifica è volta ad accertare la corretta esecuzione dell’impianto e la sua idoneità meccanica.

Un’altra variazione riguarda la prova di tenuta su impianti di nuova realizzazione, volta ad accertare l’assenza di dispersioni: come nella versione 2008 la verifica di tenuta deve essere eseguita utilizzando la presa di pressione a valle del punto di inizio prima di mettere in servizio l’impianto interno, di averlo collegato al contatore, che siano stati allacciati gli apparecchi e che siano state coperte eventuali parti di impianto non a vista.

Procedura dettagliata per la prova di tenuta

Analizziamo, di seguito, con maggiore dettaglio la procedura:

  1. Dopo aver posizionato dei tappi prima del punto di inizio e dopo i rubinetti di utenza, si immette aria o gas inerte fino a raggiungere una pressione compresa tra 100 mbar e 150 mbar.
  2. Dopo un tempo di “stabilizzazione” almeno di 15 minuti si esegue una prima misura della pressione con un manometro a colonna d’acqua o apparecchio equivalente con sensibilità minima di 0,1 mbar (1 mm H2O).
  3. Viene effettuata una seconda lettura della pressione dopo 5 minuti dalla prima.

A seconda del volume (V) in litri dell’impianto, la caduta di pressione deve essere inferiore o uguale ai seguenti valori:

  • fino a 100 litri max 0,5 mbar
  • tra 100 litri e 250 litri max 0,2 mbar
  • tra 250 litri e 500 litri max 0,1 mbar

(Nella versione 2008 era previsto un tempo di attesa fra le due misurazioni di 15 minuti senza margini di caduta di pressione). Eventuali dispersioni devono essere individuate ed eliminate, quindi, si ripete la prova.

Verifica di tenuta in caso di rifacimenti o manutenzioni

Restano invariate le modalità di verifica di tenuta nei casi di rifacimenti parziali o manutenzioni straordinarie: prima di effettuare l’intervento si esegue una verifica di dispersioni dell’impianto esistente con le modalità previste dalla UNI 11137 (metodo diretto o indiretto) e si annota il valore.

Importanza della prova di tenuta

Un’installazione di un impianto a gas eseguita a regola d’arte e secondo le normative tecniche di riferimento è un requisito fondamentale per un corretto funzionamento nel lungo periodo. Gli impianti gas devono essere collaudati prima e dopo la loro messa in servizio. Durante la prova viene testata la stabilità del materiale e la tenuta dei raccordi; ciò avviene prima dell’intonacatura o della copertura delle tubazioni del gas.

Durante la prova di carico, il tubo appena installato, senza raccordi o alimentazione di gas, viene messo sotto pressione a 5 bar (la pressione da applicare può dipendere dallo specifico componente utilizzato). Il mezzo di prova è l’aria o il gas inerte. Questa prova, che dipende dalla potenza degli apparecchi installati, serve a controllare la presenza di perdite nelle tubazioni, senza raccordi e alimentazione di gas. Durante il periodo di prova, lo strumento di misura non deve registrare alcuna caduta di pressione. Periodo e pressione di prova dipendono dalla specifica norma applicata.

Le norme di riferimento sono UNI 7129, per impianti <35 Kw, e UNI 11528 (ex. D.M. Questa prova serve a verificare eventuali microperdite degli impianti con portata termica minore di 35 Kw. Viene eseguita dopo l’installazione degli apparecchi e con l’alimentazione gas.

Norma UNI EN 806: Impianti per il convogliamento di acque destinate al consumo umano

La norma UNI EN 806 fornisce le “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano“. La norma specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni sulla progettazione, installazione, modifica, sulle prove, manutenzione e sul funzionamento degli impianti per acqua potabile all’interno degli edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici, ma all’interno degli immobili. Si riferisce, quindi, al sistema di tubi, accessori e apparecchiature installati per l’approvvigionamento di acqua potabile.

Essa è divisa in 5 parti:

  • Generalità
  • Progettazione
  • Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato
  • Installazione
  • Esercizio e manutenzione

Obiettivi principali della norma UNI EN 806

Nella prima parte della UNI vengono indicati gli obiettivi principali. Essi consistono nell’assicurare che:

  • sia evitato il deterioramento della qualità dell’acqua nell’impianto;
  • la portata d’acqua e la pressione richieste siano disponibili nei punti di prelievo e nei punti di allacciamento di apparecchiature (come per esempio lavatrici e scaldaacqua);
  • l’acqua potabile soddisfi le norme riguardanti la qualità fisica, chimica e microbiologica nei punti di prelievo;
  • tutte le parti dell’impianto non provochino pericolo per la salute e non danneggino beni durante la loro durata di vita calcolata:
  • la manutenzione dell’impianto soddisfi i requisiti funzionali in tutti i momenti durante la sua durata di vita;
  • i livelli di emissione acustica siano mantenuti ad un livello minimo ottenibile;
  • siano evitati la contaminazione dell’approvvigionamento idrico pubblico, il consumo eccessivo, la perdita e l’impiego scorretto.

Progettazione degli impianti di acqua potabile (Parte 2 UNI EN 806)

La seconda parte della UNI EN 806 fornisce raccomandazioni utili e specifica i requisiti necessari per la progettazione degli impianti di acqua potabile all’interno di edifici e per le tubazioni all’esterno degli stessi, ma dentro le proprietà e si applica ai nuovi impianti, alle modifiche e alle riparazioni.

Per la progettazione e la costruzione di un impianto di acqua potabile si considerano due tipologie d’impianti:

  • gli impianti di acqua potabile chiusi (tipo A);
  • gli impianti di acqua potabile non pressurizzati (tipo B).

I suddetti impianti possono essere abbinati.

Considerazioni sulla temperatura e pressione

Particolare attenzione è data sia alla temperatura che alla pressione. Tutti i componenti del sistema devono essere progettati per soddisfare i requisiti della pressione di prova. La pressione di prova deve essere di almeno 1.5 volte la pressione di esercizio massima ammissibile (PMA). I materiali, i componenti e le apparecchiature devono essere in grado di resistere a temperature dell’acqua fino a 95° in condizioni di guasto.

Dopo 30 secondi dall’apertura completa di un raccordo di prelievo, la temperatura dell’acqua non dovrebbe superare i 25°C per i punti di prelievo di acqua fredda e non dovrebbe essere inferiore di 60°C per i sistemi centralizzati di acqua calda.

Materiali utilizzabili (Parte 2 UNI EN 806)

La norma indica i materiali accettabili per il sistema idrico, elencandoli in maniera non esaustiva nell’ “appendice A”. In nessun caso devono essere impiegati tubi e raccordi di piombo.

Le plastiche vengono divise per i sistemi di acqua fredda e calda. Per i sistemi di acqua calda troviamo il PE-X, il polibutilene, i polipropileni, il PVC-C e i tubi multistrato.

Installazione delle reti di distribuzione (Parte 4 UNI EN 806)

Le colonne di ricircolo di acqua calda devono essere collegate nella parte più alta del circuito in modo da consentire lo sfogo dell’aria. Le tubazioni devono essere poste a distanze sufficienti per consentirne lo smontaggio e a permettere al corretta esecuzione del rivestimento isolante.

Manutenzione degli impianti (Parte 5 UNI EN 806)

Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione per evitare di influire negativamente sulla qualità dell’acqua potabile, sulla distribuzione agli utenti e sulle attrezzature dell’ente di distribuzione dell’acqua. Devono essere, perciò, controllati a intervalli regolari per verificarne la sicurezza e le prestazioni.

Volume dell'impianto (V) Caduta di pressione massima
Fino a 100 litri 0,5 mbar
Tra 100 e 250 litri 0,2 mbar
Tra 250 e 500 litri 0,1 mbar

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