Quanto Costa Rifare Impianto Elettrico e Idraulico Casa: Guida Completa

Una casa deve essere accogliente, confortevole e, soprattutto, funzionale. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria la presenza di numerosi elementi che garantiscono il funzionamento degli elettrodomestici, dei sistemi di illuminazione e dei sistemi di riscaldamento. Tra quelli essenziali ci sono, senza dubbio, l’impianto idrico e l’impianto elettrico.

Cos'è e come funziona un impianto elettrico

L’impianto elettrico è un elemento presente in ogni abitazione o edificio. È un insieme di componenti che contribuiscono alla generazione e distribuzione dell’energia elettrica, rendendone possibile la sua utilizzazione in totale sicurezza. Formato da un insieme di cavi e di tubi, collegati a prese, interruttori e scatole di derivazione, deve essere costruito a norma di legge e rispettare tutti i requisiti di sicurezza. Se questi non sono rispettati, i rischi per le persone che frequentano l’abitazione, possono essere molto elevati.

Quando si realizza un impianto elettrico, pertanto, è bene rivolgersi esclusivamente a degli esperti del settore, specializzati e con comprovata esperienza, senza cedere alla tentazione di facili, ma pericolosi, risparmi sulla professionalità. Periodicamente potrebbe essere necessario un intervento sull’impianto elettrico per adeguarlo alle nuove normative e misure di sicurezza.

L’impianto elettrico è costituito da un quadro elettrico, che può essere considerato il punto centrale dell’intero sistema. È da qui che partono i fili conduttori. Generalmente si trova all’interno delle abitazioni ed è costituito da un interruttore di emergenza, un interruttore generale e almeno due interruttore differenziali.

Fanno parte dell’impianto elettrico il contatore, che misura l’energia elettrica consumata, i cavi elettrici, che trasportano l’energia elettrica dove necessario, scatole di giunzione, le prese elettriche, gli interruttori, le pulsantiere e la messa a terra, un elemento di sicurezza importante che evita la dispersione della corrente in presenza di guasti nel terreno.

Perché rifare un impianto elettrico?

Il rifacimento di un impianto elettrico è un intervento edilizio che prevede la sostituzione completa o parziale dei componenti esistenti dell’impianto con nuovi elementi, al fine di garantire la sicurezza, l’efficienza del sistema e l’aggiornamento dell’impianto in conformità con i prodotti attualmente presenti sul mercato e con le norme attuali vigenti in materia.

Saranno necessarie demolizioni parziali, rimozione di alcune componenti esistenti, realizzazione di tracce per creare nuove canalizzazioni per i cavi elettrici, posa in opera di nuovi corrugati, cassette di derivazione, frutti e porta frutti, ecc., passaggio di nuovi conduttori elettrici e ripristino delle finiture (intonaco, pitturazione, rivestimenti, ecc.).

Se devi affrontare il progetto di ristrutturazione di un’immobile, e stai valutando se rifare anche l’impianto elettrico, questo focus può esserti di supporto per capire quando e perché è necessario prevedere questo tipo d’intervento.

I motivi per optare per il rifacimento dell’impianto elettrico includono:

  • Sicurezza - uno dei motivi principali per rifare un impianto elettrico è migliorare la sicurezza. Gli impianti obsoleti possono presentare rischi significativi, come cortocircuiti, surriscaldamenti e, nei casi peggiori, incendi. Materiali e tecnologie più attuali offrono maggiori garanzie contro questi rischi.
  • Conformità alle normativa - le normative elettriche cambiano nel tempo per adattarsi alle nuove tecnologie e garantire livelli di sicurezza più elevati. Un impianto vecchio potrebbe non essere più conforme agli standard attuali che regolano l’installazione degli impianti elettrici negli edifici civili.
  • Efficienza energetica - gli impianti moderni sono progettati per essere più efficienti dal punto di vista energetico. L’uso di dispositivi come lampadine LED, elettrodomestici a basso consumo e sistemi di gestione dell’energia può ridurre significativamente il consumo di elettricità.

È possibile rifare solo alcune parti dell’impianto?

La risposta è sì, è possibile rifare solo alcune parti dell’impianto elettrico senza rifare tutto. Tuttavia, ci sono alcune condizioni e limitazioni da considerare, come lo stato di conservazione dell’impianto, la sua rispondenza alla normativa, la sicurezza, la fattibilità dell’intervento.

Se l’impianto è vecchio e non rispetta le norme di sicurezza, infatti, è spesso più conveniente rifare l’intero impianto per garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema, evitando poi di dover intervenire comunque in modo più profondo qualche anno dopo. Se l’impianto è in buone condizioni e rispetta le norme, è possibile rifare solo le parti che necessitano di manutenzione, come ad esempio sostituire i cavi o i punti luce. Inoltre, l’impianto esistente può anche essere ampliato, con l’aggiunta di nuovi punti luce.

Rifare solo alcune parti dell’impianto può essere più economico rispetto a rifare tutto, ma può richiedere più tempo ed opportune valutazioni e una pianificazione attenta dei lavori per evitare interruzioni del servizio elettrico e minimizzare gli inconvenienti per gli abitanti. In sintesi, rifare solo alcune parti dell’impianto elettrico può essere una soluzione più economica e meno invasiva, ma richiede una valutazione attenta delle condizioni dell’impianto e delle norme da rispettare.

Quando l’impianto elettrico è da rifare?

Solitamente, è consigliato rifare l’impianto elettrico ogni 30 anni. Tuttavia, in caso di malfunzionamenti, come continui cali improvvisi di tensione, contatore che salta troppo spesso, odore di bruciato dalle prese, fuoriuscita di scintille dalle prese, è consigliato intervenire anche se l’impianto non è proprio così datato, soprattutto se si manifestano condizioni di pericolo per la sicurezza. Questi segnali, infatti, possono indicare che l’impianto elettrico è vecchio o che non rispetta le norme di sicurezza, richiedendo un rifacimento completo per garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema.

Quanto costa rifare l’impianto elettrico?

Il costo per rifare completamente un impianto elettrico può variare significativamente in base alle dimensioni dell’immobile, alle condizioni dell’impianto esistente, alle lavorazioni da includere e alle scelte di design.

Ecco alcune stime generali per avere un’idea di massima del costo:

  • Per punto luce: 50,00 € - 150,00 €;
  • Per metro quadrato: 40 € - 80 €.

Per un appartamento di 100 metri quadrati, occorre prevedere una spesa che oscilla tra 4.000 € e 8.000 €, da valutare caso per caso in base alle lavorazioni da includere, al numero dei punti luce (che parte da almeno 40 punti luce per un impianto standard di un’abitazione di 100 m2) e alla tipologia dei prodotti scelti.

Questi costi possono variare in base a diversi fattori, come:

  • Tipologia di impianto: se si tratta di un impianto a vista o incassato, standard, base o domotico;
  • Livello di complessità dell’impianto: se l’impianto richiede tecnologie avanzate o modifiche dello stato di fatto, il costo può aumentare significativamente;
  • Normative e approvazioni necessarie: il costo può aumentare se sono necessarie approvazioni speciali o lavori di demolizione e ricostruzione (tramezzi, controsoffitti, ecc.).

Se si scelgono materiali di qualità superiore o si prevede di integrare un sistema domotico, il costo potrebbe salire a circa 100 € - 150 € al mq. Per 100 mq, il costo potrebbe quindi arrivare tra 10.000 € e 15.000 €.

In generale, è importante fornire un computo metrico dettagliato di tutte le lavorazioni per ottenere una stima precisa del costo del rifacimento dell’impianto elettrico.

Tabella dei Costi Stimati per il Rifacimento dell'Impianto Elettrico

Dimensione Appartamento Costo Stimato (Impianto Base) Costo Stimato (Impianto Domotico/Materiali di Qualità)
40 mq (35 punti luce) 1.700 € - 3.200 € 3.500 € - 6.000 €
100 mq (80 punti luce) 4.000 € - 8.000 € 10.000 € - 15.000 €
150 mq (120 punti luce) 6.000 € - 12.000 € 15.000 € - 22.500 €

Rifacimento dell’impianto elettrico: le fasi

La prima fase consiste in una valutazione dettagliata dell’impianto esistente. Un tecnico qualificato esaminerà l’impianto per individuare eventuali problemi e determinare l’entità dei lavori necessari. Questo include l’analisi dei cavi, delle prese, degli interruttori e del quadro elettrico.

Una volta completata la valutazione, si procede con la progettazione del nuovo impianto. Questa fase prevede la creazione di un piano dettagliato che specifichi la posizione di cavi, prese, interruttori e altri componenti. È fondamentale tenere conto delle esigenze specifiche dell’edificio e dei suoi occupanti. Per progettare un impianto elettrico è opportuno utilizzare un software per la progettazione impiantistica. Soprattutto in caso di rifacimento di un impianto esistente, può essere utile seguire una metodologia progettuale BIM che permette di evitare conflitti tra elementi esistenti e quelli di nuova realizzazione ed errori di progettazione. Infatti, inserire il modello dell’impianto elettrico sul modello 3D già completo di elementi strutturali, architettonici e impiantistici, limita la possibilità di commettere errori in cantiere ed aiuta ad avere un quadro completo del lavoro da svolgere.

Inoltre, realizzare il modello BIM che rappresenti il digital twin dell’edificio reale, costituisce un importante punto di partenza per la gestione della manutenzione dell’impianto e, addirittura, la sua futura dismissione.

L’installazione è la fase più operativa del rifacimento. Comprende la rimozione del vecchio impianto e l’installazione del nuovo secondo il progetto esecutivo. Durante questa fase, è importante seguire rigorosamente le normative di sicurezza per prevenire incidenti.

Dopo l’installazione, l’impianto deve essere collaudato per verificare che funzioni correttamente e che rispetti tutte le normative. Questa fase include test di continuità, isolamento e protezione differenziale. Al termine dei test, viene rilasciata la certificazione di conformità, che attesta che l’impianto è sicuro e a norma.

Il rifacimento di un impianto elettrico è un’operazione complessa che richiede competenze specifiche. È fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e certificati per garantire un lavoro di qualità. Una pianificazione accurata è essenziale per evitare imprevisti e ritardi. Inoltre, quando progetti il nuovo impianto, tieni conto delle possibili espansioni future. Prevedi spazi e predisposizioni per l’aggiunta di nuovi dispositivi o per l’installazione di sistemi domotici.

Quando un impianto elettrico è a norma?

Un impianto elettrico può essere considerato a norma di legge se certificato dalla dichiarazione di conformità. La dichiarazione di conformità è quel documento nel quale il professionista abilitato attesta la messa in regola di un impianto. La normativa che regolamenta tale rilascio è il Decreto Ministeriale 37/2008.

Affinché sia conforme alle leggi vigenti e conformi alle direttive del Comitato Elettronico Italiano, un sistema elettrico deve rispettare i seguenti requisiti:

  • Essere progettato da un'azienda o da un professionista certificato, incluso nell'elenco dei professionisti registrati presso la camera di commercio;
  • Includere interruttori magnetotermici all'interno del quadro elettrico, capaci di interrompere, totalmente o parzialmente, l'erogazione di corrente elettrica;
  • Essere dotato di un interruttore differenziale (salvavita) che, in caso di dispersione o sovraccarico nella rete elettrica, interrompa il flusso di corrente;
  • Comprendere un sistema di messa a terra, un dispositivo di sicurezza che smaltisce l'energia in eccesso verso la terra per evitare il rischio di scosse elettriche.
  • Prevedere utenze separate e distinte.

Infine, è fondamentale l’impiego di cavi adeguati alla capacità del sistema elettrico.

Quanto costa rifare l'impianto idraulico?

Spesso, chi decide di sistemare l’impianto elettrico, esprime la propria volontà a rifare anche l’impianto idraulico.

Il costo di rinnovare un impianto idraulico non è determinato dalla metratura dell'abitazione, ma dal numero di punti acqua necessari. Per calcolare tali punti, è fondamentale considerare vari fattori:

  • Numero di bagni con lavandini, doccia, vasca, bidet, tazza per acqua fredda e calda, e scarichi;
  • Elementi in cucina, inclusi lavandino e collegamenti per lavastoviglie o lavatrice;
  • Presa per la caldaia dell'acqua calda;
  • Eventuali prese d'acqua su balconi o terrazzi.

Il costo per rinnovare l'impianto idraulico in un bagno varia da 600 a 1.200 euro per case più piccole,mentre per abitazioni più ampie si attesta tra 1.400€ e 1.800 euro. Se l'intervento riguarda la cucina, dove le tubature possono essere lunghe, il prezzo si aggira tra 800€ e 900€.

Per un bagno di circa 10 mq, con almeno quattro punti acqua, i costi per il rifacimento dell'impianto elettrico oscillano tra 900€ e 1.300€, escludendo sanitari e rubinetteria.

Se il rifacimento coinvolge l'intero impianto, comprensivo di rubinetteria e materiali, i prezzi vanno dai 2.000€ ai 4.000€. Inoltre, è possibile sfruttare agevolazioni fiscali della Legge di Stabilità per ottenere detrazioni fino al 50% delle spese IRPEF in 10 anni, poiché il rinnovo dell'impianto rientra nella manutenzione straordinaria.

Manutenzione degli impianti elettrici e gli interventi periodici necessari

Una corretta manutenzione dell’impianto elettrico e l’esecuzione di interventi periodici sono necessari per poter garantire il suo corretto funzionamento e la riduzione di rischi e pericoli.

Quando richiesto dalla legge, è importante effettuare una messa a norma. Questa si rivela essenziale in presenza dell’aggiornamento o la modifica delle normative vigenti. È altresì importante sostituire tutti gli elementi dell’impianto usurati e installare dei dispositivi di sicurezza.

Programmando una periodica manutenzione si possono prevenire i guasti, riducendo le probabilità di dover eseguire interventi imprevisti e costosi, ridurre i rischi e i pericoli per gli inquilini e, soprattutto, mantenere nel tempo una buona efficienza energetica e, di conseguenza, una riduzione dei consumi.

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