Il Tragico Caso di Raffaele Bagni: Il Furto della Salma e Altre Storie di Profanazione di Tombe
La storia di Salvatore Bagni è segnata da successi sportivi e da tragedie personali. Oggi, a 68 anni, Salvatore Bagni gira il mondo alla ricerca di nuovi talenti del calcio. In passato, è stato un grande giocatore di Napoli (dove ha vinto uno scudetto) e Inter, nonché della Nazionale azzurra. La sua amicizia con Diego Armando Maradona è una delle più solide che Dieguito ha avuto fin prima di morire.
La Morte del Figlio Raffaele
Nel 1992, la vita di Bagni fu sconvolta dalla perdita del figlio Raffaele, di soli 3 anni, in un incidente d'auto. «Eravamo tutti e cinque in macchina, guidava mia moglie - racconta al Corriere -. Stavamo andando pianissimo, a 38 km/h. Un’auto non rispettò lo stop e andammo a sbattere contro un muretto. È stata fatale l’apertura dell’airbag. In quel momento ce l’avevo in braccio e non sedeva dietro perché era stato appena allattato e temevamo che potesse vomitare. Noi genitori abbiamo cercato di restare vicini ai suoi fratelli, affidandoci a degli psicologi anche per quello che è successo dopo».
Il Trafugamento della Salma
La tragedia non finì qui, perché la salma di Raffaele fu trafugata. «Ce l’hanno portato via per la seconda volta. Saranno stati almeno in quattro a scavalcare il cancello e a entrare in quel cimitero, prelevando la bara dall’alto. Ci chiesero dei soldi, 300 milioni di lire, anni dopo un procuratore ci disse che probabilmente sarebbero serviti per finanziare il sequestro Soffiantini. Alle chiamate dei sequestratori rispondevo direttamente io, dovevo cercare di intrattenerli il più possibile per far sì che i Ros li intercettassero. Li avrei pagati, ma me lo impedirono. Un giorno ci accordammo, ci saremmo dovuti incontrare a Predappio. Mi misi alla guida con una valigetta di soldi falsi e il giubbotto antiproiettile».
Il Mancato Aggancio con i Banditi
Salvatore Bagni poi rivela come andò con i rapitori della bara del figlio Raffaele: «Avevo una macchina dietro e tre agenti del Ros nascosti con me. Dovevo avere una bicicletta sul tettuccio così che i sequestratori mi potessero riconoscere, poi mi avrebbero lanciato dei segnali luminosi dopo una quarantina di chilometri. Abbiamo ripetuto il tragitto per tre o quattro volte, nessuno si è fatto vivo. Forse avevano capito che non ero solo, forse non mi hanno visto. Quel giorno c'era una nebbia fittissima».
Bagni rivela di non aver mai desiderato avere un altro figlio dopo questa terribile esperienza: «Non esiste la copia di un figlio. Ne avevo già avuti tre, avevo già la mia famiglia. Decisi di farmi sterilizzare».
Altri Casi di Trafugamento di Salme Celebri
Il caso di Raffaele Bagni non è isolato. La storia recente è costellata di episodi simili, dove le salme di persone note sono state trafugate per scopi estorsivi. Dal caso di Enrico Cuccia a quello di Serafino Ferruzzi, fino addirittura alle spoglie di Charlie Chaplin.
- Enrico Cuccia: La salma dell'ex "dominus" di Mediobanca fu trafugata dal cimitero di Meina nel 2001. I rapitori chiesero un riscatto, ma la bara fu ritrovata dalla polizia in una baita sopra Condove.
- Serafino Ferruzzi: La salma del fondatore del gruppo "Ferruzzi agricola finanziaria" fu trafugata dalla tomba di famiglia a Ravenna nel 1987. I rapitori chiesero 10 miliardi di lire, ma la famiglia rifiutò di pagare. La salma non è mai stata ritrovata.
- Charlie Chaplin: Nel 1978, la bara di Charlie Chaplin fu trafugata dal cimitero di Corsier sur Vevey in Svizzera. Due rifugiati politici chiesero un riscatto, e la salma fu ritrovata 15 giorni dopo vicino al villaggio di Neuville.
- Juan Domingo Peron: Nel 1987, la tomba dell'ex presidente argentino fu profanata e le sue mani furono rubate. I rapitori chiesero un riscatto di otto milioni di dollari.
- Mike Bongiorno: La salma del presentatore televisivo, morto l’8 settembre del 2009, era stata trafugata nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2011, dal cimitero di Dagnente, frazione di Arona, nel novarese. Il ritrovamento sarebbe avvenuto da parte di un passante.
Tabella dei Trafugamenti di Salme
| Nome | Anno del Trafugamento | Luogo del Trafugamento | Richiesta di Riscatto | Esito |
|---|---|---|---|---|
| Enrico Cuccia | 2001 | Meina (Lago Maggiore) | Sì | Salma ritrovata |
| Serafino Ferruzzi | 1987 | Ravenna | Sì | Salma non ritrovata |
| Raffaele Bagni | 1992 | Cesenatico | Sì | Salma non ritrovata |
| Charlie Chaplin | 1978 | Corsier sur Vevey (Svizzera) | Sì | Salma ritrovata |
| Juan Domingo Peron | 1987 | Buenos Aires | Sì | Mani rubate, caso irrisolto |
| Mike Bongiorno | 2011 | Arona | Sì | Salma ritrovata |
Il Dolore Incolmabile di Salvatore Bagni
Salvatore Bagni ha raccontato alcuni retroscena inediti relativi al sequestro della salma del suo piccolo Raffaele morto in seguito ad un incidente.
La foto della bara lasciata sul parabrezza dell’auto in un giorno di nebbia, sembrò tutto così assurdo. Un mese con i carabinieri in casa, aspettando invano una telefonata. Raffaele c’è ogni giorno, lo sentiamo accanto a noi. Il problema non è quel corpo che non è più al cimitero perché io ho fede. Ma subito ci siamo preoccupati degli altri figli. Io ho fatto finta di essere meno piegato dalla vicenda, ma ero quello più sconvolto. E ora con il sorriso positivo affronto la vita. Diciotto anni dopo quella ferita resta ancora aperta. E non c’è dubbio che non si rimarginerà mai.
Il Dramma della Mamma Morta e lo Tsunami alle Maldive
Un altro dramma che ha segnato la vita di Bagni è la morte della madre: «Venne a mancare il 16 dicembre del 2004. Io e mia moglie stavamo per andare in Sri Lanka, avevamo già prenotato tutto. Ma decidemmo di ritardare il viaggio e di virare sulle Maldive. Dieci giorni dopo ci fu uno dei più violenti tsunami di sempre che devastò il Paese. I morti furono oltre 200mila». Lo tsunami però colpì anche le Maldive, ma l'ex del Napoli sottolinea: «Molto meno. Eravamo in spiaggia, per fortuna non nei bungalow. Ricordo l'enorme massa d’acqua e un rumore che non si può dimenticare. Mia figlia rimase paralizzata dalla paura, per salvarla la presi di peso e l’attaccai a un albero».
Un Rapporto Speciale con Diego Armando Maradona
Salvatore Bagni e Maradona, un rapporto nato a Napoli e che ha segnato un'amicizia e vera e profonda negli anni. «Arriviamo a Napoli insieme, nel 1984 - spiega Bagni al Corriere -. Io insieme a mia moglie, lui con altre 10 o 15 persone. Eravamo agli opposti, a me non piaceva uscire la sera. Ma fra noi la stima fu immediata perché lo trattavo da Diego e non da Maradona. Se avevo qualcosa da dirgli, glielo dicevo. Abbiamo passato nottate intere a discutere di cose che gli scottavano».
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