Invarianza Idraulica nella Regione Friuli Venezia Giulia: Normativa e Gestione

La gestione delle risorse idriche e la tutela del territorio sono elementi fondamentali per lo sviluppo sostenibile della regione Friuli Venezia Giulia. A tal fine, diverse normative regionali e nazionali concorrono a definire il quadro di riferimento per la realizzazione di opere e interventi che possano impattare sul regime idraulico.

Quadro Normativo di Riferimento

Il quadro normativo di riferimento è composto da diverse leggi regionali e decreti che regolamentano vari aspetti della gestione delle acque e del territorio.

  • Legge Regionale 11 ottobre 2012, n. 2: Riguarda diverse modifiche e integrazioni a normative esistenti.
  • Legge Regionale 29 aprile 2015, n. 15: Si concentra sulla tutela qualitativa dei corpi idrici.
  • Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50: Implementa direttive europee relative alle concessioni autostradali e alla sicurezza delle gallerie.
  • Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152: Dispone in materia di tutela delle acque dall'inquinamento.
  • Legge Regionale 14 maggio 2021, n. 6: Interviene su diverse disposizioni legislative regionali.
  • Legge Regionale 6 febbraio 2018, n. 3: Disciplina la gestione delle risorse idriche.
  • Legge Regionale 15 aprile 2016, n. 6: Regolamenta le attività estrattive.
  • Legge Regionale 6 agosto 2019, n. 13: Interviene in materia di energia.
  • Legge Regionale 6 novembre 2020, n. 16: Disposizioni finanziarie e altre misure urgenti.
  • Legge Regionale 15 ottobre 2009, n. 19: Testo unico in materia di risorse naturali.
  • Legge Regionale 28 dicembre 2017, n. 45: Bilancio di previsione per gli anni 2018-2020.
  • Legge Regionale 11 novembre 2009, n. 19: Disciplina l'attività edilizia.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 18 febbraio 1999, n. 238: Regolamento recante norme per l'attuazione di alcune disposizioni della legge 5 gennaio 1994, n. 36, in materia di risorse idriche.
  • Legge 7 agosto 1990, n. 241: Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
  • Legge 23 dicembre 1998, n. 448: Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo.

Principio dell'Invarianza Idraulica

Un elemento chiave nella gestione delle acque è il principio dell'invarianza idraulica. Questo principio mira a contenere il potenziale incremento dei deflussi nella rete idrografica e/o nella rete di drenaggio a seguito di precipitazioni meteoriche.

Le soglie per l'applicazione di tale principio sono individuate tramite un regolamento, che tiene conto degli aspetti idrologici e idraulici del territorio.

Approvazione degli Impianti di Depurazione delle Acque Reflue Urbane

L'approvazione degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane segue un iter ben definito, che coinvolge diversi attori e prevede specifiche verifiche.

Contenuti Essenziali del Progetto

I progetti per gli impianti di depurazione devono includere:

  • Analisi dettagliata dei vincoli al progetto.
  • Descrizione delle modalità di gestione finalizzate ad assicurare il rispetto dei valori limite degli scarichi.
  • Analisi delle fasi di avviamento, gestione transitoria e avvio a regime, con dettaglio delle eventuali deroghe temporanee e delle azioni di mitigazione ambientale.
  • Piano di monitoraggio per la verifica del rispetto dei valori limite degli scarichi e degli obiettivi prestazionali dell'impianto.

Verifiche da Parte di AUSIR

L'Autorità Unica per i Servizi Idrici e Rifiuti (AUSIR) effettua le seguenti verifiche:

  • Coerenza del progetto con il Programma degli interventi e il Piano delle opere strategiche.
  • Presenza nel progetto dei contenuti essenziali.
  • Eventuale necessità di revisione degli agglomerati interessati.

Parere di ARPA

ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) partecipa alla conferenza di servizi per esprimere il parere sul piano di monitoraggio.

Procedimento di Approvazione

Il procedimento si conclude con il provvedimento di AUSIR di approvazione o diniego del progetto, entro novanta giorni dalla presentazione. Entro trenta giorni dall'approvazione, il gestore del servizio idrico integrato adegua il progetto e il quadro economico alle prescrizioni contenute nel provvedimento e li trasmette ad AUSIR.

Adeguamento degli Impianti Esistenti

Anche gli impianti di depurazione esistenti devono essere adeguati alle normative vigenti. I termini per l'adeguamento variano in base alla potenzialità dell'impianto:

  • Due anni per gli impianti con potenzialità maggiore o uguale a 50.000 abitanti equivalenti.
  • Quattro anni per gli impianti con potenzialità superiore o uguale a 10.000 e inferiore a 50.000 abitanti equivalenti.
  • Sei anni per gli impianti con potenzialità superiore o uguale a 5.000 e inferiore a 10.000 abitanti equivalenti.
  • Otto anni per gli impianti con potenzialità superiore o uguale a 2.000 e inferiore a 5.000 abitanti equivalenti.

La relazione di corretto funzionamento dell'impianto è basata su una simulazione di processo che valida l'efficacia depurativa in termini di bilanci di massa e di concentrazione degli effluenti, effettuata dai gestori del servizio idrico integrato mediante l'utilizzo di un unico applicativo informatico individuato in accordo con AUSIR.

Opere e Interventi su Aree da Acquisire da Parte dei Comuni

Riguardo alle opere e interventi su aree da acquisire da parte dei Comuni, è necessario seguire le procedure stabilite dalle normative vigenti.

Corpo Idrico Superficiale

Per corpo idrico superficiale si intende un elemento distinto e significativo di acque superficiali, come un lago, un invaso, un fiume, un torrente, un rio, una roggia, uno scolo o un canale, nonché di acque di transizione o un tratto di acque costiere.

Cartografia e Pubblicazione Dati

La cartografia relativa alle aree di interesse idrogeologico è redatta in formato cartaceo e su supporto informatico dalla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, depositata presso la medesima struttura, nonché presso gli uffici della Giunta regionale ed è pubblicata sul sito istituzionale della Regione.

Classificazione delle Nuove Opere Idrauliche

La classificazione delle nuove opere idrauliche e idraulico-forestali realizzate dalla Regione, dai Comuni, dai Consorzi di bonifica, nonché da altri soggetti o enti pubblici, anche con fondi propri, è disposta con decreto del direttore centrale della struttura regionale competente in materia di ambiente, pubblicato sul sito istituzionale della Regione.

Sistema Informativo per il Dissesto Idrogeologico

La Protezione civile della Regione realizza e gestisce, nell'ambito del Sistema integrato di Protezione civile, il sistema informativo finalizzato alla raccolta delle segnalazioni di dissesto idrogeologico che pervengono alla Sala operativa regionale e in grado di fornire l'evoluzione in tempo reale delle situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, per l'ambiente e per i beni esposti.

Gestione delle Opere di Regolazione Idraulica

La gestione delle opere di regolazione idraulica può essere affidata dalla Regione ai Consorzi di bonifica o ad altri soggetti pubblici sulla base di una convenzione che preveda le modalità di gestione e il compenso per i relativi oneri.

Piano Regionale di Tutela delle Acque

Il Piano regionale di tutela delle acque è uno strumento fondamentale per la gestione e la protezione delle risorse idriche. Il progetto del Piano è sottoposto al parere della competente Commissione consiliare che si esprime entro sessanta giorni dalla data di ricezione della richiesta.

Il Piano regionale di tutela delle acque è pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione.

Dalla data di adozione del progetto di Piano regionale di tutela delle acque non sono rilasciati concessioni di derivazione di acque superficiali o sotterranee per uso diverso da quello idropotabile, nonché autorizzazioni, concessioni, permessi, nulla osta, atti di consenso, concernenti opere, interventi o attività, compresi i relativi rinnovi e varianti, che siano in contrasto con le misure di salvaguardia del Piano.

Criteri di Priorità degli Interventi

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale 3 giugno 2025, n. 7 (Disposizioni multisettoriali), con regolamento sono definiti i criteri di priorità degli interventi.

Attraversamento di Corsi d'Acqua

Gli oneri connessi alla gestione e alla manutenzione dei manufatti di attraversamento di corsi d'acqua costituiti da ponti e guadi, sono a carico dei Comuni, o dell'ente gestore della strada, o dei soggetti pubblici o privati che ne usufruiscono. In caso di mancata assunzione di tali oneri, i manufatti sono rimossi a cura e spese dei medesimi soggetti.

Nell'ipotesi di inerzia di un soggetto pubblico o privato, la struttura regionale competente in materia di difesa del suolo assegna al medesimo, mediante diffida, un termine per provvedere comunque non inferiore a trenta giorni. Decorso inutilmente il termine e sentito il soggetto inadempiente, la medesima struttura regionale provvede all'adozione dei provvedimenti necessari ad assicurare lo svolgimento dell'attività non realizzata con oneri a carico del soggetto inadempiente.

Autorizzazione Idraulica per Nuovi Scarichi

Il rilascio dell'autorizzazione idraulica per nuovi scarichi o per l'adeguamento di scarichi esistenti che conferiscono la portata, direttamente o indirettamente, a un corso d'acqua demaniale, funzionali all'attuazione di nuovi interventi previsti nei piani attuativi comunali approvati anteriormente all'entrata in vigore della legge regionale 11 agosto 2009, n. 13, è subordinato alla verifica di compatibilità con le disposizioni del Piano regionale di tutela delle acque.

Adeguamento delle Opere di Sbarramento

La struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, a seguito di accertamenti effettuati nell'ambito delle funzioni di vigilanza, può chiedere ai proprietari e ai gestori, qualora non proprietari, di presentare, entro il termine di centottanta giorni, un progetto di adeguamento delle opere di sbarramento e delle relative modalità di esercizio ai fini dell'autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio delle stesse.

Il mancato rispetto di tale termine comporta la sospensione dell'esercizio delle opere di sbarramento sino all'emissione del provvedimento di autorizzazione.

Interventi di Manutenzione dell'Alveo

Gli interventi di manutenzione dell'alveo sono realizzati prioritariamente attraverso la movimentazione del materiale litoide e, in subordine, nel caso in cui detta movimentazione non sia sufficiente a ripristinare la sezione dell'alveo e delle golene, sono attuati attraverso l'estrazione e l'asporto del materiale litoide, con le modalità previste agli articoli 21, 22, 23, 24, 25, 27 e 28.

Conferenza di Servizi

Nel caso in cui l'attuazione del progetto dell'intervento comporti la necessità di acquisire autorizzazioni, concessioni, pareri, licenze, intese, concerti, nulla osta e atti di assenso, comunque denominati, propedeutici all'emissione del provvedimento di concessione, l'ente competente per classe di corso d'acqua, convoca una conferenza di servizi, ai sensi degli articoli da 22 a 22 sexies della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7.

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