Requisiti per Aprire una Ditta Idraulica in Italia

Al giorno d’oggi, intraprendere il mestiere di idraulico può rappresentare uno sbocco lavorativo importante per tantissimi giovani, data la sua indiscussa utilità e le opportunità di guadagno che offre. Aprire un’attività di idraulico, specie a livello imprenditoriale, è un’ottima idea per avviare un percorso lavorativo autonomo. Per avviare un’attività di idraulica è necessario possedere una serie di requisiti e competenze specifiche ed essere sempre aggiornati sui nuovi impianti e sui moderni sistemi di utilizzo delle risorse idriche ed energetiche.

Competenze e Conoscenze Necessarie

Il campo di operatività di un idraulico fa riferimento a tutta una serie di interventi di carattere tecnico, come il montaggio, la riparazione e la manutenzione di impianti idraulici, di riscaldamento e di produzione dell’acqua calda, oltre alla posa in opera di cisterne e condutture per il combustibile da riscaldamento. Con l’avvento dei metodi di sfruttamento delle energie alternative, deve avere conoscenza del funzionamento dei sistemi fotovoltaici e dei collettori solari, delle pompe di calore, delle biomasse. L’idraulico, quindi, può occuparsi di piccoli interventi come della realizzazione di interi impianti su immobili civili e industriali, l'installazione dei quali cambia in relazione alla destinazione e alla natura della rete di distribuzione dell’edificio.

Innanzitutto, occorre dare uno sguardo al percorso necessario per esercitare la professione di idraulico. Per poter essere definiti idraulici bisogna conseguire obbligatoriamente un corso che attesti la reale competenza in tale settore. Questi deve conseguire un’attestazione professionale dopo aver frequentato un corso di formazione specifico. Per una preparazione ancora maggiore e specifica è possibile iscriversi presso istituti scolastici professionali per idraulici dove alla fine del ciclo di studio verrà rilasciato il diploma.

Il Decreto Ministeriale 37/2008 classifica gli impianti in diverse categorie, ciascuna identificata da una lettera. Le imprese di installazione e manutenzione di impianti devono nominare come responsabile tecnico un soggetto in possesso di determinati requisiti tecnico professionali indicati nell’art.4 D.M.:

  • Laurea in materie tecniche (es. ingegneria, architettura, fisica) presso una università statale o legalmente riconosciuta;
  • Diploma di istruzione tecnica (es. fisica industriale, meccanica, termometrica), necessario un anno di esperienza lavorativa in un’impresa del settore, oppure in uffici tecnici di imprese non del settore in cui si svolgono mansioni inerenti l’attività di installazione di impianti. In questo ultimo caso, è necessario che l’impresa abbia regolarmente iscritto nel Registro delle imprese una struttura interna dedicata all’attività impiantistica;
  • Qualifica professionale (es. tecnico delle industrie meccaniche, operatore alle macchine utensili, installatore di impianti idro-termo sanitari).

Per operare nella fase di installazione e manutenzione degli impianti il responsabile tecnico deve essere in possesso del requisito F.E.R. ai sensi della Legge 28/2011, nota anche come Decreto Rinnovabili, che prevede requisiti specifici per chi vuole ottenere la qualifica professionale per l’installazione e la manutenzione straordinaria di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili.

Ai sensi dell’art. 287 del Codice ambientale (DLgs 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” e s.m.i), il personale addetto alla conduzione degli impianti termici civili di potenza termica nominale superiore a 200.000 Kcal/h (232 kW) deve essere munito di un patentino di abilitazione rilasciato al termine di un corso per conduzione di impianti termici, previo superamento dell’esame finale.

Termoidraulici e caldaisti hanno l’obbligo di iscrizione al CURIT, il Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici. Si tratta di una banca dati istituita da Regione Lombardia nel 2008 per raccogliere e gestire i dati relativi a tutti gli impianti termici presenti sul territorio regionale.

Adempimenti Burocratici

Il primo passo per avviare un’attività in proprio come idraulico è aprire la partita IVA. Si tratta solo del primo obbligo burocratico da adempiere ed è seguito da diverse altre fasi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA.

Per ottenere il riconoscimento e la certificazione dei requisiti professionali, è opportuno procedere all’elezione di una sede e alla compilazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), con la quale si dichiara di aver intrapreso l’attività nel comune di appartenenza. Dovrai presentare la SCIA presso il Comune di riferimento, per dichiarare che l’attività è conforme ai requisiti di legge.

L’attività deve essere iscritta al Registro delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio. È obbligatoria per operare in modo legale. Gli enti previdenziali e assicurativi garantiscono copertura ai fini pensionistici e protezione in caso di infortuni sul lavoro.

Per aprire una ditta di termoidraulica è sufficiente presentare richiesta presso la camera di commercio, in questo modo richiedere l'iscrizione all'albo delle imprese artigiane ed al Repertorio economico amministrativo, e ricevere successivamente la partita IVA. È anche il momento in cui decidere se aprire una ditta individuale, oppure una società di persone o capitali.

Codice ATECO

Uno degli aspetti più importanti da definire nel momento in cui un idraulico apre partita IVA è il cosiddetto codice ATECO. Il codice ATECO permette di stabilire la tipologia di attività che un’azienda o un professionista può svolgere.

Sia gli idraulici che gli elettricisti rientrano nella “classe F”, ovvero quella dedicata alle costruzioni e identificata dal numero 43. A essa segue la divisione 22 nel caso degli idraulici e la divisione 21 nel caso degli elettricisti. Questa è la base fissa del codice ATECO per queste due categorie professionali, a cui possono seguire ulteriori specializzazioni che fanno riferimento a specifici codici. Ogni partita IVA può infatti contemplare al suo interno più sigle.

Regime Fiscale

Insieme al codice ATECO, l’altra questione che occorre definire con attenzione quando si apre una partita IVA è il regime fiscale. Parliamo della totalità delle regole contabili e fiscali che vanno rispettate per essere in regola. I regimi fiscali attualmente opzionabili per idraulici sono tre:

  • Regime forfettario: Può essere aperto con ricavi fino ai 65 mila euro. È il regime più conveniente a livello fiscale, a fronte di una tassazione più bassa nonché di una gestione della contabilità ridotta ai minimi termini rispetto agli adempimenti burocratici.
  • Regime ordinario con contabilità semplificata: Viene scelto quando non è possibile accedere per varie ragioni, non solo di natura economica, al regime forfettario. Il reddito è conteggiato sottraendo i costi dai ricavi. L’IRPEF viene stabilita dagli scaglioni previsti dalla legge. Diversamente dal precedente, il lavoratore risulta soggetto all’IVA.
  • Regime ordinario con contabilità ordinaria: La contabilità ordinaria è più articolata e complessa di quella semplificata, a fronte di un medesimo sistema di quantificazione dei costi come dei ricavi. È obbligatoria per le società di capitali e per ditte individuali e società di persone che superano la soglia dei 500 mila euro per la prestazione dei servizi, che diventano 700 mila per le altre tipologie di imprese.

Qualora il fatturato della Ditta non superi i 65.000 euro, può essere adottato il regime forfettario: si tratta di un regime con versamento dell'imposta agevolato, che consente di risparmiare notevolmente sui costi. La seconda alternativa, invece, oltre che opzionale, diventa obbligatoria se superi il limite del fatturato.

Costi Iniziali

Avviare questo tipo di attività comporta dei costi importanti: oltre a una sede o laboratorio, che può anche essere assente se si lavora soltanto a domicilio, ci sono comunque delle esigenze fisse che richiedono dei costi considerevoli, come quella di disporre di un magazzino per depositare strumenti e materiali. Inoltre, dovranno essere acquistate tutte le attrezzature necessarie e dei mezzi di locomozione per il trasporto della merce e per gli spostamenti durante gli interventi.

In linea di massima, per l'avvio di un'azienda idraulica si può stimare un costo iniziale medio di 80/100 mila euro, cifra che può lievitare anche notevolmente nel caso di imprese molto grandi.

Per quello che riguarda il costo, questo comprende prima di tutto l’apertura di una sede. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, è indispensabile disporre di uno o più mezzi aziendali, a seconda del volume di lavoro dell’azienda. Furgoncini, furgoni di dimensioni diverse servono ad effettuare gli spostamenti presso i clienti, ed a riporre il materiale necessario ed i pezzi di ricambio. I costi di pubblicità costituiscono un punto cardine dell’attività, in quanto rivestono una fondamentale importanza.

I costi generalmente sono abbastanza ridotti, e il grosso della spesa starà nell'attrezzare la ditta con gli strumenti del mestiere ed eventuali automezzi, e potrebbe anche servire un prestito in caso non si abbia sufficiente capitale da investire.

Costi legati all’apertura della partita IVA per idraulici

Essi sono legati non tanto alla richiesta da inviare all’Agenzia delle Entrate quanto all’iscrizione a enti terzi. Vediamoli nel dettaglio:

  • Iscrizione alla Camera di Commercio.
  • Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.
  • Costi per le prestazioni di un commercialista inerenti l’invio della Comunicazione Unica e la relativa consulenza.

Marketing e Promozione

Al giorno d’oggi, però, appare quasi indispensabile mettere online un sito che promuova l’attività idraulica: molte persone ormai cercano un professionista (quindi anche un idraulico) in rete e internet è una vetrina sconfinata. Pertanto è necessario informare la gente dell’apertura della ditta tramite social network, volantinaggio e con il vecchio metodo del passa parola.

Supporto e Consulenza

In queste fasi è essenziale avere al proprio fianco degli esperti: i consulenti di Confartigianato Imprese Padova ti possono offrire un valido supporto nella preparazione dei documenti necessari, ma anche nella pianificazione dei costi. Grazie al Servizio Avvio d’impresa, puoi affidarti a Confartigianato Bergamo per avere un’assistenza completa e personalizzata in ogni fase del processo di apertura della tua attività di installatore di impianti.

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici.

Con MyAccounting.it puoi aprire una partita iva senza rischiare di commettere errori. Riceverai supporto durante l’intera procedura di avvio dell’attività e avrai un consulente a te dedicato pronto a fornirti aiuto e informazioni in qualsiasi momento.

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