Ristrutturazione Bagno con Sconto in Fattura del 75%: Requisiti e Modalità nel 2024
La legge n. 234/2021 (legge di bilancio 2022) ha introdotto una nuova agevolazione per la realizzazione di interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti. Prevista inizialmente solo per l’anno 2022, l’agevolazione è stata poi prorogata al 31 dicembre 2025 dalla legge n. 197/2022.
Il bonus barriere architettoniche consiste in una detrazione d’imposta del 75% delle spese documentate sostenute nel periodo tra il primo gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025 e va ripartita tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo.
Detrazione del 75% fino al 2025 per tutti gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche con la possibilità di rifare il bagno. Il bonus barriere architettoniche 75% dal primo gennaio 2022, grazie alla Legge di Bilancio 197/2022 dello scorso anno, ha ottenuto una proroga fino al 31 dicembre 2025, una opportunità prevista per tutti gli interventi conformi alle disposizioni del D.M. 236/1989, indipendentemente dal fatto che il committente dei lavori sia o meno disabile.
Tuttavia, il D.L. 212/2023 ha introdotto importanti limitazione per poter accedere al bonus per il rifacimento del bagno. In questo articolo, esploreremo le principali novità per accedere a questa agevolazione e come fare per richiedere il suddetto bonus per tutti gli interventi per rifare il bagno.
Bonus Barriere Architettoniche: Dettagli e Limitazioni
Una condizione fondamentale per accedere al bonus in esame è quella di rispettare la normativa di settore, così come indicato all’interno dell’art. 119-ter del D.L. 34/2020. In particolare il comma 4 del decreto rilancio comunica che, per l’accesso alla detrazione in esame e ai fini dell’eliminazione delle barriere architettoniche, gli interventi previsti devono soddisfare i requisiti previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro del lavori pubblici 236/1989.
Analizzando il D.M. in esame, tra gli interventi di eliminazione delle barriere rientrano espressamente quelli di rifacimento o adeguamento di impianti, compresi i servizi igienici.
Nel caso in cui si possa usufruire della detrazione del 75%, essa è valida sia per la sostituzione delle porte esistenti con modelli a battente o scorrevoli conformi alle normative, sia per interventi mirati come l’eliminazione delle soglie o la creazione di spazi manovrabili. È da sottolineare che questa detrazione fiscale per l’applicazione del bonus per il rifacimento del bagno può essere cumulata con altre agevolazioni previste per l’eliminazione delle barriere architettoniche in generale, come l’installazione di ascensori o di porte interne.
In questo contesto, le opere di sostituzione delle porte interne rientrano nei lavori agevolabili se inserite in interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, e ristrutturazione edilizia.
Limitazioni introdotte dal D.L. 212/2023
Per il 2024, l’art. 3 del D.L. 212/2023 ha introdotto importanti limitazioni sul bonus barriere architettoniche; nello specifico, questo bonus può essere utilizzato per rifare il bagno soltanto nei casi di seguito riportati:
- se alla data del 29 dicembre 2023 (data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto salva Superbonus) è stata già presentata la richiesta del titolo abilitativo, se necessario;
- in caso non sia prevista la presentazione del titolo abilitativo, è possibile accedere all’agevolazione solo se i lavori sono già iniziati;
- nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati deve essere stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni o servizi oggetto dei lavori e deve essere stato già versato un acconto sul prezzo.
Per coloro che non hanno rispettato il termine per i suddetti adempimenti, il bonus barriere architettoniche può essere utilizzato esclusivamente per la realizzazione di interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche quali:
- scale;
- rampe;
- ascensori;
- servoscale;
- piattaforme elevatrici.
Inoltre, per garantire il corretto utilizzo del bonus e prevenire abusi, è stato introdotto l’obbligo di un’apposita asseverazione per il rispetto dei requisiti. Questa asseverazione dovrà essere rilasciata da tecnici abilitati ed è finalizzata a verificare la conformità degli interventi alle normative.
Bonus Bagno 2024: Chi può Beneficiare?
L’agevolazione è prevista per chi ha intenzione di ristrutturare il bagno ed è una detrazione fiscale suddivisa in 10 rate annuali, da utilizzare nella dichiarazione dei redditi per compensare l’Irpef; in alternativa, si può optare per lo sconto in fattura e per la cessione del credito a determinate condizioni.
Possono beneficiare dell’agevolazione tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF, a condizione che possiedano o detengano, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi e ne sostengano le relative spese. Pertanto, sono legittimati a fruire della detrazione:
- il proprietario o il nudo proprietario
- il titolare di un diritto reale di godimento, quale usufrutto, uso, abitazione o superficie
- l’inquilino o il comodatario
- i soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa
- gli imprenditori individuali, per gli immobili che non rientrano fra i beni strumentali o i beni merce
- soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali
- i familiari conviventi, vale a dire il coniuge (a cui è equiparata la parte dell’unione civile), i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado
- il convivente di fatto
- il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
- il promissario acquirente.
Come Richiedere il Bonus Bagno 2024
Per accedere al bonus bagno, è necessario:
- inviare all’ASL competente per territorio (prima di iniziare i lavori) una comunicazione con raccomandata A.R., tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla ASL;
- pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita IVA del destinatario delle somme (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).
Requisiti per il Bonus Bagno 2024
Per poter usufruire delle agevolazioni previste dal bonus bagno è necessario che gli interventi rispettino determinati requisiti previsti dal D.M. 236/89. Nello specifico nei servizi igienici devono essere garantite, con opportuni accorgimenti spaziali, le manovre di una sedia a ruote necessarie per l’utilizzazione degli apparecchi sanitari. In particolare:
- lo spazio necessario per l’accostamento laterale della sedia a ruote alla tazza e, ove presenti, al bidet, alla doccia, alla vasca da bagno, al lavatoio, alla lavatrice;
- lo spazio necessario per l’accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo, che deve essere del tipo a mensola;
- la dotazione di opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca.
Si devono preferire i rubinetti con manovra a leva e, ove prevista, con erogazione dell’acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici e a porte scorrevoli o che aprono verso l’esterno.
Cosa Comprende il Bonus Bagno 2024
Il D.M. 236/89 contiene anche delle specifiche che spiegano nel dettaglio cosa comprende il bonus bagno 2024. È necessario garantire la manovra e l’uso degli apparecchi anche alle persone con difficoltà motorie, motivo per cui deve essere previsto, in rapporto agli spazi di manovra, l’accostamento laterale alla tazza w.c., bidet, vasca, doccia, lavatrice e l’accostamento frontale al lavabo.
Caratteristiche degli apparecchi sanitari
Per quanto riguarda le caratteristiche degli apparecchi sanitari:
- i lavabi devono avere il piano superiore posto a cm 80 dal calpestio ed essere sempre senza colonna con sifone preferibilmente del tipo accostato o incassato a parete;
- i w.c. e i bidet sono di tipo sospeso (preferibilmente), in particolare l’asse della tazza w.c. o del bidet deve essere ad una distanza minima di cm 40 dalla parete laterale, il bordo anteriore a cm 75-80 dalla parete posteriore e il piano superiore a cm 45-50 dal calpestio. Qualora l’asse della tazza w.c. o bidet sia distante più di 40 cm dalla parete, si deve prevedere, a cm 40 dall’asse dell’apparecchio sanitario, un maniglione o corrimano per consentire il trasferimento;
- la doccia deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile e doccia a telefono.
Bonus Barriere Architettoniche: Cessione del Credito e Sconto in Fattura
Ad oggi, nessuna agevolazione consente di beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito.
Tuttavia, in riferimento al bonus barriere architettoniche, si presenta un doppio scenario:
Caso 1: Scadenza e requisiti rispettati
Se il beneficiario ha rispettato la scadenza del 29 dicembre 2023 ha la possibilità di scegliere 2 alternative alla detrazione diretta:
- Cessione del credito: è possibile cedere il proprio credito d’imposta, equivalente all’importo della detrazione, a terzi soggetti, compresi istituti di credito e intermediari finanziari;
- Sconto in fattura: riguarda un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, e viene anticipato dal fornitore che ha eseguito i lavori.
Caso 2: Scadenza e requisiti non rispettati
Nel caso in cui non siano state rispettate le disposizioni al 29 dicembre 2023, l’art. 3 del D.L. 212/2023 stabilisce che a partire dal 1° gennaio 2024, non sarà più possibile usufruire delle opzioni di sconto in fattura o cessione del credito per questa detrazione fiscale. Tuttavia, sono presenti alcune eccezioni specifiche:
- per i condomini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
- per le persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
- sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
- abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
- abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.
Come Progettare un Bagno per Disabili
Per progettare un bagno per i disabili è necessario prevedere determinati elementi caratteristici essenziali per un “bagno tipo”, in particolare:
- wc;
- corrimani orizzontale;
- porta con anta scorrevole o con apertura a libro;
- segnaletica situata sulla porta (lato esterno);
- appoggio ribaltabile;
- lavabo con installazione ad altezza max 80 cm dal pavimento, sifone da incasso, tubo di scarico flessibile e rubinetteria con leva;
- specchio con installazione ad altezza compresa tra 90 e 180 cm da terra.
Inoltre, nel dimensionamento dei locali e nella collocazione degli arredi è indispensabile tenere conto degli ingombri minimi relativi alle diverse disabilità. Gli spazi minimi d’ingombro possono variare in funzione del tipo di ausili necessari agli spostamenti:
- una persona che per camminare utilizza il bastone, necessita di uno spazio d’ingombro di larghezza non inferiore a 70-75 cm;
- una persona che utilizza le stampelle, o altri sostegni, richiede una dimensione variabile da 80 ai 95 cm.
A seconda del modello e delle modalità d’uso, la carrozzina necessita di spazi diversi:
- se spinta da un assistente richiede, per un movimento in linea retta, una larghezza netta minima dello spazio d’ingombro di 80 cm (85 cm per carrozzine più larghe);
- se spostata autonomamente dal disabile, in considerazione dell’ingombro dei gomiti o della difficoltà di procedere in maniera perfettamente rettilinea, lo spazio di ingombro minimo diventa di 90 cm.
Va ricordato che alcune persone disabili, per indossare o togliere indumenti e/o apparecchi per gli arti inferiori, hanno bisogno di uno spazio minimo, dall’estremità del sedile al più vicino ostacolo frontale, di 65-75 cm.
Il tipo di menomazione, le caratteristiche antropometriche della singola persona, il tipo di carrozzina e la tecnica usata per girarla sono le variabili relative all’ambito spaziale di manovra di una persona disabile in carrozzina.
Nel progettare un bagno per disabili è opportuno prevedere cerchi di rotazione (cioè spazi funzionali a un giro di 360°) di 150-170 cm di diametro; tali dimensioni infatti soddisfano un’ampia casistica.
Bonus Barriere Architettoniche 2025: Ulteriori Dettagli
Per i contribuenti che effettuano interventi per eliminare le barriere architettoniche, la normativa sui bonus edilizi prevede innanzitutto la detrazione del 75%, introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (Legge 234/2021) ed estesa fino al 31 dicembre 2025 dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022).
A partire dal 1° gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2025, il bonus è disponibile solo per gli interventi di cui all’art. 119-ter (Detrazione per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche) del D.L. 34/2020 come modificato dal D.L. 212/2023:
- scale
- rampe
- ascensori
- servoscale
- piattaforme elevatrici.
Limitazioni introdotte dal D.L. 212/2023
Il D.L. 212/2023 ha escluso dall’ambito di applicazione del Bonus Barriere Architettoniche le spese per interventi di eliminazione di barriere architettoniche aventi per oggetto infissi, pavimenti, servizi igienici, nonché gli interventi di automazione degli impianti.
Per i contribuenti che, in data antecedente al 30 dicembre 2023 (entrata in vigore del D.L. 212/2023), abbiano presentato la documentazione richiesta o abbiano iniziato i lavori, il D.L. 212/2023 prevede una salvaguardia per i lavori in corso e i contratti che hanno già previsto un versamento di acconto prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.
Requisiti di accesso al Bonus Barriere Architettoniche
Per usufruire dell’agevolazione barriere architettoniche, a differenza degli altri bonus edilizi, gli interventi devono rispettare i requisiti previsti dal decreto del ministro dei Lavori pubblici n. 236/1989 in materia di prescrizioni tecniche necessarie a garantire, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche:
- l’accessibilità;
- l’adattabilità;
- la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata.
Inoltre, come chiarito dalle Entrate con un esempio, in caso di un intervento di ristrutturazione del bagno che comporti anche l’ampliamento e sostituzione delle porte del vano, l’agevolazione spetta a condizione che detti interventi rispettino le caratteristiche tecniche previste dal citato decreto ministeriale n. 236 del 1989 e, dunque, possano essere qualificate come interventi di abbattimento delle barriere architettoniche. La medesima detrazione spetta, inoltre, anche per le spese sostenute per le opere di completamento dei predetti interventi quali, ad esempio, quelle di sistemazione della pavimentazione e di adeguamento dell’impianto elettrico nonché di sostituzione dei sanitari.
Considerato che la norma prevede che la detrazione spetta in relazione alla realizzazione di detti interventi su edifici “già esistenti”, l’agevolazione non spetta per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile né per gli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione.
Bonus Ristrutturazione Bagno 2024
Come ogni anno il Governo, con la Legge di Bilancio, decide se prorogare o meno i vari bonus. Nel caso dell'incentivo destinato alla ristrutturazione bagno ha optato per una proroga al 31 dicembre 2024, per cui restano invariati gli incentivi per coloro che, durante l'anno in corso, decideranno di ristrutturare il bagno, sostituendo anche i sanitari , e che potranno contare su un risparmio abbastanza consistente sulle spese da sostenere.
Ma quali sono i lavori che danno diritto al bonus sulla ristrutturazione del bagno? Come già accaduto negli anni scorsi si tratta di un incentivo legato alla spesa per rinnovare l’impianto idrico-sanitario, ovvero destinato ai lavori di manutenzione straordinaria.
Coloro che decidono di effettuare interventi di manutenzione straordinaria in bagno potranno beneficiare, fino al 31 dicembre 2024, di una detrazione fiscale Irpef del 50% sulla spesa sostenuta, fino a un massimo di 96.000 euro per ogni unità immobiliare. Ciò significa che - a fronte di un costo complessivo di 50.000 euro - sarà possibile "recuperare" 25.000 euro.
La detrazione verrà ripartita in dieci quote annuali di pari importo, per cui - sempre sulla base dell'esempio fatto sopra - il contribuente potrà avere uno sconto sulle imposte da pagare o un rimborso di 2.500 all'anno per 10 anni.
Per ottenere il bonus, è necessario conservare copie dei bonifici bancari (parlanti) con i quali sono stati effettuati i pagamenti.
Tetti di spesa per il Bonus Barriere Architettoniche 2025
Il Bonus Barriere Architettoniche prevede una detrazione fiscale del 75% delle spese sostenute, ripartita in 5 quote annuali di pari importo e calcolata su un tetto massimo di spesa pari a:
- 50.000 euro per edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti con accessi autonomi;
- 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari plurifamiliari che vanno da un minimo di 2 a 8 unità;
- 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari in edifici condominiali con più di 8 unità.
Nel caso in cui l’edificio sia composto da 15 unità immobiliari, il limite di spesa ammissibile alla detrazione è pari a 530.000 euro. Tale risultato è stato calcolato moltiplicando 40.000 euro x 8 (320.000 euro) e 30.000 euro x 7 (210.000 euro).
Nel caso in cui l’intervento coinvolga un edificio condominiale, ogni condomino avrà la possibilità di calcolare la detrazione fiscale in base alla spesa a lui assegnata in proporzione ai millesimi di proprietà o secondo i criteri stabiliti dall’art. 1123 e seguenti del Codice Civile. Ciò potrebbe consentire di ottenere un importo superiore rispetto a quanto sarebbe assegnato per l’unità immobiliare singola posseduta dal condomino.
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