Ristrutturazione Bagno: Detrazione e Requisiti
Se stai pensando di ristrutturare il tuo bagno, è fondamentale conoscere i requisiti per accedere alle detrazioni fiscali previste dalla normativa italiana. Il bonus ristrutturazioni offre un'opportunità significativa per risparmiare sui costi dei lavori, rendendo più accessibile il miglioramento della tua abitazione.
Chi può usufruire del bonus ristrutturazione?
Le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie sono accessibili a tutti i contribuenti soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono spese per interventi di ristrutturazione. In particolare, possono beneficiare dell'agevolazione:
- I proprietari o nudi proprietari degli immobili oggetto dell'intervento.
- I titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie).
- I locatari o comodatari.
- Il familiare convivente con il possessore o con il detentore dell'immobile (coniuge, componente dell'unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado).
- I soci di cooperative divise e indivise.
- Il convivente more uxorio (per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016).
- Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.
- Soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
- Condomino, nel caso di interventi su parti comuni degli edifici.
È importante notare che, per quanto riguarda gli inquilini, in caso di decesso del beneficiario, il convivente può subentrare nella fruizione del bonus, a condizione che sia un erede del beneficiario deceduto e subentri nella titolarità del contratto di locazione.
Come ottenere il bonus ristrutturazione?
Per poter accedere all'incentivo, è necessario seguire una precisa procedura:
- Inviare alla ASL competente, prima di iniziare i lavori, una comunicazione tramite raccomandata A.R. (Avviso di Ricevimento), salvo i casi in cui la normativa sulla sicurezza nei cantieri non richieda la notifica preliminare. In realtà questa comunicazione non è obbligatoria, ma viene richiesta solo in alcuni casi, cioè quando le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri la rendono necessaria.
- Pagare le spese deducibili tramite bonifico bancario o postale che riporti chiaramente:
- La causale del versamento: "Detrazione ai sensi dell'art. 16/bis del DPR del 22 Dicembre 1986 n. 917/1986"
- Il codice fiscale del beneficiario della detrazione.
- Il codice fiscale o la partita IVA della ditta o del professionista che ha eseguito i lavori.
- Nella dichiarazione dei redditi devono essere indicati i dati catastali che identificano l’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, anche l’atto di comodato o di locazione.
- Inoltre, è molto importante conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:
- Le abilitazioni amministrative richieste per la tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se non previste basta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà , nella quale bisogna indicare la data di inizio dei lavori e va attestato che gli interventi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili.
- La domanda di accatastamento, se si tratta di immobili non ancora censiti.
- Le ricevute di pagamento dell’IMU, sempreché sia dovuta.
- La delibera assembleare che approva l’esecuzione dei lavori nonché la tabella millesimale di ripartizione delle spese, qualora si tratti di interventi sulle parti condominiali.
- La dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori resa dal possessore dell’immobile, in caso di interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi.
- La comunicazione preventiva all’ASL contenente la data di inizio dei lavori, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri.
- Le fatture e le ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute.
- Le ricevute dei bonifici di pagamento.
Interventi ammessi
Il bonus casa può essere utilizzato per diverse tipologie di interventi, tra cui:
- Manutenzione straordinaria.
- Risanamento conservativo.
- Demolizione e ristrutturazione edilizia.
- Lavori di restauro.
- Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi.
- Lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi come oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione).
- Realizzazione di ogni strumento che favorisca la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi.
- Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.
- Interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.
- Interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici.
- Interventi per l’adozione di misure antisismiche.
- Interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
Limiti di spesa e detrazioni
L'agevolazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie consente una detrazione dall'Irpef del 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. A partire dal 1° gennaio 2025, la detrazione sarà ridotta al 36%, con un tetto di spesa massimo di 48.000 euro per unità immobiliare. La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Per il 2025, però, la detrazione rimane a 50% per le prime case e del 36% per le altre, su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Per gli anni 2026 e 2027, la detrazione scende al 30% (per abitazioni principali a 36%), sempre con lo stesso tetto di spesa.
La legge di Bilancio 2025 ha stabilito che per le spese sostenute tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2033 l'aliquota sarà ridotta al 30%, ad eccezione delle spese per la sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza con generatori a gas di ultima generazione.
Comunicazione ENEA
Per gli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili di energia, è obbligatorio trasmettere all’ENEA le informazioni sui lavori effettuati. Una volta terminati i lavori e aver eseguito il collaudo, si hanno 90 giorni di tempo per inviare la documentazione all'ENEA, attraverso il portale dedicato.
Di seguito l'elenco completo dei lavori da comunicare.
- Strutture edilizie: riduzione della trasmittanza delle pareti verticali, delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture), e dei pavimenti.
- Infissi: riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi.
- Impianti tecnologici: installazione di collettori solari, sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi, microgeneratori, scaldacqua a pompa di calore, generatori di calore a biomassa, installazione di sistemi di contabilizzazione del calore, sistemi di termoregolazione e building automation, e impianti fotovoltaici.
Bonifico "parlante"
Per accedere al bonus casa, i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico "parlante". Questa tipologia di pagamento deve indicare:
- La causale del versamento con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986).
- Il codice fiscale del soggetto che paga (che sarà colui che potrà usufruire della detrazione IRPEF).
- Il codice fiscale e/o il numero di partita Iva di chi ha eseguito gli interventi.
Alternative alla detrazione: sconto in fattura e cessione del credito
In alternativa alla detrazione, se la normativa in vigore lo permette, è possibile optare per:
- Sconto in fattura: un contributo sotto forma di sconto sull’importo dovuto, fino al massimo del corrispettivo, anticipato dal fornitore che recupera l’importo come credito d’imposta.
- Cessione del credito: la detrazione può essere trasformata in un credito d’imposta cedibile ad altri soggetti.
La cessione del credito è consentita per un massimo di tre passaggi successivi, limitati a banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e imprese di assicurazione autorizzate a operare in Italia. Dal 17 febbraio 2023, l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito non è più disponibile per gli interventi di recupero edilizio previsti dall’art. 16-bis del Tuir, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.
IVA agevolata
L’aliquota IVA agevolata al 10% è prevista, senza alcuna scadenza temporale, per gli acquisti di beni relativi ai lavori che si stanno effettuando sull’immobile.
Nel caso di lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, l’aliquota agevolata si applica solo sui beni acquistati dalla ditta che esegue i lavori. Sono quindi esclusi i beni acquistati direttamente dal committente (tipicamente il proprietario dell’immobile), sui quali continua ad essere applicata l’aliquota IVA ordinaria.
Nel caso di interventi di restauro, risanamento o ristrutturazione edilizia, invece, l’aliquota agevolata può essere applicata anche sui beni acquistati direttamente dal committente dei lavori.
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