La Rotonda dei Bagni Palmieri: Storia e Tecnica di un Capolavoro Macchiaiolo
Giovanni Fattori, un importante esponente del movimento artistico dei Macchiaioli, è passato alla storia per aver dipinto un gran numero di tele nel corso della sua carriera. La tela intitolata "La Rotonda dei Bagni Palmieri" è fondamentale per comprendere appieno lo stile di Fattori e le ragioni che hanno spinto la critica a considerarlo uno dei pittori più caratteristici del suo periodo.
La piccola tavola con "La Rotonda di Palmieri", è considerata una sorta di manifesto del movimento macchiaiolo. Quest'opera esemplifica appieno la tecnica dei pittori macchiaioli.
La Scena Dipinta
La scena è ambientata in una terrazza circolare, posta in riva al mare nei Bagni Acquaviva, fatti costruire da Giuseppe Santi Palmieri nel 1840, noti come Bagni Palmieri, sul lungomare di Livorno. In una giornata luminosissima, alcune donne borghesi, sedute al riparo di una grande tenda gialla, sono intente a conversare e a fare “bagni d’aria di mare”. All’epoca, le “signore per bene” non potevano mettersi in costume da bagno e sono infatti completamente vestite con lunghe gonne, mantelle e cappellini.
Di fronte al gruppo, si distende l’azzurro intenso del mare. Lo sfondo è dominato da basse colline; sugli scogli si frange la spuma sottile delle onde. Le figure femminili appaiono in controluce, come silhouettes scure, stagliate contro lo sfondo chiarissimo del cielo abbagliato; le vesti, i cappelli, persino i volti delle donne sono resi con macchie nette di colore, risolte nel calibrato alternarsi dei toni chiari e scuri. Una striscia di luce bianca segna il bordo estremo della rotonda, rimasto fuori dalla protezione della tenda ed esposto al sole; il tono verdognolo dell’ombra e l’azzurro del mare che gli sono accostati fanno risaltare il suo candore.
L'opera offre dunque un’istantanea sugli usi e i costumi della seconda metà dell’Ottocento in Italia. Le dame sono vestite con lunghe gonne e si riparano dalla brezza (verosimilmente autunnale o primaverile) con delle mantelline e dei grandi copricapi. Ognuna di loro viene, inoltre, rappresentata in una posizione diversa: c’è chi scruta l’orizzonte, chi rivolge lo sguardo allo spettatore e chi è colta di profilo. Secondo la critica, tuttavia, è probabile che nel gruppo sia presente Settimia Vannucci, la moglie di Fattori venuta a mancare molto giovane.
La Tecnica dei Macchiaioli
I soggetti preferiti dai macchiaioli erano paesaggi, scene di vita popolare e borghese. La ragione è semplice: loro considerano l’opera d’arte una combinazione e sovrapposizione di tante macchie di colori diverse, le quali, se disposte in un certo modo, garantiscono dei risultati straordinari come il quadro di cui ti sto parlando oggi.
"La rotonda di Palmieri" è un esempio perfetto che ti permette di capire quanto fosse studiata ed adatta la tecnica dei macchiaioli per la realizzazione di quadri del genere.
Nel dipinto La rotonda di Palmieri, di Giovanni Fattori, sono evidenti le caratteristiche proprie della pittura macchiaiola. E’ un piccolo capolavoro che per la sua essenzialità e rigore formale rimanda alla pittura quattrocentesca fiorentina, dimostrandosi più propenso al fascino dei volumi che alla rappresentazione degli stati d’animo (aspetto approfondito poi dagli impressionisti).
A dispetto delle sue dimensioni contenute, infatti, La Rotonda dei bagni Palmieri è forse la tela più rappresentativa dell’immediatezza espressiva della macchia.
Caratteristiche Tecniche
- Dimensioni: 12 x 35 cm
- Tecnica: Olio su tavola
- Anno: 1866
- Ubicazione: Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti
Giovanni Fattori realizzò La Rotonda dei bagni Palmieri dal vero e con una tecnica apparentemente veloce. Il colore venne apposto sulla tavoletta senza una sottostante preparazione. Si può ancora vedere, infatti, il legno del supporto. Il paesaggio è costruito sovrapponendo i colori che identificano le parti del dipinto. Le figure umane, poi, non possiedono particolari del volto e del corpo. Nell’insieme La Rotonda dei bagni Palmieri assume l’aspetto di un intarsio colorato.
Nel dipinto sono evidenti le caratteristiche proprie della pittura macchiaiola, composto da fasce di colore sovrapposte. Il pittore fa uso di poche tonalità di colore e si basa su di una ristretta gamma di colori, creando un gioco di contrasti tra toni chiari e scuri. L’uso della luce è perfettamente equilibrato: abbagliante sul mare e smorzata nella penombra della terrazza.
Le fasce di colore di La Rotonda dei bagni Palmieri dimostra la piena adesione dell’artista al gruppo dei Macchiaioli di cui, peraltro, fu anche uno degli esponenti più importanti. Ciò è ben visibile nell’utilizzo generale del colore, incentrato su una ristretta gamma di cromie stese su fasce sovrapposte accostate per assonanza o per dissonanza. Questo espediente riesce a creare quell’incastro serrato di macchie che contraddistingue tutti i pittori del gruppo.
La tonalità che sembra diffondersi su tutto il piccolo dipinto è ocra. Infatti, due fasce di questo colore caratterizzano il suolo e, in alto, il tendone. Al centro, nel gruppo di signore, predominano colori scuri. Spicca, per saturazione, il rosso del mantello di una di loro, sulla destra.
Nonostante il formato ridotto, riassume tutte le principali caratteristiche della pittura macchiaiola. Nello sviluppo della scena, mancano i chiaroscuri tradizionalmente usati per dare tridimensionalità allo spazio e ai singoli soggetti. Al loro posto compaiono, invece, pennellate veloci e piatte, dalla forma di grandi macchie di colori puri e giustapposti per esaltarsi l’un con l’altro. La tavolozza si limita inoltre a poche tinte, eventualmente scurite o illuminate da piccole aggiunte di nero o di bianco.
Analisi delle Figure
Fattori ritrae un gruppo di figure femminili poste a semicerchio. Sono sette signore, probabilmente di estrazione alto-borghese, abbigliate secondo la moda del tempo, con cappellini e mantelline. Nei volti non si distinguono i lineamenti, né il corpo viene descritto nei particolari. I sette personaggi sono riuniti al centro, ognuno con un diverso atteggiamento, alcune conversano, altre osservano il paesaggio. Nonostante la sommarietà dell’immagine le figure risultano ben definite e con nitidi volumi.
A guardarle così, assomigliano molto ai manichini protagonisti Domenica pomeriggio sull’isola della Grande Jatte di Seurat.
Realizzazione dell'Opera
Ammirando quest’opera si percepisce come un senso di immediatezza, tipico del colpo d’occhio o dell’istantanea fotografica, e verrebbe da pensare che il quadro sia stato improvvisato davanti al gruppo, all’aria aperta. Non fu così. L’opera venne realizzata in studio e richiese al pittore osservazioni dal vivo, studi preparatori, abbozzi e ripensamenti. A dispetto della sua apparente semplicità, è il risultato di una ricerca complessa.
Sebbene le dimensioni, il dipinto non è frutto di uno studio e di un lavoro immediato, di facile realizzazione. Al contrario, per raggiungere il risultato finale Fattori è dovuto passare attraverso un lungo lavoro preparatorio fatto di studi e schizzi. Ciò ha permesso a tutte le figure di inserirsi nel paesaggio in maniera armonica, anche grazie alla disinvoltura con cui il pittore ha trattato luce e riflessi su ogni superficie.
In questo quadro, il colore che non è più l’aggettivo della forma, è diventato forma: una forma nuova, esaurientemente espressiva di un nuovo modo di sentire la pittura. Come ha osservato lo storico dell’arte Corrado Maltese, «i contorni di Fattori non furono quelli dei neoclassici e nemmeno quelli dei romantici: furono i limiti delle macchie, anzi delle zone dei colori, stavolta quanto possibile chiari: di una zona chiara rispetto a un’altra più o meno analogamente chiara».
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