Sant'Andrea Bagni: Storia, Terme e Patrimonio
Le Terme di Sant’Andrea Bagni si trovano nel Comune di Medesano, in provincia di Parma, e rappresentano una destinazione termale ricca di storia e tradizione. Questo complesso termale si distingue per l’offerta diversificata di acque minerali dalle comprovate proprietà terapeutiche, con diverse fonti che sgorgano naturalmente in questa località. L’ambiente rilassante e naturale circostante, combinato con i servizi offerti dalle terme, rende Sant’Andrea Bagni una scelta perfetta per coloro che desiderano rigenerarsi e prendersi cura del proprio corpo e della propria salute.
Storia delle Terme di Sant'Andrea Bagni
Le Terme di Sant’Andrea Bagni vantano una storia secolare. La presenza di acque minerali in questa zona era conosciuta già in epoca romana, quando venivano utilizzate per scopi terapeutici. Tuttavia, fu solo nell’Ottocento che la località divenne un vero e proprio centro termale, grazie all’intervento di medici e studiosi che ne riconobbero le proprietà curative. Durante il periodo Belle Époque, le terme conobbero un grande sviluppo e divennero una delle destinazioni preferite dall’aristocrazia e dall’alta borghesia italiana. Negli anni successivi, il complesso termale si è evoluto per rispondere alle esigenze del turismo moderno, mantenendo però intatta la sua essenza storica.
Origini e Sviluppo
La storia termale moderna dei bagni di Sant’Andrea a Medesano comincia nel 1804, quando un’equipe di ingegneri inglesi, belgi e francesi lavora nella zona effettuando le trivellazioni e i sondaggi per cercare il petrolio nelle profondità del sottosuolo parmense. Invece del petrolio trovano invece una falda di acque termominerali che iniziano a sgorgare in superficie. Come ci informa una storia dei bagni di Sant’Andrea risalente al 1912, lo stabilimento a tale epoca comprendeva quindici vasche per la balneoterapia all’interno di un modesto fabbricato collocato in un piccolo parco di querce secolari. Vi si trovavano del pari un piccolo edificio con due vasche per i bagnio solforosi e uno chalet con bagno a doccia per lo sfruttamento delle acque alcaline.
In tempi più remoti tuttavia è possibile affermare che già gli etruschi avevano individuato come medicamentose le acque del Rio Fabbro, successivamente impiegate sistematicamente dagli antichi Romani, come risulta dai ritrovamenti archeologici.
Già definita dall’abate Antonio Stoppani “La Svizzera del parmense” per le bellezze paesaggistiche e la salubrità dell’ambiente pre-appeninico, la stazione delle acque data la sua origine al 1887. Furono i proprietari dei terreni lungo le fonti del Rio Fabbro, a promuovere la fase industriale della captazione e raccolta delle acque minerali ai fini dell’erogazione delle cure. La fase più importante nella storia della stazione termale coincise con la costruzione di un nuovo stabilimento termale (le Terme) e la sistemazione della Mescita risalente al 1904. Nel 1935 vennero inaugurate in P.zza C. Ponci le Terme, la Mescita, la fontana ottagonale e l'Albergo Salus.
Architettura e Stile Liberty
Il disegno urbanistico delle strutture si adeguava ai modelli codificati dei centri termali e il frasario architettonico adottato dello stile Liberty, pur nelle soluzioni eclettiche, risultava armonioso e coerente. Nel loggiato della mescita le citazioni morfologiche rinascimentali erano interpretate con innesti Liberty nell’arredo (di cui resta il banco mescita in marmo bianco di Carrara). Sant’Andrea Bagni aveva scelto il serpente di Esculapio, (disegnato dall’architetto E. Carboni) ad emblema della cura idropinica, dedicandogli una fontana a forma ottagonale che, negli anni ha subito diverse trasformazioni. Il resto degli edifici Mescita e Terme, nonostante i bombardamenti del 1945, sono rimasti uguali e poiché la loro costruzione risale a più di 50 anni fa, possiedono caratteristiche storiche ed architettoniche ben riconoscibili e per questo sono tutelati dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (art. 6 del D. Lgs. 490/99).
Sant'Andrea Bagni durante la Seconda Guerra Mondiale
Inoltre, il piccolo centro termale di Sant'Andrea Bagni ospitò il Maresciallo Kesserling, comandante delle forze tedesche in Italia, che pose la sede del Comando militare germanico nell'Albergo Salus, dal quale i soldati accedevano anche alle sale termali. Nell'ultimo mese di guerra, in aprile, i partigiani della 31^ Brigata Garibaldi "Copelli", attivi sul territorio, intensificarono gli atti di sabotaggio ai presidi e alle principali vie di comunicazione, con l'obiettivo di ostacolare la ritirata nemica. Quando, nei giorni della "Sacca di Fornovo" (24-29 aprile 1945), giunse la notizia che reparti tedeschi e della Divisione Italia avevano attraversato il Taro e stavano entrando nel territorio comunale, alcuni distaccamenti della 31^, insieme a reparti della 135^ Brigata Garibaldi "Mario Betti", si attestarono immediatamente nella frazione di Ramiola per contenere l'eventuale riflusso tedesco verso la valle del Ceno. Nel frattempo il comando della 31^ Brigata Garibaldi "Copelli", che si trovava a Noceto, decise di dirigersi verso il paese, insieme a due carri armati alleati, per porre definitivamente fine all'occupazione tedesca. Il combattimento che si scatenò all'arrivo dei partigiani nel centro del paese non durò a lungo, e finalmente le truppe tedesche e fasciste si decisero ad arrendersi.
Marco Minardi, Lotta partigiana nella collina parmense. Sentieri partigiani della provincia di Parma.
Le Acque Termali: Proprietà e Benefici
Le acque delle Terme di Sant’Andrea Bagni si caratterizzano per la loro diversità e ricchezza minerale. Si tratta principalmente di acque sulfuree, bicarbonato-alcaline e salsobromoiodiche. Le acque sulfuree sono particolarmente indicate per il trattamento di patologie respiratorie, come bronchiti e sinusiti, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e mucolitiche. Le acque bicarbonato-alcaline, invece, sono note per i benefici che apportano all’apparato digerente, favorendo la digestione e contrastando malattie gastriche e intestinali. Le acque salsobromoiodiche sono efficaci nel trattamento di patologie della pelle, come la psoriasi e l’eczema e sono inoltre utilizzate per alleviare i sintomi di malattie reumatiche e osteoarticolari. L’elevato contenuto di minerali rende queste acque ideali anche per la riabilitazione motoria post-traumatica o post-operatoria.
Le quattro acque alcaline risultano medio minerali e bicarbonato calciche, e sono indicate nella cura delle malattie del ricambio e dell’apparato digerente, ma l’acqua Lidia in particolare spicca per la sua efficacia contro le calcolosi renali. Le cosidette acque purgative sono clorurate, sodiche e magnesiache oltre che leggermente iodate, e mentre entrambe rappresentano efficaci rimedi contro la stitichezza, le colecisti ed il colon irritabile, quella purgativa forte, più mineralizzata viene preferita in casi di uricemia, diabete e intossicazioni intestinali, mentre la purgativa debole, meno mineralizzata, risulta invece acqua di elezione per i casi di gastriti croniche e colecistoatonie.
Tipologie di Acque Termali
- Acque Sulfuree: Patologie respiratorie
- Acque Bicarbonato-Alcaline: Apparato digerente
- Acque Salsobromoiodiche: Patologie della pelle e reumatiche
Trattamenti Termali Offerti
Le Terme di Sant’Andrea Bagni offrono un’ampia gamma di trattamenti termali, pensati sia per il benessere che per la cura di specifiche patologie. Tra i trattamenti più diffusi vi sono le inalazioni e gli aerosol con acque sulfuree, indicati per chi soffre di patologie respiratorie croniche come bronchite, sinusite e allergie. La fangoterapia, realizzata con l’uso di fanghi ricchi di minerali, è indicata per trattare problemi osteoarticolari, artriti, artrosi e reumatismi. I bagni termali, grazie all’azione combinata dell’acqua calda e dei minerali, sono utili per rilassare i muscoli e migliorare la circolazione sanguigna, contribuendo a una rigenerazione completa del corpo. Il centro termale offre anche massaggi terapeutici e trattamenti estetici per il viso e il corpo, come maschere e impacchi di fango, che sfruttano le proprietà benefiche delle acque termali per migliorare l’aspetto della pelle.
Attualmente, presso lo stabilimento termale adiacente alle vecchie Terme e costruito all’inizio degli anni 2000, viene proposto il panorama completo delle più importanti terapie termali (balneoterapia, idromassaggi, cure inalatorie, insufflazioni endotimpaniche, piscina e percorsi vascolari).
Alle Terme di Sant’Andrea troviamo un poliambulatorio per le visite specialistiche, oltre a una piscina termale ad acqua salsoiodica e due percorsi vascolari con idromassaggi per favorire la circolazione sanguigna, alimentati da acqua salsobromoiodica. Qui è possibile seguire cicli di riabilitazione e fisioterapia, oppure beneficiare delle proprietà terapeutiche delle acque semplicemente immergendosi al loro interno.
Le cure termali disponibili nello stabilimento sono varie e indicate sia per gli adulti sia per i più piccoli. Dalle inalazioni ai trattamenti idropinici, ai bagni dermatologici e artroreumatici, fino alle cure contro la sordità rinogena e alla riabilitazione motoria: ad ogni disturbo si abbina una terapia personalizzata, per sfruttare al massimo il benessere donato dalle acque.
Come Arrivare
Le Terme di Sant’Andrea Bagni si trovano nel Comune di Medesano, in provincia di Parma. Per chi viaggia in auto, è possibile prendere l’Autostrada A1 e uscire a Parma Ovest, proseguendo poi sulla SP357 in direzione Medesano. Le terme sono ben segnalate e facilmente raggiungibili.
Viaggiare in auto o con un altro mezzo di spostamento autonomo (moto/camper) è sicuramente la scelta più comoda e veloce per arrivare alle Terme di sant’Andrea, dato che basta, sia da sud (La Spezia) che da nord (Parma), percorrere l’Autostrada A15 della Cisa fino al casello di Fornovo sul Taro per poi proseguire su Sp357 fino a Felegara e deviare infine per la località termale di Sant’Andrea Bagni.
Sant’Andrea Bagni sorge in una dolce vallata a 164 metri s.l.m. nel comune di Medesano (PR).
Situazione Attuale e Prospettive Future
Le Terme di Sant’Andrea Bagni, un tempo simbolo di benessere e turismo termale del comune di Medesano, oggi vivono un momento di profonda crisi. Tra contratti scaduti, aste deserte e una mancanza di manutenzione che mette a rischio l’integrità delle strutture, il futuro di questo prezioso patrimonio sembra sempre più incerto.
Martina Pini - consigliera di opposizione, all’interno del gruppo di minoranza “Medesano che cambia” - fa luce su una situazione complessa, evidenziando criticità e possibili strategie per salvaguardare questo tesoro storico e naturale.
Ad oggi, la situazione non è molto chiara, ed è estremamente drammatica. Lo stabilimento è dismesso, e si trova in una situazione fatiscente e molto pericolosa. Il Comune sicuramente avrebbe dovuto intraprendere un dialogo con i proprietari per disincentivare la chiusura e l’abbandono. Recuperare ora lo stabilimento risulta impossibile, perché l’edificio non è più a norma e adeguarlo, sarebbe molto oneroso. In vista della prossima scadenza di alcune concessioni che sono in capo all’ex imbottigliamento, sarebbe opportuno iniziare ad intraprendere un dialogo con i proprietari per capire quali sono le loro intenzioni sul futuro. Non ci si capacita del come mai il Comune non si sia mai attivato per chiedere la revoca delle concessioni minerarie, in capo all’ex imbottigliamento, essendo lo stabilimento non attivo dal 2015.
Sant’Andrea Bagni rappresenta un grande patrimonio storico e potrebbe essere valorizzato non solo a livello locale, ma anche nazionale. Si pensi al clima, alle acque curative, a livello paesaggistico e alla sua storia. Credo che abbiamo un gioiellino come frazione, perché si potrebbe generare un turismo a livelli importanti, quindi oltre che preservare la paesaggistica e le acque minerarie bisogna preservare anche la sua storia che abbraccia varie epoche, da quella romana, medievale, napoleonica ed epoche più recenti, come appunto la genesi del nostro termalismo con la perforazione per la realizzazione dei pozzi a fine ottocento da parte di Carlo Ponci, e la realizzazione delle gallerie delle acque, che poi sono state utilizzate in un’epoca più recente, ampliate durante la seconda guerra mondiale, quando nel 1944 il palazzo diventò la sede del comando tedesco in Italia, e alcune di esse usate come rifugi anti aerei. Sarebbe quindi fondamentale pensare ad un progetto complessivo, sensibilizzando i provati e istituire un museo permanente focalizzato sulle varie tematiche ed epoche storiche, coinvolgere anche le scuole di tutti i territori così che possano conoscere questi luoghi di storia.
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