San Casciano dei Bagni: Tesori Archeologici e il Mistero dei Serpenti Ritrovati

Martedì sono stati presentati gli ultimi notevoli reperti archeologici trovati nel sito etrusco e romano del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, in Toscana. Il frutto delle ultime ricerche è stato presentato nel borgo in provincia di Siena con una conferenza stampa a cui hanno preso parte, tra gli altri, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, la sindaca Agnese Carletti, il presidente Regione Toscana, Eugenio Giani, il Direttore Generale Musei Massimo Osanna, e il Rettore dell'Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari.

La zona del Bagno Grande di San Casciano comprende due grandi vasche pubbliche realizzate dai Medici secoli fa vicino a una delle fonti termali della zona. Il comune acquistò il terreno e nel 2019 avviò lo scavo, a cui collaborano alcune università e il ministero della Cultura.

Nell’estate del 2020 avvenne il primo grande ritrovamento. Nell’estate 2020, i giornali titolavano: “Nel santuario ritrovato del Bagno Grande a San Cascino dei Bagni (SI) riemerge il più grande deposito di statue in bronzo dell’Italia antica”, annunciando un ritrovamento d’importanza eccezionale in un grande impianto termale che era anche un vero e proprio santuario.

L’8 novembre 2022 fu annunciato il ritrovamento all’interno del Santuario Ritrovato di oltre 20 statue bronzee in perfetto stato di conservazione, databili tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. Risale all’ottobre del ’22 un altro eccezionale ritrovamento. Si tratta di altri reperti trovati sepolti nella vasca sotto l’acqua calda.

La campagna di scavi del 2024, a cui hanno partecipato 80 studenti di archeologia da università internazionali e 90 specialisti di diversi ambiti, ha permesso di scoprire buona parte della vasca più antica, costruita tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo. Da giugno a ottobre l’area di scavo si è ampliata, portando alla luce nuovi contesti ed eccezionali reperti. L’estensione delle indagini nel santuario del Bagno Grande ha portato al rinvenimento del temenos, il muro di recinzione dello spazio sacro, che racchiudeva più edifici tra i quali il tempio in corso di scavo, costruito attorno alla grande vasca sacra.

Un edificio più antico, o forse un grande recinto, costruito in blocchi di travertino, già in età etrusca circondava la sorgente del Bagno Grande, definendo lo spazio sacro del culto, almeno dal III secolo a.C. Le indagini archeologiche hanno permesso di definire i confini dell'area sacra, un muro di recinzione attorno a diversi edifici, tra cui un tempio dotato di una grande vasca sacra.

I Ritrovamenti del 2024

La campagna di scavo 2024 ha restituito una serie di nuovi tesori in bronzo, fra i quali spiccano alcune statue, cui si aggiungono monete, corone e gioielli. Ancora una volta sono le offerte in metallo pregiato a costituire l’elemento caratterizzante del deposito votivo. Quattro nuove statue e poi braccia, teste votive e gambe iscritte, assieme a strumenti del rito, come un’elegante lucerna, o un piccolo toro in bronzo, a richiamare quel mondo agro-pastorale così importante in questo contesto e già rappresentato dal bassorilievo all’interno della vasca sacra. E ancora monete di età repubblicana ed imperiale, ormai più di 10000, rinvenute nel santuario del Bagno Grande. Ma accanto al bronzo, il rinvenimento di una corona e di un anello d’oro si associa alla moltiplicazione di aurei romani. Sono metalli preziosi (tra cui gemme, ambra e altri gioielli) che legano il dono per le capacità terapeutiche delle acque calde alle pratiche divinatorie che presso il santuario dovevano certamente trovare il loro fulcro.

Le nuove, eccezionali iscrizioni rinvenute sono in Etrusco e in Latino. Appaiono voti che recano il nome etrusco di Chiusi, Cleusi, accanto a dediche alle Ninfe e alla Fonte calda, Flere Havens in Etrusco, giuramenti sulla Fortuna e sul Genio dell’Imperatore.

Tra le scoperte più importanti ci sono le statue in bronzo, tra cui un corpo nudo maschile tagliato a metà, offerto alla fonte termale da un certo Gaio Roscio vissuto nel I secolo avanti Cristo; un’altra statua di una donna impegnata nella preghiera simile a un’altra trovata nel 2022; un bambino augure, cioè un piccolo sacerdote, datato alla fine del II secolo avanti Cristo, che tiene in mano una palla e sulla gamba ha un’iscrizione che cita la città etrusca Cleusi, l’attuale Chiusi, sempre in provincia di Siena.

Le teste votive sono ritratti eleganti protoimperiali, con la prima dedica in Latino alla fonte, sul collo di una testa, i cui tratti sembrano quasi ricordare Cesare, che menziona anch’essa la Fonte. Fra questi una scultura in bronzo di un bambino con una palla che si muove. A colpire in particolar modo è la statua di un bambino, forgiata nel II sec. a.C, ritratto in piedi con la sua vestina: nella mano tiene una palla che incredibilmente ancora si muove, ruotando sul palmo.

Un eccezionale corpo nudo maschile è offerto esattamente a metà, come reciso dal collo ai genitali da un taglio chirurgico. Dedicato da un Gaio Roscio alla Fonte Calda, questo mezzo corpo testimonia forse la guarigione della parte immortalata nel bronzo. Tra le tante - sono quattro quelle più grandi- sorprende il tronco tagliato a metà di un corpo maschile offerto alla fonte da un certo Gaio Roscio, vissuto nel I secolo a.C. Un tipo di offerta, premette Tabolli, che ha dietro di sé una lunga tradizione: "Si offriva la parte risanata", spiega. A stupire, piuttosto, è la qualità altissima del manufatto, un modello che si ispira addirittura ad Alessandro Magno.

Un bimbo augure, un piccolo sacerdote della fine del II secolo a.C., con una lunga iscrizione in etrusco sulla gamba destra, reca nella mano sinistra una palla, con i classici pentagoni cuciti, che ancora ruota tra le dita (forse un elemento divinatorio, da far ruotare in un rito). Il gesto dell’offerente è reso da una statua femminile, quasi identica a quella rinvenuta nel 2022, con eleganti trecce che ricadono sul petto e deposta su un lato.

Il Mistero dei Serpenti in Bronzo

Particolarmente evocativa è la scoperta di un "mare" di serpenti in bronzo, trovati alla base del vascone, tra i quali spicca un esemplare lungo quasi un metro. A oltre quattro metri di profondità, sono stati ritrovati alcuni serpenti in bronzo di diverse dimensioni. Tra i ritrovamenti figurano anche moltissime uova di gallina che rappresentavano la fertilità e la protezione divina.

Alla base di grandi tronchi lignei, infissi in verticale nel deposito, in uno dei punti focali della vasca più antica, lo scavo ha portato alla luce una serie di serpenti in bronzo, concentrati nella profondità del deposito. Di forme diverse presentano misure di scale differenti. Dai piccoli serpentelli ad un esemplare di oltre 90 cm (quasi la mensura honorata, la misura perfetta di tre piedi romani), barbuto e cornuto.

Uno, di 90 centimetri, è probabilmente un serpente agatodemone, che in greco significa letteralmente “demone buono”, scelto come protettore della sorgente. Il ministero della Cultura dice che è il più grande mai trovato. Si tratta, con ogni probabilità, di un serpente agatodemone, il più grande ad oggi rinvenuto (se ne conoscono in bronzo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e al British Museum a Londra), protettore della sorgente detentore di un ruolo fondamentale nelle pratiche di divinazione e predizione del futuro, come si può osservare in molti altri contesti del Mediterraneo antico.

La collocazione di questi pezzi non è affatto casuale: erano stati deposti nel punto in cui sgorgava l'acqua, poiché con le lore spire rappresentavano la sacralità della fonte. I serpenti, infatti, vengono associati alla divinazione ed erano stati deposti nel posto in cui sgorgava l’acqua sacra. E a oltre quattro metri di profondità, è stato ritrovato uno strato di serpenti in bronzo simbolo di fertilità, rinascita e rinnovamento per la capacità di cambiare pelle. Sono di varie dimensioni, uno misura novanta centimetri, crestato e barbato. Stanno a indicare la sacralità del luogo.

Non era soltanto la salute, insomma, il pensiero di chi frequentava questo luogo così speciale, dove ancora oggi lo sguardo si perde tra l'azzurro del cielo, i verdi e l'ocra delle colline toscane. Pure la sua collocazione qui ha un senso: era stato deposto nel punto in cui sgorgava l'acqua, perché con le sue spire rappresentava la sacralità della fonte. Un personaggio fondamentale, dunque, "il genius loci" del sistema di offerte. Ecco allora l'altro elemento di novità: perché il serpente è associato da tempi antichissimi alla divinazione. E il suo ritrovamento è la conferma che alla fonte si veniva anche "per avere un rapporto diretto con la divinità", per interrogare il serpente, ovvero la fonte, sulle incognite del futuro.

Prospettive Future

Mentre a San Casciano si scoprono altri tesori, i bronzi rinvenuti precedentemente sono in mostra in giro per l’Italia. E’ in progetto un Parco e un Museo. E’ stato già acquistato in paese un edificio del cinquecento che dovrà diventare il Museo.

In attesa di poter ammirare i celebri bronzi nel loro luogo d'origine, ci sono già molti buoni motivi per visitare San Casciano dei Bagni, da ultimo l'inserimento nel network Best Tourism Villages dell'agenzia per il turismo delle Nazioni Unite.

In estate si riprenderà a scavare, mentre si lavora per dare vita al Parco Archeologico Termale, al Museo e all'Hub internazionale di ricerca che dovranno rendere possibile a tutti dalla fine del 2026 il godere di tanta meraviglia. Ma intanto, stagione dopo stagione, un ritrovamento dopo l'altro, quel luogo così speciale sembra davvero riemergere dai vapori delle sue acque, ripopolato di volti e di umane vicende, di gioie, dolori, speranze nel futuro.

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