Scaldasalviette Idraulico Non Scalda: Cause e Soluzioni

Tutti abbiamo in casa lo scaldasalviette ad acqua, che durante i freddi inverni italiani, è un complemento d'arredo indispensabile. Non solo per scaldare le salviette o per asciugarle, ma anche per riscaldare l’abitazione rendendola calda e accogliente. Nonostante questo a volte capita che lo scaldasalviette ad acqua smetta di funzionare o, nel migliore dei casi, non scaldi come dovrebbe. In questo articolo esploreremo le cause più comuni e le possibili soluzioni.

Cause Comuni e Soluzioni Rapide

Partiamo con l’affermare che uno scaldasalviette ad acqua che non scalda non implica necessariamente l’obbligo di sostituirlo o una grave rottura dell’impianto. Se tale problematica si presenta all’inizio della stagione fredda, quando cioè si ricomincia ad accendere il riscaldamento, è assolutamente normale e risolvibile in poche mosse.

1. Aria nell'Impianto

Un classico inconveniente che si riscontra negli scaldasalviette e, in generale, nei caloriferi è la formazione di bolle d’aria all’interno dell’impianto. La presenza di queste grosse bolle d’aria sottrae spazio all’acqua calda che dovrebbe, invece, irrorare l’intera camera stagna del radiatore. L’unico inconveniente causato dalle bolle d’aria è una forte riduzione di calore emanata dal calorifero con, però, il medesimo consumo di energia che alimenta il calorifero.

È la classica situazione da termosifone caldo sopra freddo sotto o in basso: l’aria tende infatti a produrre questo effetto.

Per fortuna è molto semplice ovviare a questo inconveniente: occorre sfiatare lo scaldasalviette. In parole povere, si deve far uscire l’aria presente nell’impianto, consentendo all’acqua di riprendere il suo normale posto nel calorifero.

Far sfiatare gli scaldasalviette ad acqua è molto semplice. Dotatevi di una bacinella vuota, spegnete la caldaia, aprire il rubinetto posizionato sotto la caldaia fino a raggiungere 2,5 Bar e poi raggiungete il calorifero mal funzionante. Accanto allo scaldasalviette si trova un piccolo sfiatino, una valvola: apritela lentamente fino a quando inizierà a uscire dell’acqua che raccoglierete nella vostra bacinella. Potrete richiudere lo sfiatino solo quando il getto dell’acqua che esce sarà costante. Questa semplice procedura consente di riavviare alla perfezione i caloriferi e si consiglia di attuarla ogni anno all’inizio della stagione fredda.

2. Valvola del Termosifone Bloccata

Se non avete risolto il problema sfiatando il termosifone è possibile che il malfunzionamento abbia un’altra origine, valvola termosifone bloccata. Ogni calorifero, infatti, possiede una valvolina di carico che viene aperta e chiusa svitando e avvitando. Si tratta della stessa valvola dove si trovano i contabilizzatori, quando presenti.

La valvola si può individuare facilmente rimuovendo con delicatezza la manopola di apertura e chiusura e la testina di regolazione. Si tratta di un piccolo perno di ferro che, se premuto con un cacciavite, dovrebbe rientrare per qualche millimetro. Se questo non accade o se la valvola resta già premuta, significa che si è verificato un blocco della stessa.

Potete cercare di sbloccarla con delle piccole pressioni con un cacciavite e con una pinza, magari aiutandovi con dello spray sbloccante e facendo sempre molta attenzione, senza esagerare con la forza.

In una città dove il calcare non manca certo, come Roma, è piuttosto comune assistere al blocco della valvola di carico e a volte si può ovviare alla sua sostituzione semplicemente facendo un po’ di manutenzione.

3. Pressione dell'Acqua

Quando i termosifoni non si scaldano può dipendere dalla pressione acqua bassa. Se così fosse sarà necessario aumentare la pressione della caldaia affinché raggiunga il valore di 1,5 / 2 Bar.

Con la pressione a meno di 1 Bar basterà girare di poco l’apposito rubinetto che si trova nella parte inferiore della caldaia per farla salire al valore giusto. Se invece l’ago si ferma a più di 2 Bar la pressione va fatta scendere leggermente aprendo la valvola di uno o più termosifoni che non scaldano in modo da svuotarli permettendo alla pressione di scendere.

Laddove la pressione della caldaia risultasse con un valore troppo elevato, va chiamato immediatamente un tecnico caldaie specializzato, perché questa situazione potrebbe essere la fonte di seri danni alla caldaia stessa e poi all’impianto di riscaldamento.

4. Termostato

Se il termosifone non scalda è utile verificare la temperatura impostata nel termostato caldaia. Quando la temperatura impostata è troppo bassa, una volta raggiunta quella, i termosifoni non si scalderanno ulteriormente.

Se anche dopo aver alzato la temperatura del termostato i termosifoni non si scaldano è probabile che il problema risieda nel termostato che potrebbe essere danneggiato o rotto e che quindi va sostituito con uno nuovo.

5. Fanghi nel Radiatore

Alcune volte sono i fanghi formati dalle particelle nell’acqua che si accumulano nel radiatore e creano un blocco tale da causare un cattivo funzionamento del termosifone. Questo problema è molto più difficile da risolvere, poiché dovrai chiamare un tecnico di sistemi termici per risolvere il problema al termosifone, anche perché in questo caso prima o poi toccherà anche agli altri radiatori della casa.

Attenzione, questo problema è abbastanza comune e può verificarsi anche se avete una caldaia nuova e installata da poco se chi vi ha fatto l’installazione non ha effettuato un’operazione accurata di lavaggio dell’impianto per liberarlo dai fanghi, oppure se per risparmiare avete deciso di non farla fare.

Per risolvere il problema va infatti utilizzato uno strumento di pompaggio professionale per forzare i fanghi fuori dal sistema di riscaldamento. Questa operazione può richiedere anche fino a mezza giornata, a seconda del numero di termosifoni coinvolti.

6. Perdite

La prima cosa che dovresti sempre controllare è se qualcuno dei tuoi termosifoni o radiatori perde. Che si tratti di un problema della valvola o di un tubo danneggiato, una perdita causa l’abbassamento della pressione della caldaia e scarica parte dell’acqua calda dal sistema di riscaldamento, rendendolo meno efficiente.

Esistono due modi per riparare le perdite, a seconda della gravità del danno. In caso di piccole crepe o buchi, di solito si possono rattoppare con un panno resistente o con qualcosa da avvolgere saldamente attorno alla rottura. Sorprendentemente, è una soluzione che durerà per un tempo piuttosto lungo nella maggior parte dei casi, infatti la pressione esercitata sul tubo non è molto alta.

Vi darà tutto il tempo di contattare un termoidraulico specializzato per risolvere il problema senza urgenza. Un danno più significativo al sistema di tubazioni invece richiede quasi sempre l’intervento rapido di un professionista.

Qualsiasi intervento che possa aiutare a sigillare la perdita aiuterà a mantenere alti il calore e la pressione dell’acqua. Non rimuovere o sostituire un tubo, a meno che tu non sappia esattamente cosa stai facendo.

Quando Chiamare un Professionista

Sebbene a volte sia facile e veloce ovviare a piccoli inconvenienti legati agli scaldasalviette ad acqua, è opportuno attuare durante l’anno una corretta manutenzione sia dei caloriferi che della caldaia. Nel caso in cui dopo aver sfiatato lo scaldasalviette la situazione non si sia risolta, si consiglia di chiamare un tecnico di fiducia e affidarsi a lui per qualsiasi ulteriore intervento.

Manutenzione Preventiva

Il modo migliore per evitare di ritrovarsi con i termosifoni freddi in pieno inverno è far eseguire una regolare manutenzione dell'impianto. Solo così si ha la garanzia che tutto funzioni correttamente, assicurando sia il giusto comfort che la massima efficienza.

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