Se Non Si Va In Bagno Si Aumenta Di Peso: Cause E Soluzioni
La stitichezza, o stipsi, è un’evacuazione infrequente o difficoltosa, associata spesso a sensazione di incompleto svuotamento intestinale. Se la condizione persiste per un breve periodo, è considerata stitichezza acuta; se dura per diversi mesi, è definita stitichezza cronica. La stitichezza è un problema comune, con cui molti convivono.
È importante rivolgersi al medico soprattutto quando la stitichezza è di recente insorgenza, se si prolunga per più di tre settimane o se si accompagna ad altri sintomi come sangue nelle feci, forti dolori intestinali, perdita di peso non giustificata e anemia. Lo specialista, in questi casi, interrogherà e visiterà il paziente e valuterà il percorso diagnostico più opportuno per ciascun caso.
La stipsi è una condizione che interessa circa il 15% circa della popolazione, e in particolare il sesso femminile, per un possibile coinvolgimento ormonale nella motilità dell’intestino.
Cos'è la Stitichezza?
Si definisce stipsi la condizione in cui l’individuo presenta meno di tre evacuazioni di feci alla settimana. Nella maggior parte dei casi però si tratta di casi “idiopatici”, ovvero di cui non conosciamo la causa. In questi casi si individuano diversi meccanismi alla base della stitichezza e, talvolta, tali meccanismi possono coesistere.
I sintomi della stitichezza includono:
- Bassa frequenza di evacuazioni (inferiori a tre alla settimana)
- Feci secche e disidratate
- Necessità di sforzarsi e talvolta dolore all’evacuazione
- Crampi addominali, pancia gonfia, nausea
- Sensazione di non aver svuotato completamente l'intestino
- Ricorso a manovre manuali o clisteri e supposte per agevolare l’evacuazione
Forse hai sentito parlare della Scala delle Feci di Bristol, uno strumento utile per mettere in relazione il tempo necessario alle feci per attraversare il colon con l'aspetto fisico e la consistenza. Secondo la scala, i tipi 1 e 2 sono associati alla stitichezza. L'estremità opposta della scala (tipi 5-7) è associata alla diarrea e i tipi 3 e 4 sono generalmente considerati feci normali.
Una digestione sana si riflette in feci normali di colore marrone, senza resti di cibo visibili, lisce, morbide. Le persone affette da stitichezza manifestano, al contrario, feci dure con grumi separati, che possono assomigliare a noci. Questo si traduce in notevoli difficoltà di evacuazione, talvolta accompagnate da dolore.
Stitichezza: Quali Cause?
La stitichezza cronica è un disturbo comune che annovera numerose cause possibili. In molti casi la causa principale è sconosciuta. Nella maggior parte dei casi la stipsi è un sintomo, non una malattia. Come la febbre la stitichezza può essere causata da molte situazioni diverse.
La stitichezza può avere cause diverse e di frequente la causa principale è sconosciuta. Può dipendere da un transito intestinale rallentato: le feci permangono troppo a lungo nel colon e si disidratano. Questo può accadere se l’alimentazione è povera di fibre, se non è adeguato l’apporto idrico, se si conduce una vita sedentaria o se si reprime lo stimolo alla defecazione.
La stitichezza può essere anche l’effetto collaterale di alcuni farmaci (es. antidepressivi, analgesici, antiacidi) o essere correlata ad alcune condizioni o patologie, come:
- Ostruzioni del colon o del retto (stenosi intestinali, tumori, rettocele)
- Malattie dell’intestino (sindrome del colon irritabile, celiachia, diverticolosi)
- Malattie neurologiche (sclerosi multipla, morbo di Parkinson, ictus cerebrale)
- Disordini neuroendocrini (ipotiroidismo, diabete mellito, ecc.)
- Dissinergia del pavimento pelvico e inerzia colica
Sappi che diversi fattori possono contribuire alla stitichezza. Qui di seguito, troverai 5 possibili motivi per cui potresti trovarti in questa situazione:
- Disbiosi Intestinale: La disbiosi è uno squilibrio nella comunità di microbi (batteri, funghi e virus) che popolano il nostro intestino, nota come microbiota. Questo squilibrio coinvolge la convivenza tra i microbi amici e quelli meno desiderati. Quando i microbi nel nostro intestino non lavorano insieme in modo armonioso, l'intestino può avere problemi nel gestire i rifiuti. In particolare, se i microbi meno amici sono troppi, potrebbero rallentare il normale passaggio dei rifiuti e persino ridurre la produzione di muco, che normalmente aiuta il loro scorrimento.
- Disidratazione: La disidratazione, spesso sottovalutata, gioca un ruolo significativo nella stitichezza. L'acqua assume un ruolo cruciale nel mantenere l'equilibrio elettrolitico e nel sostenere le fibre non digeribili, che, grazie all'apporto idrico, incrementano il volume delle feci, agevolandone l'eliminazione. In caso di carenza d'acqua, questo processo si compromette, determinando un rallentamento nel transito intestinale e, di conseguenza, la stitichezza.
- Squilibrio Elettrolitico: Anche i minerali come sodio, potassio, magnesio e fosforo svolgono un ruolo importante per mantenere il nostro intestino in salute. Ciascuno di questi elementi contribuisce a un delicato equilibrio definito “elettrolitico”, essenziale per far funzionare bene i nervi e i muscoli nel nostro intestino.
- Stile di Vita Sedentario: Un'attività fisica insufficiente può portare a un rallentamento del transito intestinale e favorire la stitichezza. Se passi la maggior parte del tuo tempo seduto o hai uno stile di vita sedentario, considera di introdurre attività fisica nella tua routine quotidiana.
- Stress e Mancanza di Sonno: Lo stress e l'ansia possono influire negativamente sulla salute intestinale. Il nostro intestino è strettamente collegato al nostro sistema nervoso e il cosiddetto "asse intestino-cervello" gioca un ruolo chiave nella regolazione della funzione intestinale. La mancanza di sonno, poi, aggrava ulteriormente la situazione. Quando il nostro corpo è esausto, il sistema digestivo ne risente ancor di più, intensificando i disturbi intestinali.
La stitichezza ostinata può causare emorroidi, ragadi anali, fecalomi (accumuli di feci indurite), prolasso rettale e vescicale (prolassi da sforzo).
Cura della Stipsi e Alimentazione
La stitichezza nella maggior parte dei casi non richiede l’intervento del medico e si può risolvere modificando lo stile di vita e la dieta.
In particolare, risultano utili alcuni accorgimenti:
- Aumentare gradualmente l’apporto di fibre alimentari, con una dieta ricca di alimenti come frutta, verdura, legumi e cerali integrali
- Bere almeno due litri di acqua al giorno
- Aumentare l'attività fisica
- Trovare il tempo di recarsi a una toilette, meglio se dopo un pasto quando le contrazioni sono più attive per il riflesso gastro-colico
- Non avere fretta e non essere disturbati
- Non ignorare o reprimere lo stimolo a defecare
Per ammorbidire le feci e agevolare il transito intestinale, in alcuni casi può essere utile aggiungere alla propria dieta crusca di grano, avena e semi di lino e preparati a base di psyllium.
Lo specialista gastroenterologo può valutare il ricorso a integratori o lassativi formanti massa che, associati ad adeguata idratazione, sono efficaci nell’aumentare la frequenza delle evacuazioni nel modo più naturale.
Fondamentale, dunque, associare ai trattamenti indicati dallo specialista gastroenterologo anche una particolare attenzione alla dieta. È consigliata quindi un’alimentazione ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali, utili ad aumentare l’apporto di fibre, che dovrebbe raggiungere i 20-35 grammi al giorno. Importante anche mantenersi idratati, perché anche l’acqua facilita l’espulsione delle feci.
Cominciamo con il primo passo, che consiste nel migliorare la tua alimentazione per favorire la salute intestinale. Consultare uno specialista è di importanza fondamentale per valutare la situazione e ricevere una terapia mirata, soprattutto in caso di sintomi gravi. Dopo questa premessa, possiamo adottare altre pratiche, come una dieta di eliminazione, utile per identificare gli alimenti che potrebbero innescare reazioni infiammatorie nell’intestino e quindi contribuire alla tua stitichezza. Tra gli alimenti considerati "pro infiammatori" rientrano quelli contenenti glutine, zuccheri raffinati, latticini, legumi e alimenti trasformati.
Un altro aspetto cruciale riguarda l'assunzione di grassi. Oltre a svolgere funzioni vitali, garantendo il corretto funzionamento degli organi, dei processi cellulari e le funzioni ormonali, la tipologia di grassi presenti nella dieta incide direttamente sulla motilità intestinale.
Nel fare scelte alimentari benefiche per l'intestino, è essenziale distinguere tra grassi salutari e quelli meno vantaggiosi. I grassi amici per la salute intestinale includono l’olio e.v.o. (per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie), l’olio e il burro di cocco e il burro ghee, quest'ultimo particolarmente noto per il suo contenuto di acido butirrico, un potente antinfiammatorio naturale. L'acido butirrico contribuisce a contrastare l'infiammazione intestinale, migliorare la motilità intestinale, preservare lo strato di muco protettivo dell'intestino e promuovere un ambiente equilibrato per i microbi che lo abitano.
Un vantaggio del burro ghee è la sua assenza di caseina e lattosio, che vengono rimossi durante la preparazione, rendendolo adatto a diverse esigenze dietetiche e ideale per questa fase di "eliminazione". Allo stesso modo, l’avocado, ricco di grassi monoinsaturi, può migliorare la consistenza delle feci e favorire una migliore motilità intestinale.
Intestino Pigro e Menopausa
L’intestino pigro per molte donne è una “spada di Damocle” che le affligge da sempre. Le donne, rispetto agli uomini, hanno un colon più lungo. Nel nostro caso specifico, la menopausa e, in particolare, le alterazioni ormonali che la caratterizzano,favoriscono un certo rallentamento della motilità intestinale che si traduce in un fastidioso problema di intestino pigro, gonfiore addominale, flatulenza e, nel peggiore dei casi, stitichezza.
Rimedi Farmaceutici e Naturali
Se questi cambiamenti non fossero sufficienti, si può fare ricorso saltuariamente e dietro consiglio del medico a farmaci lassativi. Nonostante esistano diverse opzioni di lassativi oggi, noi di New Food for Life sosteniamo da sempre soluzioni naturali e complete che operano in sintonia con il benessere intestinale.
Contrariamente all'apparenza di una soluzione rapida, l'uso frequente dei lassativi convenzionali può comportare irritazione della mucosa intestinale e sviluppo di dipendenza. Inoltre, alcuni lassativi potrebbero interferire con l'assorbimento. La cosa più importante è sapere che una cura che funziona deve essere seguita per molto tempo e con costanza.Poiché la stitichezza non insorge in un giorno non ci si deve aspettare che essa si risolva in un giorno.
Il Medico Gastroenterologo è esperto nel capire quando è necessario un lassativo e soprattutto quale tipo è il più idoneo per quella persona. Esistono infatti numerosi tipi di lassativi che agiscono in maniera diversa nell’intestino.Nella maggioranza delle persone i lassativi stimolanti debbono essere l’ultima risorsa ed assunti sotto la supervisione del medico.
I tipi di lassativi sono:
- Lassativi formanti massa: Essi sono anche conosciuti come integratori di fibre, ed agiscono trattenendo il contenuto d’acqua nell’intestino. In tal modo le feci diventano più soffici, con più massa e sono più facili da espellere. Generalmente questi lassativi possono interferire con l’assorbimento di alcuni farmaci. E’ pertanto consigliabile di assumere i farmaci almeno a due ore di distanza (prima o dopo) dal lassativo. Essi possono causare gonfiore e dolore addominale in quanto le fibre vengono digerite dai batteri del colon con produzione di gas.
- Lassativi stimolanti: Questi agiscono stimolando le contrazioni ritmiche (peristalsi) dei muscoli dell’intestino. Questi lassativi come il bisacodile, la senna o la cascara agiscono più rapidamente degli altri lassativi proprio per il loro effetto di contrazione sulla muscolatura intestinale.
- Lassativi osmotici: Essi impediscono ai liquidi presenti nell’intestino di essere riassorbiti e facilitano la loro progressione all’interno di esso, determinando così la sua distensione.
- Lassativi ammorbidenti: Essi inumidiscono le feci e ne prevengono la disidratazione. Questi (docusato sodico) sono raccomandati dopo un parto o la chirurgia rettale ed in tutti quei casi in cui bisogna evitare al massimo lo sforzo della defecazione.
- Lassativi lubrificanti: Rendono le feci untuose e lubrificate per consentirne un passaggio più agevole nell’intestino. Olii minerali quali la paraffina e la vasellina sono i più usati.
- Lassativi salini: Sono anche questi lassativi osmotici (latte di magnesia, magnesio citrato) che trattengono acqua nel colon per facilitare il passaggio delle feci.
- Farmaci con prescrizione medica: Negli ultimi anni la ricerca farmacologica ha compiuto passi da gigante in questo campo. Sono di recente disponibili in farmacia la prucalopride (Resolor) e la linaclotide (Constella). Il primo agisce stimolando la peristalsi intestinale, quando questa sia assente o insufficiente e lo si prescrive nelle forme di stitichezza atonica o adinamica.
Tuttavia, l'alimentazione da sola potrebbe non essere sufficiente, e per contrastare la disbiosi è necessario integrare correttamente il regime alimentare con l'utilizzo di antibatterici naturali, come quelli presenti in Bonifix Power Plus. La sua formula unica include l'allicina, un potente principio attivo dell'aglio con proprietà antibatteriche, antimicotiche e antivirali. La berberina, ampiamente utilizzata nella medicina ayurvedica, come l’allicina svolge una potente funzione antibatterica e antimicotica, inoltre il finocchio favorisce la digestione e la motilità intestinale, mentre l'origano offre proprietà antimicrobiche e stimola la regolarità intestinale. Insieme, questi straordinari ingredienti formano una soluzione completa e naturale per promuovere la salute ottimale del tuo intestino.
tag: #Bagno
