Sensazione di Dover Andare in Bagno: Cause e Approfondimenti

L’evacuazione è la parte finale del processo di digestione e metabolizzazione degli alimenti. Si tratta quindi di una fisiologica necessità dell’organismo, per la quale non è possibile stabilire una frequenza ideale. Il bisogno di defecare è soggettivo e viene considerata “normale” una frequenza variabile tra tre volte al giorno e tre volte alla settimana.

Ma potrebbe verificarsi anche la situazione opposta, caratterizzata dalla necessità di defecare spesso, e in grado di suscitare preoccupazione. Anzi, se insieme all’ abitudine di andare spesso in bagno a defecare, magari con feci di consistenza molle, compare un dimagrimento eventualmente associato a febbre e dolori addominali, potrebbe essere il segnale che qualcosa non va. Alla base della improvvisa perdita di peso potrebbe esserci, per esempio, una malattia infiammatoria intestinale come la malattia di Crohn, la colite ulcerosa o la celiachia.

Quando Consultare uno Specialista

In generale, quando si sperimenta con una certa frequenza il sintomo della mancata defecazione anche in presenza di forte stimolo, si dovrebbe quanto prima prenotare una visita specialista presso un colonproctologo, ossia il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle patologie intestinali e ano-rettali.

Non impressionarti, non spaventarti ma altresì non sottovalutare nessun sintomo: rivolgiti sempre ad un medico.

Tenesmo Rettale: Cos'è?

La sensazione di dover defecare, o tenesmo, provoca uno stimolo frequente a defecare, anche senza riuscire ad evacuare nulla. Anche con la vescica o l’intestino svuotato, senti ancora il bisogno di defecazione continua. Il corpo, infatti, continua a darti sintomi di pressione, dolore, crampi e sforzi involontari. Non è una condizione normale. Dopo aver fatto i propri bisogni, una persona deve sentirsi rilassata.

Inoltre, il tenesmo anale può coinvolgere sia il retto che la vescica. Nel primo caso prende il nome di tenesmo rettale, mentre il secondo caso invece si chiama tenesmo vescicale. In ogni caso, si tratta di una condizione medica sempre curabile e risolvibile.

Cause del Tenesmo Rettale

L’infiammazione intestinale è la causa più comune di tenesmo rettale notturno. Ad esempio, chi soffre di sindrome di Crohn o di colite ulcerosa ha uno stimolo di defecare spesso. In particolare, l’irritazione coinvolge l’intestino basso, nella zona del retto e dell’ano. Perciò il tratto intestinale risulta più gonfio e sensibile, causando danni ai nervi, un impedimento maggiore nel passaggio delle feci e quindi un mal di pancia e continuo stimolo a defecare.

Ci sono altre condizioni mediche che possono provocare la sensazione di dover defecare continuamente, come ad esempio:

  • Infezioni sessualmente trasmissibili, come la clamidia
  • Endometriosi, se si diffonde nell’intestino
  • Polipi e tumori nel colon-retto
  • Cancro anale
  • Colite
  • Diverticolite
  • Celiachia
  • Ascesso perianale
  • Emorroidi
  • Stipsi

Infine, lo stimolo di andare di corpo è un tipico sintomo di stitichezza. Soprattutto in questi casi, l’intestino è sempre in moto e tu hai una sensazione di incompleto svuotamento intestinale.

Tenesmo Vescicale: Cause

Al contrario, la sensazione di andare in bagno e non riuscire a fare la pipì ha altre cause specifiche. In questo caso, i muscoli della vescica rimangono sempre attivi. Tale contrazione dipende da due fattori: un residuo di pipì nella vescica e un‘irritazione dei nervi del tratto urinario.

Le gocce di urina possono rimanere all’interno della zona vescicale come conseguenza di:

  • Calcoli
  • Vescica neurogena
  • Prolasso vescicale
  • Cancro alla prostata

Al contrario, le patologie che irritano la zona della vescica sono:

  • Prostatite
  • Vaginite
  • Cancro alla prostata e alla vescica

Tenesmo Rettale: Terapia

Come spesso accade per condizioni mediche di questo tipo, prima di procedere con un trattamento specifico, è importante isolarne la causa. Perciò vengono svolti una serie di esami approfonditi come l’esame digitale rettale, l’anoscopia e la colonscopia.

Dopo aver scoperto l’origine del problema, il Proctologo può procedere con il trattamento più indicato, che può essere mirato a:

  • Risolvere la causa e l’infiammazione
  • Curare i sintomi che coinvolgono il retto
  • Impedire i movimenti muscolari involontari
  • Gestire i sintomi dell’eventuale tumore

In conclusione, al termine della cura, non dovresti più andare spesso in bagno a defecare.

Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS)

Cos'è l'IBS?

La “sindrome dell’intestino irritabile” (IBS) può essere definita come un disturbo cronico e ricorrente delle funzioni dell’apparato gastrointestinale. Essa interessa il colon e l’intestino tenue con alterazioni delle funzioni motorie, della sensibilità dolorosa e della secrezione di liquidi.

Queste attività del tubo digerente (motilità, sensibilità e secrezione) sono regolate dal cervello. Questo può interagire in modo improprio e anomalo con l’intestino, ed è perciò che l’IBS viene spesso chiamata anche disturbo dell’asse cerebro-intestinale.

Sintomi dell'IBS

Il dolore o lo sconforto addominale sono i sintomi principali dell’IBS, e spesso si attenuano con la defecazione. Sono molte le cause del dolore addominale, ma nell’IBS esso è associato a cambiamenti dello svuotamento intestinale o evacuazione, che si manifestano con diarrea e/o stitichezza. Persone che soffrono di IBS possono avere prevalentemente diarrea, oppure prevalentemente stitichezza, o invece alternare periodi di diarrea alternati a stitichezza.

I sintomi possono cambiare nel tempo: possono esserci periodi con sintomi molto intensi, come periodi in cui i sintomi si attenuano o spariscono del tutto. Un sintomo molto comune nell’IBS è il gonfiore della pancia, ovvero una sgradevole sensazione di ripienezza di gas al giro vita. Altri sintomi sono l’urgenza improvvisa di dover correre in bagno per evacuare, la presenza di muco (bianco-giallastro) nelle feci, la fastidiosa sensazione di non aver svuotato completamente le feci dal retto (tenesmo). Comunque il medico competente riconosce facilmente i sintomi tipici dell’IBS.

Diagnosi dell'IBS

Il medico deve iniziare con raccogliere una storia clinica dettagliata per identificare i sintomi caratteristici dell’intestino irritabile e visitare manualmente la pancia del paziente. Gli esami del sangue, quelli radiologici, e quelli endoscopici (colonscopia) non servono per fare diagnosi di colon irritabile, ma per escludere la presenza di malattie organiche, soprattutto tumori, che possono manifestarsi con gli stessi sintomi dell’intestino irritabile. Chi soffre dei sintomi tipici di intestino irritabile ha tutti gli esami normali. Pertanto se non sono presenti i segnali di allarme illustrati sopra, sono sufficienti pochi esami per confermare la presenza dell’IBS e per escludere una malattia organica.

Comunque in alcune situazioni bisogna sempre procedere con l’esecuzione di alcuni esami, soprattutto nei pazienti che presentano diarrea o diarrea alternata a stitichezza.

  • La colonscopia deve essere eseguita sempre nei pazienti che abbiano 50 anni e più e non l’abbiano mai eseguita in vita loro o nei 5 anni precedenti. Durante l’esame è importante effettuare alcune biopsie della parete del colon su ogni lesione sospetta, ma anche su una parete apparentemente sana, in quanto la colite microscopica (che non presenta lesioni visibili all’occhio del medico) determina sintomi di dolore addominale e diarrea simili a quelli dell’IBS.
  • Eseguire nel sangue la conta dei globuli rossi e bianchi per valutare la presenza di anemia.
  • Dosare gli anticorpi anti Gliadina deamidata e gli anticorpi anti transglutaminasi IGA e IGG per escludere una celiachia (allergia al glutine contenuto nei cereali e in molti cibi lavorati). La celiachia infatti determina un malassorbimento di cibo e sostanze nutritive e si presenta con sintomi simili a quelli dell’IBS.

Cause dell'IBS

Non sono ancora ben note le cause dell’IBS. Vari fattori come quelli genetici, eventi traumatici avvenuti nell’infanzia (infezioni, abusi, traumi) possono predisporre alcune persone all’insorgenza della malattia. I sintomi sono il risultato dell’alterata motilità intestinale (del colon in particolare, che determina un eccesso di contrazioni muscolari), da un’aumentata sensibilità ai cibi, gas e feci presenti nell’intestino. Infine vi è una tendenza dell’intestino ad essere iper-reattivo a svariati fattori: il mangiare, lo stress, le emozioni, le infezioni gastrointestinali, il periodo mestruale, la distensione gassosa, che possono scatenare o amplificare i sintomi.

L’alterazione della motilità e della sensibilità del colon sembra essere dovuta alla distruzione della corretta comunicazione fra cervello ed intestino. Questa comunicazione è chiamata asse cervello-intestino. Queste interazioni bidirezionali fra il cervello e l’intestino sono molto importanti nel mantenere la normale regolazione delle funzioni intestinali. Queste interazioni inoltre rispondono ad ogni potenziale disturbo o stress.

In sintesi, nell’IBS, la normale regolazione delle interazioni cervello-intestino si altera, il che porta a cambiamenti nella motilità, sensibilità (sensazioni) e secrezioni a livello intestinale. Vi sono numerosi fattori che possono giocare un ruolo nell’alterazione dell’ asse cervello-intestino. Ci sono più di centomila miliardi di batteri nell’intestino umano. Questi batteri contribuiscono alla digestione dei cibi e regolano le funzioni intestinali compresa la motilità, la sensibilità e le funzioni immunitarie.

Di recente si è evidenziato che alcuni individui con IBS hanno un numero aumentato di batteri nell’intestino. Questo fenomeno è tecnicamente chiamato SIBO = Small Intestinal Bacterial Overgrowth. Alcuni di questi individui hanno migliorato i loro sintomi dopo una cura con speciali antibiotici. Sembra inoltre che la SIBO sia più frequente negli individui con IBS. Ricerche recenti hanno evidenziato che la SIBO non è tanto dovuta ad un aumento del numero assoluto dei batteri presenti nel nostro intestino, ma piuttosto ad un’alterazione del tipo dei batteri, cioè una crescita di “batteri cattivi” a scapito di quelli “buoni”.

Impatto dell'IBS sulla Qualità della Vita

L’impatto dell’IBS varia da persona a persona . In alcuni soggetti l’IBS causa sintomi leggeri, ben curabili e che non interferiscono con le normali attività giornaliere. In altri l’IBS può ridurre significativamente la qualità della vita, riducendo le attività sia di numero che di qualità. I sintomi invalidanti possono essere intestinali o extra-intestinali come la stanchezza cronica, la spossatezza, l’insonnia e infine disturbi della sfera sessuale.

L’IBS è una sindrome cronica di lunga durata . L’insorgenza e l’esacerbazione dei sintomi può essere imprevedibile e può avere effetti debilitanti. Nella maggior parte degli individui le cure generiche sono poco o nulla efficaci e la condizione invalidante può portare ad un isolamento sociale.

Comunque l’IBS è un disturbo assolutamente benigno che non porta ad alterazioni del corpo anche dopo molti anni di sofferenze. In generale i sintomi tendono a scomparire nel corso degli anni. Purtroppo questo non accade per tutte le persone. Nei casi in cui l’evento stressante continui ad essere presente ed avere un impatto importante è molto difficile che l’IBS regredisca. Se invece i problemi esterni e lo stress si risolvono anche i sintomi scompaiono.

Stress e IBS

Uno dei modi per comprendere bene cosa sia l’IBS è tener presente che in questi casi vi è una aumentata risposta dell’intestino allo stress. Come stress si intende qualunque cosa che possa stimolare il tratto gastrointestinale: la dieta, cambiamenti ormonali, attività fisica, stress psicologico/sociali. Lo stress a sua volta è definito come un turbamento soggettivo od oggettivo dell’omeostasi, cioè dell’equilibrio fra mente, cervello e corpo.

Esso può esistere anche in assenza di sensazioni coscienti della sua presenza, quali l’ansia o il panico. Lo stress può essere di breve o di lunga durata (>3 mesi). La sua intensità può variare da un minimo fastidio quotidiano ad eventi di vitale rilevanza (incidenti, malattie mortali). Si è visto che uno stress cronico subito nell’infanzia, cioè prima dei 18 anni, si associa a molti problemi medici quali l’asma, l’alta pressione del sangue, l’obesità, e l’IBS.

I tipi di stress che influenzano i sintomi dell’IBS possono essere fisici (infezioni e interventi chirurgici) e/o psicologici (perdita del lavoro, divorzio, lutto, abusi fisici o sessuali). Lo stress determina un aumento sia della motilità che della sensibilità intestinali in tutti i soggetti, ma in modo più accentuato nelle persone che soffrono di IBS.

L’IBS è il risultato di una complessa interazione biologica fra cervello e tubo digerente che interessa sia le funzioni della periferia (il tubo digerente) che fattori centrali (sistema nervoso centrale). Quindi per comprendere bene cosa sia l’IBS, si deve capire che questa condizione rappresenta un’aumentata sensibilità dell’intestino che si manifesta in risposta a stress sia interni che esterni al corpo umano. Affrontare e riconoscere gli eventi stressanti è il primo passo per capire le relazioni fra essi e l’IBS.

Fattori Psicologici e IBS

Alcuni pazienti che soffrono di IBS presentano anche disturbi psicologici quali ansia e depressione. Ciò è più evidente nei pazienti con sintomi più accentuati, che generalmente vengono visti nei centri specializzati. Comunque non tutte le persone con IBS associano una sintomatologia di disturbo psicologico. Infatti i fattori psicologici non sono la causa principale dell’IBS. Questi possono però influenzare il modo in cui una persona cerca di confrontarsi con la malattia e tentare di risolverla.

Stress emotivi possono associarsi ad un peggioramento dei sintomi di IBS. Non è infrequente che persone con IBS sviluppino sintomi mentre mangiano al ristorante o ai ricevimenti. Le persone con diarrea più severa possono anche (sotto stress psicologico) avere degli episodi sgradevoli di incontinenza fecale. L’ansia che questi sintomi possano ripresentarsi nel momento più inopportuno, in quanto imprevedibili, determina un circolo vizioso fra stress emozionale, sintomi e ansia correlata che mantiene uno stato perenne di sofferenza e disturbi intestinali.

Tutti questi pazienti per guarire dai loro problemi necessitano di un rapporto empatico (cioè sincero e sereno) con un medico specialista esperto in questo campo clinico. Molti soggetti soffrono invece di dolori addominali con diarrea o stitichezza senza alcuna evidenza di essere affetti da ansia, depressione o altri sintomi della sfera psichica.

Dieta e IBS

Gli effetti della dieta e dell’alimentazione sull’IBS variano da persona a persona. Va sottolineato che nessun alimento provoca l’IBS, ma alcuni cibi possono peggiorare i sintomi in persone particolari e predisposte.

Quando si sia instaurato un aumento della reattività dei muscoli intestinali e/o una aumentata sensibilità viscerale, come nell’IBS, tali da rispondere in modo eccessivo agli stimoli, anche il normale processo della digestione e non un cibo particolare, in certi momenti può aggravare i sintomi.

E’ noto che certi alimenti stimolano in generale reazioni intestinali, e nei soggetti con IBS un eccesso di questi cibi può peggiorare i sintomi. Ad esempio dei pasti troppo abbondanti o troppo ricchi di grassi, il caffè, la caffeina, l’alcol, possono provocare crampi addominali e diarrea. Ingerire in eccesso certi zuccheri che sono poco assorbiti dall’intestino, come il sorbitolo (utilizzato come dolcificante in molti cibi o dolciumi dietetici e in gomme da masticare e presente in natura nel miele e in alcuni frutti) può provocare crampi e diarrea. Mangiare in eccessiva quantità cibi che producono gas (fagioli, uva passa, ciambelle) può aumentare il contenuto gassoso intestinale in quanto l’IBS si può associare a gas e rigonfiamento.

Radioterapia e Tenesmo Rettale

Nei casi di radioterapia si tratta di pazienti con una diagnosi di carcinoma del retto, dell’ano o di aree vicine all’ultimo tratto del grosso intestino come utero e prostata. La radioterapia può essere associata a chemioterapia e si prosegue per circa un mese. Il paziente può accusare durante la terapia radiante dolore o bruciore anale, o riferire una sensazione di peso all’ano che lo costringe ad andare in bagno più volte in un giorno, senza tuttavia avere una defecazione soddisfacente. La diagnosi di tenesmo rettale è clinica e si basa sui sintomi riferiti dal paziente.

Ostruita Defecazione

Interminabili minuti passati sul water, necessità di spingere, di effettuare manovre manuali e clisteri per effettuare una quotidiana defecazione e il più delle volte la sensazione fastidiosa di avere ancora la necessità di andare in bagno. Con il passare degli anni la muscolatura del retto si indebolisce e si sfianca dilatando la parte dell’intestino dove passano le feci prima di essere evacuate cioè l’ampolla rettale. Questi due fenomeni alterano la possibilità di un passaggio normale delle feci nel canale anale, determinando tutti gli effetti di cui abbiamo parlato.

Il rettocele, nello specifico, è una delle cause di ostruita defecazione. Si tratta di una piccola cavità che si forma nell’intestino retto, dentro cui si vanno a depositare residui di feci provocando una sensazione di non completo svuotamento dell’intestino. Il primo passo per curare un’ostruita defecazione è quello di adottare una terapia fondata su una corretta alimentazione con adeguato apporto di liquidi e fibre ed eventualmente con l’aiuto di lassativi che peraltro devono essere sempre prescritti dal medico.

In caso di dissinergia del pavimento pelvico, senza presenza di alterazioni strutturali che provochino l’ostruzione del lume rettale, il trattamento di scelta è la riabilitazione del pavimento pelvico mediante fisiokinesiterapia, elettrostimolazione e bioffeedback.

Trattamento Chirurgico

È possibile oggi normalizzare l’anatomia del canale anale in modo da “disostruire” il passaggio delle feci. L’intervento può essere effettuato in anestesia spinale o in generale. Normalmente il ricovero è di 2/3 giorni e si torna alle proprie occupazioni nel giro di una settimana. L’intervento prevede la resezione per via transanale mediante l’utilizzo di suturatici meccaniche del retto esuberante e “malato”. Tra le complicanze e le sequele, presenti come in ogni intervento chirurgico anche se in percentuale relativamente basse, bisogna segnalare la possibilità di sviluppare un’urgenza defecatoria (necessità impellente di dover defecare) dovuto essenzialmente alla riduzione del volume dell’ampolla rettale. Tale problema è per lo più transitorio.

In caso di presenza di muscolatura sfinterica debole o lesionata già prima della procedura chirurgica, siamo soliti eseguire l’intervento di Delorme Interna che è una mucosectomia del prolasso e plicatura circolare della muscolare.

Informazioni sul Dott. Attilio Nicastro

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Il Dott. Attilio Nicastro opera come Responsabile nel Dipartimento di Colonproctologia dell’European Hospital di Roma, e riceve nei suoi studi di Roma, Milano, Lecce e Lamezia Terme. Vuoi contattare il Dott. Attilio Nicastro? È rapido e veloce: se hai il tuo profilo su uno dei seguenti social network, clicca semplicemente sul logo che ti interessa per aggiungere il Dott.

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