Il significato dell'olio idraulico: una guida completa
L'olio idraulico è un componente essenziale in molti sistemi meccanici, dai freni delle auto agli escavatori, garantendo il trasferimento di potenza e la lubrificazione. In questa guida, esploreremo a fondo il significato dell'olio idraulico, le sue proprietà, le diverse classificazioni e come scegliere il prodotto giusto per le tue esigenze.
Cos'è l'olio idraulico?
L’olio idraulico è un lubrificante che trasferisce la potenza attraverso attuatori idraulici azionati appunto dall’olio in pressione grazie alla pompa idraulica e alle servovalvole: esempi di attuatori possono essere bracci di escavatori, freni idraulici, sistemi di servosterzo, ascensore, ecc. Gli oli idraulici sono prevalentemente oli minerali e sintetici.
Gli ingranaggi, per scorrere e fare il loro lavoro, hanno bisogno di essere trattati in modo opportuno con lubrificanti specifici. Anche la macchina più performante non può funzionare a dovere se tutti i suoi componenti non sono ben lubrificati e oliati con uno specifico olio idraulico.
Olio idraulico vs. Olio per ingranaggi
L’olio idraulico e l’olio per ingranaggi/cambi sono due diversi fluidi che rientrano nella categoria dei lubrificanti. La formulazione di questi oli lubrificanti varia in modo significativo in base alle loro applicazioni nelle attrezzature. Per ottenere elevate prestazioni e durata della macchina, sono necessarie formulazioni di olio ottimali per adattarsi alle applicazioni.
La funzione principale dell’olio per ingranaggi è di proteggere il dente degli ingranaggi che lavorano ad alta pressione e ad alte velocità. Gli oli per ingranaggi, disponibili in diverse gradazioni e viscosità ( ISO VG ), vengono utilizzati per lubrificare i punti di contatto degli ingranaggi con i movimenti di scorrimento e di rotazione utilizzati in attrezzature industriali, automobili e altri macchinari.
La viscosità: un parametro fondamentale
La viscosità riguarda i fluidi e ne indica, precisamente, la resistenza allo scorrimento. La viscosità è una grandezza fisica che misura la resistenza di un fluido allo scorrimento. Un errore comune è quello di scambiare il concetto di viscosità con quello di densità che invece indica il rapporto tra la massa e il volume di un liquido. Quindi parlare di densità olio motore per riferirsi alle sue caratteristiche di scorrevolezza è scorretto.
Uno stesso fluido presenta caratteristiche di viscosità che mutano al variare di pressione e temperatura. Pertanto all’aumentare della temperatura abbiamo come conseguenza la diminuzione della viscosità. Quindi, lo stesso olio sottoposto a riscaldamento vedrà diminuire progressivamente la propria viscosità con l’aumentare della temperatura.
Ad esempio, un olio idraulico ISO VG 46 dopo circa 30 minuti di utilizzo in un impianto idraulico vedrà diminuire la propria viscosità fino a ISO VG 32. A seguito di questo fenomeno si avrà una conseguente diminuzione dell’efficienza del circuito idraulico e una maggiore usura dei componenti (pompa, servo valvole, ecc.). Questo principio è valido in generale per tutti i lubrificanti e tutte le gradazioni di viscosità.
Indice di viscosità (I.V.)
Per questo motivo, gli oli lubrificanti devono essere valutati non solo in base alla loro viscosità ma anche in base al loro indice di viscosità. L’indice di viscosità (I.V.) indica quanto un olio lubrificante è in grado di mantenere inalterata la propria viscosità a diversi livelli di temperatura. Valori bassi indicano una scarsa tenuta, valori alti indicano una maggiore capacità di mantenere la viscosità. L’I.V. Da questo punto di vista gli oli migliori sono senza dubbio gli oli sintetici e quelli minerali ad alto indice di viscosità.
Si calcola con metodica ISO 2909:2002 che valuta la viscosità cinematica degli oli a 40°C e 100°C. Più alto è questo valore, maggiore sarà è la stabilità dell'olio in termini di variazione della viscosità.
Olio ISO 46 e ISO 68: cosa significano i numeri?
L’olio lubrificante ISO vede come principale applicazione gli impianti oleodinamici. L’olio lubrificante ISO 46 e ISO 68 hanno un alto indice di viscosità. Entrambi sono formulati con additivi contro l’ usura, antiossidanti, antiruggine ed antischiuma. I numeri 46 e 68 indicano la viscosità dell’olio lubrificante.
Il valore della viscosità è importante per determinare se l’olio è adatto alle condizioni di lavoro dell’impianto. Possiamo qui di seguito dare dei cenni , fermo restando che suggeriamo sempre di attenersi ai manuali di manutenzione di ogni macchina.
Classificazioni degli oli motore: SAE, API e ACEA
Le classi di viscosità degli oli sono stabilite dalla SAE , Society of Automotive Engineers, e la W di Winter indica che la temperatura di riferimento della viscosità dell’olio è -15° per un 20 W , -20° per un 15W , -25° per un 10 W, -30° per un 5W, fino a -35° per uno 0 W. La temperatura estiva max assunta per convenzione è 100°, questo per dare un range molto ampio per l’utilizzo dell’olio.
Inoltre le specifiche SAE dicono chiaro e tondo che un 15W-40 è un olio minerale o semisintetico, un 20W-50 o 60 è un semisintetico e 5 o 0 W-30 sono oli sintetici.
SAE International, un acronimo che sta per Society of Automotive Engineers, è un ente di normazione nel campo dell'industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica.
Fino a qualche anno fa si faceva riferimento alle sigle A.P.I. (American Petroleum Institute), che erano tutto sommato semplici e chiare. Di un olio si indicava se era per auto a benzina con una S (Service, stazioni di servizio) o per un diesel con la C (Commercial, veicoli commerciali) più una lettera che tanto più era avanti nell’alfabeto tanto migliore e performante era l’olio che indicava.
Esempio Sg-Cd indicava un olio “migliore” a benzina rispetto a un Se-Ce, ma “peggiore “ per un diesel. Poi veniva indicata la viscosità dell’olio es 15W- 40 e tutti erano in grado di capire che un olio con quelle caratteristiche andava bene praticamente per l’80% dell’Italia; se poi abitavamo che so a Trapani o a passo Rolle era chiaro che nel primo caso era necessario un 20-50 e nel secondo un 5W-30.
La W indicava che l’olio era stato studiato per un uso prolungato a basse temperature. Tutto chiaro e semplice, tipicamente Yankee.
Poi l’ACEA, che non è la municipalizzata romana bensì l’Associazione Costruttori Europei Autoveicoli ha voluto creare delle sue specifiche. La ACEA è nata nel 1996 in seguito alla fusione tra CCMC (Comitato Costruttori del Mercato Comune) e ATIEL (Associazione Tecnica dei Produttori Europei di Lubrificanti) e prevede 4 differenti livelli a seconda del tipo di motore e di impiego.
La classificazione è data da una lettera indicante la tipologia di motore e da un numero riportante i diversi usi e applicazioni all'interno di una determinata classe. Le cat. "A" (benzina) e "B" (Diesel) sono dedicate al veicolo leggero. La cat. "C" (Catalyst Compatible) è sempre dedicata alle auto, con in più la compatibilità del lubrificante con i vari filtri dei gas di scarico. La cat. "E" è invece dedicata ai Diesel industriali.
Al contrario di ciò che accade con le specifiche API, una livello numerico più alto non significa migliori performance, insomma le specifiche europee sono piuttosto da iniziati e occorre dunque fare sempre riferimento al libretto di uso e manutenzione del veicolo, sempre che uno lo abbia. Talvolta può essere indicato anche l’anno della sequenza (es. ACEA B4-02), ma comunque il livello rientra nella categoria essendo compatibile con le precedenti applicazioni.
Le ultime specifiche Acea sono del 2004, mentre l’Api è giunta a Ci-Sm. A tutto questo si sono sovrapposte specifiche proprie dei vari costruttori, tipo quelle Mercedes e Wolksvagen, il risultato è che un utente medio è sempre più confuso e costretto alla fine ad andare nei loro Atelier (non è più il caso di chiamarli officine autorizzate, visti certi prezzi) anche per un banale cambio olio, che nel caso di un’auto diesel con Dpf di una nota casa tedesca può arrivare a costare svariate decine di euro al litro, altrimenti ciao Dpf, se non si usa la marca e il tipo di olio imposto sul libretto uso e manutenzione.
Non è che altre case facciano di meglio, lo sanno bene i possessori di un piccolo motore diesel, che se non usano l’olio prescritto si trovano con le punterie idrauliche simili ad un rullo di tamburo.
Purtroppo più andiamo avanti e peggio sarà, visto che tutte le case automobilistiche non vedono di buon occhio il cliente che va dal meccanico sotto casa, e cercano di fare margini sempre più con l’assistenza post vendita.
Specifiche API e ACEA in dettaglio
API SM è nata a fine 2004 e prevede test per maggiore resistenza all'ossidazione, protezione dai depositi, miglior protezione dall'usura e prestazioni a bassa temperatura.
API CI-4: specifica per i diesel a 4 tempi (i diesel a due tempi non ci interessano perché il loro uso è praticamente solo navale e sovralimentato) introdotta nel 2002, prevede test per la compatibilità del lubrificante con sistemi di ricircolo dei gas di scarico (EGR), e con altri sistemi di controllo e trattamento dei gas di scarico. I lubrificanti appartenenti a questa categoria forniscono ottima protezione contro l'usura, poca cenere e depositi sui pistoni, mantenimento della viscosità a caldo, soprattutto nelle zone più stressate dei motori, cioè nelle turbine.
Le definizioni delle categorie ACEA sono le seguenti:
- A1/B1: oli a bassa viscosità. Adatti a motori di bocca buona, vecchiotti e che in genere lavorano a carico più o meno costante.
- A5/B5: oli stabili a bassa viscosità, con caratteristiche di notevole scorrevolezza per risparmio carburante. Adatti per un utilizzo severo e lunghi intervalli di cambio. Prevedono prestazioni più elevate rispetto ad A1/B1. Il livello B5 prevede lo stesso livello prestazionale del B4, con in più specifici test per attestare le caratteristiche Fuel Economy.
- A3/B3: oli stabili adatti per l'utilizzo in mezzi ad elevate prestazioni, impiego severo e prolungati intervalli di cambio.
- B4: oli stabili adatti per motori Diesel di autovetture e veicoli commerciali con iniezione diretta.
- C1:oli stabili per motori dotati di sistemi di trattamento dei gas di scarico. Caratteristiche Extra Fuel Economy, Basso tenore di ceneri (< 0,5%).
- C2: oli stabili per motori di recente tecnologia dotati di sistemi trattamento dei gas di scarico. Caratteristiche Fuel Economy, Medio tenore di ceneri (< 0,8%).
- C3: oli stabili per motori di recente tecnologia dotati di sistemi di post-trattamento dei gas di scarico. Medio tenore di ceneri (< 0,8%).
Come si vede non è facile orientarsi , confondersi tra un C1 e C2 è facile, per esempio il nostro vecchio jtd vuole un B4 oppure un B3 è sufficiente visto che l’olio lo cambiamo prima del limite dichiarato dal costruttore? Mah! Ai posteri l’ardua sentenza.
Come scegliere l'olio idraulico giusto?
La prima scelta è sempre l’olio della viscosità indicata nel manuale del macchinario o del motore. Non improvvisare mai, chiedici eventualmente un consiglio: su utilenseriaweb trovi i migliori oli lubrificanti!
La viscosità corretta è sempre quella indicata dal Costruttore dell'auto nel libretto di uso e manutenzione del veicolo. Non è consigliabile usare una gradazione viscosimetrica differente.
Se poi siamo possessori di una auto di quelle marche che ti obbligano all’olio da loro prodotto, prepariamoci ad essere strizzati come limoni al primo cambio olio.
Inoltre, se malauguratamente ci troviamo da qualche parte con un impellente necessità di rabbocco di uno o più litri di olio dovuti ad una qualsiasi banalissima perdita, e le officine e le concessionarie della nostra marca sono chiuse per via dell’orario, o non ci sono proprio sul posto, rischiamo di causare danni irreparabili al Dpf, cioè il filtro antiparticolato, se ci azzardiamo al rabbocco con l’olio del distributore aperto.
Tabella Gradazione Olio Motore SAE J300
Si parla di oli unigradi es. SAE 10W, SAE 30, SAE 50 per indicare un olio motore che garantisce una sola prestazione a freddo oppure a caldo. Si parla invece di oli multigradi quando è garantita una prestazione sia a bassa temperatura sia ad alta temperatura es. SAE 5W-30, SAE 5W-40. Nel caso dei multigradi il primo numero seguito dalla "W" di Winter (Inverno) indica il comportamento alle basse temperature quindi in fase di avviamento, il secondo si riferisce alle alte temperature e quindi alla fase in esercizio.
| Grado SAE | Viscosità cinematica a 100°C (cSt) | Viscosità dinamica a bassa temperatura (°C) |
|---|---|---|
| 0W | 3.8 | 6200 a -35 |
| 5W | 3.8 | 6600 a -30 |
| 10W | 4.1 | 7000 a -25 |
| 15W | 5.6 | 7000 a -20 |
| 20W | 5.6 | 9500 a -15 |
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