La Dislocazione a Destra: Analisi e Significato

Le trasformazioni del repertorio linguistico italiano degli ultimi anni hanno visto un notevole incremento di studi e pubblicazioni. Alcuni fenomeni sintattici marcati quali le frasi scisse e, in particolare, la dislocazione a sinistra (DS), data l’ alta occorrenza nel parlato, hanno trovato spazio anche in alcuni manuali di italiano come L2/LS. Di contro sembra che la dislocazione a destra (DD), forse a causa di una minore diffusione rispetto alla DS, abbia suscitato un interesse minore.

Cos'è la Dislocazione a Destra?

La dislocazione a destra (DD) è un fenomeno linguistico la cui struttura è caratterizzata dalla presenza di un pronome sintatticamente superfluo collocato all’inizio dell’enunciato che anticipa un nome o un sintagma con funzione di complemento oggetto diretto o indiretto e che ha la funzione di conferire al parlato una maggiore intensità espressiva rispetto ad una struttura sintattica non marcata con disposizione SVO (Soggetto-Verbo-Oggetto).

Diffusione e Contesto d'Uso

Se nel parlato spontaneo si registra una minore diffusione della DD rispetto alla DS, esiste comunque un ampio spettro di espressioni rituali o convenzionali con presenza di DD che sono parte integrante della comunicazione quotidiana: (tu) lo sai che... ce l’hai un/una... te l’hanno già detto che ..... Gli studi di Rossi (1996; 1997; 1999; 2000) hanno dimostrato che nel parlato filmico, nella lingua televisiva e pubblicitaria, la presenza di DD è più ricca e quantitativamente superiore rispetto alla DS.

Per quanto riguarda il parlato spontaneo la DD non è da considerarsi un rovesciamento della DS perché le due dislocazioni hanno valenze comunicative sostanzialmente diverse, e non è relata a fenomeni di varietà diatopica, diastratica o diafasica; è un fenomeno panitaliano determinato da livelli di ritualità comunicativa e di scambi dialogici con la precisa funzione di coinvolgere il destinatario nel passaggio di informazioni dal dato al nuovo. Non è un caso che la frequenza massima di DD sia stata registrata negli enunciati esclamativi e, soprattutto, in alcune forme di domanda-risposta: contesti che rispecchiano la scansione dato-nuovo in cui l’ orizzonte tematico è largamente condiviso dai partecipanti allo scambio.

Esempi di Dislocazione a Destra

Si hanno due esempi di DD: il primo “ Io non ci capivo niente di pensioni ...” già visto in precedenza come espressione rituale tipica della conversazione quotidiana. Nel secondo esempio “...li riporti tu i costumi...” il pronome diretto “li”, viene ripreso ed esplicitato alla fine dell’ enunciato dal sostantivo “i costumi”. Questo procedimento sintattico ha la funzione di richiamare un argomento già trattato in precedenza dai partecipanti allo scambio e, contemporaneamente, introduce nel corso della conversazione un elemento inatteso per lo spettatore.

La DD funge da aggiunta esplicativa che chiarisce eventuali ambiguità e, allo stesso tempo, provoca un effetto sorpresa nel telespettatore catturandone l’ attenzione. Secondo gli studi di Rossi (1996; 1997; 1999; 2000) questo è uno dei motivi per cui si verifica una maggiore presenza della DD nel parlato filmico e televisivo, dove la comunicazione è sempre orientata verso il destinatario esterno e il suo coinvolgimento riveste un’ importanza capitale.

DD negli Enunciati Esclamativi

Anche gli enunciati esclamativi presentano una forte occorrenza di DD. È un tratto tipico dell’oralità quotidiana largamente presente nel parlato filmico e pubblicitario, che non ha bisogno di integrazioni contestuali per le conoscenze condivise da parte di tutti i partecipanti allo scambio.

L’esclamativa può presentare una struttura marcata da un’interiezione, da un pronome, un avverbio di valore esclamativo (chi, che, quale, come, quanto...), oppure può valere come frase completa anche in assenza del verbo e dell’avverbio esclamativo (esclamative ridotte); ciò è possibile solo se l’elemento anteposto al nome è costituito da un unico aggettivo.

  1. è un piatto ..........
  2. (con alcune confezioni di pasta in mano). Non per Don Diego!
  3. Come niente?! Aggiungere prezzemolo tritato.

I due esempi “difficile la signora...” e “grande la tua pasta ai funghi” presentano la DD del soggetto anticipato dagli aggettivi che fanno da schema di apertura. Si tratta di un meccanismo che, come il precedente, è largamente condizionato dal contesto e che ricorre quando la frase è abruptiva, cioè inizia un discorso (Benincà 1991).

Implicazioni Didattiche

L’introduzione di questo tipico tratto dell’ italiano neo-standard consente di farli riflettere sulla costruzione del messaggio sfruttando le diverse possibilità combinatorie della lingua a seconda della situazione comunicativa. Le attività che seguono, basate sui due spot televisivi, mirano a condurre gli studenti da una fase di apprendimento strutturata in esercizi di fissaggio (1-4) ad una fase più autonoma (5-8). Nella fase iniziale dell’unità didattica, dopo la visione delle due pubblicità, l’insegnante attira l’attenzione sulla DD allo scopo di farne rilevare struttura e funzione, evidenziandone la diversità rispetto alla struttura SVO; poi, nella fase intermedia, sottopone alla classe qualche esercizio di fissaggio.

Esempio a: - Per cena pasta con i broccoli. - Oddio, no. Io li odio i broccoli! Esempio b: - Per cena pasta con i broccoli. - Oh sì!! Potete anche usare i piatti dell’ esercizio precedente o inventarne dei nuovi con i seguenti aggettivi: saporito, delizioso, gustoso, squisito, appetitoso, delicato, piacevole, ottimo, divino, raffinato, speciale, piccante.

Costruite delle esclamazioni come nell’ esempio precedente. Ecco una lista di cose da fare.

Trasformazioni della Lingua Italiana

Nel corso degli ultimi anni la lingua italiana ha visto profonde trasformazioni. Inizialmente poco considerate dalle grammatiche normative, hanno via via acquisito un ruolo determinante nel dibattito accademico-scientifico.

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